
GEOGRAFIA ECONOMICA
Il settore terziario
Classificazione del settore
terziario
Nei paesi avanzati il settore terziario appare più dinamico
delle industrie.
Terziarizzazione dell'economia
I paesi del mondo negli ultimi decenni hanno segnato un notevole
incremento degli occupati nel settore terziario.
Localizzazione del terziario e gerarchie
territoriali: il modello di Christaller
Le attività terziarie non sono distribuite in modo uniforme
sul
territorio: vi sono grandi centri con un numero molto elevato e
diversificato di servizi e piccoli centri che ne hanno un numero molto
più ristretto.
Il quaternario e le tecnopoli
Nella classificazione delle attività economiche, oggi si
tende
ad isolare in un settore specifico – il quaternario
– le
attività superiori come quelle della cultura e della
scienza,
della direzione politica e della dirigenza d'impresa, della ricerca
tecnologica e dell'analisi di mercato.
Le progressive fasi della circolazione
Già nella preistoria gli scambi erano una pratica diffusa
tra i
gruppi umani di ambienti diversi: i contatti per scambio di conoscenze
e di merci risultano più frequenti nei punti d'incrocio
delle
vie di comunicazione.
Rivoluzione dei trasporti
ed aumento degli scambi
La rapidità dei trasporti ha accorciato le distanze e il
progresso dei mezzi di locomozione permette normali collegamenti con
luoghi di difficile accesso.
Il modello di Von Thünen: la
rendita di posizione
Lo studio dei sistemi di localizzazione dal punto di vista teorico
dell'economia spaziale risale all'opera di Johann Von Thünen.
Vie e mezzi di comunicazione: dai sentieri
alle autostrade
Sono sopravvivenze del passato i trasporti terrestri che utilizzano la
semplice forza muscolare degli uomini o degli animali: i paesi
arretrati e in regioni di difficile accesso la pista e il sentiero,
segnati sul suolo dal ripetuto passaggio di uomini e animali, sono
talvolta le uniche vie di comunicazione.
Affermazione della ferrovia
Fino all'epoca della rivoluzione dei trasporti, il paesaggio rurale
ereditato da secoli di storia, pur essendo un prodotto dell'artificio
umano, rimaneva integrato nel contesto ambientale.
Il ruolo delle vie d'acqua
I fiumi e i canali pongono il problema pregiudiziale della marcia
contro corrente; ma molti altri ostacoli possono presentarsi nel
percorso.
Circolazione marittima e porti
Il mare è una superficie di circolazione, e non una linea:
sono possibili spostamenti in tutte le direzioni.
Il traffico aereo e gli aeroporti
L'aeroplano è il più recente dei mezzi di
trasporto commerciale, ed è anche il più veloce.
Le reti delle vie di comunicazione
Sulla superficie terrestre le vie di comunicazione sono distribuite in
modo diverso.
Il commercio
Il commercio occupa una posizione preponderante nell'ambito del settore
terziario, sia per il fatto che assorbe una notevole aliquota di
popolazione attiva, sia per la varietà e
complessità
delle forme sotto cui si presenta.
Il turismo
La circolazione degli uomini è di natura varia.
Telecomunicazioni e comunicazioni
di massa
Le comunicazioni a distanza hanno utilizzato nei secoli sistemi
diversi; il telegrafo e il telefono hanno permesso di mettere
rapidamente in relazione aree molto lontane, iniziando quel processo di
"rimpicciolimento del globo terrestre" che è stato poi
completato dalle trasmissioni radio e televisive.
Le attività industriali
Passaggio da artigianato a
industria moderna
Quasi tutte le materie prime possono essere utilizzate soltanto
attraverso la trasformazione in "semilavorati" e in "prodotti finiti":
questi assumono un aumento di valore, il "valore aggiunto", come frutto
della tecnica, del capitale investito, del lavoro che vi si
è
incorporato.
Era paleotecnica basata sul carbone
La grande industria basata sul carbone manifestò subito una
notevole concentrazione geografica in corrispondenza dei bacini
carboniferi o dei porti fluviali e marittimi usati come scali dei
carichi di carbone.
Era neotecnica nata dall'energia
elettrica
L'era paleotecnica era nata dal carbonfossile.
Le moderne strutture industriali
L'industria rispecchia il continuo evolversi delle tecniche e delle
strutture.
Ordinamento spaziale della industria
Lo spazio industriale è discontinuo, ed è sempre
connesso ad una rete di relazioni a diverse scale.
La teoria di Weber sulla
localizzazione delle industrie
La teoria più accreditata nel campo della localizzazione
delle
industrie è quella elaborata dall'economista tedesco Alfred
Weber.
Fattori classici di localizzazione
industriale
A livello regionale due ordini di cause presiedono alla localizzazione
delle industrie: il primo è legato alle esigenze tecniche
dei
processi produttivi; il secondo muove dallo sviluppo storico e
interferisce sul valore degli stessi fattori tecnici.
Nuovi paradigmi di localizzazione
L’industrializzazione dei paesi ad economia liberale
è
avanzata attraverso fitte reti di comunicazioni, fondate sul sistema
della complementarietà economica.
