
Questa
sigla sta per Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo.
Niente di più bello e interessante, potreste pensare. Probabilmente
avrete anche ragione. Ma la realtà è che questo corso di laurea, nonostante
sia ormai diffuso in quasi tutti gli atenei, viene vissuto come
un grande compromesso sia dai suoi studenti che dal mondo del lavoro,
scettico nel prenderlo in seria considerazione.
Il compromesso di cui si parla è il tentativo di supplire alla mancanza,
nell’offerta dell’istruzione pubblica del nostro paese, di
strutture quali le statunitensi School of Performing Arts e quello
di dare legittimità ai titoli di studio, facendone una sorta di
facoltà “eccentriche” ma non troppo.
Gli studenti lamentano la scarsa considerazione che viene loro riservata
dal mondo del lavoro in cui, tra profili altamente qualificati
e provenienti dalle varie Accademie d’Arte Drammatica e dai Conservatori
- in cui l’apprendimento discende dalla pratica – e quelli
di ragazzi che, usciti dal DAMS, hanno dalla loro una grande preparazione teorica che però, di per sé, non è sufficiente per i ruoli cui ci si propone,
quasi sempre hanno la meglio i primi.
Generalmente
gli studenti del DAMS riescono a supplire a questa mancanza grazie ad
un generale fermento che ruota attorno ai loro studi, fatto di
seminari – a volte anche gratuiti – di compagnie teatrali, stages, gruppi
che nascono all’interno della facoltà stessa e che organizzano mostre
o performances.
Ed è proprio questo movimento underground a fare la differenza rispetto
ad altri istituti : il principio ispiratore è quello della “unicità delle scienze
e delle arti”, ovvero la naturale complementarietà dei due settori.
Ne deriva una totale apertura mentale che fa dello studente un ricercatore, uno sperimentatore.
Gli studenti del DAMS si dividono in tre grandi categorie, una per ogni
materia di studio. Lo studente tipo di spettacolo aspira immancabilmente
a fare l’attore. Non importa se di cinema o teatro : sulla voglia
di popolarità, prevale la
passione per la recitazione.
Spesso si tratta di ragazzi che vedono scontrarsi la loro ambizione
con l’autorità dei genitori, che preferiscono vedere i propri figli
in contesti più “istituzionali” , bollando come capriccio dell’età
ciò che invece, se coltivato a dovere, potrebbe trasformarsi in un mestiere
splendido e tutt’altro che incerto.
Ma l’amore per la ribalta non è sufficiente: al DAMS molta importanza
viene data alla preparazione teorica, per cui la voglia di esibirsi
deve essere sostenuta da una passione per il teatro ed il cinema in
genere e da attitudine allo studio, dal momento che bisogna conoscerne
storia e critica. Chi sceglie di studiare recitazione al DAMS è più
interessato alle forme di teatro non convenzionali: segue già da tempo
le avanguardie e nomi come Barba o Grotowski non gli suonano
affatto nuovi.
Lo stesso discorso può essere fatto per gli studenti di Arte o Musica: a premiare come scelta il DAMS è la consapevolezza di uno studio diverso,
più attuale, che prende in considerazione le avanguardie del settore.
Il requisito principale che fa di voi dei candidati ideali è quindi
un grande amore per la materia accompagnato da un’ intelligenza
critica che vi abbia spinto già da qualche anno a documentarvi su tutto
( dalla Body Art ai virtuosismi di
Ryuichi Sakamoto o Philip Glass).