Facoltà ad accesso programmato: ecco come funzionano i test d’ingresso

Devi iscriverti ad una facoltà a numero chiuso? Ecco quanto durano, come funzionano e come vengono valutati i test d’ingresso

di 3 luglio 2012
Se dopo la maturità per voi gli esami non sono affatto finiti vuol dire che avete scelto una facoltà ad accesso programmato e che quindi ora siete alle prese con il labirinto dei test d’ingresso. Tra graduatorie accorpate, programmi su cui prepararsi e piani B da tenere a portata di mano stai letteralmente impazzendo? Tranquillo, ci siamo qua noi a spiegarti, facoltà per facoltà, come sono strutturate le prove scritte e secondo quali criteri vengono valutate

TUTTE LE DATE DEI TEST D'INGRESSO >>

paura-esamiLa prova di ammissione ai corsi di laurea magistrale in medicina e chirurgia e in odontoiatria e protesi dentaria consiste nella soluzione in due ore (dalle 11:00 alle 13.00) di ottanta  quesiti che presentano cinque opzioni di risposta: quaranta di cultura generale e logica, diciotto di biologia, undici di chimica e undici di fisica e matematica.

NON HAI ANCORA SCELTO LA FACOLTA'? ORIENTATI COL NOSTRO TEST>>

Nel caso del corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia in lingua inglese la prova si svolgerà, per l’appunto, in inglese.

TEST D'INGRESSO: ECCO LE FACOLTA' CON LE GRADUATORIE ACCORPATE>>

La prova di ammissione ai corsi di laurea magistrale in medicina veterinaria consiste nella soluzione in due ore (dalle 11:00 alle 13.00)  di ottanta  quesiti  che presentano cinque opzioni di risposta: venticinque di chimica, ventitré di cultura generale e ragionamento logico, venti di biologia e dodici di fisica e matematica.

TEST D'INGRESSO A MEDICINA >>

La prova di ammissione ai corsi di laurea  e di laurea magistrale a ciclo unico, direttamente finalizzati alla formazione di architetto consiste nella soluzione in due ore e un quarto (dalle 11:00 alle 13.15) di ottanta  quesiti  che presentano cinque opzioni di risposta: trentadue quesiti di cultura generale e ragionamento logico, diciannove di storia, sedici di disegno e rappresentazione e tredici di matematica e fisica.

TEST DI CULTURA GENERALE >>

La prova di ammissione ai corsi di laurea  e di laurea magistrale a ciclo unico, finalizzati alla formazione di architetto con didattica prevalentemente erogata in lingua inglese si svolgerà, appunto, in lingua inglese
La prova di ammissione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie consiste nella soluzione in due ore (dalle 11:00 alle 13.00) e il programma è lo stesso di Medicina.

RIPASSO DI CHIMICA, ANATOMIA, BIOOGIA E MATEMATICA >>

Ora che avete le idee più chiare su cosa dovrete affrontare è il momento di dare uno sguardo a come verrà valutato il vostro test, informazione che dovete assolutamente avere ben chiara per poterlo affrontare al meglio. È infatti più che necessario che voi ricordiate la seguente tabella per il calcolo del punteggio:
-    punto per ogni risposta esatta
-    meno  0,25  punti per ogni risposta sbagliata
-    0 punti per ogni risposta non data

Per sapere cosa accade in graduatoria in caso di parità leggi QUI >> il decreto n. 196

Per prepararti ai test, invece, puoi affidarti a noi! CLICCA QUI >>

LEGGI TUTTE LE ALTRE NEWS SUI TEST DI INGRESSO >>

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Salvatore Nestola martedì, 3 luglio 2012

BASTA CON IL NUMERO CHIUSO per l'accesso all'università!

