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Università: in un anno si cambia

Attacco del ministro alle baronie: «C'è un sistema di governo degli atenei che va cambiato: serve una rivoluzione che metta mano al vertice, faremo tutto in un anno». Ma non sarà questo l'unico settore in cui si interverrà

di Marta Ferrucci 21 settembre 2006
«Entrando nell'Università italiana ho trovato solo un discreto bordello». E' questa l'esternazione del Ministro dell'Università Mussi che, in un convegno promosso da Confindustria, ha così definito la situazione in cui ha trovato l'università italiana. «C'è un sistema di governo degli atenei e dell'insieme del mondo universitario che va cambiato». «C'è bisogno» -aggiunge- «di una vera e propria rivoluzione che rimetta mano alla governance, al vertice del sistema universitario italiano», fatta però «ricercando il confronto e il consenso più ampio».

Mussi si da' un anno di tempo per realizzare le prime riforme e gli interventi. Quali?:

- riforma al vertice del sistema universitario
- far partire l'agenzia della valutazione per i docenti e alla riforma del reclutamento
- contrattualizzare il rapporto di lavoro dei docenti universitari per far fronte al fenomeno dei "baroni"

Mussi si è pronunciato anche sullo scottante argomento dei giovani ricercatori pagati meno di 1000€ al mese, giovani "cervelli in fuga" che - ha riconosciuto il Ministro- vanno pagati di più: «Non è sensato che un parlamentare come me guadagni come cinque dirigenti di istituti di ricerca messi insieme». E non è mancata neanche una tirata d'orecchie alle imprese italiane alle quali ha ricordato che «sono le ultime in Europa per investimenti in ricerca e questo non dipende solo dal ritardo dell'Università».

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Commenti

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vcvcv sabato, 10 gennaio 2009

lea dove 6?

ma dov'è Lea, qualcuno ne sa gnente?

n° 23
mONICA martedì, 15 aprile 2008

cosa fare

sono della facoltà di lettere di firenze a luglio mi devo laureare per la triennale, ora con questa riforma non so che faranno... che mi consigliate aspettare le modifiche certe che arriveranno agiugno per un eventuale passaggio oppure dare la tesi tranquillamente?

n° 22
toni sabato, 1 settembre 2007

E i Diplomi Universitari?

E i Diplomi Universitari? Qualcuno si ricorda cosa sono?
Oggi si chiamano Lauree!!!
Ma chi ha avuto la sventura di prendere il titolo
quando si chiamava Diploma Universitario non ha diritto
di dichiararsi laureato!!!

Questa e' un'ingiustizia. La riforma "3+2" e' iniziata di fatto con
l'introduzione del Diploma Universitario.

*** Prima riforma: Legge n. 341, 19/11/1990

Si parlava di una rivoluzione che introduceva la cosiddetta "Laurea Breve"
o "Laurea Triennale", e lo standard dei 3 Livelli di titoli universitari:
livello 1 = Diploma Universitario,
livello 2 = Laurea tradizionale,
livello 3 = Specializzazione e Dottorato tradizionali.
Anche il sistema dei crediti fu' introdotto in questo periodo.

Chi si immatricolava poteva optare per il corso breve triennale o
per quello lungo quinquennale.

Comunque cio' che conta e' che IL PRIMO LIVELLO ERA GIA' DEFINITO: IL TITOLO
UNIVERSITARIO DI PRIMO LIVELLO ALLORA SI CHIAMAVA "DIPLOMA UNIVERSITARIO".

La novita' era chiara e i testi aggiornati di diritto universitario
presentavano i nuovi tre livelli standard di titoli, dicendo che il
"Diploma universitario" era la nuova "Laurea Breve" o "Laurea Triennale".

*** Seconda riforma: Decreto n. 509, 21/12/1999

Con una nuova legge il sistema diventava realmente un "3+2" perche' si eliminavano
i corsi a ciclo unico quinquennale introducendo i corsi "integrativi" biennali.

Comunque il primo livello era gia' li'. L'unica novita' era che il titolo di
primo livello cambiava nome, e diventava "Laurea", ma solo per i nuovi iscritti!
Stessi corsi, stessi esami, stessi crediti, titolo diverso. I corsi erano
realmente gli stessi, nel periodo di transizione erano attivati i corsi con
entrambi i nomi, GLI STUDENTI ISCRITTI AL CORSO DI "DIPLOMA UNIVERSITARIO",
SEGUIVANO GLI STESSI INSEGNAMENTI, SOSTENEVANO GLI STESSI ESAMI CON GLI STESSI
CREDITI E SI DIPLOMAVANO CON LE STESSE REGOLE DI TESI E NELLE STESSE SEDUTE DEI
NUOVI STUDENTI DEI CORSI DI "LAUREA"!

Alla fine, per legge, i nuovi possono dichiarare un titolo accademico di "Laurea
in ...", i vecchi no, anche se e' lo stesso primo livello! Conta cio' che e'
scritto sulla carta e conta la legge, con tutte le conseguenze sull'usurpazione
di titoli, sui diritti nei concorsi pubblici, ecc.

E non stiamo qui a raccontarci la balla che "nel mondo del lavoro il titolo non
conta, contano le competenze"! Quanto vale questa chiacchiera visto che i titoli
esistono e sono protetti dalla legge?

E poi perche' questa discriminazione visto che tutti, "Diplomati" e "Laureati",
possono in seguito accedere allo stesso TITOLO PROFESSIONALE con lo stesso esame
di Stato? Questo non basterebbe per concedere a posteriori al Diplomato il
diritto di utilizzare la QUALIFICA ACCADEMICA di "Laureato"? (La mia esperienza
e' quella della Facolta' di Ingegneria).

Al diplomato si dice pure che se vuole il nuovo titolo deve reiscriversi per pura
formalita' e sostenere solo la tesi e al massimo un esame. E questo a causa di
una forzatura sui settori scientifico diciplinari che modificherebbero di fatto
il valore dei crediti gia' acquisiti.
Non mi sembra giusto, almeno per un fatto di principio: IO NON DEVO NULLA, HO
GIA' DATO! LO STATO MI TOGLIE ARBITRARIAMENTE UN DIRITTO CHE HO GIA' ACQUISITO
PERCHE' HO GIA COMPLETATO I MIEI STUDI ACQUISENDO IL TITOLO! Se poi lo stato
modifica il titolo da attribuire al primo livello, lo deve fare per tutti,
altrimenti e' come ammettere che si sta introducendo un quarto livello alla
base della scala!

Ribadisco che tutto questo assume una certa importanza proprio a causa della
parolina magica "Laurea" che compare nel titolo accademico.


Io mi sento quasi truffato dalla legge!

Va bene la riforma, va bene la Dichiarazione di Bologna, va bene che la legge
341 l'ha anticipata, ma credo che ci siano errori e ingiustizie che il
legislatore dovrebbe correggere. E questo indipendentemente dal fatto che i
Diplomati Universitari sono solo uno sparuto numero di persone che a suo tempo
hanno affrontato il rischio di fare da cavie alla sperimentazione della riforma.



P.S.
Con una terza riforma (Decreto n. 270, 22/10/2004) si e' concesso al laureato di
primo livello il diritto di utilizzare la qualifica di "Dottore", ma questa
e' tutta un'altra storia.

n° 21
Giulia giovedì, 22 gennaio 2009

Re: E i Diplomi Universitari?