Decentramento, processi diffusivi,
politiche di riequilibrio
Un accumulo indiscriminato di fabbriche può ingenerare
situazioni difficili a causa dell'eccessiva congestione.
Innesto delle fabbriche nel
territorio
Le prime manifatture e i laboratori artigianali non incidevano sul
territorio: le industrie premoderne non avevano una forza tale da
modellare il paesaggio.
Paesaggi e distretti industriali
Carattere specifico dell'industria è la sua indipendenza dai
ritmi stagionali; le fluttuazioni del lavoro industriale essenzialmente
da fattori economici.
Struttura agraria e insediamento rurale
Il significato originario della
policoltura di sussistenza
Le società rurali hanno instaurato dei rapporti durevoli e
complessi con lo spazio agricolo da sfruttare, cioè hanno
creato
delle strutture agrarie che si caratterizzano per le tecniche e i
sistemi di coltura, la morfologia agraria, i tipi d'insediamento e le
diverse forme di proprietà e di conduzione.
Ambiente diverso e strutture nelle
contrade mediterranee
I paesi affacciati al Mediterraneo presentano caratteri originali molto
marcati; l'attività agricola è condizionata da
un'estate
troppo secca, tanto più arida in quanto la mancanza di
precipitazioni è aggravata dalla calura.
Passaggio a openfield: gestione
comunitaria e insediamento accentrato
Contrariamente alle regioni mediterranee, a partire dal Medioevo i
paesi dell'Europa centroccidentale non hanno cessato di perfezionare le
tecniche agricole.
Paesaggio a bocage:
proprietà familiare e insediamento sparso
Entro il dominio dell'openfield si inseriscono talvolta dei tratti di
bocage; ma è sulla facciata atlantica dell'Europa che questo
paesaggio a campi chiusi si dispiega in tutta la sua entità:
neppure qui, tuttavia, l'omogeneità è compatta,
poiché si interpongono zone a campi aperti.
Rivoluzione verde e meccanizzazione
agricola
Nei sistemi tradizionali di policoltura, la necessità di
praticare le coltivazioni indispensabili alla vita del gruppo ha
sortito uno scarso rendimento della terra e una ancor più
scarsa
produttività del lavoro umano.
Aziende specializzate per una
agricoltura di mercato
In alcuni paesi europei, importanti trasformazioni delle strutture
agrarie si erano annunciate già prima della rivoluzione
industriale.
Produzione specializzata per il
mercato: i belts nordamericani
Mentre nella vecchia Europa il paesaggio rurale è un
palinsesto
che porta le tracce di una storia secolare, nei "paesi nuovi"
l'agricoltura è cresciuta libera da ogni servitù
del
passato.
Rang della colonizzazione francese
e township della colonizzazione anglosassone
Nel Nordamerica la colonizzazione si è affermata attraverso
la
spartizione della terra in lotti individuali, perciò nelle
campagne prevale l'insediamento sparso.
Dry-farming e allevamento
speculativo
Quando negli Stati Uniti la colonizzazione investì i ripiani
dell'Ovest, in un ambiente meno favorevole, si adottarono lotti
ampliati fino ad un'intera sezione di 259 ettari o anche a
più
sezioni.
Arretratezza e povertà:
agricoltura itinerante
Se nelle regioni temperate degli altri continenti gli Europei hanno
potuto attuare una "colonizzazione di popolamento", nelle regioni
tropicali hanno organizzato delle "colonie di sfruttamento".
I progressi della agricoltura
asciutta
La coltivazione permanente rappresenta un fondamentale progresso
sull'agricoltura itinerante.
Risaie irrigue e formicai umani
L'irrigazione rende intensiva l'agricoltura assai più del
concime sui campi asciutti.
Piantagioni capitalistiche e
piantagioni indigene
Alla varietà delle coltivazioni di sussistenza si
contrappone l'uniformità delle monocolture di piantagione.
Il modello sovietico delle
agricolture collettive
Nel nostro secolo sono nate diverse forme di agricoltura collettivista:
si tratta di collettivizzazione della terra e dei mezzi di produzione
secondo i canoni del comunismo marxista.
Le strutture agrarie delle
repubbliche democratiche europee
Dopo l'ultima guerra mondiale, il sistema socialista si è
affermato in tutti i paesi occupati dalle armate russe a est della
linea geopolitica chiamata "cortina di ferro".
La comune cinese
La Cina ha scavalcato il modello sovietico seguendo una linea diversa
anche da quella delle democrazie popolari d'Europa: dopo gli espropri e
la costituzione di cooperative, la terza fase della riforma agraria ha
portato alla creazione di un tipo originale di struttura organizzativa,
la "comune".
Collettivismo non marxista: il caso
di Israele
Lo Stato d'Israele offre un esempio di gestione collettiva della terra
al di fuori degli schemi marxisti.
Riforme agrarie
La riforma agraria corrisponde a una trasformazione rapida delle
strutture agrarie come risultato di due rivendicazioni: la
rivendicazione sociale per una più equa distribuzione dei
beni.
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