Nella nostra società esistono due tipi di lavoro:
lavori dove si
guadagna in base a ciò che si produce
lavori in cui si guadagna a seconda del numero di ore che si lavora
Se fossi in voi cercherei un lavoro del primo tipo:
vi permette di guadagnare più del secondo se (e solo se)
siete bravi e vi fa organizzare al meglio il tempo senza dover
rispettare orari e turni. Inoltre vi forma mentalmente e
professionalmente e potrete guadagnare quanto decidete
perché sarete premiati in base ai risultati ottenuti e non
per gli sforzi che fate.
C’è un solo tipo di lavoro che risponde a questi
requisiti…si tratta di fare (Argh!!! Che brutta parola che
sto per dire!!!) il VENDITORE. Aspettate prima di insorgere:
…evitate i call center e in generale tutti quei lavori che
richiedono molte ore con una paga minima,
optate, per quanto
vi è possibile, su di un lavoro che vi responsabilizzi per i
risultati (se non produci non mangi) come potrebbe essere
appunto un buon lavoro di “Vendita”.
So
che la maggior parte di voi inorridisce alla parola
“Venditore”, perché ciò che
viene legato al concetto di “Venditore”
è spesso e volentieri un piazzista sfruttato senza la minima
preparazione. Cercate quindi un’organizzazione
seria, che non vi prometta di assumervi troppo facilmente, che vi offra
formazione pagandovi se (e solo se) producete (leggasi
“vendete”) realmente qualcosa. Non adducete la
scusa che “non mi assumono”:
di un
venditore disposto a formarsi e ad essere pagato per quello che produce
c’è sempre bisogno, anche se
può garantirti solo mezza giornata di lavoro!
Correte
(se potete permettervelo, ma in caso contrario non potreste permettervi
neanche gli studi!) il rischio di non guadagnare: è
l’esperienza più formativa alla quale andrete
incontro!
Scegliete in ogni caso un’azienda che vi paghi i
primi mesi se state imparando (leggasi stage, della durata di non
più di tre mesi e che vi frutti uno stipendio di almeno
600€). (Ovviamente alcuni di voi obietteranno che non esiste
un lavoro serio che vi paghi almeno 600€ per i primi 2-3 mesi
e vi insegni un mestiere: secondo la mia opinione non state cercando
dove dovreste, scrivetemi in privato e ne troviamo quanti ne
volete…).
Correte il rischio di scendere a patti
con voi stessi: la vendita è il lavoro per eccellenza dove i
vostri principi morali vengono messi alla prova
perché vi trovate spessissimo a dover decidere tra la cosa
“giusta” e quella
“conveniente”:
metterete alla prova il
vostro carattere. Rafforzerete l’amor proprio a
discapito dell’ego: un venditore non è ben visto
nella nostra società, eppure di un buon venditore, etico e
con una morale, siamo alla ricerca costantemente. Accorgimento
ulteriore: qualunque lavoro scegliate di fare concordate in anticipo
una lettera di referenze che potrete usare nel curriculum e in alcuni
casi per farvi attribuire crediti scolastici (CFU). Questo è
il mio ultimo consiglio: se non avete bisogno di lavorare ma avete
comunque del tempo a disposizione fatevi assumere a paga minima in un
posto dove finiti gli studi vi presenterete curriculum alla mano; anche
se in quel periodo non avrete fatto altro che preparare il
caffè,
conteranno più le relazioni
sociali che vi sarete procurati che un Master che avrete voi e tutti
gli altri colleghi del corso…
Ed ecco, come di consueto, una bella storiellina per chiudere in
bellezza, tratta dal best seller di Robert T. Kyiosaky “Padre
Ricco, Padre Povero”:
Nel 1995 concessi un'intervista a un giornale di Singapore. La
giovane giornalista arrivò puntuale e cominciò