> E i Diplomi Universitari? Qualcuno si ricorda cosa
> sono?
> Oggi si chiamano Lauree!!!
> Ma chi ha avuto la sventura di prendere il titolo
> quando si chiamava Diploma Universitario non ha
> diritto
> di dichiararsi laureato!!!
>
> Questa e' un'ingiustizia. La riforma "3+2" e'
> iniziata di fatto con
> l'introduzione del Diploma Universitario.
>
> *** Prima riforma: Legge n. 341, 19/11/1990
>
> Si parlava di una rivoluzione che introduceva la
> cosiddetta "Laurea Breve"
> o "Laurea Triennale", e lo standard dei 3 Livelli
> di titoli universitari:
> livello 1 = Diploma Universitario,
> livello 2 = Laurea tradizionale,
> livello 3 = Specializzazione e Dottorato
> tradizionali.
> Anche il sistema dei crediti fu' introdotto in
> questo periodo.
>
> Chi si immatricolava poteva optare per il corso
> breve triennale o
> per quello lungo quinquennale.
>
> Comunque cio' che conta e' che IL PRIMO LIVELLO ERA
> GIA' DEFINITO: IL TITOLO
> UNIVERSITARIO DI PRIMO LIVELLO ALLORA SI CHIAMAVA
> "DIPLOMA UNIVERSITARIO".
>
> La novita' era chiara e i testi aggiornati di
> diritto universitario
> presentavano i nuovi tre livelli standard di
> titoli, dicendo che il
> "Diploma universitario" era la nuova "Laurea Breve"
> o "Laurea Triennale".
>
> *** Seconda riforma: Decreto n. 509, 21/12/1999
>
> Con una nuova legge il sistema diventava realmente
> un "3+2" perche' si eliminavano
> i corsi a ciclo unico quinquennale introducendo i
> corsi "integrativi" biennali.
>
> Comunque il primo livello era gia' li'. L'unica
> novita' era che il titolo di
> primo livello cambiava nome, e diventava "Laurea",
> ma solo per i nuovi iscritti!
> Stessi corsi, stessi esami, stessi crediti, titolo
> diverso. I corsi erano
> realmente gli stessi, nel periodo di transizione
> erano attivati i corsi con
> entrambi i nomi, GLI STUDENTI ISCRITTI AL CORSO DI
> "DIPLOMA UNIVERSITARIO",
> SEGUIVANO GLI STESSI INSEGNAMENTI, SOSTENEVANO GLI
> STESSI ESAMI CON GLI STESSI
> CREDITI E SI DIPLOMAVANO CON LE STESSE REGOLE DI
> TESI E NELLE STESSE SEDUTE DEI
> NUOVI STUDENTI DEI CORSI DI "LAUREA"!
>
> Alla fine, per legge, i nuovi possono dichiarare un
> titolo accademico di "Laurea
> in ...", i vecchi no, anche se e' lo stesso primo
> livello! Conta cio' che e'
> scritto sulla carta e conta la legge, con tutte le
> conseguenze sull'usurpazione
> di titoli, sui diritti nei concorsi pubblici, ecc.
>
> E non stiamo qui a raccontarci la balla che "nel
> mondo del lavoro il titolo non
> conta, contano le competenze"! Quanto vale questa
> chiacchiera visto che i titoli
> esistono e sono protetti dalla legge?
>
> E poi perche' questa discriminazione visto che
> tutti, "Diplomati" e "Laureati",
> possono in seguito accedere allo stesso TITOLO
> PROFESSIONALE con lo stesso esame
> di Stato? Questo non basterebbe per concedere a
> posteriori al Diplomato il
> diritto di utilizzare la QUALIFICA ACCADEMICA di
> "Laureato"? (La mia esperienza
> e' quella della Facolta' di Ingegneria).
>
> Al diplomato si dice pure che se vuole il nuovo
> titolo deve reiscriversi per pura
> formalita' e sostenere solo la tesi e al massimo un
> esame. E questo a causa di
> una forzatura sui settori scientifico diciplinari
> che modificherebbero di fatto
> il valore dei crediti gia' acquisiti.
> Non mi sembra giusto, almeno per un fatto di
> principio: IO NON DEVO NULLA, HO
> GIA' DATO! LO STATO MI TOGLIE ARBITRARIAMENTE UN
> DIRITTO CHE HO GIA' ACQUISITO
> PERCHE' HO GIA COMPLETATO I MIEI STUDI ACQUISENDO
> IL TITOLO! Se poi lo stato
> modifica il titolo da attribuire al primo livello,
> lo deve fare per tutti,
> altrimenti e' come ammettere che si sta
> introducendo un quarto livello alla
> base della scala!
>
> Ribadisco che tutto questo assume una certa
> importanza proprio a causa della
> parolina magica "Laurea" che compare nel titolo
> accademico.
>
>
> Io mi sento quasi truffato dalla legge!
>
> Va bene la riforma, va bene la Dichiarazione di
> Bologna, va bene che la legge
> 341 l'ha anticipata, ma credo che ci siano errori e
> ingiustizie che il
> legislatore dovrebbe correggere. E questo
> indipendentemente dal fatto che i
> Diplomati Universitari sono solo uno sparuto numero
> di persone che a suo tempo
> hanno affrontato il rischio di fare da cavie alla
> sperimentazione della riforma.
>
>
>
> P.S.
> Con una terza riforma (Decreto n. 270, 22/10/2004)
> si e' concesso al laureato di
> primo livello il diritto di utilizzare la qualifica
> di "Dottore", ma questa
> e' tutta un'altra storia.
>
>
>
>
Che grande fregatura!
Anch io ho conseguito un diploma universitario in traduttori e interpreti, sostenuto un infinita di esami ed ora dovrei sostenere sei esami piu una tesi per farmi chiamare dottoressa!
Il problema e che ora lavoro, l universita e a tre ore da dove vivo e riprendere a studiare dopo ben quattro anni non e semplice. Il problema e che se dovessi affrontare un concorso per mantenermi il lavoro temo di esserne tagliata fuori. Per i concorsi nella pubblica amministrazione il nostro titolo non ha valore, vero!

Miriam martedì, 17 febbraio 2009

Re: E i Diplomi Universitari?

Ciao
anche io ho preso un D.U. in ingegneria nel 2002 e con quello che è successo sono veramente pentita.
Non mi serve a nulla e non è riconosciuto da nessuno: non posso fare nessun tipo di concorso, mentre le lauree di primo livello hanno le loro fasce di concorsi alle quali possono accedere.
Per prendere la laurea di primo livello mi hanno chiesto di sostenere 17 esami più la tesi naturalmente.
Lavorando non ho nemmeno il tempo necessario per sbrigare la lunghissima burocrazia necessaria per fare la conversione e convalida dei crediti formativi, per cui mi dovrei appoggiare ad un'università a pagamento RICONOSCIUTA.
Questo è quello che ci ho guadagnato prendendo il Diploma Universitario.
Mi chiedo come mai ho letto di alcune università che hanno fatto la conversione automatica da DU a laurea di primo lievllo e la cosa non è nazionale ma solo legata ad alcune università, perchè non viene applicato a tutte le università d'italia?????

Spero che qualcuno si unisca al mio grido!!!!

Matteo P martedì, 7 ottobre 2008

Re: E i Diplomi Universitari?

Anche io sono in possesso di un diploma universitario in matematica che è di 2 anni perchè la laurea del vecchio ordinamento era di 4 anni.
Che senso ha averlo fatto di due anni quando per esempio quello di Fisica (Metodologie fisiche) era di 3 anni con la laurea del vecchio ordinamento sempre di 4 anni e il grado di conoscenza parziale era lo stesso?

Detto questo in questo Bel Paese che si chiama....ITALIA! le cose vengono sempre fatte a metà.Ho comunque scovato in rete una proposta di legge datata 30 ottobre 2002 che ho incollato di seguito ma che naturalmente si è persa nel vuoto!
E poi altra fregatura (per i diplomati universitari di 2 anni) riguarda solo i diplomi universitari triennali.

Ma non esiste oppure si può formare un comitato che raccolga tale problematica e che la porti avanti in modo determinato?
In Italia si ha ragione solo se si alza la voce....

