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La discussione della riforma Gelmini slitta dopo la fiducia al Governo

Il Ministro accusa l'opposizione di irresponsabilità ma di fatto la conferenza dei capigruppo ha imposto che la discussione a Palazzo Madama del ddl 1905 avvenga dopo il 14 dicembre. Esultano gli studenti per i quali questo ennesimo rinvio rappresenta una sfiducia della Gelmini ancora prima del 14

di Marta Ferrucci 2 dicembre 2010
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Se il Governo non avrà la fiducia, la riforma dell'università salta. A nulla è servito il tentativo di Maurizio Gasparri, Presidente dei Senatori del Pdl, di calendarizzare la discussione già la prossima settimana. L'opposizione della conferenza dei capi gruppo si è fermamente opposta alla possibilità che il ddl 1905 venga discusso prima del 14 dicembre, quasi a dire che un provvedimento di tale importanza va approvato da un governo forte, che abbia davvero l'appoggio della sua maggioranza.

Il Ministro è amareggiato ma fiducioso e accusa l'opposizione di irresponsabilità
: “L’opposizione, per motivi di pura propaganda politica, mette a rischio provvedimenti urgenti e indispensabili per l’università italiana" - ha dichiarato il Ministro Gelmini-. "Senza l’approvazione rapida del ddl non si potranno bandire posti da ricercatore, gelmini_16non potranno essere garantiti gli scatti di stipendio, non saranno banditi nuovi concorsi.

Sono comunque fiduciosa: il 14 dicembre il governo Berlusconi incasserà la fiducia del Parlamento e il ddl diventerà legge entro l’anno. Il governo Berlusconi potrà dunque proseguire la sua opera riformatrice nell’interesse del Paese
”.

Esultano gli studenti. Per l'Unione degli Universitari "questo ennesimo rinvio rappresenta una sfiducia della Gelmini ancora prima del 14. Il ritiro del ddl e le dimissioni della Gelmini ci sembrano, quindi, scelte obbligate. Di certo le nostre mobilitazioni non si fermeranno, anzi continueranno fino al ritiro del ddl e  perché abbiamo un'idea migliore di università pubblica per il futuro del paese che vogliamo portare oltre il 14 Dicembre".
 
Cosa accadrebbe se la riforma non dovesse ottenere il via libera definitivo o non venisse quantomeno calendarizzata? Per il Ministro lo scenario che si aprirebbe per l'università sarebbe drammatico:

- Nessun concorso per ordinari e associati sarebbe bandito
Il fondo per assumere 1.500 professori l’anno tra il 2011 e il 2013 sarebbe inutilizzabile pur a fronte di un massiccio esodo di docenti già in larga parte avvenuto nel 2009-2010. La legge del 2005 ha abrogato le vecchie regole concorsuali ma non ne sono mai stati varati i decreti attuativi. Quindi al momento non si possono bandire concorsi né da associato né da ordinario, mancando una normativa in materia;

- Nessun concorso da ricercatore
Le norme sui concorsi da ricercatore, riviste con la legge 1/2009 scadono il 31 dicembre 2010. Dal 1 gennaio quindi, se non passa il ddl, non si potranno bandire posti da ricercatore;

- Blocco delle risorse per reintegrare scatti
Il ddl prevede un fondo premiale per il 2011-2013 che serve a reintegrare su base meritocratica parte degli scatti di stipendio: senza il ddl queste risorse non potranno essere utilizzate per lo scopo previsto.

 
La gallery delle proteste studentesche

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