Mariastella Gelmini dichiara guerra alle università telematiche italiane. Nello specifico il ministro si è schierata
contro la facilità con la quale si ottengono i titoli di studio presso queste università ed annuncia che "serve un cambio di passo, agire prima che la situazione diventi patologica". Secondo il Ministro dell'Istruzione, infatti,
gli atenei online sono troppi rispetto al numero di studenti, che molto spesso si laureano in tempi più brevi rispetto ai "colleghi" delle università tradizionali, grazie soprattutto alla "facilità con cui vengono concessi crediti formativi", che derivano dall'esperienza lavorativa e professionale. Inoltre
la maggior parte degli insegnanti di questi atenei non insegnano a tempo pieno, ma sono spesso dipendenti di università tradizionali.
Per tutti questi motivi
il ministro Gelmini ha annunciato la "tolleranza zero" nei confronti di questi atenei (11 in Italia), dichiarando che
è necessario arrivare a formulare "regole certe, affidabili e improntate al rigore". Il ministro ha chiesto ai propri collaboratori di "stringere i tempi" sul regolamento delle università telematiche, che "era previsto dalla Legge finanziaria del 2003" ma non è ancora stato varato. Dai primi dati raccolti su questi atenei, il ministro ha dichiarato: "A un primo esame della situazione sulla base di dati già disponibili, non posso fare a meno di rilevare alcune criticità molto rilevanti.
Mi attendo spiegazioni dettagliate e proposte di soluzione, per evitare che degenerino in una vera e propria patologia generalizzata".
Per il ministro gli atenei online dovrebbero essere considerati come
"una risorsa particolarmente utile per gli studenti lavoratori o fuori sede" e non come una "facile scorciatoia" per ottenere il titolo di studio in minor tempo.
Quali sono i principali problemi di questi atenei? Prima di tutto la
facilità con cui si ottengono crediti in base a "conoscenze e abilità professionali certificate". In questo modo sono molti gli studenti che si iscrivono a queste università per saltare, magari, un anno di studio grazie ai crediti formativi ottenuti.
Negli ultimi anni il numero degli iscritti è aumentato del 900%, passando dai 1.529 del 2004/2005 ai quasi 14.000 attuali. Una percentuale (0,7%) ancora bassa rispetto a chi si iscrive alle università tradizionali, ma l'aumento sembra essere indicativo di una situazione che potrebbe diventare preoccupante.
Inoltre
mentre aumentano gli iscritti, diminuiscono tuttavia le matricole del primo anno. Proprio perché, grazie all'attribuzione di crediti dall'esperienza lavorativa, la maggior parte degli studenti possono iscriversi direttamente al secondo anno del corso di laurea.
Circa il 56,7% degli iscritti negli atenei online ha approfittato di questa situazione. Per i funzionari del ministero, "in almeno tre università telematiche italiane" gli studenti che hanno ottenuto crediti con l'esperienza sono più dell'80% degli iscritti.
Secondo il Cnsvu (Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario) gli atenei telematici italiani sono troppi, soprattutto se si confrontano i dati degli altri paesi d'Europa, dove al massimo ci sono 1 o 2 università telematiche: "
Il bacino di studenti non è così ampio da giustificare la presenza di 11 università. Per questo c'è il rischio che il sistema vada in crisi e che si sacrifichi la qualità del servizio offerto agli allievi". Il ministro Gelmini ha concluso il discorso sulle università telematiche sostenendo: "
Non intendo consentire, soprattutto nel permanere del valore legale del titolo di studio,
che le lauree rilasciate dalle università telematiche possano discostarsi da parametri di qualità ritenuti inderogabili per tutti gli altri atenei".
crediti
Boh io di tutti questi crediti "regalati" dalle facoltà online non ne so nulla.
Avendo intenzione di iscrivermi ad una di queste mi sono fatto fare la valutazione da due tra le più conosciute, una me ne riconosce 11, l'altra 12. Questo per 13 anni di esperienza in campo contabile/amministrativo a relativa iscrizione alla facoltà di economia.
L'università online resta l'unica soluzione per me che lavorando full time non avrei alcuna possibilità di seguire le lezioni presso una tradizionale.
Ora però rimango molto indeciso presso quale università iscrivermi, c'è qualcuno che è in grado di darmi un consiglio?
