Mariastella Gelmini: le università devono rispettare le nuove norme sui concorsi

Il Ministro dell'Istruzione ha ripreso le università di Catania e Bologna perché hanno indetto concorsi per ricercatori a tempo determinato andando contro le norme previste dalla riforma universitaria

di Barbara Leone 3 agosto 2011
Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ripreso gli atenei di Bologna e di Catania. Il motivo? Le due università hanno bandito concorsi per ricercatori a tempo determinato non rispettando le norme contenute nella legge sulla riforma universitaria. Il Ministro ha quindi inviato una lettera alle università di tutta Italia per ribadire che "non saranno più tollerati comportamenti e pratiche che minano la credibilità del sistema universitario". Nella lettera ha anche ricordato quali sono le norme vincolanti che tutti gli atenei devono rispettare per lo svolgimento dei nuovi concorsi. Facendo riferimento al caso di Catania e di Bologna, il Ministro ha protestato per "la mancata pubblicità della procedura di selezione e la non considerazione dei nuovi settori disciplinari".

ms_gelminiMariastella Gelmini accusa quindi i due atenei di non aver "rispettato le indicazioni di principio e di opportunità fornite dal Ministero in merito a trasparenza e pari opportunità nei concorsi". Secondo la riforma, le commissioni giudicatrici nei concorsi devono essere costituite per la maggioranza da membri esterni. Cosa che non è avvenuta a Bologna e Catania. Inoltre, secondo il Ministro, il concorso si è svolto in maniera inusuale, in quanto la procedura è partita alla fine di luglio con scadenza per i primi giorni di agosto. Nella lettera, come riporta il Corriere della Sera, Mariastella Gelmini sottolinea "la necessità di garantire meccanismi e procedure trasparenti e condizioni di pari opportunità a tutti gli studenti, in modo da far emergere le tante eccellenze presenti all'interno delle università italiane".

Secondo il Ministro, infatti, "i ragazzi devono trovare nel sistema accademico uno strumento che valorizzi il proprio talento e consenta di realizzare tutte le proprie ambizioni personali e professionali". Ivano Dionigi, Rettore dell'Università di Bologna, si è dichiarato "tanto sorpreso quanto sereno nell'apprendere delle presunte inadempienze relativamente alle posizioni per ricercatore bandite negli ultimi mesi dall'Ateneo" ed ha precisato tramite l'agenzia di stampa Ansa che "si tratta nello specifico  di posizioni finanziate su ricerca industriale e programmi competitivi, espressamente non finalizzate alla didattica ma rispondenti a precise opportunità e scadenze, per le quali sono stati predisposti appositi regolamenti in linea con la legge 240/2010 e per le cui procedure ci si è rapportati con gli uffici delegati del Miur come da corrispondenza intercorsa. Così ci siamo comportati fino al 26 luglio prima che il Miur chiarisse i nuovi settori concorsuali e attivasse la pubblicazione dei bandi sul proprio sito e su quello dell'Unione Europea. Ora vista la pubblicazione del decreto ministeriale del 29 luglio relativo ai settori concorsuali e vista l'attivazione del sito del Miur per la pubblicazione dei bandi nella medesima data, nessun problema ad adeguare le procedure dei concorsi ancora aperti ai tempi e alle modalità ora richieste".

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