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Orientarsi

L'atelier della menzogna

Dopo l'intervento sull'esamificio universitario qualcuno mi ha chiesto: "e allora? Cosa proponi?" La mia proposta è il libro "30eLodeSenzaStudiare", ma dal momento che molti di coloro che ne parlano in realtà non l'hanno letto, mi spiego meglio

di Lorenzo Ait 3 marzo 2008

Tutta la realtà condivisa è una credibile storia inventata. Al contrario una fiaba ha il pregio di essere più piacevole e talvolta più attendibile della “Storia” che abbiamo imparato a scuola e dal telegiornale; un ottimo strumento per ricordare agli uomini, bambini o adulti che siano, le cose che già sanno, cioè per insegnare, senza che questo venga visto come un violento atto coercitivo.
Per questo i cantastastorie sono i primi e più grandi insegnanti dell’umanità: insegnavano nei tempi in cui farlo non era un mestiere stipendiato, ma una passione nei confronti della quale ogni “studente” era libero di lasciare la lezione in ogni momento, se quest’ultima si fosse rivelata poco interessante. Sotto quest’aspetto, Hans Christian Andersen, l’inventore della favola che leggerete fra poco, è stato un buon insegnante:

fiabaLa fiaba parla di un imperatore vanitoso il quale, trascurando ogni altra attività importante, spendeva tutti i soldi del reame per comprare abiti sempre più belli e fastosi. Un giorno capitarono nel regno due imbroglioni, vantandosi di saper tessere una stoffa stupenda, che possedeva inoltre una qualità unica e meravigliosa: risultava invisibile agli uomini indegni di ricoprire la propria carica ed agli individui stupidi in modo irrecuperabile. L’imperatore fece convocare a corte quelli che credeva essere degli straordinari tessitori, ed ordinò che confezionassero l’abito più sensazionale che avessero mai creato. I due accettarono di buon grado e, dopo essersi fatti pagare in anticipo, montarono i telai cominciando a far finta di cucire, tessere e tagliare una stoffa che non c’era.
Nei giorni a seguire l’imperatore, curioso di sapere come procedessero i lavori, inviò dei fidati funzionari a controllare i due tessitori.  Essi non videro alcun tessuto nei telai né vestiti in lavorazione, ma ben conoscendo la particolarità delle stoffe, per paura di sembrare stupidi o incapaci, lodarono la bellezza dell’abito, i suoi colori e i suoi disegni. Giunto il giorno della consegna degli abiti fu perfino organizzato un corteo, per permettere a tutti i sudditi di ammirare gli splendidi abiti regali che avevano tenuto banco nelle fantasie e nei discorsi dei cortigiani. Durante il corteo pomeridiano i ciambellani, le alte cariche dello stato e persino i contadini più umili cominciarono a lodare la foggia ed i colori di quel tessuto che nessuno vedeva, ma che ognuno fingeva di apprezzare per timore di passare per molto stupido o incompetente.
Solo un bambino, con gli occhi ingenui e sinceri della verità, esclamò stupito:- Ma, l’imperatore è nudo! La voce dell’innocenza convinse i cittadini che l’imperatore era  effettivamente nudo. L’imperatore suo malgrado, persuaso anch’egli che il bimbo avesse detto la verità ma ormai costretto dall’avanzare del corteo, spinto  dalle schiere di ciambellani e funzionari al seguito, si trovò costretto a continuare la ridicola ed umiliante cerimonia, intrappolato dalla solennità e da una forma senza sostanza, che aveva oramai perduto ogni ragione d’essere, col suo seguito di servitori tutti intenti a sorreggere uno strascico che non c’era.


Piaciuta la storia? Parla del nostro sistema scolastico, torniamo a noi…

Vi ricordate di Socrate? Per denunciare una legge sbagliata, una sentenza ingiusta, un sistema allo sbando, fu disposto a seguire le regole deviate di quello stesso sistema suicidandosi bevendo una tazza di cicuta invece di scappare, seguendo il piano di fuga attuato dai suoi studenti. Quel meraviglioso insegnante preferì sfidare i Sofisti e l’intero sistema “scolastico” basato su ragionamenti capziosi, demagogia e congetture financo incontrando la morte, piuttosto che rinunciare alla lotta e salvarsi la vita perché, come lui stesso affermò: si salverebbe l’uomo, ma morirebbe Socrate.

Coraggioso? Estremamente! Nobile? Di certo! Stupido? Si. Forse non allora, ma adesso sarebbe estremamente stupido. Finireste senza una laurea, bocciati o alla meglio, con una sospensione senza aver cambiato nulla. Lo capì bene Aristotele che invece di protestare ammazzandosi, scelse di sfruttare con intelligenza le falle di un sistema che usava la forza; godendosela ed al contempo portando avanti la propria battaglia con successo egli conquistò con l’intelligenza e la cultura i suoi conquistatori i quali non si accorsero affatto di ciò che stava avvenendo.
Il mondo, nell’era dell’informazione, non ha più bisogno di martiri veri, bastano quelli mediatici, costruiti ad arte e non necessariamente esistiti.
L’imperatore è nudo, ma dirlo in giro non serve più, anzi, può essere  controproducente oltre che inutile. Lo abbiamo visto molte volte (anche in alcuni commenti di questa rubrica): se una verità è bella e fa comodo non è scontato che alla gente faccia piacere che gli rompiate il giocattolo, specie se ci stanno ancora giocando. Anzi, quasi sempre è vero il contrario: spiegate ad un bambino che Babbo Natale non esiste e quello sarà disposto a battersi perché vi rimangiate ciò che avete detto.

