Mobilitazioni studentesche contro la riforma universitaria
Assemblee a Palermo e Lecce e manifestazioni il 6 e 17 novembre. Gli studenti scendono in piazza per chiedere una università pubblica, libera, democratica, di qualità per tutti e, per attirare l'attenzione, lanciano un video sul web: "il ratto della Gelmini"
Inizia il percorso di mobilitazione delle associazioni studentesche per protestare contro la riforma dell'università. L'Unione degli Universitari la definisce un decreto che "affossa definitivamente l’Università pubblica italiana" e per far sentire la loro voce hanno già organizzato manifestazioni ed altre iniziative all'interno degli atenei.
I primi a muoversi sono state le università meridionali, con l' agitazione di mercoledì pomeriggio all’Università di Lecce e l’assemblea di Ateneo di Palermo indetta per oggi 29ottobre alle 15, alla quale sarà presente anche il Rettore Roberto Lagalla. A partire dalle ore 21 un’assemblea permanente sotto il rettorato dell’Università di Lecce, ateneo periferico e “virtuoso” ma che vive gravemente i tagli inflitti dal Governo, per passare poi domani all’assemblea di ateneo a Palermo.
L'Unione degli Universitari considera che l' indirizzo privatistico che il Governo sta dando all'università italiana punta a smantellare il carattere pubblico degli atenei che in realtà dovrebbero essere accessibili a tutti. L’Udu invece ribadisce la sua idea di Università pubblica "non ostaggio degli interessi dei privati, libera, senza barriere all’accesso, democratica, non in mano ai baroni, di qualità, perché possa davvero formare le coscienze, per tutti, non solo per i ricchi".
Proprio per difendere la loro idea di università -pubblica, libera, democratica, di qualità e per tutti- il 6 novembre gli universitari scenderanno in piazza. Per richiamare l'attenzione su questa iniziativa l'UDU ha diffuso un video ironico ("non intendiamo offendere nessuno o inneggiare alla violenza" - precisano) in cui finge il rapimento del Ministro Gelmini e chiede un riscatto di 2 miliardi di € per l'università italiana, oltre al ritiro del decreto "perchè" -dichiara l'associazione studentesca- "chi fa le riforme continua a non ascoltare chi le subisce, non c’è stato alcun tavolo di discussione con gli studenti sui temi della governance e del diritto allo studio."
Perplessità per la mancanza di un coinvolgimento in questa riforma l'ha manifestata anche l'ADI, l'Associazione Dottorandi Italiani che la definisce "un'occasione perduta" e in un comunicato dichiara che "il Ministero non ha coinvolto, tantomeno consultato, le organizzazioni di rappresentanza del mondo universitario: è stata persa una valida occasione per introdurre elementi utili, ragionevoli e, a nostro avviso, indispensabili nel testo". L'ADI ritiene che questo testo non riesca a migliorare la condizione dei dottori di ricerca e dei giovani ricercatori, uniformando le tante, troppe figure professionali che caratterizzano il post dottorato. L'ADI inoltre chiede quali siano le intenzioni del Ministro e di tutto il governo in merito ai concorsi da ricercatori già previsti.
Sempre per protesta contro la riforma il 17 novembre scenderanno in piazza gli studenti di LINK- Assemblea studentesca, la rete che unisce Unione degli Studenti e Coordinamento degli Universitari e che mercoledì 28 ottobre hanno occupato simbolicamente il Ministero di Viale Trastevere. "Protestiamo contro i tagli indiscriminati a scuola e università - dichiarano gli studenti - chiediamo una didattica innovativa e partecipata e un nuovo sistema di welfare studentesco, che garantisca agli studenti agevolazioni sui libri di testo, sui trasporti, sui consumi culturali. Proprio oggi è stato varato dal Governo il ddl di riforma dell'Università: la rappresentanza studentesca viene ridotta all'impotenza e i Rettori diventano dei monarchi assoluti. La democrazia negli atenei viene distrutta."