Sebbene il Miur abbia "minimamente" riconsiderato le regole per l'accesso al'università istituendo una graduatoria interregionale (valida per 3-4 università) per coloro che partecipano ai test, tale "zuccherino" non serve affatto per sanare l'ingiustizia sociale che viene a creare il MURO DEL NUMERO CHIUSO che deve essere eliminato al più presto in quanto ognuno deve essere lasciato libero di scegliere l'Università e la facoltà dove andare a studiare! BASTA CON IL NUMERO CHIUSO che lede il DIRITTO ALLO STUDIO!
Vi scrivo, proprio in questo periodo in cui il ministro Profumo sta cercando di "valorizzare" la "meritocrazia" nell'ambito scolastico. Occorrerebbe, invece, riconsiderare adeguatamente l'equità del diritto all'istruzione in modo che esso sia "realmente" garantito a tutti, con particolare riferimento a coloro che, pur appartenendo alle fasce più "deboli" della nostra società, dimostrano straordinarie doti intellettive per cui dovrebbero essere messi nelle condizioni "ideali" per poter emergere, riconoscendo loro tutti i meriti in modo "concreto": così si attuerebbe la "vera" meritocrazia, altro che medaglie o piccoli riconoscimenti di carattere economico che lasciano il tempo che trovano. In tale direzione va la seguente la "lettera aperta", indirizzata al ministro della pubblica istruzione prof. Francesco Profumo, concernente la legge “antidemocratica e antisociale” relativa al NUMERO CHIUSO per l’accesso all’università. Visto che non riesco a trovare il modo per farla pervenire direttamente al ministro, confido nel Vostro interessamento, magari facendola diventare propria, in modo da portare tale problematica (di grande valenza sul piano sociale) sull'onda dell'opinione pubblica, con la speranza che qualche politico magari la faccia giungere in Parlamento. Tale problematica potrebbe anche essere portata sul tavolo delle discussioni che si dovrebbe aprire (almeno spero!) in occasione di un giro di consultazioni delle parti sociali direttamente interessate (come le associazioni degli studenti, dei genitori e dei docenti) che il ministro dovrebbe attivare prima della presentazione del pacchetto relativo al "merito" scolastico nell'aula parlamentare. Con la speranza che la battaglia contro il numero chiuso possa essere vinta al più presto nell'interesse di tantissimi bravi giovani che, sempre più, vengono tagliati fuori, ingiustamente, da vari percorsi formativi universitari di carttere scientifico, ringrazio anticipatamente tutti coloro che si prodigheranno per far si che ciò avvenga. Salvatore Nestola (Copertino - LE)

All’attenzione del Signor ministro dell’istruzione prof. Francesco Profumo


Ill.mo Signor ministro,
in qualità di padre di famiglia piuttosto preoccupato per il futuro dei propri figli, Le scrivo al fine di dar voce alla richiesta di abrogazione della legge relativa al NUMERO CHIUSO per l’accesso alle varie università scientifiche (vds. medicina, scienze infermieristiche ecc…).Mi ha fatto molto piacere ascoltare le Sue dichiarazioni all’atto dell’insediamento nel nuovo governo: “Voglio essere il ministro dell’ascolto e del dialogo” e proprio per questo mi rivolgo direttamente a Lei per esporLe questo problema molto sentito dalle famiglie e dagli studenti.

Sono venuto a conoscenza che, nell’ambito di un giro di consultazioni delle varie parti sociali al fine capire quali siano le reali problematiche più sentite dal mondo della scuola, Lei ha ricevuto alcune componenti rappresentative delle famiglie e degli studenti. Dalla relativa nota diffusa dal Miur in merito a quanto emerso dai relativi incontri non mi risulta sia stato posto in evidenza il serio problema del NUMERO CHIUSO così importante sul piano sociale per il futuro dei nostri figli.

