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Sparatoria all'università di Baku: 13 morti

Uno studente dell'università dell'industria petrolifera di Baku ha aperto il fuoco contro i compagni causando la morte di 13 persone tra studenti, insegnanti e personale dell'università. Il giovane dopo si è suicidato. E vicino Roma, uno studente di 15 anni è stato accoltellato da un compagno di scuola

di Barbara Leone 30 aprile 2009

pistolaMattinata di sangue tra studenti. Uno studente dell'Università dell'industria petrolifera di Baku, capitale della Repubblica del Caucaso ha aperto il fuoco tra i suoi compagni, causando la morte di circa 13 persone. Inizialmente era stata diffusa dalla televisione di stato dell'Azerbaigian la notizia che i killer fossero due, poi smentita. L'agenzia russa Ria ha reso noto che le vittime sarebbero 8 studenti, una insegnante, alcune persone che lavoravano nell'università e lo stesso killer, che dopo aver sparato contro gli altri studenti, si è suicidato. Inoltre circa 10 persone sono rimaste ferite.

Secondo alcuni testimoni, prima della sparatoria sarebbe scoppiata una rissa tra alcuni studenti all'interno del cortile universitario. Potrebbe quindi essere questa la causa che ha spinto il giovane ad aprire il fuoco contro le persone presenti in quel momento. Lo studente ha poi preso in ostaggio alcune persone ed infine si è sparato un colpo alla testa. Il giovane sarebbe di origine georgiana. La polizia è giunta sul posto immediatamente per effettuare i rilievi. Al momento comunque non è ancora stata resa nota la dinamica ufficiale dei fatti

A San Vittorino Romano, vicino a Roma, invece, uno studente di 15 anni anni della scuola media Giovanni Falcone è stato accoltellato da un compagno di classe prima dell'inizio delle lezioni. L'aggressore, un ragazzo romeno più piccolo di un anno, è stato fermato dai Carabinieri, mentre lo studente ferito al fianco è ricoverato all'ospedale Sandro Pertini di Roma e non è in pericolo di vita. Secondo la prima ricostruzione dei Carabinieri, in base ai racconti di altri studenti presenti alla scena, tra i due studenti sarebbe scoppiata una lite e lo studente romeno avrebbe estratto un coltello a serramanico col quale ha colpito l'amico. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aveva già chiesto di "inasprire le pene e permettere l'arresto di chi gira con un coltello in tasca", in quanto "quello che emerge è l'uso nefasto di coltelli e taglierini da parte di giovanissimi. Serve accelerare la normativa che ci permetta veramente di impedire che si portino in tasca armi bianche. Dobbiamo aumentare le pene per evitare circostanze che si possono trasformare in tragedia".

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