CAMERA DEI DEPUTATI
N. 3340
________________________________________


PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa dei deputati
CARDIELLO, BUTTI, FASANO
Equiparazione dei diplomi universitari triennali
alle corrispondenti lauree di primo livello
Presentata il 30 ottobre 2002



Onorevoli Colleghi! - Il diploma universitario è un titolo di studio nato nel 1990 con la legge n. 341. Infatti, con circa venticinque anni di ritardo rispetto alle altre nazioni, la legge n. 341 del 1990 trova la sua pratica attuazione con l'avvio, anche in Italia, in analogia con il Bachelor's degree o first degree del Regno Unito, del diploma universitario. La legge introduceva un meccanismo di tutela dello studente, consentendogli di conseguire un titolo subito spendibile sul mercato del lavoro, ma nello stesso tempo di continuare gli studi verso la laurea (quinquennale o quadriennale).
Visto sotto questo aspetto il diploma universitario (DU) rappresenta una moderna soluzione e interazione tra sistema di istruzione e impresa per dare una rapida risposta ai problemi della mortalità studentesca, all'occupazione e allo sviluppo di nuove tecnologie. Nel 1993 è stata recepita la direttiva comunitaria per la libera circolazione delle professioni: ogni cittadino con tre anni di formazione universitaria post-secondaria potrà esercitare la professione in qualsiasi Paese della Comunità europea. Già l'allora Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica Berlinguer aveva individuato nel DU un percorso formativo del tutto simile alla laurea triennale introducendo anche il credito formativo. Tanto è vero che già dal 1997 si parla di diplomi universitari valutati in 180 crediti formativi.
In particolare bisogna ricordare due note di indirizzo del Ministro Berlinguer (protocollo n. 1/98 e n. 015/98 SEG) con le quali «si intende consolidare la prassi dell'avviso preventivo di interpretazione fornendo informazioni sintetiche sugli obiettivi dei provvedimenti in corso o indicazioni sulle innovazioni immediatamente percorribili». La prima nota al punto 2 sottolinea l'introduzione delle macro-aree
nelle quali far convergere più corsi di studio affini e dei decreti d'area che descrivono i contenuti di tali raggruppamenti con i relativi curricula, chiaro preludio alle future classi di laurea e cioè: area sanitaria; area scientifica e scientifico-tecnologica; area umanistica; area delle scienze giuridiche, economiche, politiche e sociali; area dell'ingegneria e dell'architettura. Sempre nella stessa prima nota di indirizzo si sottolinea l'importanza dell'applicazione dei crediti didattici previsti dall'articolo 11, comma 2, della legge n. 341 del 1990 da utilizzare in tutte le università «al fine di non frapporre ostacoli alla mobilità degli studenti di diversi atenei e di diversi corsi di studio». Il Ministro Berlinguer chiede già dal 1997 una definizione generale di credito formativo al fine di attivare immediatamente le innovazioni introdotte dalla legge n. 341 del 1990 e dalla legge n. 127 del 1997.
«Il diploma universitario ha durata triennale, equivalente ad un carico didattico di 180 crediti, ed ha per obiettivo di fornire allo studente una formazione culturale e professionale compiuta, spendibile sul mercato del lavoro, tale da poter dare accesso, di norma, alle attività per le quali attualmente si richiede la laurea, salvo specifiche e motivate eccezioni per attività e funzioni che richiedano espressamente il titolo finale di secondo livello. I corsi del primo livello, che potranno avere curricula differenziati anche all'interno di una stessa area, sono collocati in serie con uno o più corsi del secondo livello e si concludono con il conseguimento di apposito titolo, da intendersi come laurea di primo livello, denominato - nell'attuale ordinamento, salvo future modifiche - Diploma Universitario (DU). La prova finale per il conseguimento del predetto titolo consiste nella presentazione, da parte dello studente, di una relazione scritta o di un elaborato da cui risulti l'acquisizione di un'adeguata preparazione di base e professionale di livello universitario. I regolamenti didattici di ateneo determinano, nel quadro del generale sistema dei crediti, i criteri e le modalità per la valutazione dei diversi segmenti formativi al fine della prosecuzione degli studi. In ogni caso, il titolo di secondo livello non può essere conseguito senza essere preceduto dal superamento del traguardo formativo di primo livello».
Con la nuova riforma circa ottantamila studenti, che tra il 1990 ed il 2001, hanno conseguito il DU, si sono trovati di fronte ad un cambiamento che ha messo in discussione il valore dello stesso titolo di studio appena ottenuto ed ha spalancato le porte ad una serie di ingiuste distinzioni.
La riforma del sistema universitario non ha infatti previsto una equiparazione/equipollenza tra il DU e la corrispondente laurea di primo livello.
Nella maggior parte dei casi gli studenti diplomati che vogliono ottenere la laurea di primo livello, in un corso che è identico a quello frequentato per ottenere il diploma, dovranno riscriversi all'università, pagare un nuovo anno di tasse ed affrontare nuovi esami ed una nuova tesi.
Ma, mentre uno studente con un DU ottenuto nell'ambito delle discipline sanitarie o delle scienze motorie può, grazie ad una legge, iscriversi direttamente ai corsi per una laurea specialistica, uno studente con un altro tipo di DU, ad esempio in fisica, deve conseguire prima la laurea di primo livello. Si sottolinea che i diplomati universitari, all'atto della loro iscrizione per il conseguimento del diploma, venivano rassicurati sulla validità del titolo dalle note del Ministro Berlinguer, sia sul numero dei crediti che sulla corrispondenza del DU con l'allora futura laurea di primo livello, e che tali informazioni venivano confermate e pubblicizzate anche dagli stessi atenei prima di essere smentite dalla situazione attuale.
Si chiede che si riconosca l'equipollenza tra DU e laurea triennale: che cioè si possa avere accesso agli stessi concorsi pubblici come previsto dalle legge n. 127 del 1997, articolo 17, comma 111, e dalla nota del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica n. 1164 del 1998 e che i DU siano inseriti nei contratti nazionali di lavoro con le stesse caratteristiche previste per le lauree triennali corrispondenti.


PROPOSTA DI LEGGE
Art. 1.
1. I diplomi universitari triennali rilasciati ai sensi della legge 19 novembre 1990, n. 341, e successive modificazioni, sono dichiarati equipollenti a tutti gli effetti di legge alla laurea triennale corrispondente prevista dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dai decreti del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 4 agosto 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 245 del 19 ottobre 2000, e 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ai fini del pubblico impiego e dei pubblici concorsi, e sono inseriti nei contratti nazionali di lavoro con le stesse caratteristiche previste per le lauree equivalenti.
Art. 2.
1. Ogni ateneo, nell'ambito della propria autonomia, può prevedere e regolamentare l'accesso di coloro che sono in possesso del titolo di diploma universitario ai corsi di laurea specialistica corrispondenti di cui al decreto del Ministro dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica 28 novembre 2000, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, nonché ai master universitari di primo livello.
___