subito a pormi delle domande. (…) «Un giorno mi
piacerebbe essere una scrittrice di successo come lei», mi
confessò la giornalista. In effetti, avevo letto
alcuni suoi articoli e ne ero rimasto favorevolmente
impressionato. Aveva uno stile limpido, diretto. Il lettore
non poteva non farsene catturare. «Lei scrive molto
bene», dissi subito. «Cosa la trattiene dal
realizzare il suo sogno?» «Sembra che il mio lavoro
sia in un vicolo cieco», replicò mesta:
«Tutti dicono che i miei romanzi sono eccellenti, ma non
succede nulla. Così, mi tengo stretto il mio impiego al
giornale. Se non altro riesco a pagare le bollette. Mi può
dare dei consigli?» «Sì»,
dissi con piacere. «Qui a Singapore vive un mio amico che ha
una scuola: tiene corsi di vendita per le più grandi
aziende locali, comprese le società per azioni, e
credo che se ne frequenterà uno la sua carriera ne
sarà ottimizzata». Si irrigidì:
«Intende dire che dovrei tornare a scuola per
imparare a vendere?» Annuii. «Non dice sul
serio, vero?» Annuii ancora. «Cosa c'è
di sbagliato in questo?» avrei voluto rimangiarmi le
parole. Lei era offesa da qualcosa e ormai mi stavo mordendo la lingua.
Se volevo aiutarla, ero costretto a difendere il mio consiglio.
«Sono laureata e specializzata in letteratura inglese.
Perché dovrei andare a scuola per imparare il commercio?
Sono una professionista. Ho frequentato l'università per
evitare di diventare una comune venditrice. Detesto il
commercio e i venditori. Mirano solo ai soldi. Quindi,
perché mai dovrei studiare le tecniche
commerciali?» Stava già mettendo le sue cose in
una valigetta. L'intervista era finita. Sul tavolino, vicino al
caffè, c'era la copia di un mio vecchio libro, un vero
bestseller. L'ho presa insieme agli appunti che lei aveva vergato in
fretta sul suo taccuino a righe. «Vede questo?»
chiesi indicando i suoi appunti. Lei abbassò lo sguardo sul
taccuino. «Allora?» balbettò confusa. Le
feci notare l'intestazione: sul taccuino aveva scritto "Robert
Kiyosaki, autore di bestseller". «C'è scritto
autore di bestseller, non ottimo scrittore».
Spalancò immediatamente gli occhi. «Non sono bravo
a scrivere, tutt'altro. Lei è un'ottima scrittrice. Io sono
andato a scuola dai venditori. Lei si è meritata
una laurea e una specializzazione. Metta insieme il tutto e
vedrà la differenza tra un "autore di bestseller" e
un'"ottima scrittrice"». Lanciava fiamme con gli occhi.
«Non mi abbasserò mai tanto da imparare a
vendere. La gente come lei non appartiene al mondo degli scrittori. Io
sono una letterata professionista e lei è un piazzista. Non
è giusto». Gettò via il resto degli
appunti e si precipitò fuori della grande porta a vetri
dell'albergo, sparendo nell'umida mattina. Devo riconoscere che, il
giorno dopo, la sua recensione sul giornale parlava di me in termini
lusinghieri.
Insomma: imparate a vendervi e non compratevi le scuse, tanto
le vostre quanto quelle degli altri! Ciao, grazie del tempo e
dell’attenzione che abbiamo passato insieme, aspetto i vostri
commenti di replica a questa mia provocazione!
Ma come si fa a contattare in privato?
Nell'articolo dici di contattarti ma... come si fa?
Re: Ma come si fa a contattare in privato?
> Nell'articolo dici di contattarti ma... come si fa?
Manda una mail su 30_e_lode@libero.it
?
mi puoi dire qualche nome di azienda che fa questo tipo di formazione?
se vuoi contattarmi in privato rbati@libero.it
Re: ?
> mi puoi dire qualche nome di azienda che fa questo
> tipo di formazione?
> se vuoi contattarmi in privato rbati@libero.it
Ok!
