Napolitano: valorizzare la ricerca e l'alta formazione

Alla cerimonia della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Giorgio Napolitano ha dichiarato che la riforma dell'università è necessaria, ma si devono salvaguardare la ricerca e l'alta formazione

di Barbara Leone 14 luglio 2010
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante l'inaugurazione, a Trieste, della nuova sede della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, ha parlato della necessità di riformare l'università italiana ed ha cercato di rassicurare i ricercatori, preoccupati per i tagli previsti dalla riforma. La scuola si sviluppa in 8 settori di ricerca in Matematica, Fisica e Neuroscienze. Attualmente sono attivi 13 corsi di dottorato, a cui partecipano 250 studenti di 28 nazionalità diverse. Nel corso degli anni presso la scuola si sono formati più di 850 dottori di ricerca, che poi hanno intrapreso la carriera nel mondo della ricerca scientifica internazionale. Gli attuali ricercatori della scuola si sono presentati alla cerimonia indossando magliette con la scritta "Salviamo la ricerca" ed hanno consegnato una lettera al presidente per esprimere la loro "preoccupazione per lo stato della ricerca e dell'alta formazione in Italia".

napolitanoNella lettera, come riportato dalle agenzie di stampa, si legge: "Siamo convinti che una buona riforma delle Università che introduca finalmente quegli elementi meritocratici di cui il sistema ha tanto bisogno non possa funzionare se attuata contemporaneamente a una politica di tagli indiscriminati al finanziamento e al personale delle Università e degli enti di ricerca. Crediamo che se ce ne fosse data l'opportunità potremmo contribuire materialmente all'avanzamento della nostra società da italiani orgogliosi di vivere e lavorare in Italia e non da emigranti in cerca di migliori fortune nel resto del mondo".

Il Presidente Napolitano ha dichiarato che "la riforma dell'università è indispensabile e nessuno può negarlo, ma non possono mancare le risorse per uno dei settori strategici per lo sviluppo del Paese. Il debito va ridotto, ma non possiamo continuare a farlo pesare sulle spalle dei giovani. Ci sono state scelte discutibili e onerose come la proliferazione di sedi e corsi, c'è stato disordine e inefficienza nella governance del sistema universitario, ora la legge di riforma deve porre rimedio a questo. Servono scelte strategiche condivise". Ed ha aggiunto che gli investimenti nella ricerca e nell'alta formazione devono essere salvaguardati, perché "non riconoscere certe priorità significa non avere il senso del nostro futuro".

Per questo, secondo Napolitano, bisogna "valorizzare al massimo la ricerca e le energie che riusciamo a sprigionare grazie alle giovani generazioni". Ed ai ricercatori che temono di doversi trasferire all'estero per continuare a svolgere il loro lavoro, ha risposto che "devono avere fiducia nelle capacità del nostro Paese, perché non c'è nulla di male nell'andare all'estero, l'importante è che chi vuole restare o ritornare ne abbia la possibilità".
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