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Laurea: ma quanto vale?

a cura di Lorenzo Ait

redatto giovedì 24.04.2008

Come ogni business che si rispetti, anche quello dell'istruzione ha la sua anima nella pubblicità, solo che si tratta di una pubblicità ingannevole, mendace; più subdola, sottile e difficile da scovare rispetto a quella tradizionale

Un laureato guadagna più di un diplomato?
Nonostante il tasso di disoccupazione risulti in crescita, le statistiche universitarie ci forniscono notizie confortanti: l’88% dei laureati trova lavoro. Naturalmente, leggendo queste cifre molti neolaureati si meraviglieranno di appartenere a quella fascia di poveri sfigati che non è riuscita laddove la maggior parte ha avuto successo, ma tant’è: la statistica è ufficiale e va presa per buona e nonostante sia stata redatta da un organo legato alle strutture universitarie è, fino a prova contraria, da considerarsi una fonte più che attendibile.
laureati feliciVuol dire che su cento studenti universitari di secondo livello, solo dodici di voi si ritroveranno a spasso: andate sul tetto della facoltà con nove amici e buttatene giù uno, scegliete democraticamente il più antipatico; assieme agli otto che rimangono rassegnatevi a campare con uno stipendio mensile medio tra i 1220 ed i 1370 euro: una bella soddisfazione, rispetto ai 1000 guadagnati mensilmente da un semplice diplomato (lo so che a molti laureati paiono troppi); ora calcolate il tempo che vi ci vorrà, con quei trecento euro, ad ammortizzare il costo delle tasse universitarie e recuperare gli anni di stipendio rinviato “per motivi di studio”. Ad esempio, secondo una ricerca dal titolo “Laurea e Lavoro” (in riferimento ai dati Istat del 2003), considerando anche il mancato guadagno una laurea costa in media tra i 106.000,00 ed 136.000,00 euro a seconda se il laureato è stato o meno uno studente fuorisede.
Nella migliore delle ipotesi, se vi impegnate a svolgere una “carriera lampo” nell’ateneo da voi scelto, faticando soli quindici o vent’anni vi rimetterete al passo del compagno che copiava da voi il compito di matematica, però voi avete preso una laurea: son soddisfazioni!
 
Dopo la laurea troverete lavoro?
Nel punto precedente: ho omesso alcune informazioni importanti, anche se da come si potrebbe evincere guardando alcune statistiche proposte da organi parauniversitari, la cosa in sé non rappresenta una manipolazione dell’informazione poi tanto grave (altrimenti non si verificherebbe puntualmente).
La statistica citata nel punto uno, l’occupazione dei Laureati pari all’88%, si riferisce ad individui laureati da oltre 5 anni, e non prende in considerazione il tipo di lavoro. La statistica completa afferma che nel 2004, il tasso di disoccupazione dei laureati vecchio ordinamento è pari a al 54,5%; a tre anni dalla laurea il dato passa al 75% e solo dopo cinque anni arriva al suddetto 88%. Auguri!
 
Farete il lavoro per il quale avete studiato?
Mentre scompaiono le previsioni di una bella vita, guidando auto sportive di lusso verso esclusive mete turistiche, fatevi una domanda.  
Avete ottantotto possibilità su cento di trovare lavoro: ma quante reali di fare un mestiere degno di un laureato?
La statistica stavolta non ce lo dice: prende in considerazione soltanto che abbiate un lavoro, non importa quale o di che tipo. Inoltre chi vi “vende” l’università, come sistema per assicurarsi una carriera, non ha alcun interesse a farvi conoscere il dato che vi riguarda davvero.
Quanti di voi avranno un contratto a termine? Quanti saranno assunti a progetto?
Volete davvero saperlo? Il “posto fisso” od il “lavoro autonomo” riguardano solo 2 laureati su 10. Ritornate coi vostri otto amici sul tetto della facoltà dove tempo prima avete “giustiziato” quello più antipatico e fate la stessa cosa con altri sette: rimarrete solo voi ed una altro tipo. Avete ottanta possibilità su cento di essere sfruttati, vedendo spacciate le vostre assunzioni come “periodo di tirocinio”? La parola “stage di formazione” vi dice niente? Esattamente per cosa vi formeranno?
A questo punto potreste obiettare: Cosa c’entra il tasso di occupazione con un’analisi del sistema scolastico?
Nulla: sono d’accordo con voi. Per motivi diversi.
 
