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Orientarsi

Gli studenti di oggi sono come i minatori

Il mondo occidentale, la nostra cultura, ha conosciuto sistemi di insegnamento illustri e meravigliosi; nell'antica Grecia le scuole erano giardini rigogliosi e le lezioni "peripatetiche" assistere ad una lezione, significava conservare facoltà di interazione e dialogiche anche con i "compagni di banco"

di Lorenzo Ait 6 giugno 2008
Nessuno era obbligato a frequentare, eppure molti erano presenti alle lezioni sia fisicamente che mentalmente. Si discuteva, si imparava, ci si confrontava con la vita e con il mondo; quando la scuola non esisteva ancora, andarci significava crescere, diventare uomini migliori.

I grandi filosofi sono nati così. Nessuno era obbligato a seguire un insegnante piuttosto che un altro, semplicemente un maestro campava di quello se aveva seguito, cioè se era ritenuto e percepito valido. Intendiamoci, le lezioni non dovevano essere necessariamente piacevoli (e di fatti molte non lo erano, erano “dure”); tuttavia se si riusciva a far nascere nello studente l’amore per la materia o se gli studenti ottenevano un risultato che per loro valesse gli sforzi, allora in quel caso (e solo in quello) si veniva premiati. Poi qualcosa è cambiato.

La società si è evoluta e frequentare una scuola è diventata pratica obbligatoria. D’un tratto gli insegnanti vennero pagati e riconosciuti come tali indipendentemente dalla propria bravura. Si chiama “massificazione del prodotto”. Nel momento in cui qualcosa diventa obbligatorio, non occorre più che sia “desiderabile”, per essere “vendibile”. Quindi, se chi eroga quel servizio non si preoccupa più di “venderlo” ma viene semplicemente “pagato” per svolgere un “lavoro”, la qualità di quel lavoro (che, nel nostro caso specifico, consiste nel far nascere l’amore della materia insegnata, non nell’insegnarla solamente) non conta, quello che conta è che venga venduto il più in fretta possibile al maggior numero possibile di “acquirenti”.

La scuola moderna nasce per massificare l’istruzione in modo da renderla virtualmente ed inoppugnabilmente fruibile a tutti, sacrificandone la qualità. Infatti i modelli che prende a prestito non vengono dalla filosofia o dalla scienza, bensì dall’economia2. (…) Dai monasteri e dagli ordini di clausura (ma ancor più dalle gerarchie lavorative) sono state modellate le lezioni: ascoltare in religioso silenzio senza poterne discutere col compagno di banco.

La scuola attuale è strutturata sull’eco di metodi antichi: la campanella che scandisce l’orario è la stessa che scandiva i turni dei minatori e delle fabbriche pre-sindacali, il professore non è più mentore ma un capo che punisce chi non svolge il lavoro assegnatogli come si deve. Dal momento che la scuola non era più tenuta a far innamorare di se stessa, chi gestiva il processo di massificazione ricorse alla via più facile e primitiva: il dolore e la punizione. Usando la paura, il senso di colpa, la vergogna; punendo chi non studia, chi non fa compiti a casa, chi non segue le regole. Facendo odiare allo studente tutte quelle azioni che naturalmente avrebbe compiuto per imparare. Associando dolore e fatica al concetto di crescita.

Questo modo di insegnare, violento ed antiquato, è il feticcio della scuola dei nostri nonni, che sono stati educati a suon di bacchettate e sberle. Naturalmente, da quelle prime scuole le cose si sono evolute e da quella che idealmente (ma neanche poi tanto) abbiamo definito “scuola dei nonni” siamo passati ad una scuola un po’ più giovane, potremmo definirla la “scuola dei genitori” in virtù del gap generazionale che intercorre con l’attuale. Come tra la ghigliottina e l’iniezione letale, la differenza per i nostri genitori è stata solo apparente. Il boia si lavava le mani prima di sollevare l’ascia ed il sapone diventava il metro di misura della civiltà.
Ma mentre per le fabbriche le cose sono almeno in parte cambiate, le lotte studentesche degli anni sessanta ed i loro studenti capelloni si sono premurati di modificare la forma, affinché la sostanza restasse esattamente così com’era. Interpretando alla rovescia “Avere o Essere” di Eric Fromm, si batterono per il sei politico ottenendo, piuttosto che una sufficiente cultura, una “cultura della sufficienza”. E dal momento che Forma e Sostanza non viaggiano mai separate, alla storia non è mancato il senso dell’ironia né ad alcuni quello dell’ipocrisia: quegli stessi studenti che abolirono le pedane sotto le cattedre affinché si parlasse tutti allo stesso livello, sono oggi insegnanti che fanno abuso della loro autorità, nel tentativo di sopperire alla propria mancanza di autorevolezza. Ora non è più così. O meglio, non del tutto. Qualcosa sta cambiando. Quello che stiamo vivendo è un periodo di transizione nel quale vige, almeno in teoria, una “coscienza pedagogica”.

