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Scienze della Comunicazione una laurea inutile? Simona Melani chiede il rimborso al Ministro Gelmini

Martedì 11 gennaio 2011 Mariastella Gelmini a Ballarò ha dichiarato che compito del suo Ministero è creare più raccordo tra formazione e mondo del lavoro, eliminando corsi di laurea inutili come Scienze della Comunicazione. Simona Melani, laureata proprio in Scienze della Comunicazione, ha scritto al Ministro chiedendo un risarcimento per gli anni spesi a studiare "inutilmente". Ecco la sua lettera pubblicata su Facebook, che ha raccolto miagliaia di consensi

di Marta Ferrucci 17 gennaio 2011
"Gent.ma Ministro Gelmini,
 
   ho 25 anni, sono laureata in Scienze della Comunicazione e mi sto specializzando in pubblicità.
Molte volte mi sono sentita dire, un po' per scherzo e un po' sul serio, che il mio era un corso di laurea “facile” e che un mio trenta in Sociologia o non valeva neanche la metà di un 25 preso da uno studente di giurisprudenza in diritto penale o di un 18 in Anatomia.
 
Ho risposto sempre con il sorriso sulle labbra a chi dubitava dell'utilità dei miei studi: ho risposto lavorando di giorno e studiando di notte, ho risposto trovando sempre degli ottimi lavori, senza raccomandazione e nei quali ho messo a frutto i miei studi.
 
simonaDall'aria che tira, mi pare di capire che su un'eventuale Arca di Noè, non ci sarebbe spazio per noi poveri professonisti della comunicazione. Non per me, né per i creativi, né per gli stagisti che a centinaia lavorano nelle aziende dell'impero mediatico del presidente del consiglio. Noi non serviamo, le nostre lauree non servono.
 
Sono inutili anche tutti quei comunicatori, esperti di immagine creativi e chi più ne ha più ne metta che in questi anni non solo hanno permesso l'aumento esponenziale del fatturato delle aziende del Presidente del consiglio, ma che lo hanno anche supportato nella sua discesa in campo e che studiano le sue mosse e quelle del suo partito.
 
Le sue parole a Ballarò, poche e passate forse in sordina ai più, “abolire le lauree inutili in Scienze della Comunicazione” sono state come un colpo di pistola. Se lo dice il ministro, mi sono detta, sarà vero. Io mi fido delle istituzioni, sa?
 
E allora come mai permettete il proliferare di università private che chiedono 30.000 euro per un master in comunicazione? O è truffa o è circonvenzione d'incapace. In entrambi i casi, un reato.
 
Ho frequentato l'università pubblica, il mio corso di laurea è stato autorizzato dal ministero da lei presieduto. Quindi io sono stata truffata dallo Stato. E pretendo un risarcimento.
 
Ho fatto un breve calcolo: 5 anni di tasse, di affitto – sono una fuorisede – di libri, di abbonamento ai trasporti, bollette e spese varie fanno circa 10.000 euro. Se a questo ci aggiungiamo il danno biologico – studiando la notte e lavorando di giorno, il mio fisico ne ha risentito – e i danni morali e materiali arriviamo a 20 mila euro. Che ho intenzione di chiedere all'Università di Palermo e al Minstero dell'Istruzione. Io in cambio chiedo l'annullamento della mia laurea e mi impegno a reinvestire i soldi del risarcimento in una bella laurea in giurisprudenza. E in un biglietto A/R per Reggio Calabria. Sa com'è... per l'abilitazione.
 
Sono certa che, nell'eventuale causa, Lei mi fornirà tutto il supporto e l'appoggio possibili.
Cordialmente,
Simona Melani"

GUARDA IL VIDEO CON LA DICHIARAZIONE DEL MINISTRO GELMINI


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Commenti

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Io sabato, 6 ottobre 2012

Facile soluzione

La questione a parer mio è di facile soluzione.

Posto che esistono corsi (non parlo di corsi di laurea ma di materie) inutili, e che vanno aboliti proprio perché non danno né una cultura attinente agli studi, né una preparazione pratica, passiamo ai corsi di laurea.

