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Fermiamo l'appello: la campagna dell'UDU

L'Unione degli Universitari si oppone alla decisione del Ministro di fare appello in Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar del Lazio per i test d'ammissione a Medicina dello scorso settembre

di Redazione Studenti 9 luglio 2008

chiaviIl TAR del Lazio ha riconosciuto l'invalidità delle prove di ammissione del settembre scorso. Con l'intento di trovare una soluzione che fosse immediata per gli studenti esclusi e che non ledesse la posizione dei candidati ammessi, l'Unione degli Universitari aveva ritenuto opportuno “uscire” dalle aule di giustizia e optare per un colloquio diretto con l'Amministrazione per una risoluzione della questione che, così come auspicato dalla stessa Magistratura, tutelasse tutti gli studenti.
L’onorevole Elio Vito, in risposta all’interrogazione sulla sentenza del TAR presentata dal gruppo parlamentare del PD, ha presentato la linea del Ministro: fare appello in Consiglio di Stato a tale sentenza.
L'UDU dichiara la propria contrarietà nei confronti di questa decisione del Ministro perché in questo modo tutti i ragazzi che hanno partecipato al test d’ammissione per il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia potrebbero aspettare fino a due anni prima che sia chiaro che ne sarà del loro futuro.

Per l'UDU fare appello significa non tenere in considerazione la sentenza del TAR che non solo ritiene che il test sarebbe stato da annullare a settembre ma che evidenzia che esistono in Europa criteri di selezioni migliori rispetto a quello italiano. Se, dunque, il Ministro intende demandare alla Magistratura una questione che la stessa Magistratura aveva demandato al Parlamento e all'Amministrazione, agli studenti non resta che proseguire sulla strada intrapresa dalla sentenza.
Per questo motivo l'Unione degli Universitari vuole chiedere l'immediata estensione della sentenza, arrivando, in tal modo, alla caducazione di tutte le graduatorie d'Italia. L'obiettivo che l'UDU si prefigge è quello di tutelare tutti: ricorrenti e non poiché, indipendentemente dal punteggio conseguito, tutti gli studenti hanno il diritto di vedere tutelate le proprie ragioni ad oggi pregiudicate da un test - dichiarato anche giudizialmente - irregolare.

L’Unione degli Universitari continuerà poi a portare avanti le sue rivendicazioni per l’abolizione del numero chiuso, continuando a chiedere l’abrogazione della Legge che introduce in Italia il numero chiuso – la L. 264/99 – e l’approvazione di una nuova legge che regolamenti in maniera più equa l’accesso all’università.
Per questi motivi l'Unione degli Universitari chiede a tutti i ricorrenti di sottoscrivere entro il 21 luglio la procura per continuare la battaglia legale e chiede a tutti gli studenti che credono nel libero accesso all’Università di sostenere la battaglia di legalità e di pari opportunità, per un’Università realmente accessibile a tutti, aderendo al comitato No numero chiuso e alla campagna Fermiamo l'appello.
Tutte le informazioni tecniche si possono trovare sul sito dell’Unione degli Universitari.

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6
Commenti

giovanna giovedì, 10 luglio 2008

aa

grazie UDU, continuiamo insieme questa battaglia di legalità nn molliamo

n° 3
Rocco Palmieri venerdì, 11 luglio 2008

novità dal codacons,sarà vera?

Cronaca Nazionale
08/07/2008

UNIVERSITA’: SALTA IL NUMERO CHIUSO PER L’ACCESSO A MEDICINA E CHIRURGIA

IL TAR DEL LAZIO ANNULLA L’INTERO CONCORSO

IL CODACONS, CHE HA SOSTENUTO LE TESI ACCOLTE DAL TAR, INVITA GLI STUDENTI BOCCIATI A FARE DOMANDA URGENTE DI RIAMMISSIONE AI CORSI UNIVERSITARI





