La matematica non fa più paura. Dopo anni di cali e di stallo le Facoltà Scientifiche tornano protagoniste. Le crisi dovute alle carenze degli studenti sembrano passate. I neo diplomati ricominciano a scegliere i numeri. Ma non finisce qui. Molti Atenei italiani sono stati premiati proprio per la qualità ed il funzionamento delle loro Facoltà Scientifiche. Un momento d’oro. Ma durerà?
NUOVI AMORI DEGLI STUDENTI: MATEMATICA, FISICA E CHIMICA
Gli ultimi 10 anni sono stati catastrofici per le Facoltà di Matematica, Fisica e Chimica. Gli studenti sono calati gettando in crisi le stesse istituzioni. I ragazzi delle scuole superiori, probabilmente attratti dalle novità nel campo dell'offerta formativa universitaria, hanno snobbato le Facoltà Scientifiche "di base". Contemporaneamente, in maniera quasi proporzionale all’aumento dei Corsi di Laurea, sono aumentati a dismisura gli studenti delle Facoltà Umanistiche gettandole, qualche volta, nel caos. L'inversione di tendenza è recente, negli ultimi due anni le Facoltà Scientifiche si sono prese la loro rivincita e i trend positivi sembrano continuare. Matematica, in particolare, ha fatto segnare un incremento degli iscritti pari al 53%, ma anche Chimica (+24%) e Fisica (+25%) possono vantare significativi aumenti. Certo, questi dati vanno interpretati alla luce di un generale aumento delle immatricolazioni ma le statistiche non si discutono: le scienze sono tornate.
L’ECCELLENZA DEI CORSI
Non finisce qui. Le Facoltà Scientifiche hanno di recente ottenuto importanti riconoscimenti. Il Centre for Higher Education development (CHE) con sede a Gütersloh, in Germania, ha elaborato il Ranking of excellent european graduate programmes in the Natural sciences and Mathematics 2007 (Classifica dei programmi europei di eccellenza per laureati in Scienze naturali e Matematica 2007). Una lista, cioè, delle migliori Facoltà europee per studiare Matematica, Fisica, Chimica e Biologia. La classifica prende in considerazione oltre 4 mila dipartimenti del Vecchio continente e l'Italia vanta un’eccellenza in Matematica, una in Chimica e ben quattro in Fisica risollevando l’immagine degli Atenei italiani troppo spesso esclusi da simili classifiche. Tanto di cappello, quindi, al dipartimento di Matematica dell'università di Tor Vergata a Roma che risulta essere, insieme a Cambridge e Oxford, tra le 19 eccellenze. Premiato anche il dipartimento di Chimica dell'università di Bologna che è tra i 25 considerati al top in Europa. Ma la soddisfazione maggiore la regalano le facoltà di Fisica. Quelle italiane sono 4 sulle 24 selezionate in Europa: Firenze, Padova, Pisa e Roma (La Sapienza). Un vero record, finalmente positivo.
E CON IL DEBITO DEL LICEO COME LA METTIAMO?
Ma gli italiani non erano stati considerati, non molto tempo fa, i più somari d’Europa in matematica? Ebbene si. La tremenda pagella viene dal rapporto Ocse-Pisa (Progress in International Reading) 2006, giunto alla terza edizione, che fotografa la situazione degli studenti di 15 anni di eta' in 57 paesi di tutto il mondo : l'Italia e' al 33esimo posto per competenze di lettura, al 36esimo per cultura scientifica, al 38esimo posto per quella matematica. Matematica, scienze ma anche comprensione e lettura: gli studenti italiani non riescono a migliorarsi, anzi si confermano fanalino di coda dell'Unione Europa. Lo stesso Ministro Fioroni, preoccupato per tale risultato, ha lanciato un appello ai dirigenti e ai docenti affinché facciano fronte all’ ”Emergenza matematica” che vede oltre 400mila studenti italiani contrarre, nel corso delle superiori, un debito nella materia cara di Euclide e Pitagora. Come si spiega allora il trend positivo delle immatricolazioni? Forse gli italiani non sono poi così asini, forse al liceo si impegnano poco con l’intensione di mettere la testa a posto all’Università, forse sono spaventati dalla disoccupazione e credono che una laurea in discipline scientifiche possa risolvere il problema o forse semplicemente hanno paura del test d’accesso… Le Facoltà citate infatti, non prevedono un test per l’immatricolazione ai corsi di laurea come invece ormai fanno anche le facoltà umanistiche o perlomeno la maggior parte.
GLI STUDENTI RISPONDONO
Abbiamo raccolto delle testimonianze tra le matricole delle Facoltà Scientifiche. Quali sono le motivazioni della scelta e quali le aspirazioni. Salvatore, 19 anni dice “Credo di essere un’eccezione, in matematica sono bravo altrimenti non avrei mai provato questa facoltà. Per ora mi trovo bene. Certo , la matematica non è divertente ma apre molte porte. Ho scelto questa Facoltà proprio perché ormai il mercato del lavoro è saturo. E non credo che in una situazione del genere serva una laurea in discipline umanistiche .” Alessandro, 20 anni, non vanta gli stessi voti in matematica di Salvatore ma ha tentato Chimica comunque: “Al liceo ero sinceramente disinteressato, studiavo poco e male. All’università è diverso, scegli tu quello che vuoi fare. Io ho fatto questa scelta consapevolmente. Non mi sono pentito. Magari non riuscirò a laurearmi in tempo e con un’ottima votazione ma troverò lavoro prima degli altri“. Andrea ha le idee chiarissime : “Lavoro, lavoro lavoro. Ecco il motivo della mia scelta. L’unica speranza rimasta sono le facoltà scientifiche. Anche la comunicazione ormai è piena.” Antonella, 19 anni, neodiplomata al liceo scientifico ha fatto una scelta di passione :” Ho scelto Fisica per istinto, senza nemmeno pensare agli sbocchi occupazionali, ma ammetto di credere di avere più speranze dei laureati in facoltà umanistiche”. C’è anche chi ammette di aver avuto paura del test ma che ora ha ancora più paura dei risultati degli esami: “Matematica è a numero aperto – dice Martina- queste facoltà purtroppo sono in via di estinzione ed io ne ho approfittato. Al liceo avevo un 6 striminzito. Ora dovrò fare i conti con la matematica vera. Non so se ce la farò…” . Dati Almalaurea alla mano, il 50% dei laureati del 2000 in matematica ha trovato lavoro dopo 5 anni. Fisica sfiora la soglia del 75%, Chimica la supera.