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4 aprile: gli studenti tornano in piazza a Roma

Le associazioni studentesche rilanciano la protesta e si preparano a scendere in piazza sabato 4 aprile a Roma, accanto ai lavoratori in occasione della manifestazione organizzata dalla Cgil

di Barbara Leone 2 aprile 2009

formazione d'emergenzaLe associazioni studentesche si preparano alla nuova mobilitazione, organizzata dalla Cgil, in programma a Roma per sabato 4 aprile. Con slogan diversi, partendo da "Non sulla nostra pelle" della Rete degli Studenti Medi ed arrivando a "Formazione d'emergenza" dell'Unione degli Universitari e a "Riaccendi la lotta" dell'Unione degli Studenti, sono tutti pronti a continuare la protesta contro la riforma della scuola superiore e delle università annunciata dal governo. 

La Rete degli Studenti, che sta organizzando treni speciali e pullman da molte province italiane, scenderà in piazza "con gli studenti universitari, con i ricercatori, con i pensionati, i disoccupati e i precari" per "chiedere che ci venga ridato indietro il nostro futuro: vogliamo più formazione, più scuola, più diritti per tutti". Secondo i rappresentanti della Rete degli Studenti, infatti, "la crisi avanza e il governo risponde continuando sulla strada dei tagli al nostro futuro. I tagli alla scuola si fanno sentire: aumentano i costi per gli studenti, saltano le lezioni, scompaiono i laboratori. Le scuole rimangono insicure e cadenti, e nonostante gli slogan la Gelmini con i fondi per l’edilizia scolastica fa il gioco delle tre carte", annunciando che sarà in piazza "per la democrazia, per la Costituzione, per fermare un governo che vuole approfittare della crisi per aumentare il proprio potere e schiacciare ogni pluralismo e ogni autonomia".

L'Unione degli Studenti ha annunciato che "ancora una volta gli studenti saranno a fianco dei lavoratori, quando sciopereranno per ribadire che i costi della crisi non li possono pagare le lavoratrici e i lavoratori, le classi sociali più deboli, le studentesse e gli studenti di questo Paese". Per questo l'UdS "sostiene lo sciopero promosso dalla Cgil e sarà in piazza a Roma insieme alle lavoratrici e ai lavoratori di tutto il Paese contro le politiche scellerate del Governo Berlusconi" e "gli studenti non possono che sostenere tali iniziative di opposizione sociale".

L'Unione degli Universitari propone "misure specifiche per sostenere e rilanciare l’Università e garantire a tutti un reale diritto allo studio anche e soprattutto in questa fase di crisi". Secondo l'Udu in un "quadro di forte e strutturale debolezza, le risposte del governo alla crisi risultano del tutto insufficienti e inadeguate. Ed emerge chiaramente il disegno della maggioranza di utilizzare la crisi per mettere in campo un’azione di cambiamento radicale delle regole della nostra democrazia, che va dall’attacco alla Costituzione fino ai tentativi di snaturare e modificare nel suo DNA il ruolo del sindacato confederale e più in generale delle forze di rappresentanza sociale". L'Udu ritiene che è possibile cambiare l'Università e che il Governo può mettere in atto "misure per garantire il permanere di un sistema di formazione pubblico ed un sostegno affinché anche in una fase di crisi i giovani continuino ad avvicinarsi all’università indipendentemente dalle proprie condizioni economiche leggendo l’investimento sulla formazione come un investimento sul futuro".

Per questo motivo l'Unione degli Universitari ha preparato un vero e proprio programma con richieste specifiche dirette al Parlamento ed al Governo:
- abrogazione della Legge che istituisce in Italia il numero chiuso e approvazione di una nuova legge sull’accesso all’università che garantisca a tutti pari opportunità di proseguire gli studi;
- abolizione degli ordini professionali, retaggio medievale e ulteriore barriera per i giovani sulla strada della propria realizzazione;
- non toccare il valore pubblico della formazione e abolire la possibilità di trasformare gli Atenei in fondazioni;
- non toccare il valore legale del titolo di studi: no alle privatizzazioni, perché la formazione continui ad essere un bene pubblico;
- adeguamento dei parametri ISEE per l'attribuzione dei benefici erogati dagli Enti per il Diritto allo Studio che amplii la platea degli aventi diritto;
- stabilire a livello nazionale il vincolo che i sistemi di tassazione universitari si basino su una fasciazione continua, evitando in questo modo che studenti con un reddito di poco differente paghino tasse consistentemente differenti;
- no all’aumento delle tasse universitarie e redistribuzione più equa delle spese;
- interventi straordinari di sostegno al Diritto allo Studio per chi proviene da famiglie colpite dalla crisi, a partire dalla gratuità delle mense e dei trasporti locali e dalla rimodulazione immediata della seconda rata delle tasse;
- istituzione di un fondo perché gli studenti possano usufruire di un prestito a tasso zero con cui coprire i primi mesi d'affitto e le prime spese per la casa.

Il kit anticrisi della Rete degli Studenti per le scuole superiori

Il kit anticrisi dell'Udu per le università

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