Un lavoratore è
autonomo se dietro un compenso compie un opera o un servizio operando in proprio, in modo indipendente (secondo criteri modalità da lui scelti).
Un lavoratore è "
subordinato" se è assoggettato ad un potere organizzativo, gerarchico e disciplinare del datore di lavoro e se osserva comportamenti e orari subordinati (firma una scheda orari o chiede i permessi per assentarsi al datore di lavoro).
Capita spesso, per esempio nei call center, che si faccia un contratto da lavoratore autonomo ad uno che in realtà fa le stesse cose di un "
subordinato". Questa cosa viene fatta per evitare che il lavoratore faccia richieste riguardo ferie, contributi e altri diritti che spettano ai lavoratori dipendenti.
Questa cosa è un po' una truffa mal riuscita perchè comunque quello che conta è il tipo di
rapporto che si instaura
effettivamente e non il nome che decide di dargli il vostro datore di stipendio. In altre parole un finto lavoratore autonomo è solo una
vittima di una forma raffinata di "lavoro nero". Tra l'essere indipendenti e l'essere dipendenti c'è una via di mezzo. Per sapere cos'è leggetevi il prossimo paragrafo.
Contratto di Collaborazione Coordinata e Continuativa
Diamone una definizione colta. Si tratta della possibilità di offrire ad un committente (datore di lavoro) che ne faccia richiesta la propria
prestazione di lavoro, per un periodo determinato. In parole povere si tratta di un lavoro che svolgiamo per conto di un'azienda in un periodo di tempo determinato e con una mansione ben precisa.
Esempi di collaborazioni coordinate e continuative possono essere la realizzazione di un sito web oppure il coordinamento di operazioni di promozione e di marketing per una società.
Come forse avrete capito stiamo parlando di prestazioni che di norma hanno un alto contenuto
professionale. Questo tipo di contratti in Italia coinvolge sempre più laureati e laureandi in fase specializzazione o dottorato.
Se la collaborazione riguarda una sola impresa e si svolge con continuità il rapporto rientra nella categoria delle collaborazioni coordinate e continuative
equiparate al lavoro autonomo. In questo caso è prevista una minima copertura previdenziale attraverso un versamento pari al dieci per cento della retribuzione pattuita (due terzi a carico del datore e un terzo a carico del lavoratore). La contrattazione è individuale e non esiste nessuna
tutela nè garanzia particolare per quelle professioni che non hanno un ordine professionale (sigh!!)