Le
associazioni studentesche si preparano alla nuova
mobilitazione, organizzata dalla Cgil, in programma a Roma per sabato 4
aprile. Con slogan diversi, partendo da "Non sulla
nostra pelle" della Rete degli Studenti Medi ed arrivando a "Formazione
d'emergenza" dell'Unione degli Universitari e a "Riaccendi
la lotta" dell'Unione degli Studenti, sono tutti pronti a
continuare la protesta contro la riforma della scuola superiore e delle
università annunciata dal governo.
La Rete degli Studenti, che
sta organizzando treni speciali e pullman da molte province italiane, scenderà
in piazza "con gli studenti universitari, con i ricercatori, con i
pensionati, i disoccupati e i precari" per "chiedere che ci venga
ridato indietro il nostro futuro: vogliamo più
formazione, più scuola, più diritti per tutti".
Secondo i rappresentanti della Rete degli Studenti, infatti, "la crisi
avanza e il governo risponde continuando sulla strada dei tagli al
nostro futuro. I tagli alla scuola si fanno sentire: aumentano
i costi per gli studenti, saltano le lezioni, scompaiono i laboratori.
Le scuole rimangono insicure e cadenti, e nonostante gli slogan la
Gelmini con i fondi per l’edilizia scolastica fa il gioco
delle tre carte", annunciando che sarà in piazza "per la
democrazia, per la Costituzione, per fermare un governo che vuole
approfittare della crisi per aumentare il proprio potere e schiacciare
ogni pluralismo e ogni autonomia".
L'Unione degli Studenti ha
annunciato che "ancora una volta gli studenti saranno a fianco dei
lavoratori, quando sciopereranno per ribadire che i
costi della crisi non li possono pagare le lavoratrici e i lavoratori,
le classi sociali più deboli, le studentesse e gli studenti
di questo Paese". Per questo l'UdS "sostiene lo sciopero
promosso dalla Cgil e sarà in piazza a Roma insieme alle
lavoratrici e ai lavoratori di tutto il Paese contro le politiche
scellerate del Governo Berlusconi" e "gli studenti non possono che
sostenere tali iniziative di opposizione sociale".
L'Unione
degli Universitari propone "misure specifiche per sostenere e
rilanciare l’Università e garantire a tutti un
reale diritto allo studio anche e soprattutto in questa fase
di crisi". Secondo l'Udu in un "quadro di forte e strutturale
debolezza, le risposte del governo alla crisi risultano del tutto
insufficienti e inadeguate. Ed emerge chiaramente il disegno della
maggioranza di utilizzare la crisi per mettere in campo
un’azione di cambiamento radicale delle regole della nostra
democrazia, che va dall’attacco alla Costituzione fino ai
tentativi di snaturare e modificare nel suo DNA il ruolo del sindacato
confederale e più in generale delle forze di rappresentanza
sociale". L'Udu ritiene che è possibile cambiare
l'Università e che il Governo può mettere in atto
"misure per garantire il permanere di un sistema di formazione pubblico
ed un sostegno affinché anche in una fase di crisi i giovani
continuino ad avvicinarsi all’università
indipendentemente dalle proprie condizioni economiche leggendo
l’investimento sulla formazione come un investimento sul
futuro".
Per questo motivo l'Unione degli Universitari ha preparato un
vero e proprio programma con richieste specifiche dirette al Parlamento
ed al Governo:
- abrogazione della Legge che istituisce in Italia il numero chiuso
e approvazione di una nuova legge sull’accesso
all’università che garantisca a tutti pari
opportunità di proseguire gli studi;
- abolizione degli ordini professionali, retaggio medievale e
ulteriore barriera per i giovani sulla strada della propria
realizzazione;
- non toccare il valore pubblico della formazione e
abolire la possibilità di trasformare gli
Atenei in fondazioni;
- non toccare il valore legale del titolo di
studi: no alle privatizzazioni, perché la
formazione continui ad essere un bene pubblico;
- adeguamento dei parametri ISEE per l'attribuzione dei
benefici erogati dagli Enti per il Diritto allo Studio che amplii la
platea degli aventi diritto;
- stabilire a livello nazionale il vincolo che i sistemi di
tassazione universitari si basino su una fasciazione continua, evitando
in questo modo che studenti con un reddito di poco differente paghino
tasse consistentemente differenti;
- no all’aumento delle tasse universitarie
e redistribuzione più equa delle spese;
- interventi straordinari di sostegno al Diritto allo Studio
per chi proviene da famiglie colpite dalla crisi, a partire dalla
gratuità delle mense e dei trasporti locali e dalla
rimodulazione immediata della seconda rata delle tasse;
- istituzione di un fondo perché gli studenti possano
usufruire di un prestito a tasso zero con cui coprire i primi mesi
d'affitto e le prime spese per la casa.
Il kit anticrisi della Rete degli
Studenti per le scuole superiori
Il kit anticrisi dell'Udu per le
università