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Lingue orientali: la Facoltà per il lavoro del futuro

Si sa, nessun corso di laurea garantisce un'occupazione sicura, ma alcuni di questi aprono prospettive maggiori di altri. E' quanto succede attualmente con le lingue asiatiche ed in particolare con il cinese, una delle lingue più parlate al mondo e attualmente quella del paese che ha il più alto tasso di sviluppo

di Marta Ferrucci 30 gennaio 2006
Imparare il cinese è più che imparare una lingua: significa mettersi in tasca un "passaporto per il futuro", essere travolti dalla scia del successo del gigante cinese alla conquista del mondo. Chi ama le lingue e si trova nella situazione di dover scegliere il proprio corso di studi non si faccia scappare questa occasione: la sfida è difficile ma il risultato è garantito.

In Italia le università che forniscono un'ottima preparazione in lingue orientali sono l'Università degli Studi di Napoli l'Orientale, l'Università Ca' Foscari di Venezia e la Facoltà di Studi Orientali dell'Università La Sapienza di Roma. In questi atenei i corsi si rinnovano costantemente in nome di un percorso formativo che sia il più aderente possibile alle esigenze del mondo del lavoro ed infatti non mancano laboratori di informatica (uno degli esami più gettonati è quello in tecnologie digitali ed elementi costitutivi della progettazione multimediale) ed esami di diritto pubblico e privato, così da dare ai laureati "umanisti" una formazione a 360°.

E gli sbocchi non sono solo nel settore delle traduzioni e dell'interpretariato, anzi: molti dei laureati in lingue orientali trovano lavoro come manager oppure organizzatori di fiere per enti di promozione dell'economia italiana all'estero (vedi quelle organizzate da Promoroma o Promofirenze, aziende speciali delle camere di commercio delle rispettive città) ed è molto importante che le aziende non abbiano degli intepreti bensì personale che in prima persona possa interagire con aziende straniere. Chi ha le idee chiare e vuole specializzarsi con un master o proseguire gli studi oltre la laurea triennale di I livello non ha che l'imbarazzo della scelta: si può scegliere tra un master in Traduzione specialistica plurilingue o in Local development dell'Università l'Orientale di Napoli piuttosto che un corso di laurea specialistica in Lingue e Istituzioni economiche e giuridiche dell'Asia Orientale o in Traduzione tecnico-scientifica all'Università Cà Foscari.

Una volta terminato il percorso di studi di primo livello o specialistico si potrà andare alla ricerca di uno stage ad hoc rivolgendosi all'ufficio stage o orientamento del proprio ateneo; questo fornirà (o dovrebbe fornire) al neolaureato un'esperienza che valorizzi la formazione ricevuta fino a quel momento. In alternativa esistono validi programmi di borse di studio e di stage a cui ci si può rivolgere: vedi le borse di studio messe a disposizione da stati esteri per laureati italiani e pubblicate ogni anno sul sito del Ministero degli Esteri, il programma di tirocini CRUI- Assocamerestero, gli stage all'estero promossi da Sportellostage o quelli che i laureati stessi riusciranno a procurarsi inviando direttamente presso le aziende il proprio c.v..

Vuoi studiare il cinese indipendentemente dalla formazione accademica? Ecco qualche link utile:
- Zhongwen: uno dei siti migliori sulla lingua cinese
- Welcome to the Chinese Experience - comprende anche file audio per la pronuncia
- Ocrat - Caratteri cinesi animati (indicazioni pratiche succome scrivere i caratteri tratto per tratto), Pronuncia dei caratteri , Chinese text GIFs (applicazione Java che legge un file di testo in cinese e crea un file GIF che mostra il testo in cinese)
- Chinese Online Dictionary (english-chinese).