> E i Diplomi Universitari? Qualcuno si ricorda cosa
> sono?
> Oggi si chiamano Lauree!!!
> Ma chi ha avuto la sventura di prendere il titolo
> quando si chiamava Diploma Universitario non ha
> diritto
> di dichiararsi laureato!!!
>
> Questa e' un'ingiustizia. La riforma "3+2" e'
> iniziata di fatto con
> l'introduzione del Diploma Universitario.
>
> *** Prima riforma: Legge n. 341, 19/11/1990
>
> Si parlava di una rivoluzione che introduceva la
> cosiddetta "Laurea Breve"
> o "Laurea Triennale", e lo standard dei 3 Livelli
> di titoli universitari:
> livello 1 = Diploma Universitario,
> livello 2 = Laurea tradizionale,
> livello 3 = Specializzazione e Dottorato
> tradizionali.
> Anche il sistema dei crediti fu' introdotto in
> questo periodo.
>
> Chi si immatricolava poteva optare per il corso
> breve triennale o
> per quello lungo quinquennale.
>
> Comunque cio' che conta e' che IL PRIMO LIVELLO ERA
> GIA' DEFINITO: IL TITOLO
> UNIVERSITARIO DI PRIMO LIVELLO ALLORA SI CHIAMAVA
> "DIPLOMA UNIVERSITARIO".
>
> La novita' era chiara e i testi aggiornati di
> diritto universitario
> presentavano i nuovi tre livelli standard di
> titoli, dicendo che il
> "Diploma universitario" era la nuova "Laurea Breve"
> o "Laurea Triennale".
>
> *** Seconda riforma: Decreto n. 509, 21/12/1999
>
> Con una nuova legge il sistema diventava realmente
> un "3+2" perche' si eliminavano
> i corsi a ciclo unico quinquennale introducendo i
> corsi "integrativi" biennali.
>
> Comunque il primo livello era gia' li'. L'unica
> novita' era che il titolo di
> primo livello cambiava nome, e diventava "Laurea",
> ma solo per i nuovi iscritti!
> Stessi corsi, stessi esami, stessi crediti, titolo
> diverso. I corsi erano
> realmente gli stessi, nel periodo di transizione
> erano attivati i corsi con
> entrambi i nomi, GLI STUDENTI ISCRITTI AL CORSO DI
> "DIPLOMA UNIVERSITARIO",
> SEGUIVANO GLI STESSI INSEGNAMENTI, SOSTENEVANO GLI
> STESSI ESAMI CON GLI STESSI
> CREDITI E SI DIPLOMAVANO CON LE STESSE REGOLE DI
> TESI E NELLE STESSE SEDUTE DEI
> NUOVI STUDENTI DEI CORSI DI "LAUREA"!
>
> Alla fine, per legge, i nuovi possono dichiarare un
> titolo accademico di "Laurea
> in ...", i vecchi no, anche se e' lo stesso primo
> livello! Conta cio' che e'
> scritto sulla carta e conta la legge, con tutte le
> conseguenze sull'usurpazione
> di titoli, sui diritti nei concorsi pubblici, ecc.
>
> E non stiamo qui a raccontarci la balla che "nel
> mondo del lavoro il titolo non
> conta, contano le competenze"! Quanto vale questa
> chiacchiera visto che i titoli
> esistono e sono protetti dalla legge?
>
> E poi perche' questa discriminazione visto che
> tutti, "Diplomati" e "Laureati",
> possono in seguito accedere allo stesso TITOLO
> PROFESSIONALE con lo stesso esame
> di Stato? Questo non basterebbe per concedere a
> posteriori al Diplomato il
> diritto di utilizzare la QUALIFICA ACCADEMICA di
> "Laureato"? (La mia esperienza
> e' quella della Facolta' di Ingegneria).
>
> Al diplomato si dice pure che se vuole il nuovo
> titolo deve reiscriversi per pura
> formalita' e sostenere solo la tesi e al massimo un
> esame. E questo a causa di
> una forzatura sui settori scientifico diciplinari
> che modificherebbero di fatto
> il valore dei crediti gia' acquisiti.
> Non mi sembra giusto, almeno per un fatto di
> principio: IO NON DEVO NULLA, HO
> GIA' DATO! LO STATO MI TOGLIE ARBITRARIAMENTE UN
> DIRITTO CHE HO GIA' ACQUISITO
> PERCHE' HO GIA COMPLETATO I MIEI STUDI ACQUISENDO
> IL TITOLO! Se poi lo stato
> modifica il titolo da attribuire al primo livello,
> lo deve fare per tutti,
> altrimenti e' come ammettere che si sta
> introducendo un quarto livello alla
> base della scala!
>
> Ribadisco che tutto questo assume una certa
> importanza proprio a causa della
> parolina magica "Laurea" che compare nel titolo
> accademico.
>
>
> Io mi sento quasi truffato dalla legge!
>
> Va bene la riforma, va bene la Dichiarazione di
> Bologna, va bene che la legge
> 341 l'ha anticipata, ma credo che ci siano errori e
> ingiustizie che il
> legislatore dovrebbe correggere. E questo
> indipendentemente dal fatto che i
> Diplomati Universitari sono solo uno sparuto numero
> di persone che a suo tempo
> hanno affrontato il rischio di fare da cavie alla
> sperimentazione della riforma.
>
>
>
> P.S.
> Con una terza riforma (Decreto n. 270, 22/10/2004)
> si e' concesso al laureato di
> primo livello il diritto di utilizzare la qualifica
> di "Dottore", ma questa
> e' tutta un'altra storia.
>
>
>
>

Marco domenica, 19 aprile 2009

Re: E i Diplomi Universitari?

