La
Riforma universitaria che
tante polemiche sta creando è ora a un passo dall'approvazione definitiva.
Il
Ministro Gelmini esprime le prime preoccupazioni per l'iter parlamentare che si sta volgendo in questi giorni:
"E' in commissione al Senato, spero che il Parlamento non perda questa grande occasione. E' una riforma coraggiosa che coniuga autonomia e responsabilità di gestione e vuole alzare lo standard qualitativo dei laureati italiani".
La
preoccupazione della Gelmini è che l'iter parlamentare sia veloce, come racconta in un'intervista al
Quotidiano.net:
"Mi auguro che i potentati accademici non trovino spazio in Parlamento. Magari attraverso una tattica che prevede di smontare il provvedimento pezzo per pezzo con l’unico risultato di tornare al passato".
La Gelmini è tornata poi a parlare degli
aumenti di stipendio che dovrebbero toccare in futuro agli insegnanti ritenuti migliori:
"L'obiettivo è sempre quello di migliorare la qualità della didattica. una buona formqazione è legata a una buona classe di insegganti e noi vogliamo motivarli stabilendo che l'avanzamento economico non sarà più collegato soltanto con l'età".
Sull'argomento erano sorte già le prime polemiche, perchè non sono stati presentati i parametri in base ai quali

verranno fatte la valutazioni. I
sindacati sono sul piede di guerra, la Gelmini dice di essere pronta ada scoltare le proposte,
"a patto che non ci si ritrovi dinanzi ai soliti veti che hanno l’obiettivo di affossare le novità".
Pare comunque che le gratifiche e gli
aumenti toccheranno a non più del 30% massimo dei docenti, e soltanto dal 2011 in poi. Insomma, conoscendo come vanno le cose nel nostro paese, non c'è alcuna certezza per ora che questi aumenti diventeranno realtà.
La Gelmini ha anche messo la
parola fine alle polemiche sullo spazio dedicato alla Resistenza nei programmi dell'ultimo anno delle superiori:
"Se c'è stata polemica è infondata. La Resistenza rappresenta una pagina gloriosa della nostra storia e come tale va studiata. Occorre tenere viva la memoria, per gratitudine nei confronti di quanti si sono battuti per la libertà di tutti e per non dimenticare gli orrori del totalitarismo. La Resistenza deve essere patrimonio comune degli italiani".
Fonte: Quotidiano.net