Vuoi fare un'esperienza di studio all'estero?
Hong Kong: University of Hong Kong - Department of Chinese
Shanghai: Fudan University
Shanghai: Shanghai Institute of Chinese
Shanghai: Shanghai International Studies University
Taiwan: Centri per lo studio della lingua cinese


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Commenti

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Cate domenica, 20 novembre 2011

ahah

Come immaginavo è una fregatura, meno male che ho cambiato idea in tempo!

n° 23
Samy mercoledì, 26 gennaio 2011

Imparare il cinese divertendosi

Ciao a tutti,
innanzitutto ringrazio anche io per questo articolo davvero interessante. Allo stesso tempo, per tutti quelli che (come me) sono attratti dalla Cina o studiano cinese, volevo segnalare un nuovo social network , gratuito e veramente ben fatto, aperto a cinesi ed italiani che amano la cina:

ecco il link
http://www.amicina.com

Se non lo conoscete ancora è solo perchè esiste da pochissimo! Io l'ho trovato per caso, quando ancora lo stavano facendo e mi sono iscritto al volo ;)

Ciao a tutti... anzi... zai jian :)
Sammy

n° 22
elisabettacoria66 lunedì, 22 agosto 2011

R: Imparare il cinese divertendosi

sto cercando una figura professionale che parli cinese,inglese,tedesco, mi aiutate a trovarla? ho una società di import export a Bologna.
Grazie

elisabettacoria66 lunedì, 22 agosto 2011

R: R: Imparare il cinese divertendosi

> sto cercando una figura professionale che parli cinese,inglese,tedesco, mi aiutate a trovarla? ho una società di import export a Bologna.
>
> Grazie

Lalla venerdì, 28 gennaio 2011

R: Imparare il cinese divertendosi

Ho visitato il sito AMICINA.. è stupendo !!!

Lo trovo anche un'ottima alernativa ad un corso

Grazie per la segnalazione!!!!

lumiclair domenica, 27 giugno 2010

vorrei tanto un consiglio.....GRAZIE!

SALVE a tutti! vorrei tanto un consiglio per quanto riguarda la scelta dell'università...
sono una ragazza moldava, abito in Italia da 3 anni e studio ad un istituto di ragioneria (che odio profondamente, ma nn ho scelta...!).. dopo la maturità vorrei tanto fare l'università di lingue a Bologna. conosco il russo, l'inglese e il francese di base, ma vorrei tanto imparare qualche lingua orientale...
nn so, com'è l'università di Bologna??
ci sono possibilità per una straniera non comunitaria???
quale università è la migliore in Italia??
che cosa mi consigliate???
vi ringrazio tanto per aver letto il mio commento e aspetterò le vostre risposte!!! GRAZIE TANTE!!!!!!

n° 21
Matteo lunedì, 13 settembre 2010

R: vorrei tanto un consiglio.....GRAZIE!

Ciao lumiclair! Io sono di Bologna ma ora vivo a Londra, posso solo dirti che per esperienze di amici le facoltà di lingue purtroppo non hanno grandi sbocchi lavorativi in Italia al giorno d'oggi, pur essendo l'università di Bologna (Alma Mater Studiorum) una tra le migliori in Italia. Fa parte però dell'università di Bologna un'OTTIMA facoltà considerando soprattutto le prospettive lavorative, ovvero la facoltà per traduttori e interpreti: http://www.ssit.unibo.it/SSLMiT/default.htm
L'unica cosa è che il test per entrarvi sembra essere difficile, ma se conosci le lingue credo possa essere solo positivo per te! Il consiglio sentito sennò è quello di provare all'estero, anche se costano tendenzialmente di più le università.
Un salutone e in bocca al lupo (soprattutto per capire cosa dicono i siti delle uni...io ci ho rinunciato)

Matteo

Orientalista STRA-PENTITA sabato, 12 giugno 2010

Lasciate perdere: facoltà INUTILE!