Grazie.
A studiare!
La pacchia è finita!
Gelmini non è stupida è solo che non si applica ....
Posso dire che questa è una delle poche cose giuste e mi sa l'unica cosa giusta che la Gelmini abbia detto (ora bisognerà vedere come agirà). Comunque chiaramente fare i confronti tra le due università non è facile, io so solo che vidi tempo fa un servizio di report nel quale facevano vedere come era facile acquisire crediti nelle uni telematiche(ne hanno fatte vedere 3 diverse), bastava che tu dicessi a voce senza alcuna prova che avevi fatto per esempio la cameriera e loro arrivavano a darti fino a 45 cfu di contesto. Capite bene che non è una cosa tanto bella, io per farne 10 in più ho dovuto studiare per un anno continuo studiando sabato e domenica con pochi giorni veri senza studiare, mentre un altra persona in 2 minuti ha fatto tutto questo. A me non sembra una cosa equa, ed anche per questo queste università almeno per adesso sono delle barzellette. Semmai dovrebbero aprire un canale telematico nelle università normali . Comunque per chi sostiene che le private sono meglio delle pubbliche , cè prima da andare a controllare il nome di tali università privata e in Italia tranne un paio (tipo la Bocconi dove vogliono 8mila euro l'anno per l'isrizione)il resto sono pietose e servono solo per far prendere la laurea a chi non è in grado di prenderla in una pubblica
R: Gelmini non è stupida è solo che non si applica ....
Parli della stessa Bocconi dove miei amici hanno dato Diritto Privato suddividendo l'esami in 4-5 parti ? Io da iscritto in una Università Telematica ho diritto privato di 12 CFU in un solo esame! 1200 Pagine!
dichiarazione
Lavoro da 20 anni presso una università pubblica e studio presso una università telematica.
Nella mia esperienza lavorativa, trascorsa in gran parte presso la segreteria studenti, ne ho viste di tutti i colori:
- piani di studio approvati con favoritismi ed eccezioni particolari al fine di agevolare chi non riusciva a lurearsi in quanto incapace di superare determinati esami, poi esclusi anche se reputati fondamentali nei corsi in questione;
- colleghi/dipendenti (anche molti uscieri) dell'Ateneo che sono riusciti a laurearsi con pochissimo sforzo grazie alle ovvie conoscenze;
- convenzioni con polizia/finanza oppure altre modalità che hanno consentito il riconoscimento fino a 120 CFU, prima del decreto Mussi, accaparrandosi iscritti comodi per le tasche dell'Ataneo;
- docenti poco presenti che spesso delegano ai loro collaboratori l'erogazione dei corsi in quanto presi da impegni più gratificanti per la loro carriera;
e potrei continuare con le pecche che si verificano all'interno di un Ateneo pubblico.
Per desiderio di apprendimento ho deciso di iscrivermi, per la prima volta nella mia vita, all'università al fine approfondire e rendere più completa la mia preparazione in ambito lavorativo.
Al di là della tipologia di corso, non presente nell'Ateneo dove lavoro, ho scelto fin dall'inizio di iscrivermi presso una uiversità telematica, più facilmente gestibile per il tipo di vita che conduco oggi, ad oltre 40 anni, lavorando e con una famiglia.
Premetto che non solo le conoscenze maturate nei 20 anni di lavoro ma anche i rapporti stretti di parentela che ho con un docente dell'Ateneo dove lavoro mi avrebbero sicuramente facilitato il precorso.
Ciò nonostante ho intrapreso con grande entusiasmo il mio percorso di studentessa in un Ateneo dove fossi anonima, e non solo posso confermare la validità dei docenti, spesso provenienti anche da Atenei pubblici, ma posso sicuramente affermare che tutti i risultati da me raggiunti ad oggi sono solo attribuibili alle mie capacità e al mio rendimento in sede d'esame. Gli esami si svolgono tutti di persona, a porte aperte, ed i voti variano da 18 a 30, talvolta ho assistito a colleghi poco preparati che sono andati via senza aver superato l'esame.
Tengo a sottolineare l'importanza delle università telematiche che permettono a chiunque, in tutto l'arco della vita ed a prescindere dalla condizione in cui si trovi, di poter appagare il proprio desiderio di apprendimento consentendo la fruizione dei corsi in qualsiasi momento e favorendo l'ottimizzazione del tempo a disposizione, soprattutto per gli studenti lavoratori che costituiscono il maggior numero (o quasi esclusivamente) di iscritti a tali corsi.
