Nel mio libro “
Trenta
e Lode senza studiare” spingo tutti gli
“Intelligenti che non si applicano” a diventare
“Intelligente perché non si applicano”.
In quest’ottica di pensiero l’università
si frequenta per due motivi:
1. crearsi una cultura superiore (leggasi:
“diventare una persona migliore”)
2. trovare un lavoro sicuro (leggasi: no eterno
precariato)
Per quel che riguarda la CULTURA quindi, un intelligente
perché non si applica ragiona in questi termini:
1. se la crea, indipendentemente da un
pezzo di carta, senza aver bisogno di frequentare
l’università (almeno da studente iscritto!)
2. si sceglie maestri e mentori indipendentemente
dai titoli universitari
Per quel che riguarda il LAVORO un intelligente
perché non si applica sa che agire e pensare come gli
attuali disoccupati è un ottimo metodo per diventare come
loro, quindi…
1. si iscrive all’Università
in funzione degli sbocchi lavorativi che “il pezzo di
carta” offre
2. sceglie la facoltà (anche) in base
al tempo libero che può offrirgli…
Tenendo bene a mente una regola aurea: è possibile che tu
abbia molti soldi e poco tempo, oppure che tu abbia molto tempo e pochi
soldi, ma se hai poco tempo e pochi soldi ti stanno fregando…
Nel mentre, ignari o in disaccordo con le conseguenze di queste
lapalissiane considerazioni, una certa massa di studenti ha come
principale pensiero l’università o meglio, il
superamento degli esami; mentre mamma e papà si occupano del
loro sostentamento.
Se fate parte di questa categoria, uscitene! Anche se
volesse dire fare un lavoro che odiate. Checché si ostini il
figlio a scriverlo nelle canzoni infatti, la madre di Guccini aveva
torto: un laureato non vale più di un cantante, dipende dal
laureato e dal cantante. Sapete perché la maggior parte dei
cantanti che non hanno un soldo né un lavoro sono anche
laureati? Avete mai sentito parlare della “corsa del
topo”?
La
Rat Race è una terminologia coniata
negli Stati Uniti in un periodo più o meno simile a quello
che stiamo vivendo attualmente in Italia. Si tratta di una simpatica
analogia utilizzata per descrivere il futuro finanziario dei
neolaureati:
Se analizzate la vita di una persona di media istruzione, che
lavora molto, individuerete un percorso standard. Nasce un
figlio, che poi va a scuola. Gli orgogliosi genitori sono
contenti perché il loro bimbo eccelle, prende voti discreti,
se non proprio buoni, e viene accettato
all'università. Il ragazzo si laurea, magari si iscrive a un
master, dopo di che agisce come previsto: cerca un buon
lavoro, punta al posto fisso. Lo trova (come medico, avvocato, ecc.) e
fa carriera, oppure si arruola nell'esercito o riesce a
entrare nell'amministrazione pubblica. Di solito, comincia a
guadagnare bene, gli arriva a casa un gran numero di carte di credito,
per cui inizia anche a spendere con una certa profusione, se non lo ha
già fatto. Avendo soldi da spendere, il ragazzo frequenta
locali dove incontra altri suoi coetanei, dà loro
appuntamento e poi, forse, si sposa. Per lui, la vita diventa
meravigliosa, anche perché oggi lavorano sia gli uomini sia
le donne. Avere due redditi in casa è una benedizione. La
coppia si sente realizzata, il futuro è radioso, e
allora decide di comprare una casa, un'auto e la televisione,
di andare spesso in vacanza e di avere dei figli. Arriva un bel
frugoletto. La necessità di contanti è enorme. La
coppia felice decide che la carriera è una cosa troppo
importante, perciò inizia a faticare di
più, a chiedere promozioni e aumenti di paga.
L'aumento viene concesso, ma poi arriva un altro erede, da cui
la necessità di una casa più ampia. Allora,
lavorano ancor più duro, diventano impiegati
migliori, impegnandosi allo stremo. Tornano perfino sui banchi
di scuola per ottimizzare le qualità professionali,
sempre con lo scopo di spuntare uno stipendio maggiorato. Uno
dei due potrebbe addirittura cercare un secondo lavoro. Il
reddito famigliare sale ancora, ma cresce anche lo scaglione
dell'imponibile fiscale, come la tassa immobiliare sulla casa
(più grande) e quella per i servizi sociali,
nonché tutte le altre imposte. Riscuotono una bella
busta paga, ma si chiedono dove spariscano tutti i soldi.
Comprano fondi comuni d'investimento e generi alimentari con
la carta di credito. I figli cominciano ad avere cinque o sei
anni, perciò aumenta il bisogno di risparmiare per
mandarli a scuola (fino all'università), oltre a quello di
pensare alla pensione. La coppia felice, nata trentacinque anni fa,
è ormai intrappolata nella Corsa del topo per il
resto dei suoi giorni lavorativi. Lavorano per i proprietari
dell'azienda in cui sono impiegati, per le tasse che
mantengono lo Stato, per pagare le carte di credito ed estinguere il
mutuo immobiliare contratto con la banca. Intanto, ammoniscono i figli
a "studiare sodo, prendere ottimi voti e trovare un posto fisso". Non
imparano niente sul denaro, ma molto su chi si approfitta della loro
ingenuità, finendo per faticare come degli schiavi per tutta
l'esistenza. Il processo si tramanda alla generazione seguente di
"grandi lavoratori".