> Anche io sono in possesso di un diploma
> universitario in matematica che è di 2 anni perchè
> la laurea del vecchio ordinamento era di 4 anni.
> Che senso ha averlo fatto di due anni quando per
> esempio quello di Fisica (Metodologie fisiche) era
> di 3 anni con la laurea del vecchio ordinamento
> sempre di 4 anni e il grado di conoscenza parziale
> era lo stesso?
>
> Detto questo in questo Bel Paese che si
> chiama....ITALIA! le cose vengono sempre fatte a
> metà.Ho comunque scovato in rete una proposta di
> legge datata 30 ottobre 2002 che ho incollato di
> seguito ma che naturalmente si è persa nel vuoto!
> E poi altra fregatura (per i diplomati universitari
> di 2 anni) riguarda solo i diplomi universitari
> triennali.
>
> Ma non esiste oppure si può formare un comitato che
> raccolga tale problematica e che la porti avanti in
> modo determinato?
> In Italia si ha ragione solo se si alza la voce....
>
> CAMERA DEI DEPUTATI
> N. 3340
> ________________________________________
>
>
> PROPOSTA DI LEGGE
> d'iniziativa dei deputati
> CARDIELLO, BUTTI, FASANO
> Equiparazione dei diplomi universitari triennali
> alle corrispondenti lauree di primo livello
> Presentata il 30 ottobre 2002
>
>
>
> Onorevoli Colleghi! - Il diploma universitario è un
> titolo di studio nato nel 1990 con la legge n. 341.
> Infatti, con circa venticinque anni di ritardo
> rispetto alle altre nazioni, la legge n. 341 del
> 1990 trova la sua pratica attuazione con l'avvio,
> anche in Italia, in analogia con il Bachelor's
> degree o first degree del Regno Unito, del diploma
> universitario. La legge introduceva un meccanismo
> di tutela dello studente, consentendogli di
> conseguire un titolo subito spendibile sul mercato
> del lavoro, ma nello stesso tempo di continuare gli
> studi verso la laurea (quinquennale o quadriennale).
> Visto sotto questo aspetto il diploma
> universitario (DU) rappresenta una moderna
> soluzione e interazione tra sistema di istruzione e
> impresa per dare una rapida risposta ai problemi
> della mortalità studentesca, all'occupazione e allo
> sviluppo di nuove tecnologie. Nel 1993 è stata
> recepita la direttiva comunitaria per la libera
> circolazione delle professioni: ogni cittadino con
> tre anni di formazione universitaria
> post-secondaria potrà esercitare la professione in
> qualsiasi Paese della Comunità europea. Già
> l'allora Ministro dell'università e della ricerca
> scientifica e tecnologica Berlinguer aveva
> individuato nel DU un percorso formativo del tutto
> simile alla laurea triennale introducendo anche il
> credito formativo. Tanto è vero che già dal 1997 si
> parla di diplomi universitari valutati in 180
> crediti formativi.
> In particolare bisogna ricordare due note di
> indirizzo del Ministro Berlinguer (protocollo n.
> 1/98 e n. 015/98 SEG) con le quali «si intende
> consolidare la prassi dell'avviso preventivo di
> interpretazione fornendo informazioni sintetiche
> sugli obiettivi dei provvedimenti in corso o
> indicazioni sulle innovazioni immediatamente
> percorribili». La prima nota al punto 2 sottolinea
> l'introduzione delle macro-aree
> nelle quali far convergere più corsi di studio
> affini e dei decreti d'area che descrivono i
> contenuti di tali raggruppamenti con i relativi
> curricula, chiaro preludio alle future classi di
> laurea e cioè: area sanitaria; area scientifica e
> scientifico-tecnologica; area umanistica; area
> delle scienze giuridiche, economiche, politiche e
> sociali; area dell'ingegneria e dell'architettura.
> Sempre nella stessa prima nota di indirizzo si
> sottolinea l'importanza dell'applicazione dei
> crediti didattici previsti dall'articolo 11, comma
> 2, della legge n. 341 del 1990 da utilizzare in
> tutte le università «al fine di non frapporre
> ostacoli alla mobilità degli studenti di diversi
> atenei e di diversi corsi di studio». Il Ministro
> Berlinguer chiede già dal 1997 una definizione
> generale di credito formativo al fine di attivare
> immediatamente le innovazioni introdotte dalla
> legge n. 341 del 1990 e dalla legge n. 127 del 1997.
> «Il diploma universitario ha durata
> triennale, equivalente ad un carico didattico di
> 180 crediti, ed ha per obiettivo di fornire allo
> studente una formazione culturale e professionale
> compiuta, spendibile sul mercato del lavoro, tale
> da poter dare accesso, di norma, alle attività per
> le quali attualmente si richiede la laurea, salvo
> specifiche e motivate eccezioni per attività e
> funzioni che richiedano espressamente il titolo
> finale di secondo livello. I corsi del primo
> livello, che potranno avere curricula differenziati
> anche all'interno di una stessa area, sono
> collocati in serie con uno o più corsi del secondo
> livello e si concludono con il conseguimento di
> apposito titolo, da intendersi come laurea di primo
> livello, denominato - nell'attuale ordinamento,
> salvo future modifiche - Diploma Universitario
> (DU). La prova finale per il conseguimento del
> predetto titolo consiste nella presentazione, da
> parte dello studente, di una relazione scritta o di
> un elaborato da cui risulti l'acquisizione di
> un'adeguata preparazione di base e professionale di
> livello universitario. I regolamenti didattici di
> ateneo determinano, nel quadro del generale sistema
> dei crediti, i criteri e le modalità per la
> valutazione dei diversi segmenti formativi al fine
> della prosecuzione degli studi. In ogni caso, il
> titolo di secondo livello non può essere conseguito
> senza essere preceduto dal superamento del
> traguardo formativo di primo livello».
> Con la nuova riforma circa ottantamila
> studenti, che tra il 1990 ed il 2001, hanno
> conseguito il DU, si sono trovati di fronte ad un
> cambiamento che ha messo in discussione il valore
> dello stesso titolo di studio appena ottenuto ed ha
> spalancato le porte ad una serie di ingiuste
> distinzioni.
> La riforma del sistema universitario non ha
> infatti previsto una equiparazione/equipollenza tra
> il DU e la corrispondente laurea di primo livello.
> Nella maggior parte dei casi gli studenti
> diplomati che vogliono ottenere la laurea di primo
> livello, in un corso che è identico a quello
> frequentato per ottenere il diploma, dovranno
> riscriversi all'università, pagare un nuovo anno di
> tasse ed affrontare nuovi esami ed una nuova tesi.
> Ma, mentre uno studente con un DU ottenuto
> nell'ambito delle discipline sanitarie o delle
> scienze motorie può, grazie ad una legge,
> iscriversi direttamente ai corsi per una laurea
> specialistica, uno studente con un altro tipo di
> DU, ad esempio in fisica, deve conseguire prima la
> laurea di primo livello. Si sottolinea che i
> diplomati universitari, all'atto della loro
> iscrizione per il conseguimento del diploma,
> venivano rassicurati sulla validità del titolo
> dalle note del Ministro Berlinguer, sia sul numero
> dei crediti che sulla corrispondenza del DU con
> l'allora futura laurea di primo livello, e che tali
> informazioni venivano confermate e pubblicizzate
> anche dagli stessi atenei prima di essere smentite
> dalla situazione attuale.
> Si chiede che si riconosca l'equipollenza tra
> DU e laurea triennale: che cioè si possa avere
> accesso agli stessi concorsi pubblici come previsto
> dalle legge n. 127 del 1997, articolo 17, comma
> 111, e dalla nota del Ministero dell'università e
> della ricerca scientifica e tecnologica n. 1164 del
> 1998 e che i DU siano inseriti nei contratti
> nazionali di lavoro con le stesse caratteristiche
> previste per le lauree triennali corrispondenti.
>
>
> PROPOSTA DI LEGGE
> Art. 1.
> 1. I diplomi universitari triennali
> rilasciati ai sensi della legge 19 novembre 1990,
> n. 341, e successive modificazioni, sono dichiarati
> equipollenti a tutti gli effetti di legge alla
> laurea triennale corrispondente prevista dal
> regolamento di cui al decreto del Ministro
> dell'università e della ricerca scientifica e
> tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dai decreti
> del Ministro dell'università e della ricerca
> scientifica e tecnologica 4 agosto 2000, pubblicato
> nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale
> n. 245 del 19 ottobre 2000, e 28 novembre 2000,
> pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
> Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ai fini del
> pubblico impiego e dei pubblici concorsi, e sono
> inseriti nei contratti nazionali di lavoro con le
> stesse caratteristiche previste per le lauree
> equivalenti.
> Art. 2.
> 1. Ogni ateneo, nell'ambito della propria
> autonomia, può prevedere e regolamentare l'accesso
> di coloro che sono in possesso del titolo di
> diploma universitario ai corsi di laurea
> specialistica corrispondenti di cui al decreto del
> Ministro dell'università e della ricerca
> scientifica e tecnologica 28 novembre 2000,
> pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
> Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, nonché ai
> master universitari di primo livello.
> ___
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>
>> E i Diplomi Universitari? Qualcuno si ricorda cosa
>> sono?
>> Oggi si chiamano Lauree!!!
>> Ma chi ha avuto la sventura di prendere il titolo
>> quando si chiamava Diploma Universitario non ha
>> diritto
>> di dichiararsi laureato!!!
>>
>> Questa e' un'ingiustizia. La riforma "3+2" e'
>> iniziata di fatto con
>> l'introduzione del Diploma Universitario.
>>
>> *** Prima riforma: Legge n. 341, 19/11/1990
>>
>> Si parlava di una rivoluzione che introduceva la
>> cosiddetta "Laurea Breve"
>> o "Laurea Triennale", e lo standard dei 3 Livelli
>> di titoli universitari:
>> livello 1 = Diploma Universitario,
>> livello 2 = Laurea tradizionale,
>> livello 3 = Specializzazione e Dottorato
>> tradizionali.
>> Anche il sistema dei crediti fu' introdotto in
>> questo periodo.
>>
>> Chi si immatricolava poteva optare per il corso
>> breve triennale o
>> per quello lungo quinquennale.
>>
>> Comunque cio' che conta e' che IL PRIMO LIVELLO
>ERA
>> GIA' DEFINITO: IL TITOLO
>> UNIVERSITARIO DI PRIMO LIVELLO ALLORA SI CHIAMAVA
>> "DIPLOMA UNIVERSITARIO".
>>
>> La novita' era chiara e i testi aggiornati di
>> diritto universitario
>> presentavano i nuovi tre livelli standard di
>> titoli, dicendo che il
>> "Diploma universitario" era la nuova "Laurea
>Breve"
>> o "Laurea Triennale".
>>
>> *** Seconda riforma: Decreto n. 509, 21/12/1999
>>
>> Con una nuova legge il sistema diventava realmente
>> un "3+2" perche' si eliminavano
>> i corsi a ciclo unico quinquennale introducendo i
>> corsi "integrativi" biennali.
>>
>> Comunque il primo livello era gia' li'. L'unica
>> novita' era che il titolo di
>> primo livello cambiava nome, e diventava "Laurea",
>> ma solo per i nuovi iscritti!
>> Stessi corsi, stessi esami, stessi crediti, titolo
>> diverso. I corsi erano
>> realmente gli stessi, nel periodo di transizione
>> erano attivati i corsi con
>> entrambi i nomi, GLI STUDENTI ISCRITTI AL CORSO DI
>> "DIPLOMA UNIVERSITARIO",
>> SEGUIVANO GLI STESSI INSEGNAMENTI, SOSTENEVANO GLI
>> STESSI ESAMI CON GLI STESSI
>> CREDITI E SI DIPLOMAVANO CON LE STESSE REGOLE DI
>> TESI E NELLE STESSE SEDUTE DEI
>> NUOVI STUDENTI DEI CORSI DI "LAUREA"!
>>
>> Alla fine, per legge, i nuovi possono dichiarare
>un
>> titolo accademico di "Laurea
>> in ...", i vecchi no, anche se e' lo stesso primo
>> livello! Conta cio' che e'
>> scritto sulla carta e conta la legge, con tutte le
>> conseguenze sull'usurpazione
>> di titoli, sui diritti nei concorsi pubblici, ecc.
>>
>> E non stiamo qui a raccontarci la balla che "nel
>> mondo del lavoro il titolo non
>> conta, contano le competenze"! Quanto vale questa
>> chiacchiera visto che i titoli
>> esistono e sono protetti dalla legge?
>>
>> E poi perche' questa discriminazione visto che
>> tutti, "Diplomati" e "Laureati",
>> possono in seguito accedere allo stesso TITOLO
>> PROFESSIONALE con lo stesso esame
>> di Stato? Questo non basterebbe per concedere a
>> posteriori al Diplomato il
>> diritto di utilizzare la QUALIFICA ACCADEMICA di
>> "Laureato"? (La mia esperienza
>> e' quella della Facolta' di Ingegneria).
>>
>> Al diplomato si dice pure che se vuole il nuovo
>> titolo deve reiscriversi per pura
>> formalita' e sostenere solo la tesi e al massimo
>un
>> esame. E questo a causa di
>> una forzatura sui settori scientifico diciplinari
>> che modificherebbero di fatto
>> il valore dei crediti gia' acquisiti.
>> Non mi sembra giusto, almeno per un fatto di
>> principio: IO NON DEVO NULLA, HO
>> GIA' DATO! LO STATO MI TOGLIE ARBITRARIAMENTE UN
>> DIRITTO CHE HO GIA' ACQUISITO
>> PERCHE' HO GIA COMPLETATO I MIEI STUDI ACQUISENDO
>> IL TITOLO! Se poi lo stato
>> modifica il titolo da attribuire al primo livello,
>> lo deve fare per tutti,
>> altrimenti e' come ammettere che si sta
>> introducendo un quarto livello alla
>> base della scala!
>>
>> Ribadisco che tutto questo assume una certa
>> importanza proprio a causa della
>> parolina magica "Laurea" che compare nel titolo
>> accademico.
>>
>>
>> Io mi sento quasi truffato dalla legge!
>>
>> Va bene la riforma, va bene la Dichiarazione di
>> Bologna, va bene che la legge
>> 341 l'ha anticipata, ma credo che ci siano errori
>e
>> ingiustizie che il
>> legislatore dovrebbe correggere. E questo
>> indipendentemente dal fatto che i
>> Diplomati Universitari sono solo uno sparuto
>numero
>> di persone che a suo tempo
>> hanno affrontato il rischio di fare da cavie alla
>> sperimentazione della riforma.
>>
>>
>>
>> P.S.
>> Con una terza riforma (Decreto n. 270, 22/10/2004)
>> si e' concesso al laureato di
>> primo livello il diritto di utilizzare la
>qualifica
>> di "Dottore", ma questa
>> e' tutta un'altra storia.
>>
>>
>>
>>
>
>Perchè non ricorrere alla Unione Europea per aver giustizia? o fare una raccolta di firme?

