La vita dello studente universitario, si sa, è una schifezza. Soprattutto se costui è un fuorisede senza una lira. Ma la storia che stiamo per raccontarvi ha dell'incredibile.
C'era una volta...
C'era una volta una regione del sud squassata da una rivolta. Il governo allora, eravamo nel 1972, decise di costruirvi un meraviglioso campus universitario dotato di centinaia e centinaia di meravigliose residenze per gli studenti.
Presto si stabilì la consuetudine per cui una volta esaurito il diritto al posto alloggio si continuava comunque a occuparlo fino alla laurea. Ma con la caduta del muro di Berlino anche all'università in questione arriva il libero mercato.
...Il subaffitto
Con il nuovo millennio entra in vigore il dpcm, che non è un lassativo ma la normativa sul "diritto allo studio". Questo decreto stabilisce che, quando l'università non possa sostenere gli studenti più poveri con il denaro, questi possano comunque ricevere il corrispettivo direttamente in servizi.
Capita così che numerosi studenti non riescano ad ottenere i soldi delle borse di studio ma si debbano accontentare della residenza universitaria. Ecco così che, per sbarcare il lunario, decidono di subaffittare i loro posti letto ai vecchi occupanti delle loro stanze, che non ne avrebbero più diritto.
Interessa l'affare?
E' interessante sapere che, di solito, laddove c'era un singolo posto letto questo viene subaffittato a due persone (2 milioni di lire... l'anno!) mentre gli assegnatari delle stanze singole subaffittano a 5 persone per la modica cifra di 3-4 milioni l'anno.
L'uccellino che ci ha raccontato questa storia dice il sistema ultimamente si è allargato anche ai tesserini mensa e ad altre provvigioni statali.
Morale della favola
Ovviamente questa è una storia estrema (ma, ahinoi, vera!) ma racconta bene di quale sia la vita dei fuorisede in Italia che devono barcamenarsi tra tasse altissime, affitti stratosferici e in nero, servizi che non funzionano.
L'Italia spende molto meno di altri paesi europei per sostenere gli studenti privi di mezzi, col risultato che molti (circa il 50% secondo alcuni studi) devono trovarsi un lavoro e poi non riescono a completare gli studi.
Dopo aver dipinto questo quadro deprimente vi imploriamo di non deprimervi. In fondo la vita non fa ancora così schifo: potrebbe piovere.