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In arrivo l'abilitazione nazionale per i docenti

Mariastella Gelmini si dichiara pronta ad un confronto con l'opposizione sul riordino del sistema universitario italiano: tra le novità allo studio anche l'abilitazione scientifica nazionale dei professori

di Barbara Leone 25 marzo 2009

certificato di laureaIl Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, si dichiara pronta ad un "confronto con l'opposizione sul riordino del sistema universitario italiano", in quanto "è necessario un ampio dialogo che si sottragga alla polemica politica e che dia un contributo sostanziale ai problemi concreti del mondo accademico''. Secondo il ministro, infatti, è "indispensabile spendere al meglio tutte le risorse disponibili. Non possiamo continuare ad alimentare spese non necessarie così come è accaduto in questi anni con la moltiplicazione di corsi inutili e di sedi distaccate. Non siamo e non saremo insensibili alle richieste del mondo accademico sulle risorse economiche necessarie per rilanciare il sistema universitario, ma è chiaro che uno sforzo del Governo in questo senso deve essere accompagnato da una profonda riforma dell'università. In sintesi, risorse in cambio di riforme. Serve un nuovo patto tra le università, la politica e il Paese che ci faccia guadagnare in credibilità ed efficienza e ci legittimi a chiedere risorse e investimenti".

E nell'ottica della riforma universitaria un aspetto importante può essere rappresentato dalle linee guida, che nei prossimi due mesi il ministro dovrebbe trasformare in un disegno di legge di riforma della governance degli atenei e dei concorsi universitari. In modo particolare per quanto riguarda i concorsi universitari, quelli che fino ad oggi sono stati banditi dai singoli atenei per la ricerca di personale saranno sostituiti da una selezione in due fasi. Per intraprendere la carriera universitaria, sarà necessario prendere prima di tutto l'abilitazione scientifica nazionale. L'abilitazione così ottenuta avrà una durata limitata. A quel punto gli atenei potranno scegliere i propri ricercatori tra tutti coloro che hanno conseguito l'abilitazione nazionale. Stop, quindi, ai concorsi locali, organizzati autonomamente dalle università.

I ricercatori verranno reclutati da un Consiglio di amministrazione, che sarà composto da persone esterne all'ateneo in questione, come finanziatori o ex studenti affermati professionalmente. Mariastella Gelmini ha già partecipato ad un incontro sul mondo universitario, nel quale si è confrontata con 70 rettori. Presenti al confronto anche Giuseppe Fioroni, responsabile Pd dell'educazione; Enrico Decleva, presidente della Crui; Gaetano Quagliariello, vice capogruppo del Pdl al Senato e Giuseppe Valditara; senatore del Pdl. Dopo l'incontro Fioroni ha dichiarato: "Siamo interessati a questo percorso, ma ci aspettiamo segnali sia dal prossimo Dpef che dalla Finanziaria. Diversamente, con i tagli previsti, dal 1˚ gennaio 2010 anche le università virtuose saranno costrette a tagliare servizi essenziali".

Fioroni ha sottolineato la necessità di una riforma universitaria, partendo però dal presupposto che "si deve poter spendere meglio non meno". Per il Pd è quindi indispensabile rivedere la politica di tagli: "se entreranno in vigore i tagli previsti dal governo in Finanziaria uccideranno l'università italiana", questo l'allarme lanciato da Dario Franceschini. Secondo il segretario del Pd "se c'è un settore sul quale investire in questo momento per restare competitivi, questo è proprio il nostro capitale umano, i giovani sono una vera risorsa. E' paradossale che mentre l'Italia è l'ultimo tra i 18 paesi Ocse a investire su ricerca e università ed è ultima anche per numero di laureati, il governo abbia deciso un taglio del 50% sulle spese di funzionamento".

Per questo il Pd ha presentato 8 proposte basate su 4 punti cardine: "risorse, responsabilità, rigore e razionalizzazione". Fioroni si è soffermato sull'importanza di "avviare immediatamente l'Agenzia nazionale per la valutazione e legare sempre più le risorse alle valutazioni; costituire un'Agenzia nazionale indipendente per il finanziamento alla ricerca pubblica cui affidare l'assegnazione di tutti i finanziamenti; promuovere l'autonomia degli atenei fissando per legge solo i criteri generali cui gli statuti devono attenersi; attuare una nuova politica del reclutamento per ridurre la precarietà dei ricercatori; distinguere reclutamento e carriera e stabilire un ruolo unico della docenza". E per far questo è indispensabile mantenere un dialogo con gli studenti. Necessità che secondo Fioroni risulta difficile se "il presidente del Consiglio fa troppe strumentalizzazioni e generalizzazioni sui nostri studenti e ricercatori, giudicandoli parassiti e intriganti, ci sono sicuramente mele marce ma non tutto è così in quel mondo. E manifesta stoltezza e approssimazione chi definisce gli studenti guerriglieri perchè così si demolisce e non si crea fiducia".

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