Il ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini, intervistata dal Sole 24 Ore, conferma che la
riforma dell'università sarà leggermente modificata seguendo le
indicazioni del presidente della Repubblica
Giorgio Napolitano,
come vi abbiamo raccontato nel dettaglio."Meno spazio per l'ideologia""Seguiremo i suggerimenti del capo dello stato e vogliamo proseguire il dialogo con gli studenti. Nella speranza - afferma il ministro
- che dopo l'approvazione della riforma ci sia meno spazio per l'ideologia. Il 18 gennaio incontrerò al ministero i rappresentanti del consiglio nazionale universitario".Un'apertura quindi al confronto col mondo studentesco? Così sembra, anche se la fase attuativa della riforma si preannuncia molto impegnativa, con 50 provvedimenti circa da varare in fretta. Sempre che la
maggioranza in parlamento rimanga salda.
"La maggioranza è salda"La
Gelmini, che è una delle fedelissime del premier, è
tranquilla su questo punto:
"Durante le vacanze il presidente Berlusconi ha lavorato bene al punto che ci sono 10-15 deputati in più tra quelli pronti a entrare nel gruppo di responsabilità e quelli che appoggeranno comunque il governo".

Le
criticità segnalate dal Quirinale saranno risolte, assicura la Gelmini:
"Uno degli appunti del Colle riguarda la riserva del 10% dei fondi per il merito agli studenti che risiedono nello stesso luogo in cui si trova l'ateneo. Questa norma sopravviverà? Stiamo valutando la reale portata di questa norma e le sue implicazioni. Riteniamo che sia necessario un approfondimento dal punto di vista tecnico".
Anche sulla norma relativa ai
professori aggregati, il problema è
puramente tecnico:
"Si tratta solo di rimediare - dice il ministro
- a un errore formale che non è stato sanato alla Camera, in fase di coordinamento finale del testo: basta eliminare un comma che risulta ridondante rispetto al corpo della legge".Saranno corretti anche l'articolo relativo ai
lettori in lingua straniera (
"La sostanza non è però in discussione") e ai
contratti di insegnamento per gli esterni (
"Valutiamo correttivi").
"Riforma operativa in 6 mesi"Si parla anche di tempi per rendere attuativa la riforma dell'università. L'obiettivo della Gelmini è
portare a termine il processo
in sei mesi:
"Il primo impegno è presentare le norme relative al reclutamento, che sono essenziali per rimettere in moto un sistema bloccato. Il decreto è già pronto e lo presenteremo già nel mese di gennaio. Seguiranno immediatamente gli altri adempimenti, ovviamente a partire da quelli più urgenti".