La risposta c'è, si chiama numero chiuso. Non piace quest'espressione, ma secondo me è l'unica.
Si analizza la situazione lavorativa attuale, si fanno delle stime di quanti e quali figure professionali servono tra 5 anni, e si regolano i numeri. Adesso ci sono tot medici. Tra 5 anni tot medici andranno in pensione, prevediamo che si liberino circa tot posti. Per cui nelle facoltà di Medicina daremo l'accesso a tot studenti, che dovrebbero riuscire a trovare un impiego tra tot anni.
Certo, non puoi calcolare il numero con precisione, ma è un inizio.

Qua il problema non è l'utilità o meno della laurea. La laurea in SdC può anche essere utile per alcune cose, (io non parlo molto perché non la frequento). La laurea in Lettere può servire in alcuni ambiti: sono pochi? Bene, mettiamo il numero chiuso e facciamo accedere pochi studenti.

Secondo me se si calcolasse l'accesso all'università in base alle previsioni sulle disponibilità future, la situazione migliorerebbe. Non sarà la soluzione che toglie di mezzo il problema, ma è un inizio.

Insomma, non continuiamo a dire: "Eh ma ci sono troppi letterati". Ok, riduciamo il numero, così che quei pochi trovino lavoro. Con un test d'ammissione decente magari riusciamo a far sì che quelli motivati entrino e studino con passione, mentre i "parcheggiandi" non intasano le università.

Che fare con questi parcheggiandi, se non hanno titoli sufficienti per lavorare?
Corso professionale. Gli si dà la possibilità di frequentare qualche corso professionale dove apprendono un mestiere, umile ma utile, e così quando escono da lì sanno fare un lavoro e non restano col sedere per terra.

Io ho conosciuto una persona iscritta a Lingue che, diversamente da me e da altri studenti, durante le lezioni cazzeggiava col telefonino e studiava poco o niente. Come lo so? Perché questa qui è arrivata a giugno con ben SETTE esami da sostenere. Esami che, io lo so perché li ho fatti, non sono semplicissimi ma nemmeno impossibili. Fattibili. Ora, se questa qui continua con quest'attitudine, non mi stupirà vederla senza lavoro tra qualche anno.
Se fosse stato fatto un bel test cazzuto questa pollastra l'avremmo già spennata e fatta fuori, a lavorare che almeno faceva qualcosa di utile invece di cazzeggiare in facoltà.

Sì, il numero chiuso non piace, ma io non vedo altre soluzioni.

n° 93
Io sabato, 6 ottobre 2012

R: Facile soluzione

> La questione a parer mio è di facile soluzione.
>
> Posto che esistono corsi (non parlo di corsi di laurea ma di materie) inutili, e che vanno aboliti proprio perché non danno né una cultura attinente agli studi, né una preparazione pratica, passiamo ai corsi di laurea.
>
> La risposta c'è, si chiama numero chiuso. Non piace quest'espressione, ma secondo me è l'unica.
> Si analizza la situazione lavorativa attuale, si fanno delle stime di quanti e quali figure professionali servono tra 5 anni, e si regolano i numeri. Adesso ci sono tot medici. Tra 5 anni tot medici andranno in pensione, prevediamo che si liberino circa tot posti. Per cui nelle facoltà di Medicina daremo l'accesso a tot studenti, che dovrebbero riuscire a trovare un impiego tra tot anni.
> Certo, non puoi calcolare il numero con precisione, ma è un inizio.
>
> Qua il problema non è l'utilità o meno della laurea. La laurea in SdC può anche essere utile per alcune cose, (io non parlo molto perché non la frequento). La laurea in Lettere può servire in alcuni ambiti: sono pochi? Bene, mettiamo il numero chiuso e facciamo accedere pochi studenti.
>
> Secondo me se si calcolasse l'accesso all'università in base alle previsioni sulle disponibilità future, la situazione migliorerebbe. Non sarà la soluzione che toglie di mezzo il problema, ma è un inizio.
>
> Insomma, non continuiamo a dire: "Eh ma ci sono troppi letterati". Ok, riduciamo il numero, così che quei pochi trovino lavoro. Con un test d'ammissione decente magari riusciamo a far sì che quelli motivati entrino e studino con passione, mentre i "parcheggiandi" non intasano le università.
>
> Che fare con questi parcheggiandi, se non hanno titoli sufficienti per lavorare?
> Corso professionale. Gli si dà la possibilità di frequentare qualche corso professionale dove possano apprendere un mestiere, umile ma utile, e così quando escono da lì sanno fare un lavoro e non restano col sedere per terra.
>
> Io ho conosciuto una persona iscritta a Lingue che, diversamente da me e da altri studenti, durante le lezioni cazzeggiava col telefonino e studiava poco o niente. Come lo so? Perché questa qui è arrivata a giugno con ben SETTE esami da sostenere. Esami che, io lo so perché li ho fatti, non sono semplicissimi ma nemmeno impossibili. Fattibili. Ora, se questa qui continua con quest'attitudine, non mi stupirà vederla senza lavoro tra qualche anno.
> Se fosse stato fatto un bel test cazzuto questa pollastra l'avremmo già spennata e fatta fuori, a lavorare che almeno faceva qualcosa di utile invece di cazzeggiare in facoltà.
>
> Sì, il numero chiuso non piace, ma io non vedo altre soluzioni.


