Controllo utente in corso...

Ricercatori pronti al muro contro muro. La Rete 29 Aprile conferma: "La protesta è radicata in tutta Italia"

La Rete 29 Aprile, una delle associazioni in prima fila in queste proteste, ha fatto negli scorsi mesi un censimento: i dati raccolti confermano che il movimento di protesta è ben radicato in tutta Italia. A Bologna il rettore propone di sostituire con docenti a contratto i ricercatori che non saranno disponibili a fare lezione. Venerdì assemblea nazionale a Roma

di andrea maggiolo 16 settembre 2010
Se in tanti, come si presume, seguiranno l'esempio dei ricercatori dell'ateneo bolognese, si prevedono tempi duri per gli studenti universitari. Il blocco della didattica creerà non pochi disagi.

372 ricercatori dell'Alma Mater
, per protestare contro il decreto Gelmini di riforma del sistema universitario, hanno comunicato la loro indisponibilità a svolgere attività didattica. E' una stima provvisoria, ma i numeri sono tali da destare ben più di una leggera preoccupazione.  I ricercatori, riuniti in assemblea, hanno inoltre invitato le facoltà che non hanno ancora preso posizione ad aderire alla proteste. Si aggiorneranno lunedì prossimo, ma il blocco della didattica sembra ormai una realtà.

La Rete 29 Aprile, una delle associazioni in prima fila in queste proteste, ha fatto negli scorsi mesi un censimento: i dati raccolti confermano che il movimento di protesta è ben radicato in tutta Italia. I ricercatori indisponibili a fare la didattica non obbligatoria per legge sono 10.265 (pari al 58,56% dei 17.528 intervistati) e appartengono a 46 diversi atenei, per un totale di 322 facoltà.

I ricercatori bolognesi incontreranno Ivano Dionigi, il rettore dell'Università di Bologna, per comunicargli i risultati dell'assemblea e pe chiedere un rinvio dell'inizio delle lezioni di almeno 15 giorni. Nell'università bolognese in totale i ricercatori sono riceratori-precari1.130, ma solo 726 sono quelli in servizio nella facoltà i cui orientamenti sono già noti.

Non ci sono ancora i dati di facoltà importanti come Giurisprudenza, Medicina e Scienze politiche, ma si vocifera che la percentuale di ricercatori che aderirà alla protesta sia vicina al 50%. Ci sono i primi dati: d Agraria hanno già aderito al blocco della didattica 55 ricercatori su 87, a Chimica Industriale 27 su 36, ad Economia 32 su 55, a Lingue 24 su 26, a Lettere 40 su 98, a Veterinaria 30 su 50, a Scienze della Formazione 35 su 53, a Scienze Motorie 15 su 21, a Scienze Statistiche 10 su 20, alla Scuola Superiore di Interpreti 16 su 22, a Scienze Fisiche, Chimiche e Naturali 71 su 148. Sono numeri importanti.

I ricercatori, che vedono nubi minacciose sul loro futuro, hanno capito che la rinuncia alla didattica è lo strumento di maggior peso che hanno per far valere le proprie ragioni. Queste prime adesioni a Bologna sono il punto di partenza per coinvolgere gli studenti e i docenti associati e ordinari. Nel frattempo, venerdì a Roma si svolgerà un'assemblea nazionale.

Il Senato accademico ha deciso di reagire. I ricercatori dell'Università di Bologna che non terranno lezione saranno rimpiazzati da docenti a contratto.

Nei prossimi giorni verrà inviata una lettera a tutti i ricercatori chiedendo ufficialmente se aderiranno o meno al blocco della didattica. Un vero e proprio ultimatum, che scade venerdì alle ore 12. Ogni facoltà invierà i dati alla sede centrale dell'ateneo, che deciderà quanti e quali corsi coprire con bandi per docenti a contratto. Il bando sarà per docenti sia interni sia esterni all'Università di Bologna e sarà finanziato con fondi straordinari.

La decisione era nell'aria, dicono i ricercatori: "L'aspettavamo da luglio. E' una posizione di forza, il nostro problema non è questo, vogliamo fare scoppiare le contraddizione di una categoria invisibile", dice Laura Sartori di Sociologia.

Anna Maria Pisi, ricercatrice e rappresentante in Senato dell'area di Scienze biologiche, racconta la sua delusione all'agenzia di stampa Dire: "Per me è una scelta molto grave significa che come ricercatori non valiamo niente per l'Ateneo. Tra l'altro noi ricercatori non siamo obbligati ad assumere carichi didattici. Noi siamo assunti solo per fare ricerca e le lezioni le facciamo gratuitamente".

La protesta non è circoscritta alla sola Bologna. Alessandro Ferretti, ricercatore del Dipartimento di Fisica sperimentale dell'Università di Torino, nonché portavoce del Coordinamento UniTo, dice a Repubblica: "Invece di cercare una soluzione condivisa per il bene dell’università pubblica, i rettori cercano di aggirare la protesta appaltando i corsi con bandi esterni rivolgendosi o a professori in pensione o a giovani precari da sfuttare innescando una guerra tra poveri. Sta accadendo - sostiene - come a Pomigliano: per avere qualcosa oggi devi rinunciare tout court ai tuoi diritti futuri".

TUTTI GLI ARTICOLI DI STUDENTI .IT SULLA RIFORMA GELMINI

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato? ..

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

3
Commenti

... mercoledì, 15 settembre 2010

...machiavellicamente...

...a questo punto si passerà per forza di cose all'uso della forza contro i padroni...

n° 1
Elisa giovedì, 16 settembre 2010

R: ...machiavellicamente...

> ...a questo punto si passerà per forza di cose all'uso della forza contro i padroni...

Non se n'è può più...l'Italia non può perdere il 'proprio cervello'ed accadrà se si va avanti così

mottu giovedì, 16 settembre 2010

R: R: ...machiavellicamente...

> > ...a questo punto si passerà per forza di cose all'uso della forza contro i padroni...
>
> Non se n'è può più...l'Italia non può perdere il 'proprio cervello'ed accadrà se si va avanti così

Il '68 ci aveva insegnato la via, peccato ce la siamo persa strada facendo.

Chiudi
Aggiungi un commento a Ricercatori pronti al muro contro muro. La Rete 29 Aprile conferma: "La protesta è radicata in tutta Italia"...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori