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Università: presentata la riforma ufficiale

Il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato ufficialmente la riforma delle università, che prevede, tra i vari punti, aumenti di stipendio per gli insegnanti migliori, limiti per l'attività di rettore e possibilità per gli atenei di fondersi

di Barbara Leone 15 luglio 2009

mariastella gelminiIl Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha presentato la riforma dell'Università a Roma, durante un incontro organizzato dal Pdl. Mariastella Gelmini ha dichiarato che "bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi" ed inoltre servono maggiore "pacatezza e serenità" per attuare la riforma. Il ministro si è rivolta soprattutto al Parlamento e all'opposizione perché la riforma universitaria possa avere "una durata superiore a quella di un governo", in quanto "più condivisione si trova, migliore è il servizio che si fa ai giovani".

La riforma, come già annunciato in altre occasioni, punta a combattere il mondo dei "baroni" universitari e a favorire gli atenei che evitano gli sprechi. Quali sono gli aspetti principali di questa riforma? Prima di tutto università vicine avranno la possibilità di fondersi o aggregarsi, anche per singoli settori di attività. Questo per cercare di "aumentare la qualità, evitare duplicazioni e abbattere i costi". Inoltre i bilanci degli atenei dovranno essere più trasparenti, indicando chiaramente debiti e crediti, che verranno concordati a livello nazionale tra il Ministero dell'Istruzione e il Ministero del Tesoro. I settori scientifico-disciplinari saranno dimezzati, passando da 370 a circa la metà. Per ogni settore rimarranno in media 50 ordinari. Il taglio è reso necessario per "evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere". Inoltre sarà data una delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca.

Sul fronte dell'insegnamento, si cercherà di contrastare in ogni modo i conflitti di interesse legati a parentele, per evitare il più possibile che possano essere assunti "figli di" come insegnanti o ricercatori. I rettori potranno mantenere il loro mandato per non più di 8 anni. Verrà fatta una distinzione precisa tra i compiti del Senato accademico e quelli del CdA: il primo potrà presentare proposte di carattere scientifico, mentre il secondo dovrà occuparsi della gestione delle spese e delle nuove assunzioni. Il numero dei membri del Senato accademico passerà dagli attuali 50 a 35; quello dei CdA da 30 ad 11. Nel CdA la maggior parte dei rappresentanti saranno esterni all'ateneo, mentre ci sarà una maggiore rappresentanza degli studenti sia nel Senato accademico che nello stesso CdA. L'attuale direttore amministrativo sarà sostituito da un direttore generale, che avrà maggiori compiti di responsabilità. Il nucleo di valutazione d'ateneo sarà composto per la maggior parte da funzionari esterni, per garantire una maggiore imparzialità. E verrà resa più semplice la struttura interna degli atenei.

Viene confermata la creazione di una lista nazionale di insegnanti, dalla quale attingere per assumere nuovi docenti e nella quale saranno inseriti coloro che avranno superato l'abilitazione per accedere ai concorsi nelle varie fasce. La lista sarà realizzata da una commissione nazionale, con membri italiani e stranieri, in base al curriculum e alle capacità dei docenti. Sono previsti incentivi economici per facilitare il trasferimento degli insegnanti e rendere maggiormente possibile la mobilità, rendendo anche più semplici le procedure per gli insegnanti stranieri che vogliono partecipare alle selezioni per un ateneo italiano. I professori a tempo pieno dovranno lavorare 1.500 ore all'anno, garantendo almeno 350 ore per docenza e servizio agli studenti. Aumenti di stipendio saranno garantiti solo per gli insegnanti migliori, che verranno valutati ogni 2 anni in base all'attività di ricerca svolta. Infine il governo otterrà una delega per riformare la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, sul sostegno agli studenti "per favorire l'accesso agli studi superiori e la mobilità".