Sottolineo ancora che gli studenti che come me hanno scelto una università telematica non hanno tolto fondi alle università pubbliche in quanto non vi si sarebero mai iscritti poichè impossibilitati a seguire i corsi così come sono impostati in tali Atenei, ancor di più se si considera che molti studenti/lavoratori non vivono in luoghi dove esiste una univerità.
Mi permetto invece di suggerire, agli Atenei pubblici, di prendere in seria considerazione la possibilità di gestire anche loro dei corsi on-line, favorendo così la concorrenza e la competitività che sono alla base dei processi di miglioramento.
Additare le università telematiche accusandole di riconoscimenti esagerati mi risulta fuori luogo, tali riconoscimenti, quando avvengono, sono nei limiti previsti dalla legge e per professionalità realmente acquisite e documentabili. Infine, le università telematiche sono già soggette al riconoscimento del ministero che, a tal fine, effettua tutte le verifiche del caso. Perchè mai puntare ancora il dito? Siamo o non siamo in un’epoca in cui si parla d’altro che di e-learning, di digitalizzazione e telematizzazione? ….. ma evidentemente gli scopi che prevalgono sono solo politici......ahimè, come sempre!!!
R: dichiarazione
blablabla...tutto 'sto bel discorso che viene inficiato dalla tua ultima frase...almeno fosse stata rivolta contro il governo e la destra avrebbe potuto avere un senso...ma dato che invece da destra proviene...peccato...eri davvero convinvente ma hai voluto buttarci in mezzo la solita frase contro la sinitra...peccato davvero:-(
R: R: dichiarazione
la politica, tutta la politica, di qualsiasi colore sia, mira da sempre solo esclusivamente a salvaguardare l'ineresse stesso dei politici..... ecco perchè l'Italia oggi è in questa situazione .... il mio non è un discorso di parte è un discorso oggettivo che deriva da una effettiva realtà....
R: R: R: dichiarazione
too late...ormai quel che hai scritto hai scritto...e sì è capito che dietro al tuo discorso "oggettivo" si celava la solita propaganda politica...peccato :-(
R: R: R: dichiarazione
Scusa omg, ma secondo te non è necessario regolamentare queste realtà?
Una regolamentazione secondo me ci vorrebbe anche per i master. Troppi corsi in giro sono qualificati come master ma sono ben lontani dall'esserlo.
R: R: R: R: dichiarazione
guarda...non mi esprimo sull'opinione espressa dall tipa sopra...per il semplice fatto che l'opinione non è obbiettiva ma politicizzata...ciao
laureata
io sn laureanda a palermo, ma lavoro per un'università on-line e mi chiedo: è normale che avendo opagato una tassa di laurea domattina debba fare una levataccia x' in segreteria nn sn in grado di sistemare il mio piano studi e debba essere io a dettare una ad une le materie??????????
dove è l'eccellenza delle statali????????????????????????
R: laureata
Ilenia, se per te l'eccellenza universitaria è avere delle segretrie che funzionino, forse hai sbagliato ad iscriverti all'università.
Lo scopo primo dell'università sarebbe fare ricerca, produrre cultura, formare dei professionisti.
Se le università avessero tutte docenti di alto livello, poco male se magari la burocrazia delle segreterie ci fa perdere qualche minuto in più.
R: R: laureata
si ma spesso è proprio la burocrazia ke ti fa passare la voglia d studiare!
R: R: R: laureata
> si ma spesso è proprio la burocrazia ke ti fa passare la voglia d studiare!
Questa è la scusa tipica di chi non c'ha voglia di fare un cazzo.
R: R: R: R: laureata
io sn alla mia secoda tesi in una delle più toste università statali, e contemporaneamente lavoro da 3 anni, se x te questo significa nn fare un cazzo!!!!!!!!!!!!!!dico solo ke pratiche più snelle semplificano la vita e relatori più presenti sarebbero graditi!!!!!!!!!!!!!!!!!
R: laureanda!
ah, e delle mateie da un cfu affibiate anke se non pertinenti solo x dare la cattedra al docente? viva l'eccellenza!