Adriano giovedì, 2 luglio 2009

Re: E i Diplomi Universitari?

>> Anche io sono in possesso di un diploma
>> universitario in statistica triennale. In una recente selezione interna mi è stato riconosciuto il punteggio per coloro che erano in possesso del semplice diploma di scuola superiore limitando (direi esaurendo qualunque possibilità di ulteriori sviluppi) di fatto la mia "carriera". Solo ora a 43 anni ho scoperto di aver conseguito un "qualcosa" che non si sa cos'è...
All'epoca questi corsi furono finanziati dalla Comunità Economica Europea e "sponsorizzati" dai Magnifici Rettori per fare man bassa di soldi pubblici con l'apertura di Sedi distaccate, insegnamenti con nomi diversi ma con contenuti identici ai corsi di laurea quadriennale.
Sarebbe il caso di denunciare l'Italia alla Corte di giustizia europea per il riconoscimento della dignità che ci è stata tolta dalla riforma Moratti che si è dimenticata di noi per le equipollenze.
Sappiate che nel mio Ente invece hanno ottenuto punteggi per il possesso di "lauree" ottenute presso università private a pagamento che con delle convenzioni hanno beneficiato di sconti sui "crediti formativi"_ solo per il fatto di svolgere determinate funzioni. Di tali casi se ne è occupata anche la trasmissione televisiva "Report".
Penso sia il caso di farci rispettare!!!
Per l'Europa abbiamo un "bachelor degree", per l'Italia abbiamo solo pagato tasse, comprato libri, ma siamo dei "nessuno".
_______________________________________
>>
>>
>> PROPOSTA DI LEGGE
>> d'iniziativa dei deputati
>> CARDIELLO, BUTTI, FASANO
>> Equiparazione dei diplomi universitari triennali
>> alle corrispondenti lauree di primo livello
>> Presentata il 30 ottobre 2002
>>
>>
>>
>> Onorevoli Colleghi! - Il diploma universitario è
>un
>> titolo di studio nato nel 1990 con la legge n.
>341.
>> Infatti, con circa venticinque anni di ritardo
>> rispetto alle altre nazioni, la legge n. 341 del
>> 1990 trova la sua pratica attuazione con l'avvio,
>> anche in Italia, in analogia con il Bachelor's
>> degree o first degree del Regno Unito, del diploma
>> universitario. La legge introduceva un meccanismo
>> di tutela dello studente, consentendogli di
>> conseguire un titolo subito spendibile sul mercato
>> del lavoro, ma nello stesso tempo di continuare
>gli
>> studi verso la laurea (quinquennale o
>quadriennale).
>> Visto sotto questo aspetto il diploma
>> universitario (DU) rappresenta una moderna
>> soluzione e interazione tra sistema di istruzione
>e
>> impresa per dare una rapida risposta ai problemi
>> della mortalità studentesca, all'occupazione e
>allo
>> sviluppo di nuove tecnologie. Nel 1993 è stata
>> recepita la direttiva comunitaria per la libera
>> circolazione delle professioni: ogni cittadino con
>> tre anni di formazione universitaria
>> post-secondaria potrà esercitare la professione in
>> qualsiasi Paese della Comunità europea. Già
>> l'allora Ministro dell'università e della ricerca
>> scientifica e tecnologica Berlinguer aveva
>> individuato nel DU un percorso formativo del tutto
>> simile alla laurea triennale introducendo anche il
>> credito formativo. Tanto è vero che già dal 1997
>si
>> parla di diplomi universitari valutati in 180
>> crediti formativi.
>> In particolare bisogna ricordare due note di
>> indirizzo del Ministro Berlinguer (protocollo n.
>> 1/98 e n. 015/98 SEG) con le quali «si intende
>> consolidare la prassi dell'avviso preventivo di
>> interpretazione fornendo informazioni sintetiche
>> sugli obiettivi dei provvedimenti in corso o
>> indicazioni sulle innovazioni immediatamente
>> percorribili». La prima nota al punto 2 sottolinea
>> l'introduzione delle macro-aree
>> nelle quali far convergere più corsi di studio
>> affini e dei decreti d'area che descrivono i
>> contenuti di tali raggruppamenti con i relativi
>> curricula, chiaro preludio alle future classi di
>> laurea e cioè: area sanitaria; area scientifica e
>> scientifico-tecnologica; area umanistica; area
>> delle scienze giuridiche, economiche, politiche e
>> sociali; area dell'ingegneria e dell'architettura.
>> Sempre nella stessa prima nota di indirizzo si
>> sottolinea l'importanza dell'applicazione dei
>> crediti didattici previsti dall'articolo 11, comma
>> 2, della legge n. 341 del 1990 da utilizzare in
>> tutte le università «al fine di non frapporre
>> ostacoli alla mobilità degli studenti di diversi
>> atenei e di diversi corsi di studio». Il Ministro
>> Berlinguer chiede già dal 1997 una definizione
>> generale di credito formativo al fine di attivare
>> immediatamente le innovazioni introdotte dalla
>> legge n. 341 del 1990 e dalla legge n. 127 del
>1997.
>> «Il diploma universitario ha durata
>> triennale, equivalente ad un carico didattico di
>> 180 crediti, ed ha per obiettivo di fornire allo
>> studente una formazione culturale e professionale
>> compiuta, spendibile sul mercato del lavoro, tale
>> da poter dare accesso, di norma, alle attività per
>> le quali attualmente si richiede la laurea, salvo
>> specifiche e motivate eccezioni per attività e
>> funzioni che richiedano espressamente il titolo
>> finale di secondo livello. I corsi del primo
>> livello, che potranno avere curricula
>differenziati
>> anche all'interno di una stessa area, sono
>> collocati in serie con uno o più corsi del secondo
>> livello e si concludono con il conseguimento di
>> apposito titolo, da intendersi come laurea di
>primo
>> livello, denominato - nell'attuale ordinamento,
>> salvo future modifiche - Diploma Universitario
>> (DU). La prova finale per il conseguimento del
>> predetto titolo consiste nella presentazione, da
>> parte dello studente, di una relazione scritta o
>di
>> un elaborato da cui risulti l'acquisizione di
>> un'adeguata preparazione di base e professionale
>di
>> livello universitario. I regolamenti didattici di
>> ateneo determinano, nel quadro del generale
>sistema
>> dei crediti, i criteri e le modalità per la
>> valutazione dei diversi segmenti formativi al fine
>> della prosecuzione degli studi. In ogni caso, il
>> titolo di secondo livello non può essere
>conseguito
>> senza essere preceduto dal superamento del
>> traguardo formativo di primo livello».
>> Con la nuova riforma circa ottantamila
>> studenti, che tra il 1990 ed il 2001, hanno
>> conseguito il DU, si sono trovati di fronte ad un
>> cambiamento che ha messo in discussione il valore
>> dello stesso titolo di studio appena ottenuto ed
>ha
>> spalancato le porte ad una serie di ingiuste
>> distinzioni.
>> La riforma del sistema universitario non ha
>> infatti previsto una equiparazione/equipollenza
>tra
>> il DU e la corrispondente laurea di primo livello.
>> Nella maggior parte dei casi gli studenti
>> diplomati che vogliono ottenere la laurea di primo
>> livello, in un corso che è identico a quello
>> frequentato per ottenere il diploma, dovranno
>> riscriversi all'università, pagare un nuovo anno
>di
>> tasse ed affrontare nuovi esami ed una nuova tesi.
>> Ma, mentre uno studente con un DU ottenuto
>> nell'ambito delle discipline sanitarie o delle
>> scienze motorie può, grazie ad una legge,
>> iscriversi direttamente ai corsi per una laurea
>> specialistica, uno studente con un altro tipo di
>> DU, ad esempio in fisica, deve conseguire prima la
>> laurea di primo livello. Si sottolinea che i