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Commenti

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elyaiutooo giovedì, 1 ottobre 2009

attenti!

gente tenete conto ke cmq l'Italia ha un debito interno altissimo, quindi credo ke sia pienamente giusto ke vengano tolti ttt quegli sprechi a cui l'università pubblica è purtroppo soggetta.
è vero nn è giusto , ma tra l'altro cm facciamo ad uscire dalla brutta situazione in cui il nostro stato è soggetto ormai da troppo tempo?
ps io frequento l'università degli studi di parma. è pubblica, quindi non sto parlando da privata.
ciao

n° 9
cheto sabato, 25 luglio 2009

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abbiamo un governo di ignoranti........quello è il problema!

n° 8
giuliano mercoledì, 22 luglio 2009

tagliare gli sprechi ok, ma distruggere l'universi

Concordo pienamente con chi ha scritto che questa legge distruggerà l'università pubblica rendendo l'istruzione universitaria altamente elitaria. E' giusto tagliare i molti sprechi che ci sono oggigiorno e favorire la meritocrazia sia di studenti sia di professori limitando il clientelismo e l'abuso di potere, ma qui stiamo massacrando l'università pubblica costringendola a offrire un livello di istruzione basso e a costi elevati! a chi difende la legge perchè di destra voglio dire: informati e leggi tu stesso! sia una legge di destra o di sinistra non è importante, è fondamentale che in qualunque caso essa aiuti lo sviluppo e il miglioramento dell'oggetto a cui essa è preposta. come può migliorare un servizio pubblico (che spesso è già abbastanza martoriato e non adeguato a qunto dovrebbe essere come in questo caso) se tagliamo i fondi per esso? il problema vero dell' italia è che tutti i politici (destra,sinistra e centro nessuno escluso) vogliono solo "apparire" ed avere per sè il potere, ma del futuro del paese se ne fregano altamente, tanto loro i soldi li hanno e i figli li mandano all'università privata....

n° 7
mah giovedì, 23 luglio 2009

Re: tagliare gli sprechi ok, ma distruggere l'univ

E poi possiamo parlare di meritocrazia, quando è stata la Gelmini la prima a fare l'esame di abilitazione da avvocato nel Sud che lei disprezza tanto?!Chissà perchè è andata proprio lì.. mah.. mistero...

re martedì, 21 luglio 2009

perchè non togliamo i soldi alle scuole private???

io continuo a chidermi... ma perchè non capite che in questo modo solo i ricchi andranno all'Università e finiremo per diventare come gli USA?certo, ci saranno gli sprechi all'Università.. ma allora perchè non togliamo soldi a tutte le scuole private, sia Università, che scuole superiori che fioriscono a tutto spiano???Dall'anno prossimo a Macerata toglieranno la specialistica e una mia amica sarà costetta a trasferirsi a Siena... vi sembra giusto tutto questo???

n° 6
anacletia martedì, 21 luglio 2009

Re: perchè non togliamo i soldi alle scuole privat

> io continuo a chidermi... ma perchè non capite che
> in questo modo solo i ricchi andranno
> all'Università e finiremo per diventare come gli
> USA?certo, ci saranno gli sprechi all'Università..
> ma allora perchè non togliamo soldi a tutte le
> scuole private, sia Università, che scuole
> superiori che fioriscono a tutto spiano???Dall'anno
> prossimo a Macerata toglieranno la specialistica e
> una mia amica sarà costetta a trasferirsi a
> Siena... vi sembra giusto tutto questo???

Mattia martedì, 21 luglio 2009

Speriamo bene

Sembra che il nostro caro Ministro si stia mobilitando per riformare l'università. Basta gli sprechi e ai baroni. Speriamo che tutte queste belle novità vengano rispettate.

n° 5
... mercoledì, 22 luglio 2009

Re: Speriamo bene

> Sembra che il nostro caro Ministro si stia
> mobilitando per riformare l'università. Basta gli
> sprechi e ai baroni. Speriamo che tutte queste
> belle novità vengano rispettate.

...illuso...

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