E’ incredibile constatare come le masse studentesche spesso si siano mobilitate per i motivi più disparati (tutti condivisibili, per carità!) quali la Riforma scolastica (ormai già in atto, nelle superiori, dal precedente anno scolastico), i tagli alle spese nel settore dell’istruzione, le strutture scolastiche fatiscenti ecc.., trascurando un interesse, a mio avviso importantissimo, quale la salvaguardia reale del “DIRITTO ALLO STUDIO” (sancito dalla nostra Carta Costituzionale) che progressivamente risulta essere sempre più scardinato. Tutti “dovrebbero” avere libero accesso alla scuola! Infatti l’art. 34 della Costituzione così recita: “La scuola è aperta a tutti (…) I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Ma in realtà, oggi, tale principio sembra non sussistere nell’ambito dei piani più alti dell’Istruzione, quale quella universitaria, dove, essendo stati inseriti man mano vari contingenti (con l’introduzione del NUMERO CHIUSO IN ACCESSO!) nei più disparati corsi di laurea, di fatto sono state precluse le possibilità di prosieguo negli studi universitari per tanti giovani studenti seriamente impegnati, capaci e meritevoli, che avevano iniziato, con la scelta dell’indirizzo di studi superiori, a costruire le basi culturali per un progetto di vita professionale. Ma “All’apparir del vero tu, misera, cadesti” scriveva Giacomo Leopardi e, così, per un banalissimo test spesso son venuti a crollare tutti quei sogni che tantissimi giovani avevano coltivato con passione fino a quel momento. Immagini lo sconforto, la delusione e la comprensibile rabbia di tanti giovani che in un batter d’occhio si son visti fuori da un percorso formativo tanto ambìto. E’ alquanto umiliante per uno/a studente/ssa diplomatosi con voti alti vedersi negato l’accesso a un determinato corso di laurea (da sempre considerato consono alle proprie capacità e potenzialità) per non aver superato il test d’ingresso (dove magari sono state inseriti quesiti “strani” che lasciano pensare ad una pianificazione a monte di tipo clientelare!) ed è soprattutto mortificante constatare come qualche altro ragazzo (magari compagno di classe figlio di … che ha sempre dimostrato scarso impegno nello studio e nelle varie attività scolastiche e che con un calcio “SPINTO” sia riuscito a terminare il percorso superiore) abbia superato quella barriera all’ingresso e magari frequenti qualche facoltà scientifica (vds. medicina, scienze infermieristiche, terapia della riabilitazione ecc…) che assicura il posto di lavoro futuro. Risulta naturale domandarsi dov’è finita la giustizia meritocratica! COSA SI NASCONDE DIETRO AL NUMERO CHIUSO? Non sarebbe meglio applicare nel percorso di studi universitari dei filtri “in itinere” piuttosto che “in entrata”? Magari si potrebbe DARE LA POSSIBILITA’ A TUTTI di SCEGLIERE IN PIENA LIBERTA’ IL CORSO DI LAUREA a cui iscriversi e poi, durante il percorso degli stessi, attuare dei meccanismi (ad esempio facendo leva sul numero minimo di crediti da acquisire ogni anno per poter restare nell’ambito dello stesso corso di laurea) tali da premiare di fatto i meritevoli e dirottare gli altri verso altre tipologie di facoltà (sempre riconoscendo loro gli esami già sostenuti sebbene non ritenuti sufficienti per poter restare in quel determinato corso di studi).

Sarebbe opportuno che gli studenti delle scuole superiori non si facessero strumentalizzare da ristretti gruppi portatori di egoistici interessi (vds. interessi politici o, come nello scorso anno, interessi di una ristretta cerchia sociale universitaria).


Ancora oggi dovrebbero risuonare fortemente le seguenti parole pronunciate da Pietro Calamandrei (uno dei padri della Costituzione Italiana) nel corso di un Congresso nel lontano 1950: “La scuola, ORGANO CENTRALE DI DEMOCRAZIA, serve alla formazione della classe dirigente deve essere sempre aperta e sempre rinnovata DALL’AFFLUENZA VERSO L’ALTO DEGLI ELEMENTI MIGLIORI DI TUTTE LE CLASSI, DI TUTTE LE CATEGORIE.”

