Oggi a Roma, in piazza Navona, dalle ore 17:00 alle 21.00, si svolgerà la manifestazione contro il disegno di legge sulle intercettazioni, rinominato "legge bavaglio", che arriverà alla Camera il 29 luglio. La protesta approda anche in altre città d'Italia, come Milano, Torino, Bari, Palermo, Padova e Parma. Giornalisti, associazioni e sindacati si sono dati appuntamento a Roma per
far sentire la loro voce contro la legge che "intenderebbe limitare l'azione della magistratura e delle forze dell'ordine, il diritto di informare e la libertà di stampa nel nostro Paese", come si legge nella lettera diffusa e firmata da molti artisti e scrittori italiani, come Niccolò Ammaniti e Carlo Lucarelli.
Franco Siddi, segretario della Fnsi (Federazione nazionale della Stampa) ha già dichiarato che, in caso di approvazione della legge, i giornalisti sono pronti a creare "
forme di resistenza civile per aggirare la legge", come creare "
siti internet all'estero e preparare un vademecum per rendere inutile questa norma che presenta già evidenti profili di incostituzionalità".
Anche alcune associazioni studentesche sostengono la protesta e si schierano contro il disegno di legge. La
Rete degli Studenti ha dichiarato con un comunicato stampa che sarà in piazza per il diritto di essere informati: "
noi studenti parteciperemo alla manifestazione di piazza Navona contro tagli e bavagli per ribadire il nostro dissenso verso una legge che penalizza tutti i cittadini. Crediamo che la battaglia contro questa obbrobriosa legge non sia da relegare soltanto agli addetti ai lavori, ma sia una battaglia che riguarda tutti i cittadini, proprio perchè mette in dubbio la base delle democrazia: la liberà e la possibilità di sapere e di essere informati. Crediamo che questo governo stia mettendo in campo una campagna che mira a destrutturare il pensiero critico nel nostro paese, attaccando in primis quegli spazi di democrazia e partecipazione in cui esso si crea. E' questo il senso di tagliare sulla cultura, sulla scuola sull'università e sulla ricerca, e di eliminare la possibilità di informare e di essere informati".
Anche l'
Unione degli Universitari sarà in piazza "
contro "tagli e bavagli" per ribadire il profondo dissenso verso una legge sulle intercettazioni che grava sul diritto all'informazione e alla conoscenza del cittadino, pilastro su cui dovrebbe basarsi una democrazia". E
l'Associazione concorda con le parole della Rete degli Studenti, sostenendo che "
questo governo sta mettendo in campo una campagna che mira a destrutturare il pensiero critico nel nostro paese, attaccando strumenti e spazi di democrazia e partecipazione".
Quali cambiamenti porterà la legge in caso di approvazione? Ecco i punti principali. Potranno essere intercettati solo coloro sui quali pendono "gravi indizi di colpevolezza", per reati punibili con più di 5 anni di reclusione e reati gravi come mafia, terrorismo, sequestro di persona e stalking.
Le intercettazioni potranno durare al massimo 75 giorni, con eventuali e successive proroghe di 3 giorni e di 40 giorni per i reati più gravi. Si potranno piazzare microfoni in casa e nelle automobili per un massimo di 3 giorni, prorogabili per altri 3 giorni.
I giornalisti non potranno pubblicare gli atti integrali delle inchieste prima del termine dell'udienza preliminare, mentre le intercettazioni non potranno essere pubblicate prima del processo.
chi li ha votati rifletta....
Che illusi... Credono davvero che ad a anche una sola persona di questo governo interessi usare il potere che le hanno dato i cittadini per il loro bene? Che intenda combattere la mafia, uno dei più importanti alleati?? Che si muoverà mai per lo sviluppo del paese, per di più nel meridione??? Se credono davvero queste cose, allora sono dei poveri illusi... Speranze c'erano col governo precedente, ma qui non sono non c'è uno 0,1% di progresso, ma addiruttura c'è un 99% di regresso... Augurarsi una cosa è un conto, sperarci davvero un altro. Se esistesse il Death Note, il quaderno della morte, per chi non lo sapesse, non esiterei a destinare la mia anima al MU, né Paradiso né Inferno, pur di liberare prima l'Italia e poi il mondo non dai singoli criminali, prodotto di questa società ipocrita, finta, fondata sll'apparenza e, ahimè, ormai marcescente, ma da coloro che sono i responsabili della decadenza di questa società, che non solo non fanno alcunché per cambiarla, ma anzi hanno interesse che rimanga così, coinvolgendo parte sempre più grande di essa... Va be', mi sono sfogato, scusate per la lunghezza.