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UdU: riparte la lotteria dei test d'ingresso

L'Unione degli Universitari esprime forte contrarietà al numero chiuso e all'utilizzo dei test d'ingresso e porta avanti la battaglia per il superamento della legge 264/99 e per il libero all'accesso all'università

di Redazione 1 settembre 2009

test d'ammissioneL’Unione degli Universitari esprime forte contrarietà al numero chiuso e all’utilizzo dei test d’ingresso e porta avanti la battaglia per il superamento della legge 264/99 e per il libero all’accesso all’università. A pochi giorni dal test d’ingresso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, l’esame di ammissione che nel 2007 ha fatto emergere quanto non sia affidabile lo strumento del numero chiuso come metodo di selezione del merito, il Rettore della Sapienza Luigi Frati nelle pagine del quotidiano La Repubblica dice di non volerne sapere nulla di come viene redatto.

L’Unione degli Universitari ritiene, invece, che non si possa ignorare l’inaffidabilità dei test d’ingresso a valutare le conoscenze di uno studente la cui preparazione dovrebbe essere valutata durante la sua carriera accademica. Il Numero Chiuso è e rimane uno strumento aprioristico che nega l’accesso al sapere. Ogni anno i test sono caratterizzati da errori nella loro stesura, errori nelle correzioni, domande assurde, ricorsi ai TAR che durano anni. I test d’ingresso sono la lotteria del nostro futuro. Non chiediamo il “diritto alla laurea”, chiediamo di essere seriamente valutati durante il corso degli studi, chiediamo una valutazione sulla base del nostro impegno accademico e delle nostre capacità, non sulla base di una 120 minuti di domande a crocette. Il nostro futuro vale più di un test a crocette.

Chiediamo pertanto al Parlamento di risolvere con una nuova legge le incongruenze tra diritto allo studio e test d’ingresso che il ricorso collettivo, portato avanti dall’UdU, ha visto riconoscersi nelle aule del Tribunale Amministrativo, perché finisca una volta per tutte questo spietato spettacolo circense dei test d’ammissione. Il 3 Settembre l'UdU sarà nelle facoltà a controllare che tutto si svolga regolarmente. Pronti a denunciare le irregolarità che ogni anno non mancano mai di verificarsi. Perché nella lotteria dei test d’ingresso non ci entrino anche i malaffari.

Inoltre l’Unione degli Universitari esprime sconcerto per le dichiarazioni dei giovani avvocati (Aiga) che si esprimono a favore del numero chiuso sostenendo “l’efficacia del numero programmato”  perché “il surplus di laureati in medicina avevano cominciato a costituire un serio problema sociale”. Stupisce che l’Aiga definisca il diritto allo studio come un serio problema sociale proprio quando l’Italia è uno dei paesi che ha il più basso numero di laureati in Europa (dati Eurostat).

L'UdU si dichiara contraria al numero chiuso non solo perché è una misura anticostituzionale e limitativa della libertà di scelta, ma anche perché favorisce un sistema di lobby e rendita di posizione: "Non ci stupisce infatti che i giovani avvocati siano favorevoli visto che con il numero chiuso e gli ordini si controlla e si tiene alto il costo delle prestazioni. Basta vedere l’esempio di odontoiatria, un corso di laurea a numero chiuso con pochissimi posti e che proprio per questo ha costi altissimi per i cittadini. Viene quindi il sospetto che dietro la difesa del numero chiuso ci sia un forte conflitto di interessi". Per concludere l'UdU crede che il problema del precariato e della disoccupazione non si risolva inserendo il numero chiuso. Potrebbe essere, invece, d’aiuto in tal senso l’abolizione degli ordini professionali.

La Rete degli Studenti Medi appoggia la battaglia dell’Unione degli Universitari: "Crediamo che nel nostro Paese esista la necessità di ripensare il sistema universitario in chiave maggiormente inclusiva, con pari opportunità di accesso e una vera valorizzazione del merito. Il ministro Gelmini, inasprendo la linea dei suoi predecessori, ha dato pieno sostegno allo strumento dei test pensando anche di rispolverare l’idea di una connessione tra il risultato dell’esame di maturità con l’accesso alle università a numero chiuso già proposto dal duo Fioroni-Mussi, sostenendo che si tratterebbe di una misura in favore del merito. Una teoria del tutto sbagliata visto che è risaputo che il numero programmato ha effetti devastanti sulla carriera formativa e sulle aspettative di futuro delle persone, è dannoso perché non valorizza il merito e le capacità trattandosi di uno strumento aleatorio e spesso non in grado di rilevare e le vere attitudini dello studente. Inoltre  è uno strumento viziato come dimostrano i continui errori nella stesura dei test che annualmente emergono a prove finite  scatenano ricorsi e lunghe battaglie legali.


