Confronto Gelmini-vertici CRUI. La riforma piace alla Conferenza dei rettori ma non agli studenti, che per il 6 novembre confermano la manifestazione davanti al Ministero
Questa mattina il ministro Gelmini ha incontrato il direttivo della Crui. Il ministro ha illustrato e discusso il disegno di legge sull’università.
“E’ importante il confronto continuo tra Ministero e Conferenza dei rettori – ha dichiarato il ministro – perché aiuta a perfezionare i provvedimenti riformatori presi recentemente dal governo. L’applicazione della riforma deve avvenire nella maniera più condivisa possibile. Bisogna avere il coraggio di cambiare, di guardare al futuro e mi pare che la Crui abbia raccolto la sfida”.
Il presidente della Crui Enrico Decleva ha aggiunto: “la Crui conferma il giudizio positivo sulla portata innovativa del provvedimento e ribadisce l’esigenza che siano garantite risorse adeguate a sostenerlo”.
Questa riforma però non piace agli studenti che per domani confermano la loro presenza in piazza. Unione degli Universitari, Sinistra Per e Sinistra Studentesca in un comunicato congiunto dichiarano che "Fino ad ora abbiamo assistito ad una serie provvedimenti legislativi volti unicamente a tagliare le risorse destinate alla formazione. Oggi ci è stato presentato un disegno di legge che mette mano all’intero sistema universitario, e che dimostra di essere in assoluta continuità con quella razionalizzazione quantitativa, e non qualitativa, portata avanti dal governo. Il Cda diventa primo organo collegiale di ateneo, con il 40 % di membri esterni all’università, che sarà quindi soggetta ad interferenze di privati e di enti locali. A questo organo vengono attribuite grandi competenze anche su aspetti didattici e scientifici, sottratte al Senato Accademico, i cui poteri risultano drasticamente ridimensionati.
Il ddl" - aggiungono le associazioni- "prevede anche la cancellazione del diritto allo studio, già martoriato dai precedenti provvedimenti di questo governo, che hanno reso impossibile la garanzia “ai capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, di raggiungere i gradi più alti degli studi. La soluzione prospettata nel decreto è quella dell’introduzione di un “fondo speciale per il merito finalizzato a promuovere l’eccellenza, fondo che sarà gestito dal ministero dell’economia e con cui dovranno essere coperti buoni studio e prestiti che saranno assegnati sulla base di un test nazionale, senza tenere in considerare il reddito degli studenti.
A questo si aggiunge che la disciplina sul diritto allo studio viene riformata attraverso la delega, strumento anti-democratico a cui il governo ormai ci ha abituati.
Domani 6 Novembre, alle ore 11, saremo al sit-in davanti al Ministero in viale Trastevere per chiedere il ritiro del DDL, maggiori finanziamenti per l’università pubblica e per il diritto allo studio.Con questo presidio vogliamo lanciare una mobilitazione che coinvolga tutti gli studenti e che metta al centro del dibattito il sapere e l’università libera, pubblica, democratica di qualità e per tutti."
Sono daccordo in pieno con questo articolo e fanno bene a scioperare e non aggiungo altro perché questa riforma mi ha portato problemi in queste ultime settimane.
...ogni volta che scrivi un messaggio dici sempre di essere "daccordo" con l'articolo, ma io mi sto stufando di dover ogni volta ricordarti che si scrive "d'accordo" con l'apostrofo...