Tutta la realtà condivisa è una
credibile storia inventata. Al contrario una fiaba ha il
pregio di essere più piacevole e talvolta più
attendibile della “Storia” che abbiamo imparato a
scuola e dal telegiornale; un ottimo strumento per ricordare agli
uomini, bambini o adulti che siano, le cose che già sanno,
cioè per insegnare, senza che questo
venga visto come un violento atto coercitivo.
Per questo i cantastastorie sono i primi e più grandi
insegnanti dell’umanità: insegnavano nei tempi in
cui farlo non era un mestiere stipendiato, ma una passione nei
confronti della quale ogni “studente” era libero di
lasciare la lezione in ogni momento, se quest’ultima si fosse
rivelata poco interessante. Sotto quest’aspetto, Hans
Christian Andersen, l’inventore della favola che
leggerete fra poco, è stato un buon insegnante:
La
fiaba parla di un imperatore vanitoso il quale, trascurando ogni altra
attività importante, spendeva tutti i soldi del reame per
comprare abiti sempre più belli e fastosi. Un giorno
capitarono nel regno due imbroglioni, vantandosi di saper tessere una
stoffa stupenda, che possedeva inoltre una qualità unica e
meravigliosa: risultava invisibile agli uomini indegni di ricoprire la
propria carica ed agli individui stupidi in modo irrecuperabile.
L’imperatore fece convocare a corte quelli che credeva essere
degli straordinari tessitori, ed ordinò che confezionassero
l’abito più sensazionale che avessero mai creato.
I due accettarono di buon grado e, dopo essersi fatti pagare in
anticipo, montarono i telai cominciando a far finta di cucire, tessere
e tagliare una stoffa che non c’era.
Nei giorni a seguire l’imperatore, curioso di sapere come
procedessero i lavori, inviò dei fidati funzionari a
controllare i due tessitori. Essi non videro alcun tessuto
nei telai né vestiti in lavorazione, ma ben conoscendo la
particolarità delle stoffe, per paura di sembrare stupidi o
incapaci, lodarono la bellezza dell’abito, i suoi colori e i
suoi disegni. Giunto il giorno della consegna degli abiti fu perfino
organizzato un corteo, per permettere a tutti i sudditi di ammirare gli
splendidi abiti regali che avevano tenuto banco nelle fantasie e nei
discorsi dei cortigiani. Durante il corteo pomeridiano i ciambellani,
le alte cariche dello stato e persino i contadini più umili
cominciarono a lodare la foggia ed i colori di quel tessuto che nessuno
vedeva, ma che ognuno fingeva di apprezzare per timore di passare per
molto stupido o incompetente.
Solo un bambino, con gli occhi ingenui e sinceri della
verità, esclamò stupito:- Ma,
l’imperatore è nudo! La voce
dell’innocenza convinse i cittadini che
l’imperatore era effettivamente nudo.
L’imperatore suo malgrado, persuaso anch’egli che
il bimbo avesse detto la verità ma ormai costretto
dall’avanzare del corteo, spinto dalle schiere di
ciambellani e funzionari al seguito, si trovò costretto a
continuare la ridicola ed umiliante cerimonia, intrappolato dalla
solennità e da una forma senza sostanza, che aveva oramai
perduto ogni ragione d’essere, col suo seguito di servitori
tutti intenti a sorreggere uno strascico che non c’era.
Piaciuta la storia? Parla del nostro sistema scolastico,
torniamo a noi…
Vi ricordate di Socrate? Per denunciare una legge sbagliata, una
sentenza ingiusta, un sistema allo sbando, fu disposto a seguire le
regole deviate di quello stesso sistema suicidandosi bevendo una tazza
di cicuta invece di scappare, seguendo il piano di fuga attuato dai
suoi studenti. Quel meraviglioso insegnante preferì sfidare
i Sofisti e l’intero sistema “scolastico”
basato su ragionamenti capziosi, demagogia e congetture financo
incontrando la morte, piuttosto che rinunciare alla lotta e salvarsi la
vita perché, come lui stesso affermò: si
salverebbe l’uomo, ma morirebbe Socrate.
Coraggioso? Estremamente! Nobile? Di certo! Stupido? Si.
Forse non allora, ma adesso sarebbe estremamente stupido. Finireste
senza una laurea, bocciati o alla meglio, con una sospensione senza
aver cambiato nulla. Lo capì bene Aristotele che invece di
protestare ammazzandosi, scelse di sfruttare con intelligenza
le falle di un sistema che usava la forza; godendosela ed al
contempo portando avanti la propria battaglia con successo egli
conquistò con l’intelligenza e la cultura i suoi
conquistatori i quali non si accorsero affatto di ciò che
stava avvenendo.
Il mondo, nell’era dell’informazione, non ha
più bisogno di martiri veri, bastano quelli mediatici,
costruiti ad arte e non necessariamente esistiti.
L’imperatore è nudo, ma dirlo in giro non
serve più, anzi, può essere
controproducente oltre che inutile. Lo abbiamo visto molte
volte (anche in alcuni commenti di questa rubrica): se una
verità è bella e fa comodo non è
scontato che alla gente faccia piacere che gli rompiate il giocattolo,
specie se ci stanno ancora giocando. Anzi, quasi sempre è
vero il contrario: spiegate ad un bambino che Babbo Natale non esiste e
quello sarà disposto a battersi perché vi
rimangiate ciò che avete detto.
