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Decreto “mille-proroghe”: l'ADI dice no ai tagli che bloccheranno l’Università

Un ulteriore decreto bloccherebbe le assunzioni negli atenei italiani. L'Associazione dottorandi italiani protesta contro questa misura che danneggia le università e crea lavoro precario ed annuncia possibili mobilitazioni. Tramite l’assegnazione alle università di spese in precedenza non di loro competenza, infatti, si determinerebbe il superamento del rapporto del 90% tra spese per il personale e FFO per moltissimi atenei. In base alla legge 01/09 ciò farebbe scattare il blocco delle assunzioni

di Marta Ferrucci 19 febbraio 2010
In questi giorni si sta discutendo alla Camera la conversione in legge del Decreto “mille-proroghe” (DL 194/2009). Nel decreto sono state inserite ulteriori disposizioni per il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO) destinato alle università. Si tratta di misure particolarmente che porterebbero al blocco delle assunzioni in una parte consistente degli atenei italiani.

Tramite l’assegnazione alle università di spese in precedenza non di loro competenza, infatti, si determinerebbe il superamento del rapporto del 90% tra spese per il personale e FFO per moltissimi atenei. In base alla legge 01/09 ciò farebbe scattare il blocco delle assunzioni.

In un simile scenario le assunzioni rimarrebbero nuovamente bloccate per parecchi anni. Per l'Adi queste sono scelte "gravi e insensate in un contesto segnato da tempo dalla fine di una politica ordinaria per le assunzioni e dal sistematico ricorso a figure precarie per far fronte a questa emergenza.

Con tutta evidenza questo scenario non ha nulla a che fare con il merito e la trasparenza di cui ormai quotidianamente si parla, spesso a sproposito. Siamo di fronte all’ennesimo esercizio di fantasiosa contabilità, assolutamente indifferente alla gravissima situazione nella quale gli atenei italiani si trovano e che ormai mette a repentaglio il funzionamento ordinario delle università.

Crediamo necessario che questo provvedimento venga ritirato. Ci appelliamo in modo particolare ai settori della maggioranza che più hanno dimostrato in questo periodo di essere sensibili all’esigenza di un confronto autentico sul tema del DDL e in generale sulle politiche per l’Università e la Ricerca.

Riteniamo inoltre necessario assumere tutte le iniziative di mobilitazione contro questi provvedimenti, a partire dal blocco delle attività ordinarie
".

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