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Orientarsi

Decimo rapporto sullo Stato del Sistema Universitario

Come sta l'università italiana? Non troppo bene a giudicare dall'ultimo rapporto redatto e pubblicato dal CNVSU. Calano gli immatricolati, aumentano le tasse ma cresce anche la capacità degli atenei di attrarre investimenti privati. Crescono i tirocini e cresce anche la presenza femminile tra il personale universitario ed è in aumento anche la spesa per i prof ordinari: +80%. Ecco, in breve, il "bollettino medico" dell'università per capire chi siamo e dove stiamo andando

di Marta Ferrucci 1 marzo 2010
A sette anni dall'introduzione dei nuovi corsi di studio l'Università va ancora ritoccata. Lo dicono i dati del Decimo rapporto del Consiglio Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario che mette in evidenza vizi e virtù degli interventi fatti negli ultimi anni.

Immatricolazioni in frenata
Dopo anni di crescita degli immatricolati negli atenei italiani, l'anno accademico 2007-2008 ha registrato una inversione di tendenza e se nel 2002 gli studenti usciti dall'esame di maturità che si sono iscritti all'università erano il 74,5%, nell'ano accademico 2007/2008 la percentuale era scesa al 68,4%. In frenata anche il numero di matricole tardive, ovvero di persone che decidono di iscriversi all'università anni dopo aver conseguito il diploma.

Negli atenei del Nord e del centro resta alta la percentuale di immatricolati che arriva da altre regioni, in particolare dal Sud: nel Nord-Est la percentuale di immatricolati fuori sede  sale al 19,2% attraendo molti studenti del Sud, ovvero il 7,2% dei fuori sede totali. Nelle regioni del Centro i fuori sede sono il 25% degli immatricolati, e quelli provenienti dal Sud il 17,4 % del totale.

Fino all'anno accademico 2007-2008 i corsi di studio sono proliferati fino a raggiungere quota 5.800 tra primo e secondo livello. Di questi corsi, circa il 10,7% del totale hanno meno di 10 immatricolati. L'aumento dei corsi di studio, dei corsi con pochi studenti, degli insegnamenti ha subito una frenata nell'anno accademico 2009-2010, probabilmente in seguito alle nuove verifiche e disposizioni del Ministero.

Sostegno allo studio: borse di studio all'82,3% degli aventi diritto
Nell'a.a. 2007/2008 il 10% degli iscritti è risultato essere idoneo all'ottenimento della borsa di studioma queste hanno coperto solo l'83% degli iscritti ai corsi di 1° e 2do livello, ed il 73% tra gli aventi diritto che frequentano i corsi di specializzazione. Nel complesso dei corsi universitari, la copertura è dell'82,3%: 98,1% al Nord, 95,9 al Centro e 60,7 al Sud.

Alloggi: solo il 20% degli aventi diritto riesce ad avere una sistemazione
Gli alloggi disponibili per gli studenti nell'a.a. 2007/2008 erano 36.000, un numero che tra il 2006 ed il 2007 è cresciuto di 1.294 alloggi grazie anche al cofinanziamento ministeriale. ma nonostante la maggiore disponibilità di alloggi sono ancora molti a restarne fuori: solo uno studente su 5 degli aventi diritto riesce ad ottenete un alloggio dagli Enti per il diritto allo studio.

Esoneri per il 10% degli iscritti
Nell'anno accademico 2007/2008 il 10% degli iscritti all'università ha ottenuto l'esenzione totale dalle tasse universitarie, per u totale di 195.000 studenti.

Tirocini e stage: + 20,2% rispetto l'anno precedente
Cresce l'incontro fra studio e lavoro ma con molte differenze a livello territoriale: gli atenei del Nord attivano 24 tirocini ogni 100 studenti, al centro se ne sono attivati oltre 26 mentre al Sud 13.

Mobilità internazionale: noi siamo attirati dall'estero, ma gli stranieri non lo sono altrettanto da noi
Cresce la percentuale di studenti in uscita. Nell'a.a. 2006/2007 sono stati l'11% in più rispetto l'anno precedente e nel 2007/2008 sono aumentati ulteriormente del 7,3%. Aumentano, ma in misura minore, gli studenti in entrata: +5,3%.

Va comunque detto che, in generale, la percentuale di studenti che decide di svolgere un periodo di studio all'estero sul totale della popolazione studentesca è rimasta quasi invariata (1,3%) negli ultimi 5 anni, a conferma della difficoltà di trovare spazio anche per un'esperienza all'estero.

Ad attrarre studenti stranieri sono soprattutto atenei del Centro e del Nord Ovest, con percentuali del 29,6% e del 31,6%. Meno attraenti le università del Nord Est -con il 27,2% degli studenti stranieri) e del Sud, che se ne aggiudicano solo il 12,3%.

Da e verso l'estero i corsi di studi più attraenti si confermano Economia, Lingua e Filologia, Scienze sociali, Ingegneria e Scienze umanistiche. Il programma Socrates-Erasmus copre il 94% delle borse erogate per la mobilità degli studenti; in generale, il 41% delle borse di studio è finanziato da soggetti esterni o enti privati.

Più dolente il capitolo sulla ricerca. Un terzo dei dottorandi non dispone di una borsa di studio per il triennio. Il Miur resta il principale finanziatore (50,5%) ma rispetto ai tre anni precedenti questo valore si è risotto di 8 punti percentuali. "La prevedibile riduzione di risorse" - si legge nel documento - "determinerà una riduzione generale dell'offerta di posti e borse dottorali e, di conseguenza, una minore presenza di ricercatori nel nostro paese."

Il personale universitario: +80% agli stipendi dei prof
Negli ultimi 12 anni si è registrato un incremento dell'80% del costo per i professori ordinari. Per le altre categorie di lavoratori universitari, invece, l'incremento è stato inferiore al 45%.
La popolazione dei docenti invecchia: se gli over 60 nel 1998 erano il 15% del totale, nel 2009 questa percentuale è salita al 26%.
Un dato positivo è rappresentato dalla maggior presenza femminile. Se questa nel 1998 rappresentava il 28% del totale, nel 2009 le donne sono arrivate al 34% ma diventano la maggioranza a Scienze dell'Antichità e salgono in modo significativo anche nelle aree di Scienze Chimiche, Scienze agrarie e Veterinarie.

Risorse finanziarie: entrate universitarie in lieve aumento e tasse più salate per gli studenti
Nel 2007 le entrate complessive degli atenei sono aumentate del 4,4% rispetto l'anno precedente. Aumentano anche le tasse per gli studenti, che crescono più del tasso di inflazione (5,8%).

L'incidenza complessiva dei finanziamenti del Miur sul totale delle entrate è in calo. E' una tendenza degli ultimi anni che si affianca, però, anche ad una maggiore capacità imprenditoriale degli atenei di attrarre finanziamenti esterni.

Aumentano le spese per il personale docente, e al Sud più del resto del paese. A fronte di un aumento del 4,2%, negli atenei meridionali è stato del 6,5%. Diminuiscono invece le spese per il personale tecnico amministrativo e, anche in questo caso, il Sud ha valori più significativi, con una riduzione del -5% a fronte del 2%.

Quadro critico per gli atenei telematici
Gli atenei online presentano, tranne alcuni casi, immatricolazioni in calo o stagnanti. I troppi crediti pregressi riconosciuti da' luogo a lauree troppo precoci. Scarsa è la consistenza dell'organizo docente in relazione al numero di corsi di studio offerte, forte scarto tra il numero di posti di ruolo banditi e quelli effettivamente coperti.

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