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L'identikit di chi studia medicina

Per tutti gli aspiranti eroi di E.R. Secondo voi Doug Ross prima era così?

di Sara Pietrangeli 21 giugno 2007

Non vi siete mai chiesti il motivo per cui una persona decide di passare la propria vita a combattere malattie spesso inguaribili o perfino a studiare cadaveri? Certo oggi non è più come una volta che un patologo svolgeva il suo lavoro con le mani letteralmente affogate nelle viscere di un morto, ma il concetto è quello. La medicina richiede davvero una grande passione e un gran senso di dedizione agli altri!

C'è poco da stupirsi se per diventare medico si passano dai 6 ai 10 anni immersi nello studio; i dottori hanno a che fare con la salute delle persone e se è vero quel detto che recita "l'importante è avere la salute", si capisce l'importanza che essi conoscano il meglio possibile il corpo umano.

Fin dal primo anno gli aspiranti dottori scoprono che la loro facoltà è probabilmente la più dura in assoluto. E non solo dal punto di vista delle materie da studiare; ci riferiamo anche allo sforzo fisico. Iniziare le lezioni alle 8,30 del mattino e finire alle 13, per poi passare il pomeriggio in laboratorio e la sera a studiare, porta ad un notevole esaurimento di energie. E infatti sapete qual è la bibita preferita dal dottorino? Il caffè ( e qui è il caso di dire "viva l'America"!), magari accompagnato da qualche dolcetto.

In generale i dottorini sono tipi strani, e si possono persino distinguere diversi tipi di stranezza. A lezione il quadro appare in tutta la sua chiarezza. Nelle prime file troviamo l'homo medicus, con occhiali, giacca a quadretti o a righe, valigetta; accanto a lui la donna medicina, pantalone fra lo sportivo e l'elegante, magliettina aderente, occhiali solo a lezione, capello lungo liscio.

Subito dopo, salendo lungo la scalinata dell'aula, c'è il tipo malaticcio, con volto cadaverico e fisico debilitato fino all'osso. Infine, nelle ultime file, troviamo quelli più normali, in jeans e maglietta. La maggior parte dei soggetti descritti è figlia di dottori, può capitare perfino che nella stessa aula si susseguano nell'arco di una mattinata moglie e marito, entrambi insegnanti, e poi il/i figlio/i.

Le categorie di appartenenza degli studenti si palesano anche all'arrivo in facoltà: c'è chi arriva in porsche, chi in punto o lancia y, chi in panda. D'altronde la diversità è bella per questo, no! I dottorini delle prime file amano la letteratura classica e la narrativa. Tutti gli altri adorano i fumetti, da Dylan Dog ai manga giapponesi è una vera passione. Al cinema prediligono un po' tutti la regia d'autore, il che vuol dire film visti a Cannes o al Festival di Venezia. Pedro Almodovar va forte, il suo "Tutto su mia madre" è uno dei film più visti.

Benché lo studio assorba la loro esistenza, i dottorini hanno pur diritto alla libera uscita serale il sabato sera. E così vanno in discoteca, nei pub, a casa di amici per feste private. La domenica capita spesso, invece, che debbano stare a casa a studiare.

Quanto ai loro gusti musicali, i tifosi romanisti amano Venditti; molto in voga i Placebo e la musica da discoteca.
E le vacanze estive? Anche qui è d'obbligo il distinguo per categorie. Chi può si dirige in Spagna, ad Ibiza, chi invece non può si accontenta di Terracina. Ad ogni modo, la meta è il mare.

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