Visto che il governo “MONTI” sta seriamente considerando le LIBERALIZZAZIONI di quelle professioni e attività che da anni sono state prerogativa assoluta nelle mani di ristrette CASTE SOCIALI (vds. farmacie, attività notarili, ecc.), spero che Lei, Signor ministro, si ricordi di considerare nei giusti termini anche la LIBERALIZZAZIONE del DIRITTO ALLO STUDIO. Ciò potrebbe costituire un importante passo, come Lei ha detto, “… per dare certezze ai giovani, per consentire a tutti i cittadini di assecondare il proprio talento e le proprie ambizioni”. Oltretutto, quanto esposto, rientrerebbe "a pieno titolo" tra gli strumenti "reali e concreti" che Lei sta cercando di attuare per dare il giusto riconoscimento agli studenti "meritevoli".

n° 1
...ma che "nestola" vuoi salvare?! martedì, 3 luglio 2012

R: BASTA CON IL NUMERO CHIUSO per l'accesso all'università!

> Sebbene il Miur abbia "minimamente" riconsiderato le regole per l'accesso al'università istituendo una graduatoria interregionale (valida per 3-4 università) per coloro che partecipano ai test, tale "zuccherino" non serve affatto per sanare l'ingiustizia sociale che viene a creare il MURO DEL NUMERO CHIUSO che deve essere eliminato al più presto in quanto ognuno deve essere lasciato libero di scegliere l'Università e la facoltà dove andare a studiare! BASTA CON IL NUMERO CHIUSO che lede il DIRITTO ALLO STUDIO!
> Vi scrivo, proprio in questo periodo in cui il ministro Profumo sta cercando di "valorizzare" la "meritocrazia" nell'ambito scolastico. Occorrerebbe, invece, riconsiderare adeguatamente l'equità del diritto all'istruzione in modo che esso sia "realmente" garantito a tutti, con particolare riferimento a coloro che, pur appartenendo alle fasce più "deboli" della nostra società, dimostrano straordinarie doti intellettive per cui dovrebbero essere messi nelle condizioni "ideali" per poter emergere, riconoscendo loro tutti i meriti in modo "concreto": così si attuerebbe la "vera" meritocrazia, altro che medaglie o piccoli riconoscimenti di carattere economico che lasciano il tempo che trovano. In tale direzione va la seguente la "lettera aperta", indirizzata al ministro della pubblica istruzione prof. Francesco Profumo, concernente la legge “antidemocratica e antisociale” relativa al NUMERO CHIUSO per l’accesso all’università. Visto che non riesco a trovare il modo per farla pervenire direttamente al ministro, confido nel Vostro interessamento, magari facendola diventare propria, in modo da portare tale problematica (di grande valenza sul piano sociale) sull'onda dell'opinione pubblica, con la speranza che qualche politico magari la faccia giungere in Parlamento. Tale problematica potrebbe anche essere portata sul tavolo delle discussioni che si dovrebbe aprire (almeno spero!) in occasione di un giro di consultazioni delle parti sociali direttamente interessate (come le associazioni degli studenti, dei genitori e dei docenti) che il ministro dovrebbe attivare prima della presentazione del pacchetto relativo al "merito" scolastico nell'aula parlamentare. Con la speranza che la battaglia contro il numero chiuso possa essere vinta al più presto nell'interesse di tantissimi bravi giovani che, sempre più, vengono tagliati fuori, ingiustamente, da vari percorsi formativi universitari di carttere scientifico, ringrazio anticipatamente tutti coloro che si prodigheranno per far si che ciò avvenga. Salvatore Nestola (Copertino - LE)
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> All’attenzione del Signor ministro dell’istruzione prof. Francesco Profumo
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> Ill.mo Signor ministro,
> in qualità di padre di famiglia piuttosto preoccupato per il futuro dei propri figli, Le scrivo al fine di dar voce alla richiesta di abrogazione della legge relativa al NUMERO CHIUSO per l’accesso alle varie università scientifiche (vds. medicina, scienze infermieristiche ecc…).Mi ha fatto molto piacere ascoltare le Sue dichiarazioni all’atto dell’insediamento nel nuovo governo: “Voglio essere il ministro dell’ascolto e del dialogo” e proprio per questo mi rivolgo direttamente a Lei per esporLe questo problema molto sentito dalle famiglie e dagli studenti.
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> Sono venuto a conoscenza che, nell’ambito di un giro di consultazioni delle varie parti sociali al fine capire quali siano le reali problematiche più sentite dal mondo della scuola, Lei ha ricevuto alcune componenti rappresentative delle famiglie e degli studenti. Dalla relativa nota diffusa dal Miur in merito a quanto emerso dai relativi incontri non mi risulta sia stato posto in evidenza il serio problema del NUMERO CHIUSO così importante sul piano sociale per il futuro dei nostri figli.
