Moltissimi studenti in Italia lavorano per
pagarsi gli studi o per essere indipendenti dalla famiglia e molti lavoratori studiano per poter migliorare il proprio livello culturale e magari in futuro anche la
qualifica professionale.
Questa guida è dedicata a loro che spesso si
ammazzano a studiare la notte senza sapere di avere diritto a permessi dal lavoro (retribuiti) per studiare. Questa guida è divisa in due parti: quella sui diritti degli studenti-
lavoratori e quella sui vari tipi di
contratto di lavoro esistenti oggi in Italia. Leggete tutto e forse scoprirete di essere più forti di quanto non pensaste.
I diritti degli studenti lavoratori con la Riforma Avremmo voluto, anche per questo tema, scrivere un articolo intero. Purtroppo non avremmo avuto abbastanza materiale. Il regolamento che istituisce il
"3+2" infatti dedica agli studenti lavoratori uno striminzito comma con il quale si dice che i
regolamenti didattici d'ateneo (cioè i progetti con i quali la riforma diventerà operativa ateneo per ateneo) stabiliranno le forme e i modi per consentire anche agli "studenti a tempo parziale" di dare esami e
laurearsi.
Quindi è tutto rimesso alla benevolenza dei professori e dei rettori che attueranno la riforma università per università. In alcuni atenei si cerca di istituire la figura dello
studente part-time che non ha obbligo di frequenza e può continuare a venire in facoltà solamente quando ha degli esami.
Per ora ci sono poche iniziative volte a garantire effettivamente il diritto di chi lavora a frequentare l'università: non ci sono
tutor pubblici e gratuiti (ma una legge del '90 li prevede), poche università prevedono la possibilità di iscriversi agli esami on-line e ancora meno hanno istituito corsi
serali per chi studia e lavora.
Sos soccorso studenti Se le inefficienze dell'università ti
impediscono di studiare lavorando, se il tuo datore di lavoro non ti assicura i tuoi diritti, insomma se cominci a vedere la laurea come un miraggio solo perchè lavori
scrivi all'Unione degli Universitari.