Controllo utente in corso...

Rivoluzione sul valore dei titoli di studio: un 110 uguale a un 66 e punti in più per i laureati negli Atenei più importanti?

Nei giorni passati si è parlato dell'abolizione del valore legale della laurea; dopo le prime voci che ipotizzavano un'equiparazione dei voti di laurea nell'ambito dei concorsi pubblici, Monti nella conferenza stampa ha dichiarato che vi sarà una consultazione pubblica in merito a questo spinoso argomento

di Marta Ferrucci 25 gennaio 2012
Per il momento il Ministro Monti assicura che non vi sarà nessuna variazione sul valore dei titoli di studio, anche se afferma di essersi accostato a quest'argomento senza nessun pregiudizio preoccupandosi di superare il simbolismo ideologico riguardo i titoli di studio.

Assicura però che sul valore legale della laurea vi sarà una "consultazione pubblica"; afferma Monti:<<Abbiamo deciso di sviluppare un dibattito politico sull'argomento per esaminare meglio questa materia che risulta più complessa di quanto apparentemente possa sembrare>>.

Chi riguardano le novità che potrebbero essere proposte in questa consultazione pubblica? I laureati, specie quelli che hanno preso il massimo dei voti.laureata
La proposta sarebbe infatti di non attribuire nei concorsi pubblici dei punti in più a chi si è laureato con 110 e lode. Questo riguarderebbe tutte le lauree, eccetto quelle in cui è intervenuta una disciplina comunitaria (ad esempio, la laurea in medicina).

Inoltre potrebbero non essere previsti punti in più per la tipologia di laurea: ad esempio, per un concorso nell'amministrazione pubblica, una laurea in Scienze Politiche potrebbe avere  lo stesso valore di una in Giurisprudenza. Altra novità della quale già vi avevamo parlato: l'Anvur potrebbe stilare una classifica degli Atenei italiani migliori, la quale avrebbe peso nei concorsi pubblici.

SONDAGGIO: sei favorevole all'abolizione del valore legale della laurea? >>

In sostanza, come cambierebbero le cose?
In pratica, un ragazzo laureato con 110 e lode a Palermo potrebbe partire nei concorsi rispetto a un laureato con 80 del Politecnico di Torino.
ALTRO SUL VALORE LEGALE DELLA LAUREA? Continua a leggere>>
Continua a leggere...
Caricamento in corso: attendere un istante...

Sondaggio

Il voto di laurea non conterà più: un 66 sarà uguale ad un 110. E' giusto?

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

16
Commenti

Pagina 1 di 2:
1 2 > »
Michela venerdì, 3 febbraio 2012

Bravo Monti

Io concordo con Monti. Finalmente faranno qualcosa di utile per noi studenti. Io sono di Catania e so cosa vuol dire ammazzarsi di studio. Non si può più vivere così. Ci sono certi miei colleghi che se non hanno 30 rifanno l'esame anche 100 volte, mah!!! Da pazzi!!! Io ho una buona media ma non rifiuterei mai neanche il minimo voto. L'importante è andare avanti. In bocca a lupo a tutti!!!

n° 9
Giggy martedì, 31 gennaio 2012

Può essere giusto

Molti studenti copiano, altri no.
Alcune università hanno professori più buonisti,
altre più severi.
E' giusto avvantaggiare i più fortunati e i copioni?