Il numero chiuso non può essere giustificato neppure con la teoria per la quale un minor numero di laureati impedirebbe l’aumentare del precariato: l’Italia ha bisogno di più laureati e di più formazione, oppure la scelta è quella di condannare il Paese a non uscire mai dalla crisi che stiamo vivendo. La permanenza dei poteri  baronali nelle università e il perpetrarsi di un sistema di caste legalizzato come quello degli ordini professionali sono i veri nemici dello sviluppo del nostro sistema: il governo, invece di negare il diritto allo studio con test e trabocchetti, dovrebbe mettere mano a una seria riforma delle professioni e liberare risorse per il diritto allo studio universitario".

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17
Commenti

Pagina 1 di 2:
1 2 > »
anto mercoledì, 23 settembre 2009

contraria

Sono nettamente contraria ai test di ammissione! Dovrebbero valutare la carriera dello studente già dal primo anno. Lo studente dovrebbe aver dato, entro un periodo prefissato, un tot di materie con un tot di media. Nel caso in cui questi parametri non fossero soddisfatti, lo studente dovrebbe essere espulso dal corso. QUESTA è UNA VALUTAZIONE!

n° 6
Coolyo87 lunedì, 7 settembre 2009

test d'ingresso inutile ma necessario

ciao a tutti,
ho passato il test d'ammissione a medicina l'anno scorso.
ho studiato poco ma in compenso mi sono visto tutte le puntate di dottor House. utilissime!
poi qualche giorno prima di fare il test avevo un pò di paura, così ho fatto partire una telefonatina da mio zio primario per rimanere più sicuro.
veramente ogni volta che ho paura prima di un esame ne parlo sempre con mio zio e per fortuna tutto si risolve senza difficoltà.
il mio sogno di curare le persone diventerà realtà!
in Italia se non hai le conoscenze per entrare all'università, figuriamoci dopo per lavorare.

invece di sprecare anni preziosi a tentare e ritentare, fate i camerieri, pulite le scale.
non sottovalutate il lavoro manuale raghi!

forza e coraggio che ce la facciamo ad uscire dalla crisi!!!

n° 5
anto mercoledì, 23 settembre 2009

R: test d'ingresso inutile ma necessario

I raccomandati come te vanno avanti.
voi che non avete le palle... e lo scrivi pure.
Ci sono ragazzi intelligentissimi e portati per fare i dottori che devono lasciare il posto a gente raccomandata come te. che schifo. non ti vergogni?

Federico giovedì, 3 settembre 2009

Il numero programmato e' giusto

Provate solo a pensare cosa vorrebbe dire 1000 persone all'interno della facoltà di odontoiatria: seguire 1000 persone sarebbe impossibile, far seguitre i laboratori a 1000 persone e coloro che sono veramente interessati ad imparare sarebbero svantaggiati da una serie di ignoranti che si sono iscritti tanto per fare. Lo stesso esempio vale per la facoltà di Archittetura e Medicina-Chirurgia. Poche persone selezionate che hanno delle determinate conoscenze richieste durante il test sono pronte per iniziare un percorso di studi dove verranno seguite dai professori e hanno la possibilità di formarsi in modo ottimale. Quindi sono pienamente con i test di ingresso che servono per escludere coloro che non sono all'altezza di superare il test. Per non voler fare di tutta l'erba un fascio bisogna dire che molte persone che magari hanno studiato non riescono a passare ma questi casi sono rari e comunque ci sono tante altre vie che si possono prendere nella vita. SIAMO GIOVANI! SI AI TEST DI INGRESSO!