Adesso che conoscete tutta la storia, volete essere miei complici e spogliare l’imperatore? Non vi chiedo di strillare come il bambino rischiando di essere presi per pazzi o passare dei guai. Niente manifestazioni, niente occupazioni scritte con la kappa.
Vi chiedo di firmare assieme a me la prossima collezione autunno-inverno. Non scuotete la testa sorridendo:  30eLodeSenzaStudiare non è un manualetto umoristico, né il manifesto del “fancazzista universitario”, è una “disruption”, una provocazione letteraria, un attacco chirurgico al sistema scolastico, se preferite. Colpiamoli dove fa più male: stanno svendendo la nostra istruzione?
Bene, partecipiamo alla trattativa, dimostrando che il falsario dipinge meglio dell’artista. Quando dire che il Re è nudo non serve allora è ora di cucirgli i suoi stessi vestiti e rivenderglieli a due volte il prezzo.
Siamo gli stilisti della menzogna. Vestiamo l’imperatore, i ciambellani e tutti gli alti funzionari del regno per poi accendere i condizionatori e costringerli ad ammettere che: si, i vestiti non esistono e fa freddo senza! Il sistema universitario ci sta vendendo i biglietti scaduti di una sfilata inesistente. In questo intervento vi chiedo di fare anche Voi le vostre proposte, io ci metto ago e filo: volete cucire con me?

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Commenti

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nn credo lunedì, 21 luglio 2008

mah

spiegati meglio. robert_nec@hotmail.it

n° 14
dalla Redazione giovedì, 5 giugno 2008

Per massimo78 e chi diffama

Fare commenti agli articoli può' essere un modo costruttivo di condividere le proprie opinioni. Diffamare, offendere, insultare una persona, chiunque essa sia, è un reato. La redazione ha il dovere di informare che gli indirizzi IP di ogni messaggio sono salvati nel gestionale della Studentimediagroup Spa e basterà una denuncia di Lorenzo Ait alla Polizia Postale affinchè si prendano provvedimenti nei confronti di chi sta portando avanti questa politica aggressiva e violenta nei suoi confronti.

Dott.ssa Marta Ferrucci
Redazione StudentiMediagroup Spa

n° 13
mr X giovedì, 13 marzo 2008

nn fare tanto il matto

queste "falle" da un po che sono venute a galla...
io ho preso diversi voti senza studiare,nn serve il tuo libro ci pensiamo da noi,altro che "attacco chirurgico"!!!

n° 12
Marla Singer giovedì, 13 marzo 2008

Re: nn fare tanto il matto

Rileggi il periodo completo:

"30eLodeSenzaStudiare" non è un manualetto umoristico, né il manifesto del “fancazzista universitario”, è una “disruption”, una provocazione letteraria, un attacco chirurgico al sistema scolastico, se preferite.

Hai preso una riga di una frase intera e l'hai decontestualizzata come hanno fatto quei docenti col papa.
Non puoi estrapolare "pape satan aleppe" dalla divina commedia e dire che è un poema fatto di frasi senza senso: non sei un giornalista di Studio Aperto!!!

Marla Singer

> queste "falle" da un po che sono venute a galla...
> io ho preso diversi voti senza studiare,nn serve il
> tuo libro ci pensiamo da noi,altro che "attacco
> chirurgico"!!!
>

Lorenzo giovedì, 13 marzo 2008

Re: nn fare tanto il matto

"L'unica differenza tra me e un matto è che io non sono matto"

Salvator Dalì

(la conoscenza empirica non inficia la divulgazione)

> queste "falle" da un po che sono venute a galla...
> io ho preso diversi voti senza studiare,nn serve il
> tuo libro ci pensiamo da noi,altro che "attacco
> chirurgico"!!!
>

mozzarelle alla diossina venerdì, 21 marzo 2008

x lorenzo

nn ci vuole tanto x fare una citazione del genere, che oltretutto nn serve ad una emerita seppia!

Lorenzo martedì, 25 marzo 2008

Re: x lorenzo

Leggi meglio: la risposta è quello che ho scritto fra parentesi dopo la citazione...

Ciao,
Lorenzo

> nn ci vuole tanto x fare una citazione del genere,
> che oltretutto nn serve ad una emerita seppia!

Luisa mercoledì, 12 marzo 2008

Xluca

benissimo, ognuno e' libero di pensarla come vuole, però ho conosciuto anche tanti professori che amano la loro professione. ciao ;>

n° 11
francesco giuseppe mercoledì, 12 marzo 2008

x luisa

nn è vero..i prof hanno solo tanta rabbia in corpo e la sfogano contro gli alunni!!

Luisa mercoledì, 12 marzo 2008

Re: x luisa

ci sono professori e professori..ank io ho incontrato professori di questo tipo, come tutti. in particolare al liceo uno (vecchio) voleva bocciarmi semplicemente xke non lo adulavo come le altre ragazze della mia classe e bastava ke mi vestissi con una gonna piu' corta ke faceva decidere a me se fare o no il compito in classe. ovviamente tante ragazze potranno raccontarvi cose del genere. quel prof mi fece odiare la letteratura, poi fortunatamente ho incontrato una prof ke amava il suo lavoro e ho imparato tanto con lei. Non perdiamo il rispetto dei professori per colpa di quelli ke non sanno fare il proprio lavoro.

Luca mercoledì, 12 marzo 2008

xLuisa

Ho letto il libro di Lorenzo e mi è piaciuto. Non applico nè applicherò alcuna tecnica del libro anche perchè i miei Trenta e lode li prendo uguale e mi va bene così; però la critica e le argomentazioni al sistema universitario sono sacrosante!

Luca

n° 10
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