n° 8
Gennaro venerdì, 27 gennaio 2012

Il vero intento dell'abolizione del valore legale

A me pare che dietro la proposta di abolizione del valore legale del titolo di studio non vi sia altro che la volontà di realizzare un preciso obiettivo: quello di sancire in maniera definitiva il completo abbandono da parte dello Stato del compito di garantire l’istruzione universitaria e la ricerca scientifica. Ciò, peraltro, si badi, è assolutamente complementare alla riforma contenuta nell’art. 16 del d.l. 112 del 2008, conv. in l. 133 del 2008, che prevede la trasformazione delle università in fondazioni, e quindi la loro fuoriuscita dall’apparato organizzativo della pubblica amministrazione. Con l’abolizione del valore legale del titolo di studio si determinerebbe una completa privatizzazione e una assoluta liberalizzazione dell’istruzione universitaria. È chiaro, infatti, che a fronte dell’abolizione del valore legale del titolo di studio lo stato, che quel valore non attribuirebbe più, perderebbe qualsiasi interesse (e qualsiasi obbligo) ad assumersi il ruolo del garante dell’omogeneità del sistema di istruzione universitario in tutto il paese. Una volta abolito il valore legale delle lauree, infatti, a quale titolo lo stato dovrebbe determinare i programmi universitari, stabilire standard qualitativi, disciplinare le procedure concorsuali, addirittura finanziare le stesse università? Si tratterebbe pertanto del definitivo compimento di quel processo in iniziato molti anni fa di arretramento dello Stato da questo suo fondamentale e inderogabile compito sancito dagli art. 9 e 33 cost., sulla base di una malintesa ed ambigua concezione dell’autonomia che è stata interpretata dalla classe politica come sinonimo di fuoriuscita delle università dal bilancio pubblico e da una parte dell’accademia come assenza di qualsiasi controllo sul proprio operato.

n° 7
Anna mercoledì, 1 febbraio 2012

R: Il vero intento dell'abolizione del valore legale

Questi quassù stanno a scannarsi su questioni di merito e sulla questione se siano migliori gli atenei del sud o del nord. Tu mi sembri il primo che dice le cose come stanno! Stanno liberalizzando tutto, vogliono liberalizzare pure questo...chi se ne frega se la qualità dell'istruzione universitaria va a farsi friggere e se il diritto allo studio non è più garantito...ci stanno scaricando...tra poco scaricheranno anche la sanità e le forze di polizia e la festa sarà completa! (speriamo di no, ovviamente).
Non sanno che i beni come l'istruzione, la sanità, la difesa, l'ordine pubblico sono dei beni che non funzionano come gli altri (gli economisti li chiamano "beni meritori")...se per gli altri beni il libero mercato è la soluzione migliore, per questi non lo è, anzi vengono citati come esempio di "fallimento" della logica di mercato...
Mettere in concorrenza le università significa creare iniquità distributiva...significa che lo stato se ne lava le mani

Marta mercoledì, 1 febbraio 2012

R: Il vero intento dell'abolizione del valore legale

Finalmente qualcuno che guarda oltre.
Grazie Gennaro!
Totalmente d'accordo con te, ma del resto sono i fatti che parlano.

FranKoAEGEE venerdì, 27 gennaio 2012

Franco

Dipende come viene impostato il discorso,Il titolo di studio di per sè non ha valore per forza meritocratico e comunque al giorno d'oggi il mondo del lavoro ha parametri diversissimi da quello della scuola o università.
Più che un abolizione del valore legale del titolo di studio,auspico una riforma che preveda il MERITO come unica forma di giudizio per la progressione di carriera, poi puoi avere anche la terza media ma se hai esperienza ed attitudini non è giusto che la carriera ti venga bloccata per decreto.

n° 6
Marco mercoledì, 25 gennaio 2012

guardate cosa dicono i padani

Oggi una laurea presa in qualsiasi Universita' ha una particolare caratteristica che non trova molti riscontri all'estero: il valore legale del titolo. In altre parole, ai fini di un concorso pubblico, una laurea conseguita a Brescia piuttosto che a Messina e' del tutto equivalente. Non cosi' purtroppo la qualita' della preparazione, il rigore degli studi, la serieta' degli esami. Ne consegue che le votazioni di laurea degli studenti iscritti agli atenei del Sud sono di gran lunga piu' elevate di quelle ottenute dai colleghi della Padania.