Il problema è il solito
Inutile discutere..
tutti giusti i commenti contro le telematiche e lo schifo che rappresentano, ma...
tutto inutile: il problema è stato, è, e rimarrà sempre il comunismo, la mentalità bacata dei rossi che governano questo Paese: finchè a contare sarà la mentalità "egualitaria", nella quale il merito non conta nulla, il risultato sarà l'emersione di ogni nefandezza, tanto che gli dici????
P.S. ricordo a tutti che ministro è il compagno Mussi, di stretta osservanza brezneviana. E alura?
Telematike
ragà ma qualè u probblema, ah?
iscriveteve subbito a na telematica, ah
e mi raccumanno fatelo
laura subbito, senza prubblemi e poi via cu a raccumandazzione e al volo dentco a u reality
tanto conta solo a svultari, ah...
u capisti?
Re: Telematike
> ragà ma qualè u probblema, ah?
> iscriveteve subbito a na telematica, ah
> e mi raccumanno fatelo
> laura subbito, senza prubblemi e poi via cu a
> raccumandazzione e al volo dentco a u reality
> tanto conta solo a svultari, ah...
> u capisti?
Ti capisco...sulle università a distanza e sulle finte università ci sarebbe da scrivere un altro libro...
Lorenzo
Re: però sono veloci
Sì vabbè, Lorenzo..non dico che hai torto..
però le telematiche sono una svolta bestiale per il problema del lavoro..
ti laurei al volo, senza fatica e senza perdite di tempo e poi alla fine le probabilità che hai di lavorare sono le stesse, non è che ti trattano peggio perchè hai una laurea telematica, quindi...in finale Molos ha ragione...
>> ragà ma qualè u probblema, ah?
>> iscriveteve subbito a na telematica, ah
>> e mi raccumanno fatelo
>> laura subbito, senza prubblemi e poi via cu a
>> raccumandazzione e al volo dentco a u reality
>> tanto conta solo a svultari, ah...
>> u capisti?
>
>
>Ti capisco...sulle università a distanza e sulle
>finte università ci sarebbe da scrivere un altro
>libro...
>
>Lorenzo
>
Re: velocissime e pratiche
D'accordissimo..per il lavoro tocca laurearsi..meglio farlo al volo senza tante complicazioni, le telematiche sono la soluzione in assoluto migliore: poche storie, metodi spicci, scippi la laurea e poi sul lavoro te la giochi, esattamente come gli altri, ma con tanto tempo guadagnato in patrtenza....hai totalmente ragione!!!
Sì vabbè, Lorenzo..non dico che hai torto..
> però le telematiche sono una svolta bestiale per il
> problema del lavoro..
> ti laurei al volo, senza fatica e senza perdite di
> tempo e poi alla fine le probabilità che hai di
> lavorare sono le stesse, non è che ti trattano
> peggio perchè hai una laurea telematica,
> quindi...in finale Molos ha ragione...
>
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>>> ragà ma qualè u probblema, ah?
>>> iscriveteve subbito a na telematica, ah
>>> e mi raccumanno fatelo
>>> laura subbito, senza prubblemi e poi via cu a
>>> raccumandazzione e al volo dentco a u reality
>>> tanto conta solo a svultari, ah...
>>> u capisti?
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>>Ti capisco...sulle università a distanza e sulle
>>finte università ci sarebbe da scrivere un altro
>>libro...
>>
>>Lorenzo
>>
>
>
sicuro
hai ragione...è un buon lavoro oltre che economicamente ti mette alla prova e riesce ad aprirti la mente ma nn sono tanto sicuro ke si trovi cosi facilmente....se mi fai sapere dove te ne sarò grato
Re: sicuro
Ok, se ti va contattami in privato nel blog...
(www.30elodesenzastudiare.splinder.com)
Ciao,
Lory
> hai ragione...è un buon lavoro oltre che
> economicamente ti mette alla prova e riesce ad
> aprirti la mente ma nn sono tanto sicuro ke si
> trovi cosi facilmente....se mi fai sapere dove te
> ne sarò grato