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Universita

Il giallo sui fondi per assumere i ricercatori universitari

a cura di Marta

redatto lunedì 16.11.2009

Nonostante l'ordine del giorno del Senato l'Adi e le associazioni studentesche temono che i fondi possano andare persi. Ma il Miur rassicura: i fondi ci sono e saranno erogati

In un comunicato stampa del 13 novembre l'Adi -Associazione Dottorati Italiani-  manifestava preoccupazione per la disponibilità dei fondi destinati all'assunzione dei giovani ricercatori perchè, nonostante il Senato della Repubblica aveva trasformato l'emendamento per sbloccare i fondi in un ordine del giorno, si denunciava il rischio che questi potessero andare persi perché non utilizzati entro la scadenza del dicembre 2009.
"Si tratta dell’ennesimo gesto di indifferenza e prepotenza nei confronti non solo dei giovani ricercatori del nostro Paese ma di tutta l’Università. Chiediamo che il Parlamento approvi, nel proseguo dell’iter parlamentare, interventi adeguati per evitare che i fondi già stanziati per l’assunzione dei ricercatori vadano perduti. Chiediamo anche che il Ministro, visto quanto dichiarato nei giorni scorsi in Commissione dal Sottosegretario Pizza, si attivi immediatamente e distribuisca senza ulteriori indugi i fondi alle Università, perché si possa procedere con l’emanazione dei bandi".

Preoccupati per i fondi anche gli studenti dell'Unione degli Universitari: “Questo Governo avrebbe potuto fare una scelta coraggiosa e di lungo periodo, ridare dignità alla ricerca italiana e effettività al diritto allo studio" – ha affermato Giorgio Paterna, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari – "la strada intrapresa è invece diametralmente opposta. Sono queste le ragioni che ci spingono ad essere domani in piazza insieme ai lavoratori della CGIL, manifestazione a cui il Governo non dovrebbe guardare con indifferenza come ha fatto fin’ora”.

A fronte di queste dichiarazioni il Miur ha tempestivamente smentito tale indisponibilità e in proposito ha parlato di notizia del tutto priva di qualsiasi fondamento. In un comunicato ha precisato: "E' clamorosamente falsa e crea stupore la notizia che siano saltati i soldi previsti per l'assunzione di giovani ricercatori. L'emendamento presentato al Senato si limitava a definire uno spostamento dell'erogazione di circa 60 milioni di euro dal 2009 al 2010. Questo per consentire al Ministero di ripartirli con le nuove modalità. Il Senato non ha approvato questo slittamento ma i finanziamenti non sono stati certo persi. Il Ministero entro due settimane emanerà un decreto ministeriale che trasferirà l'intera cifra alle università per consentire l'assunzione dei giovani ricercatori. Non esiste nessun taglio ai ricercatori. Quanto riportato dai media corrisponde a una sintesi giornalistica totalmente destituita di qualsiasi fondamento".

Insomma, i fondi ci sono e saranno erogati. I ricercatori possono tirare un sospiro di sollievo.

Voto


Commenti dal 1 al 2
(2)

Livia giovedì, 19 novembre 2009

no

Io non vado a protestare a favore dei precari, perdonatemi ma ho i miei motivi.
Non riesco a capire perchè gli studenti vanno a difendere i precari.
Si erano montati la testa questi precari, e come bocciavano, molto di più dei professori titolari,
li dovevi chiamari PPPPPProfessori, con 20.000 P maiuscole, tutta gente che non aveva passato neanche il concorso, ed erano lì solo perchè c'era qualche professore che li teneva con dei contratti, perchè non erano stati capaci di superare il concorso come ricarcatori.
Erano tremendi, ti mettevano una paura tremenda.
No, perdonatemi, ma non posso dimenticare.

n° 2
Pirrolo sabato, 21 novembre 2009

non diciamo bambinate

Livia, stai confondendo la tua esperienza personale con un problema più generale.
Anche io posso avere problemi con qualche idraulico o con un vigile, ma non è che da domani mi metto a chiedere la decapitazione di idraulici e vigili.
Non dire bambinate e cerca di fare un discorso un po' più serio, perché questi che fai non lo sono.

Tita giovedì, 19 novembre 2009

R: no

No, perdonami, ma non posso evitare di sperare con tutto l'animo che un giorno ti troverai anche tu precaria e ti maledirai per aver detto queste cose...

Livia venerdì, 20 novembre 2009

lavoro pesante

Ma vatti a trovare un bel lavoro pesante, non esiste solo il fare il professore.
Certo, io non sarò mai una professoressa universitaria, perchè non mi piace quell' ambiente.
Mio padre era un disoccupato, i miei genitori separati, mia madre scomparsa.
Io ero andata all' università per farmi un futuro, e sai che facevano quei precari? ti bocciavano, non pensando che quella persona poteva aver bisogno della laurea, non certo per rubare il loro lavoro.
Dopo aver passato anni all' università l' unica cosa era lasciare, non avevo i soldi per continuare, e nessuno protestava per me.
Certo non ho voluto usare scorciatoie, mi avrebbe fatto ancora più schifo.
Capiterà anche a me? non importa ne ho passate di peggio, sono abituata alla fame, non faccio la baronessa.
Ripeto invece di fare i baroni andate a trovarvi un bel lavoro pesante, baroni e baronesse.

Tita venerdì, 20 novembre 2009

R: lavoro pesante

Ripeto spero con tutto l'animo che un giorno ti troverai anche tu precaria e ti maledirai per aver detto queste cose...

oscar lunedì, 16 novembre 2009

ma

Ma se sono così bravi questi ricercatori, perchè non rinunciano a questo concorso come ultimi ricercatori a vita e non vanno direttamente con il nuovo sistema del contratto da 3 anni a 3 anni e poi se valgono diventano associati?

n° 1
Pirrolo martedì, 17 novembre 2009

R: ma

Non fanno così perchè:
1) Nessuno, neanche Einstein, rifiuterebbe un posto fisso per un uguale posto da precario, specie con la crisi che c'è oggi.
2) Sappiamo benissimo che i posti all'università non sono assegnati in base alla bravura ma in base a nepotismo e lecca.cul.aggine. Rifiutare un posto oggi significa che tra 3+3 anni nessuno te lo ridarà mai più.

puar lunedì, 16 novembre 2009

R: ma

roflolmao

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