>> diplomati universitari, all'atto della loro
>> iscrizione per il conseguimento del diploma,
>> venivano rassicurati sulla validità del titolo
>> dalle note del Ministro Berlinguer, sia sul numero
>> dei crediti che sulla corrispondenza del DU con
>> l'allora futura laurea di primo livello, e che
>tali
>> informazioni venivano confermate e pubblicizzate
>> anche dagli stessi atenei prima di essere smentite
>> dalla situazione attuale.
>> Si chiede che si riconosca l'equipollenza
>tra
>> DU e laurea triennale: che cioè si possa avere
>> accesso agli stessi concorsi pubblici come
>previsto
>> dalle legge n. 127 del 1997, articolo 17, comma
>> 111, e dalla nota del Ministero dell'università e
>> della ricerca scientifica e tecnologica n. 1164
>del
>> 1998 e che i DU siano inseriti nei contratti
>> nazionali di lavoro con le stesse caratteristiche
>> previste per le lauree triennali corrispondenti.
>>
>>
>> PROPOSTA DI LEGGE
>> Art. 1.
>> 1. I diplomi universitari triennali
>> rilasciati ai sensi della legge 19 novembre 1990,
>> n. 341, e successive modificazioni, sono
>dichiarati
>> equipollenti a tutti gli effetti di legge alla
>> laurea triennale corrispondente prevista dal
>> regolamento di cui al decreto del Ministro
>> dell'università e della ricerca scientifica e
>> tecnologica 3 novembre 1999, n. 509, e dai decreti
>> del Ministro dell'università e della ricerca
>> scientifica e tecnologica 4 agosto 2000,
>pubblicato
>> nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale
>> n. 245 del 19 ottobre 2000, e 28 novembre 2000,
>> pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
>> Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, ai fini del
>> pubblico impiego e dei pubblici concorsi, e sono
>> inseriti nei contratti nazionali di lavoro con le
>> stesse caratteristiche previste per le lauree
>> equivalenti.
>> Art. 2.
>> 1. Ogni ateneo, nell'ambito della propria
>> autonomia, può prevedere e regolamentare l'accesso
>> di coloro che sono in possesso del titolo di
>> diploma universitario ai corsi di laurea
>> specialistica corrispondenti di cui al decreto del
>> Ministro dell'università e della ricerca
>> scientifica e tecnologica 28 novembre 2000,
>> pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
>> Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2001, nonché ai
>> master universitari di primo livello.
>> ___
>>
>>
>>
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>>
>>
>>> E i Diplomi Universitari? Qualcuno si ricorda
>cosa
>>> sono?
>>> Oggi si chiamano Lauree!!!
>>> Ma chi ha avuto la sventura di prendere il titolo
>>> quando si chiamava Diploma Universitario non ha
>>> diritto
>>> di dichiararsi laureato!!!
>>>
>>> Questa e' un'ingiustizia. La riforma "3+2" e'
>>> iniziata di fatto con
>>> l'introduzione del Diploma Universitario.
>>>
>>> *** Prima riforma: Legge n. 341, 19/11/1990
>>>
>>> Si parlava di una rivoluzione che introduceva la
>>> cosiddetta "Laurea Breve"
>>> o "Laurea Triennale", e lo standard dei 3 Livelli
>>> di titoli universitari:
>>> livello 1 = Diploma Universitario,
>>> livello 2 = Laurea tradizionale,
>>> livello 3 = Specializzazione e Dottorato
>>> tradizionali.
>>> Anche il sistema dei crediti fu' introdotto in
>>> questo periodo.
>>>
>>> Chi si immatricolava poteva optare per il corso
>>> breve triennale o
>>> per quello lungo quinquennale.
>>>
>>> Comunque cio' che conta e' che IL PRIMO LIVELLO
>>ERA
>>> GIA' DEFINITO: IL TITOLO
>>> UNIVERSITARIO DI PRIMO LIVELLO ALLORA SI CHIAMAVA
>>> "DIPLOMA UNIVERSITARIO".
>>>
>>> La novita' era chiara e i testi aggiornati di
>>> diritto universitario
>>> presentavano i nuovi tre livelli standard di
>>> titoli, dicendo che il
>>> "Diploma universitario" era la nuova "Laurea
>>Breve"
>>> o "Laurea Triennale".
>>>
>>> *** Seconda riforma: Decreto n. 509, 21/12/1999
>>>
>>> Con una nuova legge il sistema diventava
>realmente
>>> un "3+2" perche' si eliminavano
>>> i corsi a ciclo unico quinquennale introducendo i
>>> corsi "integrativi" biennali.
>>>
>>> Comunque il primo livello era gia' li'. L'unica
>>> novita' era che il titolo di
>>> primo livello cambiava nome, e diventava
>"Laurea",
>>> ma solo per i nuovi iscritti!
>>> Stessi corsi, stessi esami, stessi crediti,
>titolo
>>> diverso. I corsi erano
>>> realmente gli stessi, nel periodo di transizione
>>> erano attivati i corsi con
>>> entrambi i nomi, GLI STUDENTI ISCRITTI AL CORSO
>DI
>>> "DIPLOMA UNIVERSITARIO",
>>> SEGUIVANO GLI STESSI INSEGNAMENTI, SOSTENEVANO
>GLI
>>> STESSI ESAMI CON GLI STESSI
>>> CREDITI E SI DIPLOMAVANO CON LE STESSE REGOLE DI
>>> TESI E NELLE STESSE SEDUTE DEI
>>> NUOVI STUDENTI DEI CORSI DI "LAUREA"!
>>>
>>> Alla fine, per legge, i nuovi possono dichiarare
>>un
>>> titolo accademico di "Laurea
>>> in ...", i vecchi no, anche se e' lo stesso primo
>>> livello! Conta cio' che e'
>>> scritto sulla carta e conta la legge, con tutte
>le
>>> conseguenze sull'usurpazione
>>> di titoli, sui diritti nei concorsi pubblici,
>ecc.
>>>
>>> E non stiamo qui a raccontarci la balla che "nel
>>> mondo del lavoro il titolo non
>>> conta, contano le competenze"! Quanto vale questa
>>> chiacchiera visto che i titoli
>>> esistono e sono protetti dalla legge?
>>>
>>> E poi perche' questa discriminazione visto che
>>> tutti, "Diplomati" e "Laureati",
>>> possono in seguito accedere allo stesso TITOLO
>>> PROFESSIONALE con lo stesso esame
>>> di Stato? Questo non basterebbe per concedere a
>>> posteriori al Diplomato il
>>> diritto di utilizzare la QUALIFICA ACCADEMICA di
>>> "Laureato"? (La mia esperienza
>>> e' quella della Facolta' di Ingegneria).
>>>
>>> Al diplomato si dice pure che se vuole il nuovo
>>> titolo deve reiscriversi per pura
>>> formalita' e sostenere solo la tesi e al massimo
>>un
>>> esame. E questo a causa di
>>> una forzatura sui settori scientifico diciplinari
>>> che modificherebbero di fatto
>>> il valore dei crediti gia' acquisiti.
>>> Non mi sembra giusto, almeno per un fatto di
>>> principio: IO NON DEVO NULLA, HO
>>> GIA' DATO! LO STATO MI TOGLIE ARBITRARIAMENTE UN
>>> DIRITTO CHE HO GIA' ACQUISITO
>>> PERCHE' HO GIA COMPLETATO I MIEI STUDI ACQUISENDO
>>> IL TITOLO! Se poi lo stato
>>> modifica il titolo da attribuire al primo
>livello,
>>> lo deve fare per tutti,
>>> altrimenti e' come ammettere che si sta
>>> introducendo un quarto livello alla
>>> base della scala!
>>>
>>> Ribadisco che tutto questo assume una certa
>>> importanza proprio a causa della
>>> parolina magica "Laurea" che compare nel titolo
>>> accademico.
>>>
>>>
>>> Io mi sento quasi truffato dalla legge!
>>>
>>> Va bene la riforma, va bene la Dichiarazione di
>>> Bologna, va bene che la legge
>>> 341 l'ha anticipata, ma credo che ci siano errori
>>e
>>> ingiustizie che il
>>> legislatore dovrebbe correggere. E questo
>>> indipendentemente dal fatto che i
>>> Diplomati Universitari sono solo uno sparuto
>>numero
>>> di persone che a suo tempo
>>> hanno affrontato il rischio di fare da cavie alla
>>> sperimentazione della riforma.
>>>
>>>
>>>
>>> P.S.
>>> Con una terza riforma (Decreto n. 270,
>22/10/2004)
>>> si e' concesso al laureato di
>>> primo livello il diritto di utilizzare la
>>qualifica
>>> di "Dottore", ma questa
>>> e' tutta un'altra storia.
>>>
>>>
>>>
>>>
>>
>>Perchè non ricorrere alla Unione Europea per aver
>giustizia? o fare una raccolta di firme?

