Si è svolta martedì 18
marzo l'udienza relativa al ricorso in appello istaurato dal Miur
dinanzi al Consiglio di Stato a seguito della quale gli studenti di
Parma potranno continuare il loro percorso di studi.

Nell'ambito della sua battaglia contro il numero chiuso, portata avanti
anche tramite vari ricorsi collettivi, l'
Unione
Degli Universitari aveva quest'anno ottenuto la cosiddetta
sospensiva per più di venti aspiranti psicologi (tra cui l'ultimo dei
non ammessi alla laurea triennale) presso l'Università degli Studi di
Parma dimostrando come l'istituzione del numero chiuso non sia
supportata da alcun presupposto normativo, dettata da una valutazione
delle università in contrasto con la stessa normativa europea e con i
cardini del nostro sistema costituzionale.
Gli studenti
dell'Università di Parma potranno continuare a studiare e proseguire
nel loro iter universitario, nonostante l'appello
presentato dall'ateneo parmense. La loro iscrizione non ha procurato nessun
problema all'Ateneo e ai loro colleghi -come dichiarato dal Rettore- ma
agli studenti è stato comunque notificato il ricorso in appello al
Consiglio di Stato in nome e per conto del Ministro dell'Università e
del Rettore dell'Università degli Studi di Parma.
Mentre il Rettore ha subito provveduto a firmare una nota in cui
dichiarava di non avere in alcun modo richiesto all'Avvocatura di Stato
di procedere e in cui anzi afferma che questi nuovi studenti non
portano danni all'Ateneo di Parma, il Ministro dell'Università non è
intervenuto in alcuna maniera.
L'Unione degli Universitari ritiene questa una vittoria di
straordinaria importanza nella lotta contro il numero chiuso e mediante
la quale si inverte il tradizionale esito negativo degli appelli al
Consiglio di Stato, dimostrando che un'università veramente libera ed
aperta a tutti è ancora realizzabile.
Il trend favorevole
dell'Udu continua con ulteriori pronunce che hanno consentito
l'ammissione ai corsi degli studenti. Il Tar del Lazio ha
infatti accolto la richiesta di sospensiva relativa ad un Corso di
Laurea in professioni sanitarie dell'
Ateneo
dell'Aquila, ad un Corso di Laurea in tecniche
psicologiche presso l'
Università
degli Studi di Pavia e a
Roma presso l'Università di Tor
Vergata dove il Sindacato degli Studenti aveva denunciato
manomissioni dei test di ingresso.
Avanti così!
Forza! avanti così! è un sistema sbagliato che grazie a ricorsi e denunce dovrà crollare....
R: Avanti così!
Arrivi proprio in tempo tu...
è un ingiustizia
cm mai solo in alcuni atenei accettano e a pisa no?xkè nn tutti possono avere qst opportunità..ankio volevo entrare nelle professioni sanitarie ma nn mi è stato possibile...ma all'aquila viene annullato il numero chiuso e io dovrei andare all'aquila a studiare quello ke mi piace?se nn posso permettermelo? avendo la fortuna di avere l'università sotto casa dovrei spostarmi?
Re: è un ingiustizia
> cm mai solo in alcuni atenei accettano e a pisa
> no?xkè nn tutti possono avere qst
> opportunità..ankio volevo entrare nelle professioni
> sanitarie ma nn mi è stato possibile...ma
> all'aquila viene annullato il numero chiuso e io
> dovrei andare all'aquila a studiare quello ke mi
> piace?se nn posso permettermelo? avendo la fortuna
> di avere l'università sotto casa dovrei spostarmi?
scusami ma hai 2 possibilità.... 1 riuscire ad entrare in borsa di studio(per meriti, per reddito, anche la distanza da casa conta). 2 LOTTARE nella tua città x per arrivare al traguardo raggiunto all'aquila... le cose nn scendono dal cielo cosi... bisogna attivarsi!! evidentemente c sono stati dei ragazzi che in altre parti d'italia lo hanno fatto e quelli sono i risultati... se a pisa nessuno ha voglia di fare queste battaglie devi lamentarti con te stessa e con chi dovrebbe "lavorare" in questo settore a pisa!!!
Xtutti
Raga qualkuno sa qualke novità x il ricorso di Medicina.
Ci sono speranze di vittoria?
sos
no solo sconfitta
Primavera studentesca
Vedete che, anche senza essere troppo idealisti, i primi passi per avere un vero Rinascimento nell'Università italiana si stanno facendo.
Ovviamente bisogna avere fiducia nella magistratura, ma questo non basta: noi tutti (studenti, genitori, professionisti...) dobbiamo far sentire la nostra voce. Ed è quello che faremo con la PRIMAVERA STUDENTESCA del 21 aprile che si terrà in almeno dieci città italiane. Dovremo essere in molti per far capire a chi ci governa che capiamo che quello che sta succedendo non è affatto giusto, che la legge 264/99 è incostituzionale, antidemocratica e socialmente discriminante.
Lo faremo con le armi della non-violenza, della Cultura e della Bellezza che sono poi quelle che restano...
Svegliamoci e riprendiamoci quello che è nostro: il diritto di conoscere e studiare!
risp. simone
Carissimi ragazzi,io ed altri genitori,insieme ai nostri figli, vittime di una profonda ingiustizia che vieta la libertà d'iscrizione all'università ,vorremmo partecipare alle manifestazioni del 21 aprile.Non sappiamo di cosa si tratta, ci potete informare? Noi leggiamo tutti i giorni le notizie sul Vs sito.
Grazie e auguri per tutto.
numero chiuso
La costituzione italiana sancisce la libertà d'istruzione, quindi di scelta d'indirizzo. Ogni legge che si trova a contrastare, tutto o in parte con un qualsiasi art. della costituzione, si deve intendere nulla. Per cui, per quanto si sforzino di proteggerla, la 264/99 è inesistente. Le motivazioni addotte, in difesa di tale legge, sono pagliativi atti solo a togliere le castagne dal fuoco a chi, invece, dovrebbe bruciarsi le mani. Il personale non è sufficiente? Non è un problema che riguarda lo studente.
Di questo passo, si potrebbero chiamare gli studenti a contribuire nel pagamento degli stipendi dei docenti e di tutto il personale universitario.
Normale che debbano esistere delle limitazioni, ma queste vanno applicate a monte, ovvero, nelle scuole secondarie, ripristinando le sane e giuste bocciature. Anche e soprattutto a difesa di chi vuole seriamente studiare.
Ma queste, sono state eliminate per poter ottenere quei numeri statistici che interessavano alla competitività sul piano statistico europeo. E poco importa se, così facendo, abbiamo sfornato intere generazioni di analfabeti che saranno rifiutati dalla società ed esclusi dal mondo del lavoro. Tutto questo è altamente criminale!