Con una laurea sarete più competitivi?
 Il mondo del lavoro non ha niente a che spartire con quello accademico, triste ma sicuro. Le aziende si sono rese conto da tempo che i laureati costano di più ma rendono allo stesso modo, quindi preferiscono assumere giovani diplomati. Stando alle ultime previsioni di assunzione su 100 assunzioni solo 9 sono destinate a soggetti in possesso di un titolo di studio universitario.
I laureati devono essere inquadrati, secondo gli accordi sindacali, in una fascia di retribuzione più elevata rispetto ai semplici diplomati, dal momento che hanno maggiori competenze. Pur tuttavia un'azienda non sa che farsene di quelle competenze perché il rendimento di un diplomato alla prima esperienza e quello di un laureato appena assunto è lo stesso e alla lunga non cambia. Questa deviazione schizofrenica è avvalorata e spiega un paradosso tutto italiano, paese che vanta solo il 12% di laureati tra i 25 ed i 34 anni (contro il 22% della Germania, il 33% del Regno Unito il 37% della Francia ed il 38% della Spagna) ma che al contempo vanta un tasso di disoccupazione dei propri laureati superiore rispetto a quello dei propri colleghi dei paesi europei (3,9% dei maschi e 6,1% delle femmine tra i 30 ed i 44 anni).
 
L’equiparazione academica europea?
Un Laureato italiano guadagna in media il 37% in più di un diplomato, rispetto al 44% della Germania, al 50% della Francia ed al 63% del Regno Unito. Precisiamo però una particolarità tutta Italiana: in Germania se vuoi fare il portiere nella tua palazzina hanno un corso per portieri di palazzine (…o per altre specializzazioni professionali, si chiamano “Fachhochschulen”) che costa denaro e va pagato di tasca propria, ma garantisce l’assunzione.

La specializzazione e i master sono la risposta?
Tutta questa situazione sarebbe insostenibile, se non ci fosse  la complice connivenza dei diretti interessati: diciamoci la verità, noi studenti ce la mettiamo davvero tutta, per non cambiare le cose. Il problema è nel sistema scolastico? Quale soluzione abbiamo trovato in quanto giovane intellighenzia? Come abbiamo saputo rispondere noi, la classe dei neolaureati, a questo dilemma sociale? Prendendo una seconda laurea, ecco come!
Ingrassando il maiale; pagare è più facile che trovare una soluzione: tanto i soldi sono di papà… Dal 2002 al 2006 i Master di specializzazione universitaria sono più che raddoppiati: un business da miliardi di euro! I laureati non trovano lavoro perché la preparazione che gli fornisce l’università per l’azienda rappresenta più un costo che un vantaggio e loro ritornano da “mamma università” con l’illusione che spezzandogli anche il braccio lo zoppo guarisca? 
Siamo assuefatti!
Schiere di 110 e lode terrorizzati all’idea di diventare adulti lottano per rimanere i voti su uno statino.
 
E intanto l’economia va allo sfacelo. 
A scuola conta il sapere. Nel mondo reale il saper fare.
E questa cosa l’università non sa come insegnarvela: siete spacciati! (tratto da "30 e Lode Senza Studiare" Castelvecchi 2007)

Voto


Commenti dal 72 al 76
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Alberto venerdì, 26 settembre 2008

Non sono propio daccordo

Questi dati lasciano il tempo che trovsno, forse questo articolo sara stato scritto da un giovane laureato fallito.Il problema in Italia non è tanto la laurea,ma in che cosa ti sei laureato.Orami esistono troppi corsi di laurea inutili arriveremo al punto che ci sara il corso di laurea anche per fare il parcheggiatore,con tutto il rispetto dei parcheggiatori.Allora è bene fare la statistica per lauree con la L maiuscola e cioè quelle classiche :Ingegneria,Architettura,Giurisprudenza,Medicina,Economia e Lettere.
Si facciano le statistiche su questi corsi di laurea e non su quella miriade di lauree che non servono ad un bel niente.

n° 76
Stefano venerdì, 26 giugno 2009

Re: Non sono propio daccordo

Siccome le lauree che ti piaccia o no sono queste e c'è molta gente che frequenta quelle che tu chiami "facoltà inutili" (che evidentemente così non vengono presentate), le statistiche sono condotte in base alla realtà, che è comprensiva di tutte le facoltà.. O bisogna distorcere la realtà per ottenere risultati statistici a te più congeniali?? Ti rendi conto che è questo che proponi??

Lorenzo domenica, 28 settembre 2008

Re: Non sono propio daccordo

Purtroppo l'articolo non è stato scritto da uno studente fallito: l'ho scritto io, e tra tutti i miei ex compagni di corso sono tra i pochi che lavorano esattamente nel campo al quale aspiravano...(tra l'altro all'università ci insegno pure)...

La vera domanda è: ma com'è che chi fa notare delle cose che non vanno, specie in Italia, è sempre "un fallito", uno "che non ha capito" o "che non ce l'ha fatta" o è invidioso etc.?

Comunque: il problema delle statistiche in realtà è un altro; come ho scritto in "Trenta e Lode Senza Studiare" le statistiche (vere ma non divulgate nella loro interezza) vengono usate con funzioni pubblicitarie più che a scopo orientativo.