n° 4
cromartie venerdì, 4 settembre 2009

Re: Il numero programmato e' giusto

> Provate solo a pensare cosa vorrebbe dire 1000
> persone all'interno della facoltà di odontoiatria:
> seguire 1000 persone sarebbe impossibile, far
> seguitre i laboratori a 1000 persone e coloro che
> sono veramente interessati ad imparare sarebbero
> svantaggiati da una serie di ignoranti che si sono
> iscritti tanto per fare. Lo stesso esempio vale per
> la facoltà di Archittetura e Medicina-Chirurgia.
> Poche persone selezionate che hanno delle
> determinate conoscenze richieste durante il test
> sono pronte per iniziare un percorso di studi dove
> verranno seguite dai professori e hanno la
> possibilità di formarsi in modo ottimale. Quindi
> sono pienamente con i test di ingresso che servono
> per escludere coloro che non sono all'altezza di
> superare il test. Per non voler fare di tutta
> l'erba un fascio bisogna dire che molte persone che
> magari hanno studiato non riescono a passare ma
> questi casi sono rari e comunque ci sono tante
> altre vie che si possono prendere nella vita. SIAMO
> GIOVANI! SI AI TEST DI INGRESSO!

Parzialmente d'accordo.
Dire che ci sono altre strade nella vita è un po' semplicistico. Bisognerebbe riorganizzare il sistema scolastico e ridare vita alla formazione professionale per chi non intende proseguire gli studi. E rendere la scuola più severa.

Avvocato giovedì, 3 settembre 2009

aiga giovani avvocati? uah uah uah

sono iscritto all'albo avvocati da tre anni
aiga è un'associazione principalmente presente nel meridione d'italia e con età quasi di ultraquarantenni
ma quali giovani avvocati uah uah

n° 3
Pirrolo martedì, 1 settembre 2009

Selezione, selezione, selezione!

Se mi dite che i test di accesso alle facoltà fanno schifo sono perfettamente d'accordo.

Ma non perché fanno selezione, bensì perché fanno *cattiva* selezione.
Non sono uno strumento buono a decidere chi deve passare e chi no.

Servirebbero dei veri e propri esami di accesso, come in Giappone, che tengano anche conto del curriculum scolastico dello studente rapportato alla media della sua zona d'origine (per evitare l'annoso problema della differenza tra regione e regione del rigore delle scuole).

Ma quel che è certa è una cosa: la selezione in ingresso serve.
Serve perché avere 1000 iscritti di cui motivati 50 e scazzoni 950 è una tragedia ed uno spreco di soldi clamoroso: una tragedia per quei 50 che si trovanbo esami affollati e lezioni scomode da seguire a causa dei loro colleghi scazzoni; uno spreco di soldi perché lo stato comunque per ogni studente universitario ci va in rimessa, ed avere 950 matricole che non arriveranno mai alla laurea significa buttare soldi.


Infine, mi spiace che l'UDU giochi con i numeri e le parole: fa del male a tutti così.
E' vero che l'Italia ha una bassa percentuale di laureati.
Ma è anche vero che è così perché da noi la laurea è meno pagante che all'estero: se un laureato in legge si ritrova in un call center ed un laureato in fisica va a fare il posteggiatore, non è che aumentando i laureati risolviamo i loro problemi, tutt'altro.
Per il nostro mercato del lavoro (da terzo mondo, ma è quesllo che abbiamo e dobbiamo farci i conti) i laureati che abbiamo sono comunque troppi.
Pochi in valore assoluto, ma troppi per le opportunità di lavoro che ci sono.

n° 2
Marco mercoledì, 2 settembre 2009

Re: Selezione, selezione, selezione!

Sono perfettamente concorde: le facoltà sovraffollate sono assolutamente invivibili e di fatto non estendono, ma limitano il diritto allo studio, il diritto di chi ha la voglia e la capacità per fare.
Questo vale soprattutto per le facoltà che prevedono laboratori e affini: se immatricolassero ad es. a Tor Vergata tutti i 2000 studenti che tentano di entrare, dove dovrebbero studiare questi? Con quali mezzi, con quali sussidi didattici? Non venitemi a dire "eh i fondi all'Università..." etc. quello è un problema, grave anche, ma almeno quanto i pesi morti che ci troveremmo all'università se prendessero tutti.
Ovvio ci sarà qualche ingiustizia, vero ci saranno le solite inesattezze nei test, ma queste sono cose a cui, se si ha la volontà politica di farlo, si può porre rimedio, mentre al sovrappopolamento degli atenei si può rispondere solo con la selezione all'ingresso, che dopotutto si pratica in tutti i paesi seri.



