Tante le
polemiche dopo che il ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini ha definito
"inutile" la laurea in
Scienze della Comunicazione.
"Piuttosto che tanti corsi di laurea inutili in Scienze delle Comunicazioni (sic) o in altre amenità - ha detto la Gelmini a Ballarò
- servono profili tecnici competenti che incontrino l'interesse del mercato del lavoro".
La lettera alla GelminiSimona Melani, una laureata, ha scritto una lettera aperta alla Gelmini chiedendo un risarcimento per gli anni spesi a studiare "inutilmente". Ma
davvero i laureati in Scienze della Comunicazione sono così
inutili sul mercato del lavoro? C'è chi ne dubita, come
Giovanna Cosenza, professoressa dell'Università di Bologna.
I dati di AlmalaureaSul suo blog la professoressa Cosenza spiega nel dettaglio come dai dati di
Almalurea emerga l'esatto contrario:
"Dall'osservatorio Almalaurea emerge innanzitutto - scrive Giovanna Cosenza
- che i laureati del 2004 in Scienze della Comunicazione, a cinque anni dalla laurea, lavorano nell'87% dei casi, mentre la media nazionale è dell'82%.
Anche i neolaureati triennali in Scienze della Comunicazione del 2008 - continua la docente
- lavorano più della media nazionale: 49% contro 42,4%"Quanto alle
lauree specialistiche nel settore della comunicazione anche qui i dati riportati dalla Cosenza non sono
affatto negativi per i laureati in Scienze della Comunicazione:
"60% di occupati nel settore della comunicazione, contro il 57% della media nazionale".
"Precarietà e stipendi bassi sono i lati negativi"

Le
vere note negative per coloro che prendono una laurea in questo settore sono la
maggiore precarietà e gli
stipendi più bassi rispetto alla media:
"Il 33% dei laureati in Comunicazione nel 2004 hanno ancora un lavoro precario, contro una media nazionale del 24%; e percepiscono uno stipendio lievamente più basso: 1.279 euro mensili netti contro i 1.328 del complesso"."Ci sono pregiudizi"Il
mercato del lavoro quindi non valorizza i laureati in
Scienze della Comunicazione come a volte senz'altro meriterebbero. Ha poco "appeal" per i datori di lavoro la laurea in Sci De Com. O almeno così sembra.
"A causa di questi pregiudizi - scrive la Cosenza
- se un'azienda fa un colloquio a un neolaureato in ingegneria bravo e uno in comunicazione altrettanto (o più) bravo, decide quasi per automatismo di pagarlo meno: l'ingegnere vale di più a priori".
Link utili
Lettera di una laureata al ministro Gelmini
Il blog della professoressa Giovanna Cosenza
lavoro nel call center?
Bisognerebbe vedere anche che "tipo" di lavoro, contando solo quelli che hanno il contratto a tempo indeterminato ed escludendo i lavori "di ripiego". Chiaro che se una laureata in SdC fa la cameriera risulta "occupata", ma di fatto fa un lavoro per cui non serviva laurearsi.
Oltre ai pregiudizi, SdC soffre anche di essere una laurea troppo inflazionata, scelta per esclusione da chi giudica "noiose" giurisprudenza, ingegneria, medicina, chimica, ecc.. Quando l'offerta supera di gran lunga la domanda, i prezzi scendono.
Ci vuole il numero chiuso a SdC, e una spietata selezione che elimini i perditempo. Altrimenti rimarrà una laurea da "veline".
R: lavoro nel call center?
Colgo l'occasione della tua risposta per puntualizzare che moltissimi corsi di laurea in comunicazione sono di fatto a numero chiuso con test di ingresso. Quando sono entrata io a comunicazione, 5 anni fa, all'Università di Pavia, il numero era programmato a 180. Di quei 180 molti si sono persi per strada, arrivando, quindi, a un totale di circa 100 laureati, abbondando, del mio anno, per la laurea triennale. Molti, non hanno proseguito oltre. Io ho cambiato ateneo per la magistrale e come iscritti saremmo stati una trentina (di cui alcuni persi per strada anche lì). Totale laureati alla magistrale: 15 a dir tanto.
Siamo davvero così tanti?
x tutti
ragazzi ma che dite?! il mondo funziona sulla comunicazione..tutto ciò che vi circonda è comunicazione! e questo paese è una merda proprio perchè c'è ancora la mentalità del "figlio del dottore". e poi ci si stupisce che la gente intelligente se ne va di qua! i programmi dove qull'ignorante va a fare i suoi sproloqui inutili e gratuiti cosa crediate che siano..?! se lei ricopre certi ruoli e si mette in contatto col pubblico come ha fatto in passato è grazie e attraverso comunicazione, media...ha uno staff di comunicatori che lavorano per lei.. e vogliamo parlare dell'amico suo silvio berlusconi? ma per favore non diciamo cazzate dai... se non lavorate prendete su e andate dove riconoscono cultura, dedizione e talento invece di stare qua a lamentarvi..che tanto l'italia è governata da sta gente e così rimane.. barattate le parole con l'ambizione!! e sulla gelmini non mi esprimo piu di tanto..si commenta già da sola. invece di fare tagli alla scuola,dovrebbe investirci e TORNARCI!
ma cosa ci vogliono raccontare!