silvia mercoledì, 15 ottobre 2008

Re: E i Diplomi Universitari?

Nella mia esperienza le cose sono andate in questo modo:
io ed altri colleghi diplomati nel 1998 in un corso triennale per Operatore dei beni culturali abbiamo potuto recuperare una manciata di esami (circa 15, per un 100 crediti) e preparare e discutere una tesi: con solo 11 mesi di lavoro abbiamo conseguito una laurea triennale in Scienze di... !
Ragionevolmente diverso credo sia il caso dei Diplomi in Scienze motorie, probabilmente gia' orientati verso una forte preparazione teorica.
E' assurdo che dopo tanti sacrifici, infermieri specializzati e medici siano considerati la stessa cosa: e' un pugno nello stomaco a chi ha fatto enormi sacrifici, anche economici, per studiare.
Studiare non e' sicuramente la cosa peggiore che ci puo' capitare, mentre essere fregati sul lavoro da piccoli impostori ignoranti fa male, v'assicuro!!!
Comunque io resto molto contrario ai CONDONI, che fanno del nostro un paese per vecchi imbroglioni, destinato alla rovina.

> Anche io sono in possesso di un diploma
> universitario in matematica....

Marco sabato, 25 ottobre 2008

Re: E i Diplomi Universitari?

Anche per me (con Diploma U. triennale) è stato più o meno così (20 mesi e 16 esami) con la Tesi discussa anche in una lingua straniera!!!
Comunque sarebbe assurdo che per qualcuno un "OPERATORE DI" fosse uguale ad un laureato di primo livello!!!!
Ma in questo Bel Paese di Furbetti... sicuramente il colpo di mano prima o poi lo faranno, quanto ci scommettiamo?
So di Università del centro-sud, molto speciali, che ora permettono anche l'accesso ai master senza Laurea!

Edmondo sabato, 23 agosto 2008

Re: E i Diplomi Universitari?

Ciao toni,
sono nelle tue stesse condizioni, ho conseguito
il DU in ingegneria informatica nell'ormai lontano 1999, qualche
mese prima della seconda riforma.
Capisco e sottoscrivo il tuo accorato appello per l'equiparazione del ns. titolo alla Laurea di primo livello, evoluzione del sistema universitario che, sostanzialmente, i nostri corsi prefiguravano. (in pratica, un "rodaggio")
Per motivi che ti lascio immaginare non me la sono sentita di sottostare all'iter della gabella con iscrizione per "pura formalita'", ma questo non e' il tema della discussione, visto che parliamo di Diritto e di diritti conseguenti.
Purtroppo in punta di diritto non riesco a seguirti, primo perche' non me ne intendo, secondo perche' credo sia troppo tardi: il Decreto n. 509 a proposito dei Diplomi Universitari (cito) afferma "Gli studi compiuti per conseguire i diplomi universitari in base ai previgenti ordinamenti didattici sono valutati in crediti e riconosciuti dalle università per il conseguimento della laurea di cui all'articolo 3, comma 1 (...)". Quindi il Legislatore (e perche' dovrebbe tornare sui suoi passi) ha demandato agli atenei, o meglio: ai consigli di facolta' la spinosa questione. I quali, se vogliamo, in una specie di schizofrenia hanno aperto un fossato tra il prima e il dopo (ma sempre degli stessi docenti, degli stessi corsi parliamo ), colmandolo in malo modo. E con tutta la (auto-)solidarieta', credo che da qui non se ne esca, a meno di triangolazioni con l'estero. Un caro saluto, Edmondo

gio giovedì, 10 luglio 2008

Re: E i Diplomi Universitari?

Ciao, purtroppo hai proprio ragione. Unica alternativa prendersi il titolo di laureato per potersia far chiamare dottore. Io penso che il termine dottore sia solo da attribuire al medico, a nessun altro. Le persone di devono chiamare per nome.

Monica martedì, 15 aprile 2008

Re: E i Diplomi Universitari?

Io mi devo laureare a luglio per la triennale sono della facoltà di lettere di firenze e non so cosa fare ... se aspettare che le modifiche vengano palesate a laurearmi per fare un passaggio o continuare a scrivere la tesi e laurearmi?
non so che fare perchè le info certe ce le danno a giugno al nostro ateneo

Silvio venerdì, 13 aprile 2007

Non manca qualcosa da fare ancora?

Dopo un anno (quasi) dall'articolo devo dire che il ministro ha fatto diversi passi, ma non vi sembra manchi ancora qualcosa nella direzione intrapresa un anno fa....?.
Qui tra un casino internazionale e l'altro ci siamo dimenticati di molte cose, ma vi siete accorti quante università telematiche ci sono in giro? è da paura, dove ti giri c'è una pubblicità. Il ministro non doveva intervenire? Chissà se lo diciamo a Santoro magari gli fa un "Ministro Mussi c'è posta per te"!

n° 20
ambra venerdì, 20 aprile 2007

Re: Non manca qualcosa da fare ancora?

Scusate tanto, ma cosa vi aspettate?? L'univerisita necessita davvero di una riforma, ma dopo anni che tutti i programmi sono rimasti stagnanti, non si puo pretendere che le cose cmabino dall oggi al domani.
Senza contare poi che ogni riforma significa fondi, e grazie alla voragine del precedente governo.. che si incrocino le dita e si speri!!!!

Stefano venerdì, 20 ottobre 2006

Che fine ha fatto?

ma che fine ha fatto la volontà politica di chiudere per sempre con le nefandezze del ministro Letizia Moratti? No perchè le telematiche continuano ad esserci,m non mi sembra che ci siano state tante variazioni e soprsttutto Unisu continua a fare pubblicità, adesso anche attraverso volantini e quant'altro..boh è strano, ma siamo sicuri che è veramente cambiato qualcosa o come al solito è solo mafia?

n° 19
julius sabato, 21 ottobre 2006

Re: Che fine ha fatto?

qui gatta ci cova.
secondo me boccione ha trovato una raccomandazione.

> ma che fine ha fatto la volontà politica di
> chiudere per sempre con le nefandezze del ministro
> Letizia Moratti? No perchè le telematiche
> continuano ad esserci,m non mi sembra che ci siano
> state tante variazioni e soprsttutto Unisu continua
> a fare pubblicità, adesso anche attraverso
> volantini e quant'altro..boh è strano, ma siamo
> sicuri che è veramente cambiato qualcosa o come al
> solito è solo mafia?

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