Quoto Jana al cento per cento: si tratta non di facoltà, ma di fabbriche di disoccupati. Sarà la crisi odierna o quel che vi pare, ma rimane che studiare le lingue orientali non serve a nulla di per sé. Se la passione per l'oriente vi divora, allora fatene pure un meraviglioso hobby ma - consiglio spassionato da sorella maggiore - NON sperate in una carriera attinente alla conoscenza delle stesse. Gli sbocchi tanto decantati semplicemente NON ESISTONO. Poi ci saranno pure le eccezioni, come sempre, ma sono appunto ECCEZIONI. Posso garantire che praticamente nella totalità dei casi CI SI PENTE AMARAMENTE della scelta.
Io sono laureata in giapponese (e conosco anche un po' di cinese) e, a tre anni dalla laurea, non solo sono inesorabilmente disoccupata ma gli unici lavoretti trovati (di basso profilo: commessa, operatrice in un call center, cameriera...) avrei potuto farli pure da semplice diplomata. Ergo: bilancio NEGATIVO.
Siate razionali e tenete presente che l'università si frequenta allo scopo di imparare un mestiere e non per altro. Le passioni non vanno accantonate, per carità, ma non illudetevi di trasformare le lingue orientali in strumenti di lavoro, tutt'al più possono rappresentare una sorta di "valore aggiunto" al vostro curriculum vitae, ma da sole non servono assolutamente un accidente! E' la cruda realtà: bruttissima, ma meglio esserne coscienti per tempo.

Che devo dirvi...matricole avvisate, mezze salvate!

In bocca al lupo a tutte e tutti per la scelta più giusta.

n° 20
Orientalista STRA-PENTITA sabato, 12 giugno 2010

R: Lasciate perdere: facoltà INUTILE!

> Quoto Jana al cento per cento: si tratta non di facoltà, ma di fabbriche di disoccupati. Sarà la crisi odierna o quel che vi pare, ma rimane che studiare le lingue orientali non serve a nulla di per sé. Se la passione per l'oriente vi divora, allora fatene pure un meraviglioso hobby ma - consiglio spassionato da sorella maggiore - NON sperate in una carriera attinente alla conoscenza delle stesse. Gli s@#?*%$ tanto decantati semplicemente NON ESISTONO. Poi ci saranno pure le eccezioni, come sempre, ma sono appunto ECCEZIONI. Posso garantire che praticamente nella totalità dei casi CI SI PENTE AMARAMENTE della scelta.
> Io sono laureata in giapponese (e conosco anche un po' di cinese) e, a tre anni dalla laurea, non solo sono inesorabilmente disoccupata ma gli unici lavoretti trovati (di basso profilo: commessa, operatrice in un call center, cameriera...) avrei potuto farli pure da semplice diplomata. Ergo: bilancio NEGATIVO.
> Siate razionali e tenete presente che l'università si frequenta allo scopo di imparare un mestiere e non per altro. Le passioni non vanno accantonate, per carità, ma non illudetevi di trasformare le lingue orientali in strumenti di lavoro, tutt'al più possono rappresentare una sorta di "valore aggiunto" al vostro curriculum vitae, ma da sole non servono assolutamente un accidente! E' la cruda realtà: bruttissima, ma meglio esserne coscienti per tempo.
>
> Che devo dirvi...matricole avvisate, mezze salvate!
>
> In bocca al lupo a tutte e tutti per la scelta più giusta.

S B O C C H I
(il sistema ha censurato la parola...chissà perché? XD)

mitica maris venerdì, 11 marzo 2011

R: R: Lasciate perdere: facoltà INUTILE!

non vorrei essere troppo stronza ... ma non è che tu non hai un livello sufficente abbastanza che ti permetta di lavorare?

Mario giovedì, 14 luglio 2011

R: R: R: Lasciate perdere: facoltà INUTILE!

No, non centra il livello della lingua. Io ho un ottimo cinese, lauyrea magistrale più tre anni di studio della lingua in Cina. Risultato? Disoccupato. Altrochè passaporto per il futuro

"mitica"??? PFFF!!! mercoledì, 16 marzo 2011

R: R: R: Lasciate perdere: facoltà INUTILE!

> non vorrei essere troppo stronza ... ma non è che tu non hai un livello sufficente abbastanza che ti permetta di lavorare?
Non vorrei essere troppo stronza...Ma una che scrive "sufficente" non dovrebbe permettersi di parlare di "livello" riferendosi agli altri!

bon sabato, 12 giugno 2010

R: R: Lasciate perdere: facoltà INUTILE!