Veramente io ho trovato molti sondaggi sul complesso delle facoltà umanistiche in cui si mostrava che sì gli umanisti lavoravano di più e prima ma altri sondaggi dimostravano che spesso erano lavori molto saltuari e con poca attinenza agli studi fatti!
Io stesso ne sono un esempio...non dico che nel mio lavoro non c'è nessuna attinenza...al massimo la mia marcia in più è data dalla cultura generale e dalla sensibilità in più....penso normale anche in professione caratteristicamente umaniste....figuriamoci quindi! Cosa ci vogliono raccontare qui!
Del resto gli umanisti dovrebbero saperlo: siamo nell'era del saper fare dove il sapere nel senso più alto di chi vede da una prospettiva d'insieme non ha più senso!
confronto
Onestamente non capisco il confronto con un laureato in ingegneria.Se una azienda ha bisogno di un ingegnere assume un ingegnere se ha bisogno di un esperto in comunicazione assume un esperto in comunicazione, non capisco come con due lauree diverse si possa pensare di fare lo stesso lavoro.Ciò premesso non conosco i dati dell' inserimento nel mondo del lavoro dei laureati in questo settore ma mi rendo conto che il settore esiste l' importante è che gli studi siano fatti bene e che ovviamente si venga assunti per ciò per cui si studia.Per il guadagno conosco ragazzi ingegneri che guadagnano 1200 euro quindi non state messi nemmeno tanto male.
R: confronto
Con la differenza che se devono assumere un esperto in comunicazione chiamano uno da psicologia.
R: confronto
Io guarderei il dato lavoro-attinenza agli studi. è vero che al giorno d' oggi tutto è comunicazione, ma se i laureati di SDC finiscono a fare i segreteri, tanto valeva che non studiassero. Vorrei sapere quanti di quei laureati finiscono in agenzie pubblicitarie, o nelle divisioni marketing delle aziende, o in televisione...
R: R: confronto
Beh...io mi sono laureata in SDC (laurea magistrale) il 12 Novembre del 2010, praticamente da pochissimo. Non mi ero ancora laureata che avevo già cominciato uno stage di 6 mesi in un'azienda multinazionale, con ottime prospettive per un'assunzione dopo il periodo di prova. Non faccio la segretaria, ma lavoro nell'ufficio marketing e comunicazione e sono molto contenti di come lavoro.
Anche altri miei amici, ex colleghi di corso, laureati o laureandi in SdC, inizieranno o hanno già iniziato degli stage retribuiti con finalità all'assunzione e tutti finalizzati all'inserimento. In quale ambito? Comunicazione, ovviamente! C'è anche chi ha aperto la partita iva e lavora come consulente per studi di comunicazione! Le opportunità sono molte...e la cosa strana è nessuno di noi è raccomandato...
Questa è la verità del mio piccolo mondo; forse sono solo "eccezioni"...fatto sta che riporto ciò che vedo e vivo sulla mia pelle...
R: R: R: confronto
Ragazzi... stage... con possibilità di...?
Facoltà umanistiche sì... ma che portino ai concorsi!
Se volete fare i giornalisti cominciate a lavorare o iscrivetevi alle scuole di specializzazione dell'ODG!
R: R: R: R: confronto
Concordo pienamente...
laureata nel 2003, privilegiata perchè ho trovato quasi subito lavoro e con un contratto stabile dopo "soli" 5 anni...ma è anche vero che ciò che faccio non ha attinenza con gli studi fatti.
Cosa?? 1200 euro al mese netti??? ma quando???? con straordinari...forse...
Questo perchè mi sono stufata delle proposte di stage non retribuite e/o senza possibilità di assunzione.
Scelta mia di uscire da questo mondo che ti dà da mangiare a fatica...ma chi può dirlo se è andata meglio a me o a compagni di corso che, lavorano sì in agenzie di eventi, in nero(!) o che si ritrovano ad accettare contratti della durata mensile, part-time, sottopagati e con un datore di lavoro che li lascia a casa per motivi comportamentali: dopo la mezza giornata lavorativa contrattuale non si fermano in ufficio qualche ora in più (non pagati, a lavorare x la gloria ovviamente!).
R: R: R: R: R: confronto
Avete ragione sugli stage, ma non credo che il problema sia necessariamente da imputare al tipo di percorso di studi intrapreso. Penso che sia un problema più diffuso e collegato al mercato del lavoro, che si è reso conto di poter sfruttare giovani menti fresche di idee e competenze nuove, senza sborsare il becco di un quattrino.
A me, per ora, non sta andando male, anche perchè se per i lavori veri vogliono esperienza se non la accumulo con gli stage dove la faccio? Dormendo tranquilla a casa no di certo.