RIFORMA: VAI ALLO SPECIALE
La discussione in Senato sul ddl 1905 non avverra prima che venga votata la fiducia al Governo Berlusconi: a deciderlo è stata la conferenza dei capi gruppo che si è fermamente opposta alla calendarizzazione della discussione della riforma in Senato prima del 14 dicembre.
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L’opposizione, per motivi di pura propaganda politica, mette a rischio provvedimenti urgenti e indispensabili per l’università italiana" - ha dichiarato il Ministro Gelmini-. "
Senza l’approvazione rapida del ddl non si potranno bandire posti da ricercatore, non potranno essere garantiti gli scatti di stipendio, non saranno banditi nuovi concorsi.
Sono comunque fiduciosa: il 14 dicembre il governo Berlusconi incasserà la fiducia del Parlamento e il ddl diventerà legge entro l’anno. Il governo Berlusconi potrà dunque proseguire la sua opera riformatrice nell’interesse del Paese”.
Se la riforma non dovesse ottenere il via libera definitivo o non venisse calendarizzata lo scenario che si aprirebbe per l'università sarebbe drammatico. Il Ministero fa sapere che:
- Nessun concorso per ordinari e associati sarebbe banditoIl fondo per assumere 1.500 professori l’anno tra il 2011 e il 2013 sarebbe inutilizzabile pur a fronte di un massiccio esodo di docenti già in larga parte avvenuto nel 2009-2010. La legge del 2005 ha abrogato le vecchie regole concorsuali ma non ne sono mai stati varati i decreti attuativi. Quindi al momento non si possono bandire concorsi né da associato né da ordinario, mancando una normativa in materia;
- Nessun concorso da ricercatoreLe norme sui concorsi da ricercatore, riviste con la legge 1/2009 scadono il 31 dicembre 2010. Dal 1 gennaio quindi, se non passa il ddl, non si potranno bandire posti da ricercatore;
- Blocco delle risorse per reintegrare scattiIl ddl prevede un fondo premiale per il 2011-2013 che serve a reintegrare su base meritocratica parte degli scatti di stipendio: senza il ddl queste risorse non potranno essere utilizzate per lo scopo previsto.
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