Controllo utente in corso...

L'identik del comunicatore

L'identikit di chi vuole studiare comunicazione

di Rosario Morabito 21 giugno 2007

bocca aperta con piercing ai bordiQuesto corso di laurea attira un enorme numero di nuove matricole ogni anno. Da quando è stato eliminato il numero chiuso, poi, registra una crescita esponenziale delle iscrizioni.
Tutto questo "successo di pubblico" - mai espressione fu più felice - può essere giustificato dal fatto che, rispetto ai piani di studio di altre facoltà, quelli di Scienze della Comunicazione offrono la possibilità di studiare materieaccattivanti e stimolanti che indagano sui sistemi di significazione legati al cinema piuttosto che alla produzione audiovisiva. Questo ha generato nelle menti dei più un grande equivoco, per cui quelli di S.d.C. "..vanno a lezione e vedono i film"! La questione è un po' più articolata: a lezione i ragazzi non "guardano" i film, ma li analizzano, ne studiano la struttura, carpiscono alcuni retroscena, di modo che se uno è appassionato si disamora, se non lo è non lo diventerà.

Molti esami hanno a che fare con analisi di dati e calcoli matematici (economia politica e metodologia e tecnica della ricerca sociale per citarne i due più rappresentativi). Spesso la "comunicazione" della dicitura altro non è che un ammasso di teorie da memorizzare, tabelle con dati statistici, ricerche che, nonostante risalgano a trent'anni fa, vengono proposte come basilari per un' opportuna conoscenza dei media.

Tutto questo per dire che chi studia Scienze della Comunicazione molto probabilmente lavorerà nell'industria culturale, ma lo farà da dietro le quinte: starà in una redazione, sarà un autore di programmi, un consulente o coordinerà delle ricerche, ma non sarà un protagonista.
Per cui, se alle vostre orecchie la parola comunicazione suona come "luci della ribalta", avete capito male : qui si studiano dati e teorie.

Qui si legge e si scrive, ne più ne meno. Se poi siete degli spiriti creativi, ve la cavate con la videocamera, col sintetizzatore o con l'obiettivo...rifuggite questa facoltà ed indirizzatevi a corsi brevi tenuti da istituti privati, anche se un po' costosi : a Scienze della Comunicazione il vostro fisico potrebbe anche farcela, ma la vostra creatività no!

Il comunicatore appare come un sociologo imborghesito. Lasciati alle contestazioni liceali i panni che i cugini poveri di sociologia continuano ad indossare con convinzione, si muove tra il casual e il trendy, senza disdegnare lo schifosamente modaiolo.

I comunicatori sanno di veicolare messaggi anche quando si soffiano il naso, dunque cercano - e trovano- il modo migliore per farlo : impera una finta cortesia stucchevole nel trionfo del gioco delle parti. I comunicatori sono i re della cultura generale: conoscono un po' tutto, ma, ribadisco, solo un po'.

Riguardo a fenomeni come il Grande Fratello, non possono che essere rispettosamente scettici. Letture? Tante, preferibilmente classici contemporanei o di matrice filosofica. Cinema? Solo film pluridecorati. Divorano riviste patinate e tv generalista, elevando a "Cult" tutto ciò in cui fiutano tendenza.

Ti è piaciuto questo articolo? Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Seguici su Facebook Seguici su Twitter Iscriviti alla newsletter
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

0
Commenti

Chiudi
Aggiungi un commento a L'identik del comunicatore...
  • * Nome:
  • Indirizzo E-Mail:
  • Notifica automatica:
  • Sito personale:
  • * Titolo:
  • * Avatar:
  • * Commento:
  • * Trascrivi questo codice:
* campi obbligatori