Ah, rettifico: non sono più iscritta a Lingue. Ho passato un test (cazzuto) e sono entrata alla SSLMIT. Giusto per evitare che adesso partano i soliti commenti da "eh pure tu a Lingue non fai un cazzo...". Nono, alla SSLMIT si lavora eccome, vi ci vorrei vedere.

Economista lunedì, 5 settembre 2011

Esperienza Personale

Vorrei ribadire un concetto, l'univeristà ha un ruolo primario di diffusore di conoscenza.
Qualsiasi corso di laurea incrementa l'autostima, la diligenza, la comunicazione dell'individuo rendendolo un cittadino migliore.

La difficoltà delle Facoltà è legata alla necessità che ha di formare professionisti attinenti ad una disciplina che per forza di cose non è paragonabile ad altre. Avere una laurea è come avere una macchina nulla ci dice se è una Ferrari o una Dacia. Entrambe hanno tuttavia un ruolo socioale e quindi economico.

Posso tuttavia raccontare il mio percorso di laurea in Management e Diritto d'Impresa presso la facoltà di Economia della Sapienza.

Iscritti al primo anno: 350
Ritirati: 268
Giunti alla Laurea: 82
In corso, nei 3 anni canonici: 15 circa

Sessione di laurea ecco le votazioni conseguite dal gruppo in cui ero presente in quel giorno:
1 Ha toccato il 100
2 Tra 90 e 100
4 Tra 80 e 90

Per conseguire la laurea in economia in 4 anni ho studiato in media 6 ore al giorno.

Sta a voi trarre le conclusioni da questi dati certi.
Spero soltanto che qualcuno non pensi che siamo un branco di ignoranti per votazioni così esigue in confronto a ben altre facoltà.

Perchè una volta ho dovuto ascoltare il paragone di un mio ex amico del corso di Infermieristica il quale chiedendomi quanti esami l'anno avrei dovuto fare( 6 ) mi rispose convinto: ah quanti ne ho fatti io in questo semestre, sai ogni esame che sostengo sono presenti due o tre esami assieme.


La mia risposta è stato il silenzio compassionevole delle sue convinzioni e dei suoi paragoni.