Adesso che conoscete tutta la storia, volete essere miei complici e
spogliare l’imperatore? Non vi chiedo di strillare come il
bambino rischiando di essere presi per pazzi o passare dei guai. Niente
manifestazioni, niente occupazioni scritte con la kappa.
Vi chiedo di firmare assieme a me la prossima collezione
autunno-inverno. Non scuotete la testa sorridendo: 30eLodeSenzaStudiare
non è un manualetto umoristico, né il manifesto
del “fancazzista universitario”, è una
“disruption”, una provocazione letteraria, un
attacco chirurgico al sistema scolastico, se preferite. Colpiamoli dove
fa più male: stanno svendendo la nostra istruzione?
Bene, partecipiamo alla trattativa, dimostrando che il falsario dipinge
meglio dell’artista. Quando dire che il Re è nudo
non serve allora è ora di cucirgli i suoi stessi vestiti e
rivenderglieli a due volte il prezzo.
Siamo gli stilisti della menzogna. Vestiamo
l’imperatore, i ciambellani e tutti gli alti funzionari del
regno per poi accendere i condizionatori e costringerli ad ammettere
che: si, i vestiti non esistono e fa freddo senza! Il sistema
universitario ci sta vendendo i biglietti scaduti di una sfilata
inesistente. In questo intervento vi chiedo di fare anche Voi le vostre proposte, io ci metto ago e filo: volete cucire con me?
mah
spiegati meglio. robert_nec@hotmail.it
Per massimo78 e chi diffama
Fare commenti agli articoli può' essere un modo costruttivo di condividere le proprie opinioni. Diffamare, offendere, insultare una persona, chiunque essa sia, è un reato. La redazione ha il dovere di informare che gli indirizzi IP di ogni messaggio sono salvati nel gestionale della Studentimediagroup Spa e basterà una denuncia di Lorenzo Ait alla Polizia Postale affinchè si prendano provvedimenti nei confronti di chi sta portando avanti questa politica aggressiva e violenta nei suoi confronti.
Dott.ssa Marta Ferrucci
Redazione StudentiMediagroup Spa
nn fare tanto il matto
queste "falle" da un po che sono venute a galla...
io ho preso diversi voti senza studiare,nn serve il tuo libro ci pensiamo da noi,altro che "attacco chirurgico"!!!
Re: nn fare tanto il matto
Rileggi il periodo completo:
"30eLodeSenzaStudiare" non è un manualetto umoristico, né il manifesto del “fancazzista universitario”, è una “disruption”, una provocazione letteraria, un attacco chirurgico al sistema scolastico, se preferite.
Hai preso una riga di una frase intera e l'hai decontestualizzata come hanno fatto quei docenti col papa.
Non puoi estrapolare "pape satan aleppe" dalla divina commedia e dire che è un poema fatto di frasi senza senso: non sei un giornalista di Studio Aperto!!!
Marla Singer
> queste "falle" da un po che sono venute a galla...
> io ho preso diversi voti senza studiare,nn serve il
> tuo libro ci pensiamo da noi,altro che "attacco
> chirurgico"!!!
>
Re: nn fare tanto il matto
"L'unica differenza tra me e un matto è che io non sono matto"
Salvator Dalì
(la conoscenza empirica non inficia la divulgazione)
> queste "falle" da un po che sono venute a galla...
> io ho preso diversi voti senza studiare,nn serve il
> tuo libro ci pensiamo da noi,altro che "attacco
> chirurgico"!!!
>
x lorenzo
nn ci vuole tanto x fare una citazione del genere, che oltretutto nn serve ad una emerita seppia!
Re: x lorenzo
Leggi meglio: la risposta è quello che ho scritto fra parentesi dopo la citazione...
Ciao,
Lorenzo
> nn ci vuole tanto x fare una citazione del genere,
> che oltretutto nn serve ad una emerita seppia!
Xluca
benissimo, ognuno e' libero di pensarla come vuole, però ho conosciuto anche tanti professori che amano la loro professione. ciao ;>
x luisa
nn è vero..i prof hanno solo tanta rabbia in corpo e la sfogano contro gli alunni!!
Re: x luisa
ci sono professori e professori..ank io ho incontrato professori di questo tipo, come tutti. in particolare al liceo uno (vecchio) voleva bocciarmi semplicemente xke non lo adulavo come le altre ragazze della mia classe e bastava ke mi vestissi con una gonna piu' corta ke faceva decidere a me se fare o no il compito in classe. ovviamente tante ragazze potranno raccontarvi cose del genere. quel prof mi fece odiare la letteratura, poi fortunatamente ho incontrato una prof ke amava il suo lavoro e ho imparato tanto con lei. Non perdiamo il rispetto dei professori per colpa di quelli ke non sanno fare il proprio lavoro.
xLuisa
Ho letto il libro di Lorenzo e mi è piaciuto. Non applico nè applicherò alcuna tecnica del libro anche perchè i miei Trenta e lode li prendo uguale e mi va bene così; però la critica e le argomentazioni al sistema universitario sono sacrosante!
Luca