Il corso di laurea in Sociologia si caratterizza per la sua versatilità : esiste un ramo della materia più o meno per ogni cosa che ci circonda, dalle relazioni etniche alla religione, dalla famiglia all'ambiente lavorativo. Così, chi sceglie di studiare sociologia non corre il rischio di non soddisfare la propria curiosità. Lo spirito con cui i diversi campi vengono studiati è quello dell'indagine: il sociologo non fa altro che osservare il mondo indossando prima gli "occhiali della sociologia" per capire e poi spiegarci quello che succede in tempo reale, con lo scopo di trarne valide conclusioni e previsioni per l'immediato futuro, così da poter correre ai ripari.Premesso che gli identikit che seguono nascono dall'osservazione su un campo specifico (quello romano), si può dire che lo studente tipo di sociologia è "freak" -con tutto quello che ne viene, quello di scienze politiche decisamente meno. Sono i sociologi e gli studenti di scienze politiche in erba a vedere ovunque complotti a danno del proletariato studentesco, per denunciare i quali organizzano in tutta fretta le famose okkupazioni - rigorosamente con la kappa!
Ma mentre il sociologo tipo sembra di sinistra - meglio se estrema- lo studente di S.P. spazia ampiamente sul panorama delle ideologie. I primi sono gran frequentatori di centri sociali, feste dell'unità, pranzi e cene sociali, concerti e manifestazioni folkloristiche, un po' perché soddisfano interessi etnografici, un po' perché non gravano eccessivamente sul portafogli.
I secondi non disdegnano questi ritrovi, anzi, ma è usuale ritrovarli anche a presentazioni di libri o convegni e conferenze. Il guardaroba di questi studenti? Diciamo che intere collezioni a/i p/e vengono create, dettano legge e poi passano di moda senza influenzare minimamente il loro modo di vestire. Quelli di sociologia prediligono camicioni o t-shirtone di lino d'estate (accessoriati da collane e orpelli etnici vari), e mise militaresche d'inverno (spezzate dall'immancabile kefia e da borse a tracolla in cui mettere praticamente di tutto).
A s.p. il look si fa più discinto, nel trionfo dell'accoppiata camicia e gilet, magari accompagnati dal pantalone di velluto a coste, o nella presenza prepotente delle giacche. Banditi show room e negozi del centro, i sociologi prediligono mercatini o botteghe "eque e solidali", mentre a scienze politiche nomi come Prada o MaxMara non suonano così impopolari. Per entrambi è d'obbligo la venerazione di cineasti come Moretti o Welles, dei quali amano l'ironia e la profondità dei messaggi.