n° 92
... lunedì, 5 settembre 2011

R: Esperienza Personale

> Vorrei ribadire un concetto, l'univeristà ha un ruolo primario di diffusore di conoscenza.
> Qualsiasi corso di laurea incrementa l'autostima, la diligenza, la comunicazione dell'individuo rendendolo un cittadino migliore.
>
> La difficoltà delle Facoltà è legata alla necessità che ha di formare professionisti attinenti ad una disciplina che per forza di cose non è paragonabile ad altre. Avere una laurea è come avere una macchina nulla ci dice se è una Ferrari o una Dacia. Entrambe hanno tuttavia un ruolo socioale e quindi economico.
>
> Posso tuttavia raccontare il mio percorso di laurea in Management e Diritto d'Impresa presso la facoltà di Economia della Sapienza.
>
> Iscritti al primo anno: 350
> Ritirati: 268
> Giunti alla Laurea: 82
> In corso, nei 3 anni canonici: 15 circa
>
> Sessione di laurea ecco le votazioni conseguite dal gruppo in cui ero presente in quel giorno:
> 1 Ha toccato il 100
> 2 Tra 90 e 100
> 4 Tra 80 e 90
>
> Per conseguire la laurea in economia in 4 anni ho studiato in media 6 ore al giorno.
>
> Sta a voi trarre le conclusioni da questi dati certi.
> Spero soltanto che qualcuno non pensi che siamo un branco di ignoranti per votazioni così esigue in confronto a ben altre facoltà.
>
> Perchè una volta ho dovuto ascoltare il paragone di un mio ex amico del corso di Infermieristica il quale chiedendomi quanti esami l'anno avrei dovuto fare( 6 ) mi rispose convinto: ah quanti ne ho fatti io in questo semestre, sai ogni esame che sostengo sono presenti due o tre esami assieme.
>
>
> La mia risposta è stato il silenzio compassionevole delle sue convinzioni e dei suoi paragoni.

Bravo, abituato come sei a guardare tutto e tutti dall'alto in basso non mi sorprendo di aver trovato un altro dei tuoi commenti (in seguito alla risposta che mi ha dato ieri, dopo aver detto che non ne avresti più date, cosa che invece ho fatto io, lasciandoti di nuovo l'ultima parola, e complimenti per la coerenza) in cui si manifesta il disprezzo che hai nei confronti degli altri che non reputi alla tua altezza, come quel tuo ex-amico che spero sappia che di amici come te è meglio perderne che trovarne. Ah, aspetto la tua ennesima contraddizione, dopo quella di ieri che è visibile pubblicamente da chiunque non ne guasterebbe un'altra anche qui, sotto forma di risposta al messaggio che ho scritto io, persona indegna della tua attenzione e del tuo tempo, in effetti hai un sacco di altri miseri mortali esseri umani da denigrare, o Dio sceso in Terra illuminato di Verità con la V maiuscola da elargire a noi poveri ciechi ottenebrati dall'ignoranza... TSK

Valli martedì, 24 maggio 2011

SDC conta

Sono una laureanda in SDC e vorrei premettere che sono approdata a questo CDL dopo 3 anni di Giurisprudenza. Avevo voti alti e mi mancavano 5 esami al termine della triennale, ma mi stavo ammalando a causa di quello che studiavo. Non mi piaceva, perciò ogni giorno era una lotta finché ho preso in mano le redini della situazione e ho trovato il coraggio di cambiare. Sono felicissima della scelta che ho fatto perché mi rendo conto che trovare lavoro nell'ambito giuridico se hai passione è difficile e se non ce l'hai è impossibile. La facoltà di Giuri, è vero, offre alcune opportunità in più ( ad esempio sono presenti molti concorsi pubblici, mentre per SDC sono rarissimi), ma se non ti interessa quello che studi ti rovini la vita. Ognuno deve cercare di studiare ciò che gli desta più interesse, solo così avrà successo nella vita e troverà un lavoro. Sono convinta che oggi più che in passato il trovare un lavoro dipenda dal singolo più che dal titolo di studio.Quello che intendo è che ormai la maggior parte della popolazione è in possesso di una laurea perciò quello che fa la differenza è la persona! Sono d'accordo con la Gelmini se definisce "inutile" la laurea in SDC sotto l'aspetto economico, perché difficilmente un laureato umanistico ariverà a percepire lo stesso stipendio di un medico, ma non condivido l'inutilità della formazione, nonostante ritengo che alcuni corsi, in Italia andrebbero riformati. Penso che ciò di cui ha bisogno Sdc sia solo una riforma, non un annullamento, infatti corsi di laurea in giornalismo e comuniczione sono presenti in tutto il mondo, perché preponderante è sempre più la materia.

n° 91
Monti mercoledì, 20 luglio 2011

R: SDC conta? 1 CAZZO!

