Controllo utente in corso...

Orientarsi

La corsa del topo

Le strade tradizionali che ci hanno insegnato a percorrere non sempre sono le migliori ma, soprattutto, non è detto che lo siano in questo momento o che siano la scelta più adatta per voi

di Lorenzo Ait 11 dicembre 2007
Nel mio libro “Trenta e Lode senza studiare” spingo tutti gli “Intelligenti che non si applicano” a diventare “Intelligente perché non si applicano”. In quest’ottica di pensiero l’università si frequenta per due motivi:

   1. crearsi una cultura superiore (leggasi: “diventare una persona migliore”)
   2. trovare un lavoro sicuro (leggasi: no eterno precariato)

Per quel che riguarda la CULTURA quindi, un intelligente perché non si applica ragiona in questi termini:

   1. se la crea, indipendentemente da un pezzo di carta, senza aver bisogno di frequentare l’università (almeno da studente iscritto!)
   2. si sceglie maestri e mentori indipendentemente dai titoli universitari

Per quel che riguarda il LAVORO un intelligente perché non si applica sa che agire e pensare come gli attuali disoccupati è un ottimo metodo per diventare come loro, quindi…

   1. si iscrive all’Università in funzione degli sbocchi lavorativi che “il pezzo di carta” offre
   2. sceglie la facoltà (anche) in base al tempo libero che può offrirgli…

Tenendo bene a mente una regola aurea: è possibile che tu abbia molti soldi e poco tempo, oppure che tu abbia molto tempo e pochi soldi, ma se hai poco tempo e pochi soldi ti stanno fregando…

Nel mentre, ignari o in disaccordo con le conseguenze di queste lapalissiane considerazioni, una certa massa di studenti ha come principale pensiero l’università o meglio, il superamento degli esami; mentre mamma e papà si occupano del loro sostentamento.

Se fate parte di questa categoria, uscitene!
Anche se volesse dire fare un lavoro che odiate. Checché si ostini il figlio a scriverlo nelle canzoni infatti, la madre di Guccini aveva torto: un laureato non vale più di un cantante, dipende dal laureato e dal cantante. Sapete perché la maggior parte dei cantanti che non hanno un soldo né un lavoro sono anche laureati? Avete mai sentito parlare della “corsa del topo”?

La Rat Race è una terminologia coniata negli Stati Uniti in un periodo più o meno simile a quello che stiamo vivendo attualmente in Italia. Si tratta di una simpatica analogia utilizzata per descrivere il futuro finanziario dei neolaureati:

Se analizzate la vita di una persona di media istruzione, che lavora molto, individuerete un percorso standard. Nasce un fi­glio, che poi va a scuola. Gli orgogliosi genitori sono contenti perché il loro bimbo eccelle, prende voti discreti, se non pro­prio buoni, e viene accettato all'università. Il ragazzo si laurea, magari si iscrive a un master, dopo di che agisce come previ­sto: cerca un buon lavoro, punta al posto fisso. Lo trova (come medico, avvocato, ecc.) e fa carriera, oppure si arruola nell'eser­cito o riesce a entrare nell'amministrazione pubblica. Di soli­to, comincia a guadagnare bene, gli arriva a casa un gran numero di carte di credito, per cui inizia anche a spendere con una certa profusione, se non lo ha già fatto. Avendo soldi da spendere, il ragazzo frequenta locali dove incontra altri suoi coetanei, dà loro appuntamento e poi, forse, si sposa. Per lui, la vita diventa meravigliosa, anche perché oggi lavorano sia gli uomini sia le donne. Avere due redditi in casa è una benedizione. La coppia si sente realizzata, il futuro è radio­so, e allora decide di comprare una casa, un'auto e la televisio­ne, di andare spesso in vacanza e di avere dei figli. Arriva un bel frugoletto. La necessità di contanti è enorme. La coppia felice decide che la carriera è una cosa troppo impor­tante, perciò inizia a faticare di più, a chiedere promozioni e au­menti di paga. L'aumento viene concesso, ma poi arriva un al­tro erede, da cui la necessità di una casa più ampia. Allora, la­vorano ancor più duro, diventano impiegati migliori, impegnan­dosi allo stremo. Tornano perfino sui banchi di scuola per otti­mizzare le qualità professionali, sempre con lo scopo di spun­tare uno stipendio maggiorato. Uno dei due potrebbe addirit­tura cercare un secondo lavoro. Il reddito famigliare sale anco­ra, ma cresce anche lo scaglione dell'imponibile fiscale, come la tassa immobiliare sulla casa (più grande) e quella per i servizi sociali, nonché tutte le altre imposte. Riscuotono una bella bu­sta paga, ma si chiedono dove spariscano tutti i soldi. Compra­no fondi comuni d'investimento e generi alimentari con la car­ta di credito. I figli cominciano ad avere cinque o sei anni, per­ciò aumenta il bisogno di risparmiare per mandarli a scuola (fino all'università), oltre a quello di pensare alla pensione. La coppia felice, nata trentacinque anni fa, è ormai intrap­polata nella Corsa del topo per il resto dei suoi giorni lavorati­vi. Lavorano per i proprietari dell'azienda in cui sono impiega­ti, per le tasse che mantengono lo Stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il mutuo immobiliare contratto con la banca. Intanto, ammoniscono i figli a "studiare sodo, prendere ottimi voti e trovare un posto fisso". Non imparano niente sul denaro, ma molto su chi si approfitta della loro ingenuità, finendo per faticare come degli schiavi per tutta l'esistenza. Il processo si tramanda alla generazione seguente di "grandi la­voratori". Questa è la Corsa del topo.