Un esempio? Mi chiedi statistiche per lauree con la "L" maiuscola, (che tra l'altro sono le uniche per le quali nel mio libro faccio un discorso a parte quando parlo di statistiche...)? Ok!

GIURISPRUDENZA: Hai mai sentito dire dalle statistiche universitarie che abbiamo più avvocati nella sola città di Roma che nell'intera nazione spagnola? E i dati medi dello stipendio di un avvocato alle prime armi? E il lavoro svolto (fattorino tra tribunale e studio)

INGEGNERIA:Ti dicono quanto presto trova lavoro un ingegnere, ma mica accennano a quanti ne cambia nello stesso anno...

MEDICINA: va beh...qui è come sparare sulla croce rossa (battuta non voluta) il termine "Barone" è nato dalle facoltà di medicina e per come va la Sanità in Italia la teoria rispetta la pratica...

LETTERE: magri prepara ed è già molto, ma dici che una laura in lettere oggi assicura il posto di lavoro? Non è SEMPRE così, fidati...

ECONOMIA: gli economisti bravi lavorano, su questo nulla da aggiungere.

ARCHITETTURA: non dico molto su architettura perchè dai dati che ho non è molto diversa per esito da ingegneria salvo che, da liberi professionisti, gli architetti lavorano in base a quanto bene sanno vendersi...

MATEMATICA: aggiungo invece questa anche se no la citi perchè penso sarai daccordo com me sul fatto che sia una laurea classica: i Laureati in Matematica trovano un buon lavoro spesso e da subito. Unica statistica che le università forniscono (pardon: sbandierano) e a ragione!

PS.
il fatto che, come dici "Oramai esistono troppi corsi di laurea inutili arriveremo al punto che ci sara il corso di laurea anche per fare il parcheggiatore,con tutto il rispetto dei parcheggiatori" non è altro che la conferma del pessimo stato in cui si trova il nostro sistema universitario.

PPS.
in Germania (dove i disoccupati sono molto meno che da noi) esistono corsi di laurea per fare il portiere di palazzina o il parcheggiatore (ok, sul parcheggiatore non ci metto la mano sul fuoco) si chiamano "Fachhochschulen".

Ciao,
Lorenzo

> Questi dati lasciano il tempo che trovsno, forse
> questo articolo sara stato scritto da un giovane
> laureato fallito.Il problema in Italia non è tanto
> la laurea,ma in che cosa ti sei laureato.Orami
> esistono troppi corsi di laurea inutili arriveremo
> al punto che ci sara il corso di laurea anche per
> fare il parcheggiatore,con tutto il rispetto dei
> parcheggiatori.Allora è bene fare la statistica per
> lauree con la L maiuscola e cioè quelle classiche
> :Ingegneria,Architettura,Giurisprudenza,Medicina,Economia e Lettere.
> Si facciano le statistiche su questi corsi di
> laurea e non su quella miriade di lauree che non
> servono ad un bel niente.

eleonora giovedì, 4 settembre 2008

sono daccordo perchè....

....mi trovo esattamente nella situazione sopra descritta..lo ammetto! :) ..mi sono laureata ormai da 4 mesi, e passata l estate mi trovo a decidere se cercare un lavoro che mi soddisfi per quello che ho studiato..o continuare l università per ottenere una laurea specialistica ( e ciò vorrebbe però dire continuare a dare soldi a mamma università..).
Ho moltissima voglia di mettermi a lavorare per far vedere cosa so fare e mettermi alla prova ma poi...la paura è forse quella di non trovare subito un lavoro che faccia per me e...pensare di aver penso tempo prezioso per poter continuare a studiare e prendere cosi anche la specialistica..che forse kissà, dà qualche possibilità in piu??!! insomma, mi trovo in alto mare..e questo articolo in questo momento mi riflette a pieno.

n° 75
professore venerdì, 5 settembre 2008

Re: sono daccordo perchè....

d'accordo si scrive così

venerdì, 5 settembre 2008

Re: sono daccordo perchè....

> d'accordo si scrive così

Piantala, maschera...

professore sabato, 6 settembre 2008

Re: sono daccordo perchè....

nn ho offeso nessuno. è solo un'accortezza in più.

Augusto martedì, 26 agosto 2008

Accordi sindacali?

Ho lavorato per 5 anni col ccnl commercio e altri 5 col ccnl metalmeccanico, ma non ho mai sentito che un laureato debba costare di piu' di un diplomato. Certamente, in alcuni tipi di contratto, per esempio quello metalmeccanico, un laureato
debba essere assunto almeno al 5° livello, ma fate un giro in
qualsiasi altra azienda metalmeccanica e ditemi quanti impiegati/diplomati trovate sotto il 5° livello.

n° 74
Marco giovedì, 4 settembre 2008

Re: Accordi sindacali?

