Non vi siete mai chiesti il motivo per cui una persona decide di passare la propria vita a combattere malattie spesso inguaribili o perfino a studiare cadaveri? Certo oggi non è più come una volta che un patologo svolgeva il suo lavoro con le mani letteralmente affogate nelle viscere di un morto, ma il concetto è quello. La medicina richiede davvero una grande passione e un gran senso di dedizione agli altri!
C'è poco da stupirsi se per diventare medico si passano dai 6 ai 10 anni immersi nello studio; i dottori hanno a che fare con la salute delle persone e se è vero quel detto che recita "l'importante è avere la salute", si capisce l'importanza che essi conoscano il meglio possibile il corpo umano.
Fin dal primo anno gli aspiranti dottori scoprono che la loro facoltà è probabilmente la più dura in assoluto. E non solo dal punto di vista delle materie da studiare; ci riferiamo anche allo sforzo fisico. Iniziare le lezioni alle 8,30 del mattino e finire alle 13, per poi passare il pomeriggio in laboratorio e la sera a studiare, porta ad un notevole esaurimento di energie. E infatti sapete qual è la bibita preferita dal dottorino? Il caffè ( e qui è il caso di dire "viva l'America"!), magari accompagnato da qualche dolcetto.
In generale i dottorini sono tipi strani, e si possono persino distinguere diversi tipi di stranezza. A lezione il quadro appare in tutta la sua chiarezza. Nelle prime file troviamo l'homo medicus, con occhiali, giacca a quadretti o a righe, valigetta; accanto a lui la donna medicina, pantalone fra lo sportivo e l'elegante, magliettina aderente, occhiali solo a lezione, capello lungo liscio.
Subito dopo, salendo lungo la scalinata dell'aula, c'è il tipo malaticcio, con volto cadaverico e fisico debilitato fino all'osso. Infine, nelle ultime file, troviamo quelli più normali, in jeans e maglietta. La maggior parte dei soggetti descritti è figlia di dottori, può capitare perfino che nella stessa aula si susseguano nell'arco di una mattinata moglie e marito, entrambi insegnanti, e poi il/i figlio/i.
Le categorie di appartenenza degli studenti si palesano anche all'arrivo in facoltà: c'è chi arriva in porsche, chi in punto o lancia y, chi in panda. D'altronde la diversità è bella per questo, no! I dottorini delle prime file amano la letteratura classica e la narrativa. Tutti gli altri adorano i fumetti, da Dylan Dog ai manga giapponesi è una vera passione. Al cinema prediligono un po' tutti la regia d'autore, il che vuol dire film visti a Cannes o al Festival di Venezia. Pedro Almodovar va forte, il suo "Tutto su mia madre" è uno dei film più visti.
Benché lo studio assorba la loro esistenza, i dottorini hanno pur diritto alla libera uscita serale il sabato sera. E così vanno in discoteca, nei pub, a casa di amici per feste private. La domenica capita spesso, invece, che debbano stare a casa a studiare.
Quanto ai loro gusti musicali, i tifosi romanisti amano Venditti; molto in voga i Placebo e la musica da discoteca.
E le vacanze estive? Anche qui è d'obbligo il distinguo per categorie. Chi può si dirige in Spagna, ad Ibiza, chi invece non può si accontenta di Terracina. Ad ogni modo, la meta è il mare.