> Se mi dite che i test di accesso alle facoltà fanno
> schifo sono perfettamente d'accordo.
>
> Ma non perché fanno selezione, bensì perché fanno
> *cattiva* selezione.
> Non sono uno strumento buono a decidere chi deve
> passare e chi no.
>
> Servirebbero dei veri e propri esami di accesso,
> come in Giappone, che tengano anche conto del
> curriculum scolastico dello studente rapportato
> alla media della sua zona d'origine (per evitare
> l'annoso problema della differenza tra regione e
> regione del rigore delle scuole).
>
> Ma quel che è certa è una cosa: la selezione in
> ingresso serve.
> Serve perché avere 1000 iscritti di cui motivati 50
> e scazzoni 950 è una tragedia ed uno spreco di
> soldi clamoroso: una tragedia per quei 50 che si
> trovanbo esami affollati e lezioni scomode da
> seguire a causa dei loro colleghi scazzoni; uno
> spreco di soldi perché lo stato comunque per ogni
> studente universitario ci va in rimessa, ed avere
> 950 matricole che non arriveranno mai alla laurea
> significa buttare soldi.
>
>
> Infine, mi spiace che l'UDU giochi con i numeri e
> le parole: fa del male a tutti così.
> E' vero che l'Italia ha una bassa percentuale di
> laureati.
> Ma è anche vero che è così perché da noi la laurea
> è meno pagante che all'estero: se un laureato in
> legge si ritrova in un call center ed un laureato
> in fisica va a fare il posteggiatore, non è che
> aumentando i laureati risolviamo i loro problemi,
> tutt'altro.
> Per il nostro mercato del lavoro (da terzo mondo,
> ma è quesllo che abbiamo e dobbiamo farci i conti)
> i laureati che abbiamo sono comunque troppi.
> Pochi in valore assoluto, ma troppi per le
> opportunità di lavoro che ci sono.

Iacopo martedì, 1 settembre 2009

Re: Selezione, selezione, selezione!

> Se mi dite che i test di accesso alle facoltà fanno
> schifo sono perfettamente d'accordo.
>
> Ma non perché fanno selezione, bensì perché fanno
> *cattiva* selezione.
> Non sono uno strumento buono a decidere chi deve
> passare e chi no.
>
> Servirebbero dei veri e propri esami di accesso,
> come in Giappone, che tengano anche conto del
> curriculum scolastico dello studente rapportato
> alla media della sua zona d'origine (per evitare
> l'annoso problema della differenza tra regione e
> regione del rigore delle scuole).
>
> Ma quel che è certa è una cosa: la selezione in
> ingresso serve.
> Serve perché avere 1000 iscritti di cui motivati 50
> e scazzoni 950 è una tragedia ed uno spreco di
> soldi clamoroso: una tragedia per quei 50 che si
> trovanbo esami affollati e lezioni scomode da
> seguire a causa dei loro colleghi scazzoni; uno
> spreco di soldi perché lo stato comunque per ogni
> studente universitario ci va in rimessa, ed avere
> 950 matricole che non arriveranno mai alla laurea
> significa buttare soldi.
>
>
> Infine, mi spiace che l'UDU giochi con i numeri e
> le parole: fa del male a tutti così.
> E' vero che l'Italia ha una bassa percentuale di
> laureati.
> Ma è anche vero che è così perché da noi la laurea
> è meno pagante che all'estero: se un laureato in
> legge si ritrova in un call center ed un laureato
> in fisica va a fare il posteggiatore, non è che
> aumentando i laureati risolviamo i loro problemi,
> tutt'altro.
> Per il nostro mercato del lavoro (da terzo mondo,
> ma è quesllo che abbiamo e dobbiamo farci i conti)
> i laureati che abbiamo sono comunque troppi.
> Pochi in valore assoluto, ma troppi per le
> opportunità di lavoro che ci sono.

sostanzialmente d' accordo, e poi il test d' ingresso è fondamentale per mantenere alto lo standard e la qualità: un conto è una struttura che provvede a 1000 persone un conto una che provvede a 80... è forse un caso che le università private come la Bocconi che scremano l' utenzacon test duri(senza contare gli innumerevoli cavilli burocratici) figurano tra le prime d' europa? un ' altra puntualizzazione al volo: se nn vado errato il diritto allo studio garantito dallo stato in Italia finisce con l' ultimo anno di superiori.