> Sono una laureanda in SDC e vorrei premettere che sono approdata a questo CDL dopo 3 anni di Giurisprudenza. Avevo voti alti e mi mancavano 5 esami al termine della triennale, ma mi stavo ammalando a causa di quello che studiavo. Non mi piaceva, perciò ogni giorno era una lotta finché ho preso in mano le redini della situazione e ho trovato il coraggio di cambiare. Sono felicissima della scelta che ho fatto perché mi rendo conto che trovare lavoro nell'ambito giuridico se hai passione è difficile e se non ce l'hai è impossibile. La facoltà di Giuri, è vero, offre alcune opportunità in più ( ad esempio sono presenti molti concorsi pubblici, mentre per SDC sono rarissimi), ma se non ti interessa quello che studi ti rovini la vita. Ognuno deve cercare di studiare ciò che gli desta più interesse, solo così avrà successo nella vita e troverà un lavoro. Sono convinta che oggi più che in passato il trovare un lavoro dipenda dal singolo più che dal titolo di studio.Quello che intendo è che ormai la maggior parte della popolazione è in possesso di una laurea perciò quello che fa la differenza è la persona! Sono d'accordo con la Gelmini se definisce "inutile" la laurea in SDC sotto l'aspetto economico, perché difficilmente un laureato umanistico ariverà a percepire lo stesso stipendio di un medico, ma non condivido l'inutilità della formazione, nonostante ritengo che alcuni corsi, in Italia andrebbero riformati. Penso che ciò di cui ha bisogno Sdc sia solo una riforma, non un annullamento, infatti corsi di laurea in giornalismo e comuniczione sono presenti in tutto il mondo, perché preponderante è sempre più la materia.

silvia sabato, 14 maggio 2011

scannarsi per cosa?

santo dio! ma ci rendiamo conto a che livello siamo arrivati? leggi i commenti e ti accorgi che sono tutti un "io sono più bravo", "io trovo più lavoro", "la mia laurea è più importante della tua"...più che un forum di universitari francamente mi sembra l'asilo Mariuccia. insomma, ognuno sceglie la facoltà che vuole, perchè gli piace, che diamine. voi tutti avvocati, medici, biotecnologi, siete superiori in base a quale criterio? sfido qualunque fisico a studiarsi linguistica generale, storia medievale moderna contemporanea o qualunque altra materia umanistica, e allo stesso modo sfido qualunque studente di lettere/sdc/scienze politiche a dare un esame di analisi o di meccanica. ognuno avrà una competenza specifica nel suo campo, che gli verrà in primis dalle attitudini personali!
quanto al tempo dedicato allo studio, ma che senso ha basarsi sugli stereotipi? perchè dire che uno studente di giurisprudenza studia tanto e invece uno di sdc cazzeggia? ma cosa ne sapete se non lo frequentate? comodo basarsi sui pregiudizi. INNANZITUTTO vorrei sottolineare che i fancazzisti parcheggiati in università ci sono in QUALUNQUE facoltà, sì, ANCHE QUELLE PRIVATE. anche a economia o qualunque altra facoltà "più importante" o "più seria". io non frequento sdc, e dunque non mi esprimo sulla difficoltà o meno di un esame, quindi perchè dovete farlo voi? non vorrei dire, ma quantità di studio/impegno/ore sui libri ecc a casa mia si valutano in base alla capacità e all'organizzazione di una persona, indipendentemente dalla facoltà che frequenta. uno studente di medicina può impiegarci un mese a preparare l'esame di anatomia, così come uno studente di sdc può impiegare altrettanto per preparare storia del giornalismo, non ha alcun senso generalizzare.
non esiste un corso di laurea più importante di un altro, finitela di scannarvi e insultarvi!

n° 90
FRA domenica, 15 maggio 2011

R: non esiste un corso di laurea più importante di un altro, esistono corsi di laurea estremamente più facili di altri!