Studi approfonditi e scrupolose ricerche di una vita (ad opera di appassionati e seri studiosi3, non mie…) hanno crocefisso la scuola padrona, coi suoi schiaffi e le sue “bacchettate”, indicando modelli orientati alla persona. Il problema però, come per molte teorie rivoluzionarie, è che si tratta di cose spiegate male e capite peggio, mai approfondite (difficilmente a chi insegna piace studiare…) ed il risultato è una squallida imitazione di pessima fattura.

(Tratto da “30 e Lode Senza Studiare” Castelvecchi Editore 2007)

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Commenti

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YuRi sabato, 30 agosto 2008

attenzione!

Occhio al backround che si cita...bisogna stare molto attenti! Innanzitutto le "lezioni peripatetiche" non avevano la stessa struttura delle lezioni "accademiche", le quali credo siano l'esempio reale che dovresti porre in rilievo: il sapere non s'insegnava, il sapere si costruiva tramite dibattito e confronti, tramite dietrofront e ricerca continua, tramite la certezza che il più grande pericolo era quello di cadere nel dogmatismo arido di una ripetizione mnemonica di un concetto. Preso atto di questo, è una bestemmia solamente pensare di mettere a confronto a circa due millenni e mezzo di distanza, due sistemi di pensiero comunque calati sempre e comunque in un contesto socio-politico-culturale totalmente a sè (!). Si può "tendere a", salvando la differenza sostanziale. Per quanto riguarda i minatori io spero che non non stia parlando sul serio, io spero che abbia la coscienza che bisogna mettersi un paio di guanti da seta finissimi prima di stabilire un parallelo studenti-minatori! E i lavoratori sfruttati e sotto (in questo caso "non") pagati sarebbero le stesse persone che poi si lamentano a casa perchè il prof è mediocre dopo aver passato una giornata a limarsi le unghie e parlare di Maria De Filippi? Non mi fate ridere per favore..lo studente italiano ha perduto completamente la coscienza del lavoro, la coscienza della centralità del sapere nella vita, il suo tessuto totalizzante e il ruolo di motore dell'azione pratica. Ed è qui che bisogna fare un distinguo: parlare del Medioevo scolastico, quale è il sistema delle scuole medie ad esempio, oppure del bombardamento di stronzate che distruggono ad uno ad uno i neuroni di un ragazzo che vive nel 2008 (9) impedendogli di usufruire di un SERVIZIO in maniera continua e reale, impedendogli di comprendere quanto sangue è corso prima dell'istruzione obbligatoria, stoppandolo nel percepire lo sviluppo dell'umanità della quale dovremmo essere il picco e la luce più alta..e invece siamo ormai nelle tenebre più nere e stagnanti di una cultura che si è fermata anni orsono e che ha perduto completamente la propria capacità euristica..tanti saluti

n° 12
Lorenzo mercoledì, 3 settembre 2008

Re: attenzione!

Grazie della "lezione",
ne faremo tesoro per i prossimi articoli...

Lorenzo

> Occhio al backround che si cita...bisogna stare
> molto attenti! Innanzitutto le "lezioni
> peripatetiche" non avevano la stessa struttura
> delle lezioni "accademiche", le quali credo siano
> l'esempio reale che dovresti porre in rilievo: il
> sapere non s'insegnava, il sapere si costruiva
> tramite dibattito e confronti, tramite dietrofront
> e ricerca continua, tramite la certezza che il più
> grande pericolo era quello di cadere nel dogmatismo
> arido di una ripetizione mnemonica di un concetto.
> Preso atto di questo, è una bestemmia solamente
> pensare di mettere a confronto a circa due millenni
> e mezzo di distanza, due sistemi di pensiero
> comunque calati sempre e comunque in un contesto
> socio-politico-culturale totalmente a sè (!). Si
> può "tendere a", salvando la differenza
> sostanziale. Per quanto riguarda i minatori io
> spero che non non stia parlando sul serio, io spero
> che abbia la coscienza che bisogna mettersi un paio
> di guanti da seta finissimi prima di stabilire un
> parallelo studenti-minatori! E i lavoratori
> sfruttati e sotto (in questo caso "non") pagati
> sarebbero le stesse persone che poi si lamentano a
> casa perchè il prof è mediocre dopo aver passato
> una giornata a limarsi le unghie e parlare di Maria
> De Filippi? Non mi fate ridere per favore..lo
> studente italiano ha perduto completamente la
> coscienza del lavoro, la coscienza della centralità
> del sapere nella vita, il suo tessuto totalizzante
> e il ruolo di motore dell'azione pratica. Ed è qui
> che bisogna fare un distinguo: parlare del Medioevo
> scolastico, quale è il sistema delle scuole medie
> ad esempio, oppure del bombardamento di stronzate
> che distruggono ad uno ad uno i neuroni di un
> ragazzo che vive nel 2008 (9) impedendogli di
> usufruire di un SERVIZIO in maniera continua e
> reale, impedendogli di comprendere quanto sangue è
> corso prima dell'istruzione obbligatoria,
> stoppandolo nel percepire lo sviluppo dell'umanità
> della quale dovremmo essere il picco e la luce più
> alta..e invece siamo ormai nelle tenebre più nere e
> stagnanti di una cultura che si è fermata anni
> orsono e che ha perduto completamente la propria
> capacità euristica..tanti saluti