X dr lawrence mercoledì, 2 settembre 2009

Re: Selezione, selezione, selezione!

>> Se mi dite che i test di accesso alle facoltà
>fanno
>> schifo sono perfettamente d'accordo.
>>
>> Ma non perché fanno selezione, bensì perché fanno
>> *cattiva* selezione.
>> Non sono uno strumento buono a decidere chi deve
>> passare e chi no.
>>
>> Servirebbero dei veri e propri esami di accesso,
>> come in Giappone, che tengano anche conto del
>> curriculum scolastico dello studente rapportato
>> alla media della sua zona d'origine (per evitare
>> l'annoso problema della differenza tra regione e
>> regione del rigore delle scuole).
>>
>> Ma quel che è certa è una cosa: la selezione in
>> ingresso serve.
>> Serve perché avere 1000 iscritti di cui motivati
>50
>> e scazzoni 950 è una tragedia ed uno spreco di
>> soldi clamoroso: una tragedia per quei 50 che si
>> trovanbo esami affollati e lezioni scomode da
>> seguire a causa dei loro colleghi scazzoni; uno
>> spreco di soldi perché lo stato comunque per ogni
>> studente universitario ci va in rimessa, ed avere
>> 950 matricole che non arriveranno mai alla laurea
>> significa buttare soldi.
>>
>>
>> Infine, mi spiace che l'UDU giochi con i numeri e
>> le parole: fa del male a tutti così.
>> E' vero che l'Italia ha una bassa percentuale di
>> laureati.
>> Ma è anche vero che è così perché da noi la laurea
>> è meno pagante che all'estero: se un laureato in
>> legge si ritrova in un call center ed un laureato
>> in fisica va a fare il posteggiatore, non è che
>> aumentando i laureati risolviamo i loro problemi,
>> tutt'altro.
>> Per il nostro mercato del lavoro (da terzo mondo,
>> ma è quesllo che abbiamo e dobbiamo farci i conti)
>> i laureati che abbiamo sono comunque troppi.
>> Pochi in valore assoluto, ma troppi per le
>> opportunità di lavoro che ci sono.
>
>sostanzialmente d' accordo, e poi il test d'
>ingresso è fondamentale per mantenere alto lo
>standard e la qualità: un conto è una struttura che
>provvede a 1000 persone un conto una che provvede a
>80... è forse un caso che le università private
>come la Bocconi che scremano l' utenzacon test
>duri(senza contare gli innumerevoli cavilli
>burocratici) figurano tra le prime d' europa? un '
>altra puntualizzazione al volo: se nn vado errato
>il diritto allo studio garantito dallo stato in
>Italia finisce con l' ultimo anno di superiori.

CIAO DR. LAWRENCE

andrytdg giovedì, 3 settembre 2009

Re: Selezione, selezione, selezione!

Sono d'accordissimo. Ci sono le ingiustizie ai test, come ci sono ai concorsi pubblici e in qualunque altro campo di questo paese lobbista, ma è pur sempre vero che bisogna risolvere il sovrappopolamento degli atenei. E ciò si può fare solo con un'operazione di scrematura all'ingresso. Migliaia di fannulloni universitari pesano allo Stato e non servono a nulla, anzi servono solo a sprecare soldi e a danneggiare chi studia sul serio. Se contiamo poi che statisticamente circa il 20% (o un numero che gli assomiglia) di persone che tentano i test nelle facoltà a numero chiuso, realizza un punteggio "INFERIORE ALLO ZERO". E non venitemi a dire che è colpa delle domande di cultura generale perchè è una boiata. Quelle domande sono massimo la metà del test. Per il resto sono domande su materie importanti per il corso di studi e di base per l'accesso a quest'ultimo.

La lotta dell'Udu dovrebbe essere quella del migliorare la modalità di accesso e di scrematura, e non quella di permetterla ai fannulloni (che nel nostro paese sono purtroppo la maggior parte). Di questo passo dove arriveremo?

Andrea

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