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Giorgio Napolitano contro i tagli indiscriminati

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è intervenuto sulla situazione attuale delle università italiane e sulla riforma sottolineando la necessità di rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati

di Barbara Leone 23 febbraio 2009

Giorgio NapolitanoIl presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ospite della cerimonia conclusiva delle celebrazioni per il settimo centenario di fondazione dell'Università degli Studi di Perugia, è intervenuto sulla situazione attuale delle università italiane e sulla riforma che l'attuale governo sta formalizzando. Napolitano ha sottolineato la necessità di "valutazioni e interventi pubblici puntuali" per gli atenei italiani, augurandosi che "siano maturi i tempi per ripensare e rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati". Prendendo spinto dal discorso del Rettore dell'Università di Perugia, Francesco Bistoni, che si è soffermato sui "livelli di eccellenza ancora presenti negli atenei italiani nonostante la fuga dei cervelli, Napolitano ha parlato della crisi economica e di come sia necessario investire sull'Università italiana: "la conoscenza e la ricerca sono leve fondamentali per la crescita economica e sociale, perché solo il sapere e l’innovazione» rappresentano un argine e una carta vincente nella sfida dei mercati globali".

Il Presidente ha inoltre aggiunto che "questa è una verità difficile da contestare e apparentemente non contestata anche nel nostro Paese. Ma si tarda a trarne le conseguenze". Ed ha concluso il suo intervento dichiarando che servono maggiori risorse e una maggiore attenzione nei confronti degli atenei italiani, evitando "generalizzazioni liquidatorie", analizzando "con coraggio" i risultati dei singoli atenei ed i problemi della ricerca e cercando soluzioni possibili prendendo spunto dagli stessi settori in Europa e nel Mondo. Tutte le forze responsabili del Paese devono impegnarsi per valorizzare le "risorse di capitale umano" ed evitare la "dispersione di talenti e risultati troppo spesso sottovalutati".

E da Roma è arrivata subito la replica del Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sostenuta dal Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, secondo il quale "non ci sono stati tagli indiscriminati, anzi, abbiamo salvato l'Italia con la manovra di luglio 2009-2011 pari a 36 miliardi di euro". Il Ministro Gelmini ha precisato che "le preoccupazioni del presidente Napolitano sono anche le preoccupazioni del governo. La Ricerca e l'Università sono alla base dello sviluppo di un Paese, ma è altrettanto vero, però, che in questa fase di difficoltà economica internazionale è necessario investire il denaro pubblico con grande attenzione e oculatezza. Per questo bisogna tutelare al massimo le tante realtà di eccellenza presenti in Italia. Tuttavia è nostro dovere amministrativo e morale eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci".

Mariastella Gelmini ha inoltre sottolineato le caratteristiche della sua riforma, il cui obiettivo è quello di migliorare la situazione attuale dell'Università italiana: "ci sono ampi margini per migliorare le modalità di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle università più virtuose. Il governo con il decreto legge sull'università ha deciso di destinare più fondi alle università migliori e di creare 4.000 nuovi posti da ricercatore. Ha deciso inoltre di mettere un freno al moltiplicarsi di corsi e sedi distaccate".

L’Unione degli Universitari ha espresso grande soddisfazione per le parole del Presidente Napolitano, dichiarando che "ancora una volta è il Presidente della Repubblica che deve ricordare i valori costituzionali come, in questo caso, il diritto allo studio ed alla formazione pubblica sia come valore imprescindibile sia come fulcro da quale far ripartire il nostro Paese ormai in piena crisi economica". L'Udu vuole quindi "ricordare al Governo che la formazione è la base di un Paese civile, e su questa non si possono e non si devono operare tagli, mai".

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