Se un laureato vuole sfruttare la sua laurea farà in modo di superare il 5 livello molto più rapidamente, cosa che un diplomato più di tanto non potrà fare a meno che non trova il modo di laurearsi. Nei contratti metalmeccanici (imprese private) il 5 livello riguarda gli operai (nell'inquandramento "operai", poi gli impiegati (nell'inquadramento mansionistico "impiegati"), ma esiste anche la voce "quadri" e quella "dirigenti". Un laureato in Economia e commercio, se vuole davvero sfruttare la laurea conseguita, si preoccuperà di passare rapidamente a quest'utltime voci di inquadramento, un diplomato, per quanto intelligente, non vi potrà.
Il lavoro nero....comunque.... dice molto....fai un giro e vedi quanti laureati sono "assunti" in nero... e quanti diplomati, invece, risultano regolarmente assunti e correttamente inquadrati nei ccnl!!!


> Ho lavorato per 5 anni col ccnl commercio e altri 5
> col ccnl metalmeccanico, ma non ho mai sentito che
> un laureato debba costare di piu' di un diplomato.
> Certamente, in alcuni tipi di contratto, per
> esempio quello metalmeccanico, un laureato
> debba essere assunto almeno al 5° livello, ma fate
> un giro in
> qualsiasi altra azienda metalmeccanica e ditemi
> quanti impiegati/diplomati trovate sotto il 5°
> livello.

massimo mercoledì, 19 novembre 2008

Re: Accordi sindacali?

> se un laureato e stato assunto come operai di 3 livello al contratto metalmeccanico,l'azienda ha obbligo di passarlo a impiegato il contratto cosa dice?

Diego sabato, 30 agosto 2008

Re: Accordi sindacali?

Ovviamente non è che "deve" per legge, e naturalmente esistono casi particolari ma come tu stesso affermi in alcuni tipi di contratto (la maggior parte) è previsto un inquadramento differente per diplomati e laureati... Non viene rispettato? Beh, esiste anche il lavoro nero se è per questo...ma il fatto che esistano molti laureati inquadrati come diplomati e viceversa non fa che avvalorare la tesi del post!

A mio avviso...

Ciao a tutti!

> Ho lavorato per 5 anni col ccnl commercio e altri 5
> col ccnl metalmeccanico, ma non ho mai sentito che
> un laureato debba costare di piu' di un diplomato.
> Certamente, in alcuni tipi di contratto, per
> esempio quello metalmeccanico, un laureato
> debba essere assunto almeno al 5° livello, ma fate
> un giro in
> qualsiasi altra azienda metalmeccanica e ditemi
> quanti impiegati/diplomati trovate sotto il 5°
> livello.

Londra sabato, 23 agosto 2008

Ma il Master serve veramente a aperne di piu'?

Ma il Master serve veramente a qualche cosa? Questa e' la domanda che mi sto ponendo da quando mi sono iscritto ad un corso di master in MSc IT. Lo trovo una perdita di tempo e di soldi ... forse mi sbaglio.

Come l'articolo egregiamente descrive "la scuola e' un business miliardario". Il Master path, come lo chiamano, mi sta facendo ritornare al Liceo (con la mente solamente l'eta' resta la stessa). Sto ri-studiando gli stessi argomenti e sto anche pagando!!!

Mi sa che sono scemo.

n° 73
guantanamo sabato, 30 agosto 2008

Re: Ma il Master serve veramente a aperne di piu'?

Credo vari da master a master ma per la mia esperienza sono stati soldi buttati e nel c.v. non fa alcuna differenza!

> Ma il Master serve veramente a qualche cosa? Questa
> e' la domanda che mi sto ponendo da quando mi sono
> iscritto ad un corso di master in MSc IT. Lo trovo
> una perdita di tempo e di soldi ... forse mi sbaglio.
>
> Come l'articolo egregiamente descrive "la scuola e'
> un business miliardario". Il Master path, come lo
> chiamano, mi sta facendo ritornare al Liceo (con la
> mente solamente l'eta' resta la stessa). Sto
> ri-studiando gli stessi argomenti e sto anche
> pagando!!!
>
> Mi sa che sono scemo.
>

Simona domenica, 22 giugno 2008

Il punto è questo

"Avete ottantotto possibilità su cento di trovare lavoro: ma quante reali di fare un mestiere degno di un laureato?"

Adesso faccio parte dei dodici su cento, qualche mese fa facevo parte degli 88: per 350 euro lordi e senza nessunissima possibilità di crescita.
Lasciamo stare le statistiche, basta affacciarsi dalla finestra per vedere come stanno davvero le cose.

n° 72
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