Le università, per far fronte alla protesta dei ricercatori,
stanno cercando professori disposti a insegnare senza ricevere nemmeno un euro di stipendio. Sembra uno scherzo, ma non è così. Anzi, è prassi (da decenni) che le supplenze vengano pagate pochissimo. Ma le proteste dei ricercatori hanno radicalizzato, quest'anno come mai in passato, il problema.
Perchè i docenti accettano di insegnare gratis?A Cagliari si stanno per chiudere i bandi di concorso pubblicati dalle facoltà e a breve si saprà quanti si saranno presentati. Non è per amore della scienza o del diritto allo studio che ci sono persone disposte a non ricevere uno stipendio.
La vera ricompensa è un'altra: poter irrobustire il curriculum con una docenza universitaria. Trovarsi stampato sul curriculum il titolo di docente universitario può infatti essere utile per il futuro accademico.
"Un euro (lordo) di stipendio"E se a Cagliari si cercano docenti disposti a lavorare senza ricevere neanche un euro, a Sassari la situazione è forse ancor più surreale. Ai professori che accetteranno di tenere i corsi che rischiano di essere cancellati verrà assegnato uno stipendio complessivo di un euro (lordo) per mesi d'insegnamento. Quello che sta succedendo in sardegna è solo nil simbolo di una pratica che sta diventando comune in tutte le università della Penisola
I tagli colpiscono i docenti a contrattoI tagli ministeriali obbligano le facoltà a contratti di lavoro "a cottimo" per alcuni insegnamenti vacanti. Non è ovviamente possibile ridurre gli stipendi a professori di ruolo, associati e ricercatori, e quindi si decide di tagliare sui docenti a contratto. Hanno quasi tutti tra i 30 e i 35 anni, lauree, specializzazioni o dottorati, pubblicazioni in riviste scientifiche. Certo, scoprire che l'Università funziona così non fa onore né all'istituzione, a cui il Paese si affida per la sua stessa crescita, né a chi ci lavora.
"Non abbiamo soldi per le supplenze"
Aldo Maria Morace, preside della
facoltà di Lettere all'Università di Sassari e docente di Letteratura italiana, non ha timore di usare la parola "volontariato".
"Per i tagli all'università, come altre facoltà qui in Sardegna e nella Penisola - sottolinea Morace a la Nuova Sardegna
- non siamo più in grado di pagare le supplenze".
Va però ricordato che
i contratti gratuiti sono sempre esistiti nelle nostre università. Ad esempio alla Facoltà di Architettura di Roma "La Sapienza" nei bandi di supplenza c'è solitamente scritto:
"Salvo diverse determinazioni in merito, gli incarichi saranno conferiti a titolo gratuito". Con la protesta dei ricercatori il problema esploderàDi sicuro quest'anno se ne abuserà molto più che in passato. La questione dei contratti a zero euro riguarda tante università, ma la sensazione è che con l'incremento dei docenti a contratto per far fronte allo "sciopero" dei ricercatori previsto quest'anno il problema è destinato a esplodere. E la consapevolezza che il nostro sistema universitario si poggia sul lavoro precario e non pagato di centinaia di persone lascia aperti molti interrogativi per il futuro.
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sodomizzati
Nessuno dovrebbe accettare di lavorare gratis... questa si chiama SCHIAVITU'... in cambio? un bel punto in più sul curriculum da sfruttare all'estero. Solo all'estero, però, perchè in Italia continueranno ad assumerti solo se lavori a gratis.
In ogni caso ce lo mettono nel di dietro... almeno facciamoci pagare!
...a questo punto credo che agli Italiani piaccia....
ahi Italia..
Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!