> > Quoto Jana al cento per cento: si tratta non di facoltà, ma di fabbriche di disoccupati. Sarà la crisi odierna o quel che vi pare, ma rimane che studiare le lingue orientali non serve a nulla di per sé. Se la passione per l'oriente vi divora, allora fatene pure un meraviglioso hobby ma - consiglio spassionato da sorella maggiore - NON sperate in una carriera attinente alla conoscenza delle stesse. Gli s@#?*%$ tanto decantati semplicemente NON ESISTONO. Poi ci saranno pure le eccezioni, come sempre, ma sono appunto ECCEZIONI. Posso garantire che praticamente nella totalità dei casi CI SI PENTE AMARAMENTE della scelta.
>
> > Io sono laureata in giapponese (e conosco anche un po' di cinese) e, a tre anni dalla laurea, non solo sono inesorabilmente disoccupata ma gli unici lavoretti trovati (di basso profilo: commessa, operatrice in un call center, cameriera...) avrei potuto farli pure da semplice diplomata. Ergo: bilancio NEGATIVO.
>
> > Siate razionali e tenete presente che l'università si frequenta allo scopo di imparare un mestiere e non per altro. Le passioni non vanno accantonate, per carità, ma non illudetevi di trasformare le lingue orientali in strumenti di lavoro, tutt'al più possono rappresentare una sorta di "valore aggiunto" al vostro curriculum vitae, ma da sole non servono assolutamente un accidente! E' la cruda realtà: bruttissima, ma meglio esserne coscienti per tempo.
>
> > > Che devo dirvi...matricole avvisate, mezze salvate!>
>
> > In bocca al lupo a tutte e tutti per la scelta più giusta.S B O C C H I
>
> (il sistema ha censurato la parola...chissà perché? XD)
Perché questo sito (e ci tengo a ribadirlo) è fatto col CULO!

Jana venerdì, 26 giugno 2009

...dimenticavo

Se volete avere conferma di quanto detto prima, andate a leggervi gli innumerevoli blog dei "sinologi" delusi cercando su google "sinologi". Non sprecate gli anni più preziosi della vostra vita iscrivendovi ad una facoltà totalmente inutile in Italia e in Cina. Se proprio vi piace studiate, ma fuori dall'università. Buona Fortuna a tutti/e!!

n° 19
uniroma.tv giovedì, 13 maggio 2010

Laureati,laureandi quanta speranza c'è?

Laureati e laureandi: qual'è il loro futuro? Quante possibilità hanno di trovare lavoro in Italia? Ma soprattutto, quanto vogliono rimanere in Italia?
Per scoprire le risposte degli studenti di Tor Vergata visualizzate il video "Laureati e laureandi: quali sono i loro sogni?"
al link http://www.uniroma.tv/?id_video=15970.

Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv

rosaria giovedì, 8 ottobre 2009

R: ...dimenticavo

ciao jana!
ho trovato le tue risposte all'art molto confortanti e chiare, ma vorrei da te qualche consiglio, visto che comunque ti sei già laureata e sei già a conoscenza di come vadano le cose nel mondo del lavoro...mi spiego meglio...
io sono una studentessa di giurisprudenza iscritta al secondo anno accademico ma è da un paio di mesi a questa parte che sto seriamente considerando l'opportunità di un trasferimento vista questa mia grande passione per l'asia e le lingue orientali...il punto però è che ho molte insicurezze perchè alla fine, anche se è vero che nessuna facoltà ti garantisce un futuro certo e stabile, non so se per me sia meglio proseguire con giurisprudenza o seguire le mie passioni... ho anche pensato ad una via alternativa per combinare le due cose, ma non ho trovato alcuna risposta positiva tranne qualche accenno nel tuo post...secondo te laureandomi in giurisprudenza come potrei continuare o in cosa potrei cimentarmi per non rimanere un domani con il pallino delle lingue orientali? ti dico che sono una patita della corea e della sua cultura in primis e poi anche del giappone e che sarei disposta anche a spostarmi/viaggiare/trasferirmi... spero tu possa consigliarmi, perchè davvero non so più che fare...ho il cervello in fumo. grazie tante!!!

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