sabrina martedì, 15 luglio 2008

è vero...

concordo a pieno con questo articolo che espome il reale problema della scuola moderna ... LA MASTIFICAZIONE DEL PRODOTTO.... gli insegnanti vanno a scuola per guadagnare e poki sono quellio che svolgono il proprio lavoro con dedizione, di conseguenza gli studenti apprendono con malavoglia le nozioni dai libri di scuola che spesso sono davvero una vera noia e i prof non si limitano di certo a rendere la spiegazione un pò + piacevole arricchendo il contenuto con qualche diversivo per rendere la lezione + interessante ... la poka voglia dei prof spesso allegata al dolce voler oziare di noi studenti crea un ottimo quadro per madnare all'aria una società che già è da lugno tempo in partenza per la distruzione totale del sapere e un oligarchia potente.... a mio avviso pokissime perosne un domani sartanno in grado di vivere come si deve ...

n° 11
Rodolfo venerdì, 11 luglio 2008

ciao Lorenzo

ciao Lorenzo, sono Rodolfo. Ti scrivo per dirti che ti ho mandato delle email per richiederti quel fatto. Tu stesso mi avevi detto di riscriverti. Potrei sapere se ti sono arrivate? dato che non ho avuto risposta, vorrei sapere se magari il mio computer ha qualche problema e non riesce a inviare posta e quindi magari non ti sono arrivate. Scusa se ti disturbo di nuovo, immagino che avrai un gran da fare. Attendo una tua risposta.
saluti da Rodolfo

n° 10
Lorenzo venerdì, 11 luglio 2008

Re: ciao Lorenzo

Ciao Rodolfo,

pensavo di averti inviate la risposta: ricontrollo e ti faccio sapere dal sito!

Un abbraccio, Lorenzo

> ciao Lorenzo, sono Rodolfo. Ti scrivo per dirti che
> ti ho mandato delle email per richiederti quel
> fatto. Tu stesso mi avevi detto di riscriverti.
> Potrei sapere se ti sono arrivate? dato che non ho
> avuto risposta, vorrei sapere se magari il mio
> computer ha qualche problema e non riesce a inviare
> posta e quindi magari non ti sono arrivate. Scusa
> se ti disturbo di nuovo, immagino che avrai un gran
> da fare. Attendo una tua risposta.
> saluti da Rodolfo

L'indeciso... giovedì, 10 luglio 2008

Domanda per Lorenzo (aiutami a decidere!)

Ciao Lorenzo,
sono un ragazzo di 20 anni e ho bisono del tuo aiuto riguardo la scelta del corso di laurea!
Dopo un anno passato a studiare giurisprudenza (una scelta basata sulle opportunità di lavoro) ho deciso di mollarla perchè non mi piace ed ora sono indeciso:
io sono bravo nelle facoltà umanistiche ed anche in psicologia e non so cosa scegliere tra filosofia o scienze politiche, due facoltà che comunque non mi apriranno le porte al lavoro.
Tu che mi consigli di fare?

n° 9
Lorenzo venerdì, 11 luglio 2008

Re: Domanda per Lorenzo (aiutami a decidere!)

Mah, direi che al di la della scelta di Laurea puoi approfindire entrambe le materie anche da solo...quello che mi sento di dirti è: frequenta le lezioni per un po' senza essere iscritto (se puoi) e scegli quello che più ti aggrada...meglio se opti per la facoltà che ti lasci più tempo libero (no obbligo di frequenza) per pensare, in questi cinque anni, a raggiungere la libertà finanziaria per non dover più lavorare per vivere...

