Una
città fantasma: così Tiziana, studentessa della
Scuola di Giornalismo dell'Università Tor Vergata di Roma,
ci descrive la città dell'Aquila. Tiziana si
è recata nel capoluogo abruzzese come volontaria, con il
pullman dell'Agi, per cercare di dare il suo aiuto, per quanto
possibile. Arrivata a L'Aquila, ha trovato una città
desolante: nelle strade si possono incontrare giornalisti,
volontari e sfollati. Ciò che ha subito colpito
l'attenzione di Tiziana è la rete di volontari
presente sul luogo, che definisce "pazzesca". Centinaia di
persone arrivate in città per cercare di portare un po' di
sollievo ai terremotati.
Tiziana ha incontrato un gruppo di studenti tra i 19 ed i 23
anni di Sulmona, che, tramite l'Associazione Culturale di cui fanno
parte, hanno raccolto viveri e giocattoli per i bambini, che
sono stati portati nel campo d'accoglienza di piazza d'Armi, il
più grande della città, dove sono stati radunati
gran parte degli sfollati. Molti sono i bambini che si vedono disegnare
o giocare tra le tende installate dalla Protezione Civile per dare
riparo alle persone che non hanno più una casa o che non
possono rientrare nella propria abitazione perché
pericolante. Per far divertire i bambini sono giunti a
L'Aquila anche i dottori clown, che si stanno dando da fare
per far trascorrere qualche ora di allegria ai più piccoli.
Laura, tramite il forum di Studenti.it, ci ha raccontato la
sua esperienza: "La mia abitazione, che si trova a 2 minuti
da piazza Duomo, è totalmente inagibile, ed
è ancora in piedi solo grazie a una
ristrutturazione recente, ma le scale sono spezzate, camera
mia
un ammasso di calcinacci e i muri sono tutti spaccati... manca
solo il crollo! Mi ha salvata il letto di sopra del mio letto a
castello che ha raccolto i calcinacci, che, se avessi dormito di sopra,
come mio solito, mi avrebbero travolta. Una cosa del genere
è
indescrivibile: non ho più una casa, ho perso degli
amici, ma ho la VITA. Ora mi trovo in albergo sulla costa, e
qui c'è molta umanità e
solidarietà: è appena
venuta una ragazza che ci procurerà
capi d'abbigliamento con i soldi della sua
famiglia, la proprietaria di un negozio di abbigliamento
ci ha messo a disposizione capi intimi. Sono andata
a L'Aquila e ho visto molta organizzazione. Io non
so al momento come è la situazione nelle tendopoli, ma di
certo so che la notte fa sempre molto freddo,
quindi qualche coperta in più è sempre
ben accetta. So che ci sono molti bambini, anche neonati,
quindi latte, omogenizzati e pannolini
sono indispensabili. Al momento è questo quello che
so. Vi ringrazio con il cuore in mano: non
avete idea di quanto possa significare tutto questo per noi.
Senza il vostro aiuto la situazione sarebbe ancora
più tragica di quella che è. E' grazie alle
persone come voi che troviamo la forza di andare avanti e di
guardare al futuro con un briciolo di speranza... grazie di
cuore, grazie!".
Mary studia all'Aquila ed è scampata al terremoto:
"stando lì quella notte ho pensato seriamente di
morire: sembrava non finisse più e ringrazio
Dio di aver preso casa in prima periferia. Al centro
storico è andato quasi tutto giù e via XX
settembre dove c'era la casa dello studente è una via
inquietante. Viverla sulla propria pelle ti segna la vita, ma
sono super fortunata di poterne parlare visto che sono
viva. Aiuto in fatto di volontari e di persone che
possano aiutare non ne serve. Ho visto una grossa organizzazione e un
grossa presenza di vigili del fuoco, polizia, carabinieri,
esercito,.volontari. Servono aiuti economici, quelli
sì. Ma soprattutto serve che la terra smetta di
tremare, visto che sta tremando in continuazione! E vi assicuro che non
sono scossette da niente! Io per fortuna non sono de L'Aquila
e sono tornata in Puglia (almeno fisicamente), ma il
mio pensiero va a chi è di lì e non ha
più niente, a chi è rimasto sotto le macerie di
case andate giù come grissini e chi era sotto le macerie
della casa dello studente. Non ci sono parole: i TG purtroppo
non riescono a testimoniare cos'è diventata L'Aquila. Lo
spirito di desolazione, di tristezza, di insicurezza! Non so
proprio che fare".
Il
racconto di Mary della terribile notte tra domenica 5 e
lunedì 6 aprile 2009, che ha portato morte e distruzione
nella provincia de L'Aquila.
Come dare il proprio contributo per aiutare l'Abruzzo
Il Dipartimento della Protezione Civile
ha attivato tre conti correnti per le donazioni a favore della
popolazione colpita dal terremoto:
- Conto Corrente
IBAN: IT-72-U-03002-05207-000401124180 (per donazioni dall'estero Swift
code BROMITR1708)
Intestato a: Protezione Civile Nazionale - Emergenza Terremoto L'aquila
Unicredit Banca di Roma - Agenzia Roma Cavour B
- Conto Corrente
IBAN: IT-23-X-03069-05039-100000000140 (per donazioni dall'estero Swift
code BCITITMM)
Intestato a: Protezione Civile Nazionale - Emergenza Terremoto L'aquila
Intesa San Paolo - Filiale di Roma 06787
- Conto corrente postale numero 95863023
IBAN: IT-63-X-07601-03200-000095863023
Intestato a: Protezione Civile Nazionale - Emergenza Terremoto
L'aquila
L'Avis sta raccogliendo fondi da
destinare alla ricostruzione della Casa dello Studente
dell'Università dell'Aquila. Per partecipare si
può effettuare una donazione al conto
corrente IBAN: IT 13 D 02008 01601 000041415151. specificando
nella causale L'Aquila Casa dello Studente
Fino al 30 aprile sarà possibile donare 1
euro inviando un SMS da telefono cellulare oppure 2 euro chiamando da
rete fissa al numero 48580.
testimonianza
Qualche giorno fa ho letto una bellissima testimonianza su un giornalino edito da ragazzi che vivono nelle zone terremotate dell'Abruzzo, relativa al piccolo Antonio di 5 mesi di età, è stata la vittima più piccola di questo tragico evento.
http://www.site.it/terremoto-siteitzeronove-numero-3-del-giornalin o-ciclostilato-dei-ragazzi-di-san-demetrio/09/2009 /
Sarebbe bello che fosse pubblicata anche sul vostro sito.
Cordiali saluti
Maria Cecilia