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> E’ incredibile constatare come le masse studentesche spesso si siano mobilitate per i motivi più disparati (tutti condivisibili, per carità!) quali la Riforma scolastica (ormai già in atto, nelle superiori, dal precedente anno scolastico), i tagli alle spese nel settore dell’istruzione, le strutture scolastiche fatiscenti ecc.., trascurando un interesse, a mio avviso importantissimo, quale la salvaguardia reale del “DIRITTO ALLO STUDIO” (sancito dalla nostra Carta Costituzionale) che progressivamente risulta essere sempre più scardinato. Tutti “dovrebbero” avere libero accesso alla scuola! Infatti l’art. 34 della Costituzione così recita: “La scuola è aperta a tutti (…) I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Ma in realtà, oggi, tale principio sembra non sussistere nell’ambito dei piani più alti dell’Istruzione, quale quella universitaria, dove, essendo stati inseriti man mano vari contingenti (con l’introduzione del NUMERO CHIUSO IN ACCESSO!) nei più disparati corsi di laurea, di fatto sono state precluse le possibilità di prosieguo negli studi universitari per tanti giovani studenti seriamente impegnati, capaci e meritevoli, che avevano iniziato, con la scelta dell’indirizzo di studi superiori, a costruire le basi culturali per un progetto di vita professionale. Ma “All’apparir del vero tu, misera, cadesti” scriveva Giacomo Leopardi e, così, per un banalissimo test spesso son venuti a crollare tutti quei sogni che tantissimi giovani avevano coltivato con passione fino a quel momento. Immagini lo sconforto, la delusione e la comprensibile rabbia di tanti giovani che in un batter d’occhio si son visti fuori da un percorso formativo tanto ambìto. E’ alquanto umiliante per uno/a studente/ssa diplomatosi con voti alti vedersi negato l’accesso a un determinato corso di laurea (da sempre considerato consono alle proprie capacità e potenzialità) per non aver superato il test d’ingresso (dove magari sono state inseriti quesiti “strani” che lasciano pensare ad una pianificazione a monte di tipo clientelare!) ed è soprattutto mortificante constatare come qualche altro ragazzo (magari compagno di classe figlio di … che ha sempre dimostrato scarso impegno nello studio e nelle varie attività scolastiche e che con un calcio “SPINTO” sia riuscito a terminare il percorso superiore) abbia superato quella barriera all’ingresso e magari frequenti qualche facoltà scientifica (vds. medicina, scienze infermieristiche, terapia della riabilitazione ecc…) che assicura il posto di lavoro futuro. Risulta naturale domandarsi dov’è finita la giustizia meritocratica! COSA SI NASCONDE DIETRO AL NUMERO CHIUSO? Non sarebbe meglio applicare nel percorso di studi universitari dei filtri “in itinere” piuttosto che “in entrata”? Magari si potrebbe DARE LA POSSIBILITA’ A TUTTI di SCEGLIERE IN PIENA LIBERTA’ IL CORSO DI LAUREA a cui iscriversi e poi, durante il percorso degli stessi, attuare dei meccanismi (ad esempio facendo leva sul numero minimo di crediti da acquisire ogni anno per poter restare nell’ambito dello stesso corso di laurea) tali da premiare di fatto i meritevoli e dirottare gli altri verso altre tipologie di facoltà (sempre riconoscendo loro gli esami già sostenuti sebbene non ritenuti sufficienti per poter restare in quel determinato corso di studi).
>
> Sarebbe opportuno che gli studenti delle scuole superiori non si facessero strumentalizzare da ristretti gruppi portatori di egoistici interessi (vds. interessi politici o, come nello scorso anno, interessi di una ristretta cerchia sociale universitaria).
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> Ancora oggi dovrebbero risuonare fortemente le seguenti parole pronunciate da Pietro Calamandrei (uno dei padri della Costituzione Italiana) nel corso di un Congresso nel lontano 1950: “La scuola, ORGANO CENTRALE DI DEMOCRAZIA, serve alla formazione della classe dirigente deve essere sempre aperta e sempre rinnovata DALL’AFFLUENZA VERSO L’ALTO DEGLI ELEMENTI MIGLIORI DI TUTTE LE CLASSI, DI TUTTE LE CATEGORIE.”
>
> Visto che il governo “MONTI” sta seriamente considerando le LIBERALIZZAZIONI di quelle professioni e attività che da anni sono state prerogativa assoluta nelle mani di ristrette CASTE SOCIALI (vds. farmacie, attività notarili, ecc.), spero che Lei, Signor ministro, si ricordi di considerare nei giusti termini anche la LIBERALIZZAZIONE del DIRITTO ALLO STUDIO. Ciò potrebbe costituire un importante passo, come Lei ha detto, “… per dare certezze ai giovani, per consentire a tutti i cittadini di assecondare il proprio talento e le proprie ambizioni”. Oltretutto, quanto esposto, rientrerebbe "a pieno titolo" tra gli strumenti "reali e concreti" che Lei sta cercando di attuare per dare il giusto riconoscimento agli studenti "meritevoli".