Primo risultato: poiche' nei concorsi pubblici si favorisce chi ha le votazioni piu' alte (troppo spesso viene valutata solo la votazione di laurea e non l’effettiva preparazione e le competenze specifiche), i vincitori di tali concorsi (compresi quelli indetti in Padania) saranno quasi sempre meridionali. Ed e' inutile sottolineare cio' che questo comporta in termini di efficienza dei servizi pubblici.

n° 5
Luca mercoledì, 1 febbraio 2012

R: guardate cosa dicono i padani

Perchè non ti iscrivi a catania allora??vorrei vedere come ti regalano il 110 e lode.
Non avete idea di come si studi qui al sud, prova ne è il fatto che tutti, la completa totalità di persone aventi problemi qui in sicilia, andati al nord con esami ridicoli, si sono laureati in poco tempo e con alte valutazioni.
Io invidio solo i laboratori che avete, ma come preparazione teorica ci fate un baffo.

Matteo mercoledì, 1 febbraio 2012

R: R: guardate cosa dicono i padani

> Perchè non ti iscrivi a catania allora??vorrei vedere come ti regalano il 110 e lode.
> Non avete idea di come si studi qui al sud, prova ne è il fatto che tutti, la completa totalità di persone aventi problemi qui in sicilia, andati al nord con esami ridicoli, si sono laureati in poco tempo e con alte valutazioni.
> Io invidio solo i laboratori che avete, ma come preparazione teorica ci fate un baffo.

Ma pensa un po'... Io invece so che chi al nord ha difficoltà a laurearsi va al sud ed esce con la lode come se niente fosse! Tu che esempi puoi portare a riprova delle tue affermazioni? Io ne cito uno solo: Mariastella Gelmini. A Se a ciò che ti sembra razzismo rispondi a tua volta con vero e proprio razzismo, questo è il risultato :-)

jessy mercoledì, 25 gennaio 2012

R: guardate cosa dicono i padani

ma io sono messinese e tutti sti voti alti non li vedo anzi credo che qui al Sud si studi molto più di tante altre università al Nord dove prevala il test scritto..comunque che ci sia razzismo si vede eccome ..ok levare il limite di voto d'accesso per i concorsi, valutare cmq il voto come ulteriore punteggio però e soprattutto che c'entra l'Università di provenienza???se una persona supera il concorso e viene da Messina, nomino la mia città, visto che è anche stata presa come esempio negativo, allora vorrà dire che quella persona è davvero capace anche se non è uscita dalla Bocconi...

giuliana sabato, 28 gennaio 2012

R: R: guardate cosa dicono i padani

hai pienamente ragione! io sono alla aldo moro di bari e voti alti un corno!!! anzi.... shok: una ragazza ad un esame che aveva già sostenuto,non so quanto tempo prima, x essere solo andata a far scrivere il voto sul libretto, l'hanno fatta sedere le hanno fatto altre domande a cui non ha risposto e l'hanno bocciata! dopo ke lei aveva verbalizzato l'esame e tutto!!!!! quindi smettiamola con questa critica al sud che poi quando vi fa comodo andiamo bene quando non vi fa comodo siamo la feccia! e vorrei inoltre aggiungere che uno studente vicino alla laurea iscritto alla bocconi al corso di laurea di economia nonostante avesse sostenuto l'esame di diritto privato si ostinava a dire che il design di un immobile era di competenza del piano regolatore!!!!!!! BASTA CON STE DISCRIMINAZIONI!!!!

chaoticfenrir mercoledì, 1 febbraio 2012

R: R: R: guardate cosa dicono i padani

Io sono una laureanda di Palermo. Non ho voti eccelsi, anzi, oserei dire superano di poco la mediocrità, ma sono la prima a ritenere che una persona che ha dei meriti, quale un centodieci e lode, debba essere premiato ai concorsi.
Alcuni miei colleghi si sono già laureati, alcuni con 110 e sono stata testimone del loro rigore nello studio e della loro impeccabile preparazione. Dal basso della mia medriocrità, in confronto mi sono sentita una pulce. È indegno che persone piene di meriti quali i miei colleghi vengano equiparati a un 90 o un 80 della Bocconi, solo perché, tra virgolette, è un'università più "prestigiosa".
Non si progredirà mai, se si continua con questo assurdo concetto di "serie A" e "serie B".

Chiudi
Aggiungi un commento a Rivoluzione sul valore dei titoli di studio: un 110 uguale a un 66 e punti in più per i laureati negli Atenei più importanti?...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori
Pagina 1 di 2:
1 2 > »