Se da un lato questo determina un adeguamento dell'Italia agli standard degli altri paesi europei, dall'altro sta mettendo in discussione uno dei principi fondamentali della Costituzione Italiana, ovvero quello del libero accesso al sapere.
In Spagna, ad esempio, non esistono test di ingresso ma la possibilità di accedere ad un determinato corso di laurea dipende dal voto che si è preso alla maturità: per accedere a medicina il voto deve essere molto alto mentre è decisamente più basso per altre facoltà. In questo modo, modificando ogni anno gli standard necessari per accedere ad un corso di laurea, si cerca anche di regolare la presenza di determinati laureati nel mondo del lavoro. Troppi laureati medici? Il voto per accedere al corso si alza. Ci sono pochi ingegneri? Per accedere alla facoltà di ingegneria basterà la sufficienza alla maturità.
In questo modo si va a limitare la libertà di scelta dei giovani che dovranno fare i conti non solo con le proprie aspirazioni ma anche con quelle che sono le esigenze del mondo del lavoro. Una politica, questa, che molti trovano eccessivamente limitativa mentre altri appoggiano sostenendo che sia utile a sconfiggere la disoccupazione.
Cosa pensano i giovani dello sbarramento all'università?
Per alcuni viene visto come un male necessario:
"il numero chiuso da un lato deve prevenire che gli studenti accedano ai corsisenza un'adeguata preparazione (talvolta scarsa anche in materie di vitale importanza nella vita civile quali italiano e matematica) e dall'altro deve garantire standard qualitativi molto elevati, personale docente qualificato,organizzazione efficente e insegnamenti al passo coi tempi" sostiene Kinacipi3. Favorevole anche Fermione1981 che però è convinto che i soliti "raccomandati" riusciranno ad entrare in facoltà a numero chiuso anche senza averne diritto.
Non crede invece in questo sistema
20mary20 convinta che i test non prendano in reale considerazione le capacità dei ragazzi e contrari sono anche Eldace e Pany84 che sostengono che queste misure siano contrarie al diritto allo studio, un diritto di cui tutti dovrebbero poter usufruire senza alcuna limitazione.
Come deve muoversi
una matricola?
Considerando la crescita esponenziale degli atenei che negli ultimi anni hanno istituito corsi
a numero programmato, è verosimile che tra qualche anno (pochi!) la situazione sarà ancora più restrittiva. Oggi tuttavia -eccetto qualche facoltà tradizionalmente a numero chiuso come Medicina e Odontoiatria- la situazione lascia ancora spazio alle libere scelte dello studente,
ma se vi siete imbattutti in un corso a numero programmato non resterà che rimboccarsi le maniche ed allenarsi con i test di ingresso:
> Test Ministeriali 2005-2006 per l'accesso ad Odontoiatria
> Test Ministeriali 2005-2006 per l'accesso a Medicina
> Test Ministeriali 2005-2006 per l'accesso a Veterinaria
> Test per corso di laurea in Scienze dell'educazione
> Test per
il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria
> Test per il corso di laurea in Architettura
... e molti altri ancora! Clicca qui
Link utili
Test corsi a numero programmato: stabilite le date
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Il test d'ingresso è cosa buona e giusta!
> Io non son xniente daccordo al test d'ingresso x le
> facoltà a num programmato infatti credo sia più
> giusto fissare un tot di esami con una certa media
> xpoter restare in facoltà, se uno nn riesce vuol
> dire ke nn è adatto a quella facoltà e deve essere
> escluso; inoltre ormai per entrare a medicina nn
> basta più una formazione di tipo scolastico o
> un'auto preparazione e si ricorre (come sto facendo
> io) a degli istituti privati ke preparano ad
> affrontare i test d'ingresso e ke hanno un business
> ke rasenta l'inimmaginabile!!!dov'è finito il
> diritto al saxe uguale x tutti??!
Io penso che sia una perdita di tempo, sia per lo studente che per l'università e la società, fissare un tot di esami con una certa media per rimanere dentro un corso di studi. Una gran perdita di soldi e di tempo utile per entrare nel mondo del lavoro; dal momento che il 99,9% delle persone studia in vista del lavoro futuro, la soluzione del test d'ingresso per me è validissima e andrebbe applicata a tutti i corsi, anche se comunque questi test andrebbero personalizzati a seconda del tipo di scuola frequentato dai candidati e a seconda dei crediti/debiti formativi e del voto finale. Ad esempio per la laurea in lettere classiche metterei un test più agevole per chi viene dal classico e test più approfondito per chi proviene da altri istituti...e così via per anche per tutti gli altri corsi di laurea. Inoltre, visto che oggi la crisi del lavoro colpisce soprattutto i laureati in quanto sono troppi per i posti di lavoro disponibili, metterei un test d'ingresso e un numero chiuso più ristretto e selettivo per ridare qualità, dignità e maggiori opportunità a chi esce dall'università. Insomma lo Stato di volta in volta dovrebbe programmare i posti disponibili a seconda delle statistiche che rilevano di anno in anno il numero di disoccupati per facoltà.
Il diritto allo studio (che non è il diritto ad essere promossi comunque e quantunque) rimane sempre un diritto di tutti in quanto al test d'ingresso possono comunque sempre parteciparvi tutti i diplomati; un altra questione invece è guadagnarsi l'opportunita di accedere a un titolo di studio che offre maggiori possibilità di autorealizzazione personale ed economica (chiamiamo le cose con i loro nomi: per fare più soldi!).
Mica tutti possiamo fare gli ingegneri, mica tutti possiamo fare gli operai: il mondo va avanti da molti secoli con la divisione del lavoro tra tutti i componenti della società e ognuno contribuisce dando il meglio di sè nell'ambito per cui è maggiormente portato.
Il test d'ingresso xle facoltà a num programmato n
Io non son xniente daccordo al test d'ingresso x le facoltà a num programmato infatti credo sia più giusto fissare un tot di esami con una certa media xpoter restare in facoltà, se uno nn riesce vuol dire ke nn è adatto a quella facoltà e deve essere escluso; inoltre ormai per entrare a medicina nn basta più una formazione di tipo scolastico o un'auto preparazione e si ricorre (come sto facendo io) a degli istituti privati ke preparano ad affrontare i test d'ingresso e ke hanno un business ke rasenta l'inimmaginabile!!!dov'è finito il diritto al saxe uguale x tutti??!
Re: Il test d'ingresso xle facoltà a num programma
mmmmmm....fammi capire,prima scrivi che se uno studente non mantiene una certa media in facoltà DEVE ESSERE ESCLUSO!!!! e poi concludi chiedendoti dove fosse finito il diritto al sapere x tutti...mah!!termini come pari opportunità,democrazia non ti dicono nulla???Itest d'ingresso sono quanto di + volgare possa esistere perchè l'Università, istituzione + importante (finanziata dalle tasse di ogni famiglia ed anche studente)DEVE dare opportunità di accesso a TUTTI,è un diritto quello del sapere...,sarà cmnq poi discrezione e coscienza di ogni studente garantire risultati.