Le proteste contro il ddl Gelmini proseguono in tutta Italia.
Ieri alla Sapienza di Roma alcuni professori hanno tenuto sessioni di esame all'aperto, e
sono iniziati anche gli esami in notturna. I motivi della protesta meritano di essere ripetuti per l'ennesima volta: tagli, mancate assunzioni dei giovani, blocco dei compensi e ridimensionamento della figura del ricercatore.
Come vi avevamo preannunciato la scorsa settimana, sono iniziati gli esami di notte nel primo ateneo romano. Dalle 21 alle 2 di notte: 5 ore in cui più di 200 studenti hanno sostenuto gli esami. Cattedre spostate nei corridoi, commissioni schierate e studenti con i libri in mano pronti a farsi interrogare: alle 21 è arrivato anche il rettore Luigi Frati che, nonostante le perplessità iniziali, ha corretto il tiro in serata:
"Stop dalla parte dei ricercatori che lavorano e i ricercatori hanno approvato la mozione sottoscritta in Senato accademico: in una situazione di questo tipo, l'anno accademico non può iniziare".

Nella mattinata di martedì 13 i
presidi della Sapienza avevano sostenuto pubblicamente tramite un documento ufficiale le proteste di chi fa ricerca:
"Non è possibile sostenere l'offerta formativa prevista per il prossimo anno accademico con grave danno per gli studenti, per le loro famiglie e per il Paese tutto. Si prevede che nei prossimi anni verranno soppressi numerosi corsi di studio e saranno fortemente ridotte le possibilità di accesso all’università pubblica".
L'Associazione Link ribadisce il sostegno alle mobilitazioni di questi giorni perché "
con i tagli e l’approvazione del Ddl per molti atenei a settembre sarà impossibile iniziare l’anno accademico. Chiusura delle facoltà, spacchettamento degli atenei, entrata dei privati nei CDA degli atenei, delega in bianco sul diritto allo studio, precarizzazione della ricerca: l’università italiana è una bomba pronta a scoppiare! In tutte le città d’Italia qualcosa si sta muovendo: studenti, dottorandi, ricercatori e studenti stanno organizzando le mobilitazioni con il chiaro obiettivo di fermare le politiche del governo!".
Secondo l'Associazione studentesca infatti "
questa riforma non combatte i privilegi baronali ma li potenzia, limitando la democrazia degli atenei, il potere decisionale degli studenti e aumentando quello del rettore e dei privati! Questa riforma non premia “i meritevoli” come dice il ministro Gelmini, ma stravolge il diritto allo studio sancito dall’art 34 della Costituzione, attraverso l’istituzione di prestiti d’onore e il Fondo per il Merito!". Per questo motivo "
l'università precipita nel buio ma le proteste si riaccendono", partendo dall'
illuminazione simbolica della Facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza.
Anche le altre facoltà dell'Università di Roma si stanno mobilitando: i Consigli di Facoltà di
Sociologia, Scienze della comunicazione, Economia ed Ingegneria hanno discusso della possibilità di
bloccare la didattica dal mese di settembre per continuare la protesta.
A Padova intanto la protesta di alcuni professori contro i tagli diventa più radicale. Tre docenti del Dipartimento di Chimica hanno fatto partire da questa mattina la loro protesta, per dire un secco no al blocco degli stipendi dei ricercatori. Sono loro stessi a chiarire i motivi dello sciopero della fame:
"Informare la cittadinanza sulla condizione attuale degli atenei italiani e sui pericoli che ne minano la sopravvivenza". La protesta dei tre si svolgerà tra palazzo Moroni e il Bo, nel centro di Padova.
A prender parte alla singolare protesta sono la ricercatrice
Chiara Maccato e i professori ordinari
Maurizio Casarin e Giorgio Moro.
"Cari colleghi - scrivono in una lettera aperta
, come auspicato nelle mozioni recentemente approvate dalla facoltà di Scienze e dal Senato accademico, riteniamo sia indispensabile informare l'opinione pubblica agendo in maniera incisiva. A tal fine ci facciamo promotori di un'iniziativa di sciopero della fame da parte di ricercatori e professori della nostra Università".
Lo sciopero della fame dei tre prevede la presenza pubblica per 24 ore nella piazzetta tra Comune e palazzo del Bo, previa sistemazione di una tenda, tavolino con sedie, strutture per esposizione di manifesti. Durante los ciopero i professori e la ricercatrice spiegheranno a tutti coloro che dimostreranno interesse il vero significato del ddl Gelmini e i tagli che minano il futuro della ricerca nel nostro paese.
Fonte: Il Mattino e Corriere
Scuola: continua lo sciopero e la protesta dei docenti contro la riforma Gelmini.
Lo scorso anno scolastico si è chiuso all’insegna delle proteste di molti docenti che hanno manifestato contro la politica di questo governo di centro-destra nei confronti della scuola pubblica.
Il nuovo anno scolastico che è cominciato per i docenti il 1° settembre ha inizio con l’invio di lettere e missive elettroniche da parte dei docenti precari della scuola e di alcune associazioni professionali degli insegnanti al Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e dei funzionari dello stesso dicastero.