> santo dio! ma ci rendiamo conto a che livello siamo arrivati? leggi i commenti e ti accorgi che sono tutti un "io sono più bravo", "io trovo più lavoro", "la mia laurea è più importante della tua"...più che un forum di universitari francamente mi sembra l'asilo Mariuccia. insomma, ognuno sceglie la facoltà che vuole, perchè gli piace, che diamine. voi tutti avvocati, medici, biotecnologi, siete superiori in base a quale criterio? sfido qualunque fisico a studiarsi linguistica generale, storia medievale moderna contemporanea o qualunque altra materia umanistica, e allo stesso modo sfido qualunque studente di lettere/sdc/scienze politiche a dare un esame di analisi o di meccanica. ognuno avrà una competenza specifica nel suo campo, che gli verrà in primis dalle attitudini personali!
>
> quanto al tempo dedicato allo studio, ma che senso ha basarsi sugli stereotipi? perchè dire che uno studente di giurisprudenza studia tanto e invece uno di sdc cazzeggia? ma cosa ne sapete se non lo frequentate? comodo basarsi sui pregiudizi. INNANZITUTTO vorrei sottolineare che i fancazzisti parcheggiati in università ci sono in QUALUNQUE facoltà, sì, ANCHE QUELLE PRIVATE. anche a economia o qualunque altra facoltà "più importante" o "più seria". io non frequento sdc, e dunque non mi esprimo sulla difficoltà o meno di un esame, quindi perchè dovete farlo voi? non vorrei dire, ma quantità di studio/impegno/ore sui libri ecc a casa mia si valutano in base alla capacità e all'organizzazione di una persona, indipendentemente dalla facoltà che frequenta. uno studente di medicina può impiegarci un mese a preparare l'esame di anatomia, così come uno studente di sdc può impiegare altrettanto per preparare storia del giornalismo, non ha alcun senso generalizzare.
>
> non esiste un corso di laurea più importante di un altro, finitela di scannarvi e insultarvi!

All'università tutti dicono che chi frequenta scienze della comunicazione è un fancazzista: per prepararsi agli esami va una giornata in biblioteca, apre il libro 15 minuti e poi si prende una pausa cazzeggio di 3 ore, per passare infine gli esami con 30 o giù di lì... Se lo dicono in tutte le università un fondo di verità ci sarà pure! Odio e disprezzo con tutto me stesso il ministro Gelmini, il governo di cui fa parte e la riforma CONTRO l'istruzione che ha varato, ma per una volta ha detto una frase sensata che condivido appieno... Certo, da qui ad eliminare tutti i corsi di laurea che MaryStar ritiene inutili ce ne passa!

fuori3 domenica, 8 maggio 2011

é l'università che è inflazionata

L'università tutta è inflazionata, ma da qui a dire che è inutile ce ne corre.

Non tutto risponde alle dinamiche del mercato del lavoro e bisogna avere gli strumenti per potersi fronteggiare con il mondo attuale. Conosco ragazzi di assoluto valore che frequentano ogni corso di laurea.

Anche Scienze della comunicazione. Inutile? Da cosa? Dai posti di lavoro che non si trovano? Dal numero di studenti che non si laureano? Se così dobbiamo chiudere proprio tutta l'università.

Certo, qualche domanda bisogna farla ragazzi. Soprattutto dare qualche risposta!

www.fuori3.it

n° 89
silvia domenica, 8 maggio 2011

R: é l'università che è inflazionata

> L'università tutta è inflazionata, ma da qui a dire che è inutile ce ne corre.
>
> Non tutto risponde alle dinamiche del mercato del lavoro e bisogna avere gli strumenti per potersi fronteggiare con il mondo attuale. Conosco ragazzi di assoluto valore che frequentano ogni corso di laurea.
>
> Anche Scienze della comunicazione. Inutile? Da cosa? Dai posti di lavoro che non si trovano? Dal numero di studenti che non si laureano? Se così dobbiamo chiudere proprio tutta l'università.
>
> Certo, qualche domanda bisogna farla ragazzi. Soprattutto dare qualche risposta!
>
> www.fuori3.it

All'università tutti dicono che chi frequenta scienze della comunicazione è un fancazzista: per prepararsi agli esami va una giornata in biblioteca, apre il libro 15 minuti e poi si prende una pausa cazzeggio di 3 ore, per passare infine gli esami con 30 o giù di lì... Se lo dicono in tutte le università un fondo di verità ci sarà pure! Odio e disprezzo con tutto me stesso il ministro Gelmini, il governo di cui fa parte e la riforma CONTRO l'istruzione che ha varato, ma per una volta ha detto una frase sensata che condivido appieno... Certo, da qui ad eliminare tutti i corsi di laurea che MaryStar ritiene inutili ce ne passa!

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