Complimenti per la stesura di codesta pergamena... Ed a maggior ragione mi complimento ancora di più con chi l'ha letta dalla 1^ riga all'ultima (nessuno) ^_^

Andrea Fantucchio giovedì, 27 giugno 2013

R: R: BASTA CON IL NUMERO CHIUSO per l'accesso all'università!

L'invenzione del merito da parte dei nostri governanti è solo un falso miserabile pretesto per limitare l'accesso all'università.
In tal modo l'università diventa un miserabile commercio e l'accesso può essere garantito solo alle famiglie che non hanno problemi di carattere economico.
In sostanza si formano le caste, i baronati ecc. con organizzazioni commerciali sempre di lucro sempre più a carattere speculativo.
La storia ci insegna che i "meritevoli" sono sempre stati avversati e sottoposti a mille mal vessazioni da parte dei poteri forti.
Tutto ciò oggi avviene sotto i nostri occhi poichè chi ci governa è sordo e fa di tutto per attuare nella sostanza il perpetrasi di questo potere speculativo.
Forse è giunto il momento di alzare le forche.
Andrea Fantucchio

...hai dimenticato "W Grillo!"... giovedì, 27 giugno 2013

R: R: R: BASTA CON IL NUMERO CHIUSO per l'accesso all'università!

> L'invenzione del merito da parte dei nostri governanti è solo un falso miserabile pretesto per limitare l'accesso all'università.
> In tal modo l'università diventa un miserabile commercio e l'accesso può essere garantito solo alle famiglie che non hanno problemi di carattere economico.
> In sostanza si formano le caste, i baronati ecc. con organizzazioni commerciali sempre di lucro sempre più a carattere speculativo.
> La storia ci insegna che i "meritevoli" sono sempre stati avversati e sottoposti a mille mal vessazioni da parte dei poteri forti.
> Tutto ciò oggi avviene sotto i nostri occhi poichè chi ci governa è sordo e fa di tutto per attuare nella sostanza il perpetrasi di questo potere speculativo.
> Forse è giunto il momento di alzare le forche.
> Andrea Fantucchio

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