Il presidente nazionale dell’ASSODOLAB, prof. Agostino Del Buono, ha così commentato: «La Scuola riaprirà ma con molte incertezze per i docenti di ruolo della A075 e A076 dopo l’esito del ricorso al TAR del Lazio da parte dei docenti di Informatica».
Dopo i docenti di Informatica inizia la protesta dei docenti di Trattamento testi e dati.
Mentre i primi si sono rivolti direttamente al TAR del Lazio, vincendo il primo “round”, i secondi chiedono chiarimenti al Ministero dell’Istruzione tramite e-mail. Se non vi saranno risposte convincenti, anche loro potrebbero rivolgersi al TAR o addirittura al Consiglio di Stato. La lettera, inviata all’onorevole Mariastella Gelmini – Ministro dell’Istruzione – oltre che ai tre funzionari del dicastero, e a tutti i dirigenti di settore, porta la data del 18 agosto 2010, protocollo numero 130/2010.
Nella missiva elettronica il prof. Agostino Del Buono, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Docenti di Laboratorio – in sigla ASSODOLAB – chiede ai destinatari del prezioso documento oltre a precisazioni e commenti inerenti l’Ordinanza del TAR del Lazio, Sezione III^ Bis, relativa all’accoglimento del ricorso n. 6218 del 2010, accolto nei limiti specificati in motivazione, ai fini del riesame da parte del Ministero dell’Istruzione delle “note ministeriali n. 1348, 4968 e 5358” relative all’attribuzione dell’insegnamento di «Informatica» a docenti appartenenti a più classi di concorso, compreso gli insegnanti che appartengono alle classi di concorso A075 e A076.
«Ab immemorabili» - afferma il presidente dell’ASSODOLAB - la nostra Associazione ASSODOLAB ha chiesto a codesto Ministero dell’Istruzione: la fusione delle classi di concorso A075 e la A076 in una sola denominata “Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”; l’affidamento dell’insegnamento di questa nuova disciplina di studio solo ai docenti che appartengono alla Classe di concorso A075 e A076; che la nuova disciplina doveva far parte delle discipline impartite nel biennio degli Istituti Tecnici Commerciali e Istituti Professionali per il Commercio riformati da codesto Ministero dell’Istruzione, ma a tutt’oggi il Ministero ha preferito inserire nel nuovo piano di riforma per gli Istituti Tecnici “Amministrazione, Finanza e Marketing” semplicemente la dicitura «Informatica» dando vita ad un ricorso collettivo da parte dei docenti della classe di concorso A042.
Diversamente sarebbe andata – continua il presidente Del Buono – se fosse stata “creata” dal dicastero una nuova disciplina con una nuova denominazione come quella voluta fortemente dai docenti interessati della A075 e A076 dalla locuzione alquanto accattivante e più reale: “Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”.
Nella parte conclusiva della missiva, il responsabile nazionale dell’Assodolab, oltre che ad elencare gli argomenti dei corsi di formazione e aggiornamento che l’Ente accreditato e qualificato dal MIUR secondo la Direttiva n. 90 del 01/12/2003 ha effettuato in questi dieci anni di attività, afferma che la maggior parte dei soci e simpatizzanti dell’Associazione che appartengono alla classe di concorso A075 e A076 sono anche disponibili alla frequenza di un corso abilitante in «Informatica» purché vengano inquadrati nel VII livello retributivo del personale docente.
Intanto, mancano solo una quindicina di giorni all’inizio del nuovo anno scolastico in tutta Italia e i docenti non sanno ancora nulla sul loro avvenire nella Scuola riformata dalla Gelmini.
Intanto i docenti precari di tutta Italia hanno iniziato uno sciopero della fame e la rabbia si estende nel nostro Bel Paese. Taranto, Benevento, Roma e Pordenone, questo le prime quattro città italiane dove ha avuto inizio lo sciopero della fame da parte dei docenti, a cui è seguito la protesta di alcuni insegnanti di Milano e di Palermo. Insomma, questo anno scolastico partirà all’insegna di malcontento generale contro il ministro Gelmini, la politica scolastica di questo Governo di centro-destra ed il taglio dei posti di lavoro dei docenti inclusi nelle graduatorie ad esaurimento che rischiano di accedere in questo anno scolastico, solo alle supplenze brevi, nella migliore delle ipotesi.
Carla Minchillo
carla.minchillo@tiscali.it
Esami all'aperto
Al seguente link potrete visualizzare il servizio che abbiamo realizzato sugli esami all’aperto da parte dei docenti della facoltà di Architettura Valle Giulia dell’Università “La Sapienza” il 13 luglio 2010
http://www.uniroma.tv/?id_video=16804
Esami all'aperto socenti Sapienza
Al seguente link potrete visualizzare il servizio che abbiamo realizzato sugli esami all’aperto da parte dei docenti della facoltà di Architettura Valle Giulia dell’Università “La Sapienza” il 13 luglio 2010
http://news.kataweb.it/atenei-in-rivolta-esami-allaperto-709710#respon d
R: Esami all'aperto socenti Sapienza
> Al seguente link potrete visualizzare il servizio che abbiamo realizzato sugli esami all’aperto da parte dei docenti della facoltà di Architettura Valle Giulia dell’Università “La Sapienza” il 13 luglio 2010
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> http://www.uniroma.tv/?id_video=16804