Ciao,
Lorenzo

> Ciao Lorenzo,
> sono un ragazzo di 20 anni e ho bisono del tuo
> aiuto riguardo la scelta del corso di laurea!
> Dopo un anno passato a studiare giurisprudenza (una
> scelta basata sulle opportunità di lavoro) ho
> deciso di mollarla perchè non mi piace ed ora sono
> indeciso:
> io sono bravo nelle facoltà umanistiche ed anche in
> psicologia e non so cosa scegliere tra filosofia o
> scienze politiche, due facoltà che comunque non mi
> apriranno le porte al lavoro.
> Tu che mi consigli di fare?

Renato giovedì, 17 luglio 2008

Re: Domanda per Lorenzo (aiutami a decidere!)

...per non dover più lavorare per vivere?? e come si fa? ):-o
piacerebbe anche a me... e' possibile Lorenzo?

un saluto a Lorenzo e agli studenti tutti


> Mah, direi che al di la della scelta di Laurea puoi
> approfindire entrambe le materie anche da
> solo...quello che mi sento di dirti è: frequenta le
> lezioni per un po' senza essere iscritto (se puoi)
> e scegli quello che più ti aggrada...meglio se opti
> per la facoltà che ti lasci più tempo libero (no
> obbligo di frequenza) per pensare, in questi cinque
> anni, a raggiungere la libertà finanziaria per non
> dover più lavorare per vivere...
>
> Ciao,
> Lorenzo
>
>> Ciao Lorenzo,
>> sono un ragazzo di 20 anni e ho bisono del tuo
>> aiuto riguardo la scelta del corso di laurea!
>> Dopo un anno passato a studiare giurisprudenza
>(una
>> scelta basata sulle opportunità di lavoro) ho
>> deciso di mollarla perchè non mi piace ed ora sono
>> indeciso:
>> io sono bravo nelle facoltà umanistiche ed anche
>in
>> psicologia e non so cosa scegliere tra filosofia o
>> scienze politiche, due facoltà che comunque non mi
>> apriranno le porte al lavoro.
>> Tu che mi consigli di fare?
>
>

derisio venerdì, 18 luglio 2008

Re: Domanda per Lorenzo (aiutami a decidere!)

forse non ti risponde perche e' impegnato, ma speriamo torni su studenti

> ...per non dover più lavorare per vivere?? e come
> si fa? ):-o
> piacerebbe anche a me... e' possibile Lorenzo?
>
> un saluto a Lorenzo e agli studenti tutti
>
>
>> Mah, direi che al di la della scelta di Laurea
>puoi
>> approfindire entrambe le materie anche da
>> solo...quello che mi sento di dirti è: frequenta
>le
>> lezioni per un po' senza essere iscritto (se puoi)
>> e scegli quello che più ti aggrada...meglio se
>opti
>> per la facoltà che ti lasci più tempo libero (no
>> obbligo di frequenza) per pensare, in questi
>cinque
>> anni, a raggiungere la libertà finanziaria per non
>> dover più lavorare per vivere...
>>
>> Ciao,
>> Lorenzo
>>
>>> Ciao Lorenzo,
>>> sono un ragazzo di 20 anni e ho bisono del tuo
>>> aiuto riguardo la scelta del corso di laurea!
>>> Dopo un anno passato a studiare giurisprudenza
>>(una
>>> scelta basata sulle opportunità di lavoro) ho
>>> deciso di mollarla perchè non mi piace ed ora
>sono
>>> indeciso:
>>> io sono bravo nelle facoltà umanistiche ed anche
>>in
>>> psicologia e non so cosa scegliere tra filosofia
>o
>>> scienze politiche, due facoltà che comunque non
>mi
>>> apriranno le porte al lavoro.
>>> Tu che mi consigli di fare?
>>
>>
>
>

orio mercoledì, 18 giugno 2008

domanda x lorenzo

COMPLIMENTI PER IL SITO DI LORENZO.SPERO CHE SARà PRONTO PRESTO.HO LETTO CHE LORENZO è STATO AUTORE DELLA PRIMA TRASMISSIONE ITALIANA DI SELF HELP.POSSO SAPERE QUALE?

ORio

n° 8
Lorenzo mercoledì, 18 giugno 2008

Re: domanda x lorenzo

Sono stato co-autore di "Leader di te stesso" una trasmissione andata in onda su Sky qualche tempo fa...

Ciao,
Lorenzo

> COMPLIMENTI PER IL SITO DI LORENZO.SPERO CHE SARà
> PRONTO PRESTO.HO LETTO CHE LORENZO è STATO AUTORE
> DELLA PRIMA TRASMISSIONE ITALIANA DI SELF
> HELP.POSSO SAPERE QUALE?
>
> ORio

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