Questa è
la Corsa del topo.
(“The Cash Flow Quadrant” & “Rich
Dad Poor Dad”)
Cosa ne pensate? Avete qualche idea per vincere la corsa? Nel
prossimo intervento vi dirò la mia…
Coooolll
Lo cantava enche il vecchio Bob: Bob Marley-Rat Race http://it.youtube.com/watch?v=5Qe23LVs2O4&feature=related
Grande argomento...
Porca miseria!
Bene....diciamo che questo articolo ha messo a fuoco quelli che da oltre due anni sono i miei pensieri quotidiani...sono una studentessa - lavoratrice e ne ho veramente piene le scatole!!!
Cmq, RAT RACE a parte...credo che l'importante sia non mollare mai e cercare di fare il possibile per restare SANI DI MENTE!!
rat race?
...già sarebbe una conquista riuscire ad entrare nella ruota...
Paura!!!
Penso che ho paura!...non so cos'altro pensare ora come ora!
Re: Paura!!!
> Penso che ho paura!...non so cos'altro pensare ora
> come ora!
Come mai?
Lory
alternative alla paura!
Più ci allontaniamo dalla paura:di vivere,di non farcela, di essere tagliati fuori dal gruppo e più abbiamo modo di stare con noi stessi.E anche di iniziare a sentire la nostra voce profonda che ci porta a fare cose nuove e in posti diversi.Ho sempre scelto lavori (aimè finora da dipendnte)che mi concedessero la massima libertà di tempo.Così negli ultimi 5 anni, nonostante facessi le 160/170 ore mensili queste le accorpavo in 3 settimane (spesso week end compresi)(grazie alla fortuna di avere una collega con le stesse esigenze)e l'ultima settimana non toccando le ferie,la dedicavo a fare corsi di crescita personale.In meno di due anni ho fatto più di 520 ore di formazione e tranquillamente me ne sono andata in vacanza in: Tunisia,Argentina,crociera nel mediterraneo,golfi laziali,cannes e Nizza,Barcellona,Bilbao E Paesi Baschi,Spiaggia nudista del lido di Dante...per dire che non avevo toccato proprio le ferie.Oggi ho cambito città di residenza e quel lavoro l'ho lasciato andare...ho provato con qualcosa d'altro ma non andava bene,così ho lasciato anche quello...e sono alla ricerca di un nuovo lavoro.Sarà necessario un po di adattamento, ma solo nella misura in cui non sono in grado di rischiare in prima persona.Questo il mio commento:l intuito ci dice cosa è meglio per noi, seguiamolo anche se non è qualcosa di razionale , di uguale a quello che fa il mondo.Con responsabilità,sapendo che dobbiamo badare noi a noi stessi e avendo il coraggio di dire ho sbagliato piuttosto,ma ciò provato! ciao.Stefania
Re: alternative alla paura!
Bel post!
Lorenzo
Più ci allontaniamo dalla paura:di vivere,di non
> farcela, di essere tagliati fuori dal gruppo e più
> abbiamo modo di stare con noi stessi.E anche di
> iniziare a sentire la nostra voce profonda che ci
> porta a fare cose nuove e in posti diversi.Ho
> sempre scelto lavori (aimè finora da dipendnte)che
> mi concedessero la massima libertà di tempo.Così
> negli ultimi 5 anni, nonostante facessi le 160/170
> ore mensili queste le accorpavo in 3 settimane
> (spesso week end compresi)(grazie alla fortuna di
> avere una collega con le stesse esigenze)e l'ultima
> settimana non toccando le ferie,la dedicavo a fare
> corsi di crescita personale.In meno di due anni ho
> fatto più di 520 ore di formazione e
> tranquillamente me ne sono andata in vacanza in:
> Tunisia,Argentina,crociera nel mediterraneo,golfi
> laziali,cannes e Nizza,Barcellona,Bilbao E Paesi
> Baschi,Spiaggia nudista del lido di Dante...per
> dire che non avevo toccato proprio le ferie.Oggi ho
> cambito città di residenza e quel lavoro l'ho
> lasciato andare...ho provato con qualcosa d'altro
> ma non andava bene,così ho lasciato anche
> quello...e sono alla ricerca di un nuovo
> lavoro.Sarà necessario un po di adattamento, ma
> solo nella misura in cui non sono in grado di
> rischiare in prima persona.Questo il mio commento:l
> intuito ci dice cosa è meglio per noi, seguiamolo
> anche se non è qualcosa di razionale , di uguale a
> quello che fa il mondo.Con responsabilità,sapendo
> che dobbiamo badare noi a noi stessi e avendo il
> coraggio di dire ho sbagliato piuttosto,ma ciò
> provato! ciao.Stefania