(“The Cash Flow Quadrant” & “Rich Dad Poor Dad”)

Cosa ne pensate? Avete qualche idea per vincere la corsa? Nel prossimo intervento vi dirò la mia…

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

23
Commenti

Pagina 1 di 2:
1 2 > »
Filippo giovedì, 28 agosto 2008

Coooolll

Lo cantava enche il vecchio Bob: Bob Marley-Rat Race http://it.youtube.com/watch?v=5Qe23LVs2O4&feature=related
Grande argomento...

n° 10
Silvana mercoledì, 18 giugno 2008

Porca miseria!

Bene....diciamo che questo articolo ha messo a fuoco quelli che da oltre due anni sono i miei pensieri quotidiani...sono una studentessa - lavoratrice e ne ho veramente piene le scatole!!!
Cmq, RAT RACE a parte...credo che l'importante sia non mollare mai e cercare di fare il possibile per restare SANI DI MENTE!!

n° 9
sgart martedì, 10 giugno 2008

rat race?

...già sarebbe una conquista riuscire ad entrare nella ruota...

n° 8
Vale mercoledì, 9 gennaio 2008

Paura!!!

Penso che ho paura!...non so cos'altro pensare ora come ora!

n° 7
Lorenzo mercoledì, 9 gennaio 2008

Re: Paura!!!

> Penso che ho paura!...non so cos'altro pensare ora
> come ora!


Come mai?
Lory

stefania martedì, 18 dicembre 2007

alternative alla paura!

Più ci allontaniamo dalla paura:di vivere,di non farcela, di essere tagliati fuori dal gruppo e più abbiamo modo di stare con noi stessi.E anche di iniziare a sentire la nostra voce profonda che ci porta a fare cose nuove e in posti diversi.Ho sempre scelto lavori (aimè finora da dipendnte)che mi concedessero la massima libertà di tempo.Così negli ultimi 5 anni, nonostante facessi le 160/170 ore mensili queste le accorpavo in 3 settimane (spesso week end compresi)(grazie alla fortuna di avere una collega con le stesse esigenze)e l'ultima settimana non toccando le ferie,la dedicavo a fare corsi di crescita personale.In meno di due anni ho fatto più di 520 ore di formazione e tranquillamente me ne sono andata in vacanza in: Tunisia,Argentina,crociera nel mediterraneo,golfi laziali,cannes e Nizza,Barcellona,Bilbao E Paesi Baschi,Spiaggia nudista del lido di Dante...per dire che non avevo toccato proprio le ferie.Oggi ho cambito città di residenza e quel lavoro l'ho lasciato andare...ho provato con qualcosa d'altro ma non andava bene,così ho lasciato anche quello...e sono alla ricerca di un nuovo lavoro.Sarà necessario un po di adattamento, ma solo nella misura in cui non sono in grado di rischiare in prima persona.Questo il mio commento:l intuito ci dice cosa è meglio per noi, seguiamolo anche se non è qualcosa di razionale , di uguale a quello che fa il mondo.Con responsabilità,sapendo che dobbiamo badare noi a noi stessi e avendo il coraggio di dire ho sbagliato piuttosto,ma ciò provato! ciao.Stefania

n° 6
Lorenzo martedì, 18 dicembre 2007

Re: alternative alla paura!

Bel post!
Lorenzo

Più ci allontaniamo dalla paura:di vivere,di non
> farcela, di essere tagliati fuori dal gruppo e più
> abbiamo modo di stare con noi stessi.E anche di
> iniziare a sentire la nostra voce profonda che ci
> porta a fare cose nuove e in posti diversi.Ho
> sempre scelto lavori (aimè finora da dipendnte)che
> mi concedessero la massima libertà di tempo.Così
> negli ultimi 5 anni, nonostante facessi le 160/170
> ore mensili queste le accorpavo in 3 settimane
> (spesso week end compresi)(grazie alla fortuna di
> avere una collega con le stesse esigenze)e l'ultima
> settimana non toccando le ferie,la dedicavo a fare
> corsi di crescita personale.In meno di due anni ho
> fatto più di 520 ore di formazione e
> tranquillamente me ne sono andata in vacanza in:
> Tunisia,Argentina,crociera nel mediterraneo,golfi
> laziali,cannes e Nizza,Barcellona,Bilbao E Paesi
> Baschi,Spiaggia nudista del lido di Dante...per
> dire che non avevo toccato proprio le ferie.Oggi ho
> cambito città di residenza e quel lavoro l'ho
> lasciato andare...ho provato con qualcosa d'altro
> ma non andava bene,così ho lasciato anche
> quello...e sono alla ricerca di un nuovo
> lavoro.Sarà necessario un po di adattamento, ma
> solo nella misura in cui non sono in grado di
> rischiare in prima persona.Questo il mio commento:l
> intuito ci dice cosa è meglio per noi, seguiamolo
> anche se non è qualcosa di razionale , di uguale a
> quello che fa il mondo.Con responsabilità,sapendo
> che dobbiamo badare noi a noi stessi e avendo il
> coraggio di dire ho sbagliato piuttosto,ma ciò
> provato! ciao.Stefania

Chiudi
Aggiungi un commento a La corsa del topo...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori
Pagina 1 di 2:
1 2 > »