Il Tar del Lazio ha annullato tutta la procedura concorsuale relativa ai test di ammissione alla facoltà di medicina e chirurgia, a partire dalla commissione di esperti che ha formato i quiz, la quale è stata stigmatizzata per aver distrutto i documenti cartacei di formulazione dei test e non aver redatto alcun verbale, violando così le minime regole di trasparenza che ogni pubblica amministrazione è tenuta ad osservare, specie nei pubblici concorsi.
Ma ecco i motivi accolti dal Tar.
I quesiti numero 71 e 79, per i quali erano previste più risposte esatte, non potevano portare all’annullamento delle risposte. Il Tar ha affermato infatti che l’annullamento dei due quesiti non ha tenuto in nessuna considerazione la circostanza che i candidati cui era stato assegnato un tempo massimo per le risposte, si erano dovuti cimentare con due quesiti con più risposte esatte, con effetti più o meno disorientanti nell’applicazione intellettuale cui erano stati chiamati i candidati che hanno fatto affidamento sulla regola concorsuale per cui per ogni quesito ci sarebbe stata una sola risposta esatta.
Il Tar ha dichiarato illegittimo il comportamento dell’amministrazione in relazione ai quesiti 5, 14, 33, 34, 35 e 52, nonché 27, 29, 30, 34, 36, 37, 38, 41, 43 e 44.
Per il quesito 5 il Tar osserva che il “quesito deborda dai limiti della logica pura”. Per il quesito 14 che aveva come risposta sul motto dell’Unione Europea “Unità nella Diversità”, il Tar sentenzia che il motto esatto era “Unita nella Diversità” e così argomenta: “l’aggiunta anche di un solo accento non è circostanza trascurabile avendo potuto indurre alcuni concorrenti a soffermarsi più di altri nella vana ricerca della risposta giusta a scapito dell’attenzione da dedicare agli altri test”.
Sul quesito 33 sul significato del termine “apocrifo” la risposta indicata come esatta e cioè falso non è corretta secondo il Tar, che annulla anche tale quesito. Sulla base di tali considerazioni i giudici (Presidente Saverio Corasaniti, Rel. Luciano Calveri) hanno annullato tutti i verbali e gli atti con cui sono stati individuati gli 80 quesiti dei candidati alla facoltà, e gli avvisi che hanno bandito i test di ingresso, nonché le graduatorie di ammissione alla facoltà stessa. Scrive il Tar del Lazio: “In relazione agli effetti demolitori della presente decisione è certo che essi rifluendo sull’intera procedura processuale travolgano il complesso delle prove di ammissione così coinvolgendo anche la posizione dei candidati che hanno sostenuto quelle prove con esito positivo, posizione che non può non risultare ineluttabilmente incisa dalla portata costitutiva della decisione di annullamento che determina la rimozione della procedura concorsuale”.
La decisione del Tar fa giustizia delle aspettative di migliaia di giovani ingannati da test sballati che li avevano esclusi dal loro diritto a frequentare la facoltà prescelta – afferma il Codacons – Invitiamo tutti gli studenti che hanno sostenuto la prova, a presentare urgentemente domanda di ammissione immediata ai corsi della facoltà di medicina ancora in svolgimento, per poter sostenere già questa sessione estiva o la prossima autunnale.

Aaa giovedì, 10 luglio 2008

Basta, ne abbiamo le scatole piene

Questa storia dei test di medicina ed odontoiatria ha davvero raggiunto un livello di schifo tale che non se ne può più.
Basta.Ma perchè in Italia è sempre così difficile fare una cosa in maniera decente?

n° 2
futuro opaco giovedì, 10 luglio 2008

Re: Basta, ne abbiamo le scatole piene

xchè è un paese di farabutti..siamo così x generazione...che cafoni di merda. siamo il popolo + infimo della terra, c'è poco da fare

lex giovedì, 10 luglio 2008

mah

ma perchè riportate solo quello che pensano all'UDU?????non penso che tutto il mondo universitario sia rappresentato da questa associazione

n° 1
franccesco venerdì, 11 luglio 2008

Re: mah

Giusto lex!
Io non sono d'accordo con molte loro scelte, però qui trovo sempre notizie sull'UDU e quasi mai su altre associazioni universitarie. mi chiedo come mai?

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