
ARTE EGIZIANA
Arte egiziana: introduzione
Il protrarsi della civiltà egiziana per circa 3500 anni ha
sempre dato l’impressione di un Paese soggetto ad una
stabilità politica e ad una coerenza ideologica rimaste
immutate con il passare dei secoli.
Hierakonpolis
Questa città è un esempio del progressivo
sviluppo e della trasformazione graduale di un modesto insediamento in
un centro urbano complesso ed organizzato.
Abido
È il luogo dell’Alto Egitto che più di
ogni altro ha fornito per l’età tinita notevoli
testimonianze di architettura funeraria regale.
Elefantina
La città si sviluppò su un’isola in
mezzo al Nilo, all’altezza della I cateratta, e la sua
origine risale all’epoca predinastica (Naqada II).
Arte sotto Djoser
Il complesso funerario di Djoser a Saqqara si presenta come una
struttura articolata di difficile interpretazione.
Le piramidi egiziane
Con la IV dinastia si assiste ad un cambiamento nella struttura
architettonica funeraria regale.
I templi solari egiziani
Sotto la V dinastia compaiono dei complessi architettonici noti con il
nome di templi solari.
Le tombe dei privati in Egitto
La cultura di corte si esprime non solo direttamente, attraverso la
manifestazione del potere regale, ma anche mediante la testimonianza di
tutte quelle persone che tale corte hanno costituito e fatto
funzionare.
Il villaggio operaio di Giza e la
statuaria privata
Accenni decorativi si ritrovano nella necropoli operaia scoperta nei
pressi delle piramidi di Giza.
Arte periferica in Egitto
L’egemonia culturale menfita sembra interessata a
sottolineare solo alcuni lati dell’immagine che vuole e deve
dare di se stessa: privilegia centri di culto regali al posto di
realtà templari locali, lasciate alle definizioni delle
singole comunità urbane.
Arte funeraria e nomarcato
L’arte periferica riprende visibilità nel I
Periodo Intermedio.
Innovazioni tra fine del III ed
inizio del II millennio in Egitto
L’esperienza individualistica ed autonoma che si è
andata manifestando durante il I Periodo Intermedio segna
l’arte della fine del III millennio.
Il Labirinto di Hawara e le
innovazioni nella statuaria egizia
Alla nuova concezione dello Stato va ricollegato il complesso di Hawara
nel Fayyum.
Aspetti artistici nel nuovo regno
egiziano
L’arte del Nuovo Regno è presente con una serie
numerosissima di testimonianze provenienti da ogni parte
dell’Egitto.
Il palazzo di Amenhotep III
Dalle rovine di Malgata risulta evidente che questa residenza era stata
progettata non solo per accogliere il re, la sua famiglia, parte della
corte e dell’amministrazione palatina, ma anche per essere il
luogo in cui si celebrava la cerimonia più importante per la
stabilità della monarchia, la festa Sed.
I palazzi di Amenhotep IV
Gli edifici palatini di Tell el-Amarna costituirono il nucleo intorno
ai quali si organizzò l’insediamento urbano,
sviluppatosi come corollario della città del re.
La città del dio in
Egitto
Nel Nuovo Regno si assiste allo sviluppo dell’edilizia
templare.
Il tempio rupestre di Abu Simbel
Un edificio che si distingue per la sua singolarità e che
costituisce il prototipo di una serie di templi rupestri costruiti in
una sorta di catena lungo il Nilo della Nubia, è il grande
tempio di Abu Simbel, noto per essere stato oggetto di un grandioso
programma di salvataggio quando le acque del lago Nasser, formatosi
dopo la costruzione della diga di Assuan, minacciavano di sommergerlo.
Regno dei morti in Egitto
Il Nuovo Regno ci ha tramandato una quantità enorme di
documentazione relativa sia alle tombe private e regali, sia ai templi
funebri.
Periodo del rinnovamento in Egitto
Gli studi sul periodo etiopico (XXV dinastia), saitico (XXVI dinastia)
e tolemaico (da Alessandro Magno all’età romana)
stanno dimostrando la ricchezza e la vitalità della cultura
egiziana del I millennio a.C.
Contatti tra l'Egitto e le altre culture
Cultura egiziana ed interesse verso
gli altri paesi
Nonostante l’apparente isolamento dell’Egitto, la
fertilissima Valle del Nilo attrasse coloni da ogni parte e produsse un
fecondo scambio di conoscenze.
Egitto ed Egeo
Lo studio delle relazioni che la civiltà egiziana
allacciò con Creta e Micene è ancora agli inizi
ed è basato su dati di difficile interpretazione.
Egitto ed Italia
L’Italia rimase fuori dell’orizzonte del potere
faraonico per tutta la durata della sua azione.
Egitto e Roma
La civiltà egiziana è l’unica che possa
essere documentata in due aree archeologiche distinte: in Egitto ed in
Italia, a Roma in particolare.
Isei e Serapei romani
A Roma è attestata l’esistenza di numerosi luoghi
dedicati al culto di Iside e Serapide; manca una precisa distinzione
tra costruzioni di carattere pubblico e sacelli privati.
Modelli egizi
nell’urbanistica romana
L’aspetto isiaco è quello che più
colpisce e nel cui ambito s’inserisce la maggior parte dei
ritrovamenti archeologici nella capitale.
I materiali egizi a Roma
Numerosi materiali egiziani che ornavano l’Iseo campense sono
stati occasionalmente scoperti in situ o in aree adiacenti.
Gli obelischi egiziani
Gli obelischi monumentali eretti nelle spine dei circhi implicano un
riferimento alla potenza dell’imperatore che ne ha ordinato
lo sradicamento in territorio egiziano, la costruzione di speciali navi
per il trasporto fino a Roma e l’erezione a Roma in un punto
frequentatissimo come il circo, dove poteva sfruttare tutti i risvolti
della propaganda politica, al di là dei significati
religiosi.
Materiale e lavorazione per la
costruzione degli obelischi
Per gli obelischi fu utilizzato il granito estratto dalle cave di
Assuan.
Luoghi di provenienza degli
obelischi di Roma
Concentrazioni di obelischi si trovano nei complessi templari
più importanti, come Eliopoli, Pi-Ramesse e Tebe.
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