Scuola, università e ricerca scendono in piazza

I manifestanti chiedono al Governo nuove risorse da stanziare per interrompere la sofferenza economica del settore della conoscenza

di 17 novembre 2006
L'Università e la ricerca sono scese in piazza oggi 17 novembre per manifestare contro una Finanziaria che le penalizza pesantemente nonostante gli ultimi sforzi del Governo Prodi che hanno stanziato 230milioni di € in più rispetto a quanto previsto in un primo momento.

Una tesa di mano che però non è riuscita ad impedire la protesta di oggi in quanto l'ulteriore stanziamento di fondi non risolve i problemi degli atenei come quello del precariato e della mancanza di risorse economiche che metteranno in discussione anche la normale attività di enti ed università.

Ragioni analoghe hanno spinto anche gli studenti delle scuole superiori a manifestare oggi guidati dall' Unione degli Studenti che al Governo chiede "una riforma degli organi colleggiali, una scuola più inclusiva e vicina alle sensibilità degli studenti e l'innalzamento dell'obbligo scolastico a 18 anni entro la fine della legislatura".
Per risolvere i problemi della scuola, dell'università e della ricerca in Italia l'UDS chiede inoltre al Governo di "trovare nuove risorse da stanziare, per interrompere la sofferenza economica del settore della conoscenza e per garantire a tutte e a tutti il diritto allo studio sancito dalla Costituzione".
Le prime stime dell' Unione degli Studenti parlano di 250.000 studenti scesi in piazza in tutta Italia.

Importanti sono anche i numeri che riguardano lo sciopero indetto dai sindacati di base, dai Cobas e dalle Rdb contro la Finanziaria: i lavoratori che avrebbero aderito sono circa 1.500.000.

Foto AdnKronos
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Commenti

Massimo sabato, 18 novembre 2006

butta fuoco

eravamo ,siamo e rsteremo nelle mani di butta fuoco.
Ci manipolano come dei burattini ,a noi ,noi che siamo il futuro ,noi che siamo la perte più importante della societa.E' un diritto studiare ,ma anche farci studiare.I tagli ai fondi per la ricerca ,ma anche per le scuole ,non sono altro che un auto gol per il governo ,che si arrampica su gli specchi con manovre finanziarie sbandate e fuori misura ,senza sfruttare la vera risorsa economica ,sociale e culturale ,che siamo noi ,e solo noi giovani!!!Dobbiamo ribbellarci contro chi ci manipola impedendogli di fare ciò che si vuole di noi ,ci dobbiamo far sentire riemergere, inalzare bariere ,eliminando quell'immagine da ruota da scorta che ci si attribuiva da anni.Noi siamo l'icona dell'ITALIA........FACCIAMOCI SENTIRE!

n° 2
Massimo sabato, 18 novembre 2006

butta fuoco

eravamo ,siamo e rsteremo nelle mani di butta fuoco.
Ci manipolano come dei burattini ,a noi ,noi che siamo il futuro ,noi che siamo la perte più importante della societa.E' un diritto studiare ,ma anche farci studiare.I tagli ai fondi per la ricerca ,ma anche per le scuole ,non sono altro che un auto gol per il governo ,che si arrampica su gli specchi con manovre finanziarie sbandate e fuori misura ,senza sfruttare la vera risorsa economica ,sociale e culturale ,che siamo noi ,e solo noi giovani!!!Dobbiamo ribbellarci contro chi ci manipola impedendogli di fare ciò che si vuole di noi ,ci dobbiamo far sentire riemergere, inalzare bariere ,eliminando quell'immagine da ruota da scorta che ci si attribuiva da anni.Noi siamo l'icona dell'ITALIA........FACCIAMOCI SENTIRE!

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