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Scuola e università, ecco come è crollata la fiducia dei giovani italiani: "Siamo senza futuro"

I giovani si sentono senza un futuro. Sospesi. Precari a tempo indeterminato. La riforma Gelmini è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso che si è andato riempendo lentamente e costantemente negli ultimi anni. Un'indagine regala un'istantenea precisa di cosa pensino i giovani italiani delle politiche governative degli ultimi anni su scuola e università

di andrea maggiolo 6 dicembre 2010
Le proteste in tutta Italia contro la riforma Gelmini dell'università sono solo uno dei segni del disagio che pervade il mondo giovanile. Il disagio riguardo lo stato stesso del nostro sistema scolastico.

L'indagine. Un'indagine dell'Osservatorio sul Capitale Sociale di Demos-Coop regala un'istantenea precisa e dettagliata di cosa pensino i giovani italiani delle politiche governative degli ultimi anni su scuola e università.

Il 60% del campione crede che l'università italiana sia peggiorata negli ultimi 10 anni, e il 70% estende questo giudizio alla scuola in generale. La protesta e il disagio non sono quindi dettati solo dal ddl Gelmini, anche se il 50% degli intervistati pensa che questa nuova riforma peggiorerà il nostro sistema universitario. Un terzo degli italiani è invece favorevole alla riforma Gelmini.

Crolla la fiducia. E' crollata nello stesso periodo anche la fiducia nella scuola: nel 2000 era al 69%, ora al 53%. Circa un quarto di consensi evaporati in dieci anni scarsi. Il campione dell'indagine ha le idee chiare su quali siano i principali problemi dell'università: la mancanza di fondi (31%) e lo scarso collegamento con il mondo del lavoro (21%). Senza fondi e senza reali prospettive lavorative. Così vedono la scuola e l'università i giovani. E i tanto vituperati "baroni"? Il 9% degli intervistati ritiene che tra le problematiche della nostra università ci sia la scarsa qualità dei docenti.
 
coppia-delusaIl problema forse più grande sono le risorse pubbliche destinate al mondo dell'università e della ricerca (e come vedremo, gli italiani ne sono consci): siamo gli ultimi in Europa in questa poco prestigiosa classifica. E inoltre, a dicembre 2010, il governo non ha ancora stabilito il finanziamento (FFO) alle Università del 2010. Difficile quindi parlare di riforma quando non si sa nemmeno quali siano i fondi a disposizione.

Il sostegno alle proteste. Per questo motivo è molto largo il sostegno alla protesta di queste settimane contro la riforma Gelmini. Il 63% di coloro che hanno studenti in famiglia è favorevole alle proteste (la percentuale scende al 55% nelle famiglie senza figli). L'81% degli studenti esprime consenso alle proteste in riferimento alla carenza di fondi per le ricerca, mentre soltanto il 53% appoggia le occupazioni.

La riforma Gelmini, di fronte a questi dati, non è quindi l'unica ragione delle proteste e del disagio che è evidente nei giovani italiani in questa fine del 2010. La scuola e l'università, dove i ragazzi costruiscono il loro futuro, e dove si coltivano amicizie e relazioni, non riescono più a svolgere efficacemente il ruolo che le famiglie si attendono da loro.

Senza futuro. I giovani si sentono senza un futuro. Sospesi. Precari a tempo indeterminato. La riforma Gelmini è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso che si è andato riempendo lentamente e costantemente negli ultimi anni.

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Commenti

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vela giovedì, 9 dicembre 2010

niente tasse

Ragazzi la prima cosa da ottenere è che i fuoricorso non devono pagare più le tasse.Una volta prima del 68 quando il diritto allo studio non esisteva era così.Ora che esiste il diritto allo studio si pagano le tasse anche da fuoricorso.Spiego perchè non bisognerebbe pagare la tasse:perchè negli anni in corso si è già pagato il servizio completo,corsi da seguire,sedute degli esami tesi.tutto.tutto pagato.i soldi che si pagano da fuoricorso sono rubati.certo bisogna rinunciare a mensa,trasporti,insomma tutti i servizi universitari,rimane solo il diritto di andare a fare gli esami,ma è meglio così.quindi niente tasse da fuoricorso come era prima del 68.ultima cosa non fidatevi troppo di nessuno, io il sospetto di chi sono che voglioo alzare le tasse ce l' ho, e non sono i politici.

n° 9
kleopatra giovedì, 9 dicembre 2010

Addio Cultura,

Ciao Cultura, Addio ai DIRITTO ALLO STUDIO, per sino i tirocini e le borse di studi, sono centralizzati, solo in Emilia Romagna, e Basilicata, i partecipanti dell'altra regioni , si accettano con RISERVA , BOOOOOH, perchè questi distensioni? ma se fosse bandi solo regionali, perchè pubblicano " anche possono partecipare dell'altra regione con riserva????????????

n° 8
Marco mercoledì, 8 dicembre 2010

Indignato

Tagli alla scuola , Tagli al nostro futuro. Che schifo.

n° 7
Valentina mercoledì, 8 dicembre 2010

Senza parole!

Ormai penso ke la scuola italiana stia decadendo sempre di più! Chissà dove andremo a finire! E' VERO KE NOI GIOVANI NN ABBIAMO UN FUTURO E NON ABBIAMO PIU' FIDUCIA DI TUTTTA LA GENTE KE CI "PROMETTE" perchè ne abbiamo la dimostrazione tutti i giorni che nn è così, perchè più andiamo avanti e più le cose peggiorano! Quanta gente laureta, davvero brava, sta a casa???? E quanta occupa posti di lavoro, forse nn meritati???? E' normale ke in qst giorni intraprendere l'univeristà è una scelta molto difficile xk richiede molto denaro ma poche certezze! Io penso, che a nessuno importi di noi e del nostro fututo, perchè se fosse il contrario, ci sarebbe maggiore ascolto, dato che siamo NOI il futuro.
Dopo tutte le manifestazioni, possiamo dire ke nn è cambiato niente, sembra ke nessuno ci ascolti! E staimo in un paese democratico?!?forse lo è di nome,ma di fatto NO!

n° 6
Bea mercoledì, 8 dicembre 2010

fuga

Io so solo che devo iniziare l'Universita` e a sentire i miei cari compagni non e` che mi venga proprio il brivido d'eccitazione all'idea di passare 5 anni a sprecare tempo e risorse in Italia quando all'Estero troverei molte piu` opportunita` ( non solo di lavoro ma anche di soddisfazione personale)...ma mia madre e` dell'idea che la scuola italiana sia ancora la migliore in termini di formazione intellettuale...io non so piu` quanto darle credito

n° 5
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