
A Roma è stato presentato il
Decimo rapporto sullo stato del sistema universitario realizzato dal Cnvsu, il Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario. Il rapporto vuole analizzare il mondo accademico italiano ad 8 anni dalla riforma universitaria che ha portato all'introduzione del 3+2. Come si legge nel rapporto, "le analisi effettuate consentono di
fornire elementi sulle situazioni, comportamenti ed evoluzioni che si ritengono validi sia del sistema universitario nel suo complesso, sia delle singole università, ma anche e soprattutto di
indicare gli elementi di debolezza del sistema se non veri e propri campanelli di allarme che richiedono riflessioni ed interventi a livello sia centrale che di ciascun ateneo".
Negli ultimi decenni il numero degli iscritti all'università è aumentato notevolmente, passando dai 718.000 del 1970/1971 ad un milione e 809.000 nel 2007/2008. Ma
negli ultimi anni, dopo il picco toccato grazie all'introduzione della riforma, il numero degli immatricolati è in calo: nel 2003/2004 erano 338.000 i nuovi iscritti, mentre nel 2007/2008 307.533. In termini di percentuale, i diplomati che nel 2002/2003 hanno deciso di proseguire gli studi erano il 74,5%, mentre nel 2007/2008 il 68,4%.
Alla fine anni 90 "la scelta della facoltà avveniva per lo più secondo la moda del momento, con conseguenze rilevanti sullo sviluppo e la conclusione degli studi".
Il 25% delle matricole erano studenti inattivi, cioè non avevano dato nessun esame alla fine del primo anno;
il tasso di abbandono dopo il primo anno era del 21,3%; il 44% degli studenti era fuori corso; il 45,7% degli iscritti erano studenti attivi, cioè hanno dato almeno un esame durante l'anno;
il 40-45% degli immatricolati arrivavano alla laurea, concludendo il percorso di studi.
In base allo studio di questi dati, alla fine del decennio scorso si è iniziato a pensare che "gli strumenti più opportuni per migliorare l'efficienza dei processi di formazione" fossero
"l'orientamento, anche prima della conclusione degli studi della scuola media superiore e il tutoraggio durante gli anni di studio all'università".
Nel 2007/2008 solo 39.000 studenti, pari al 2,2% degli iscritti, hanno scelto un impegno part-time all'università, anche se "gli studenti che si impegnano a tempo pieno sono molto meno numerosi degli iscritti, sia per le difficoltà incontrate negli studi, sia perché magari stanno svolgendo un'attività lavorativa durante il periodo universitario". Rispetto al decennio scorso e al periodo pre-riforma, la situazione è un po' cambiata:
oggi circa il 40% degli studenti iscritti è fuori corso, mentre gli studenti in corso sono poco più di un milione, pari al 60,2%. Rispetto al 2006/2007,
nel 2007/2008 la quota degli abbandoni è scesa dal 20% al 17,7% e la quota degli immatricolati inattivi è scesa dal 15,7% al 12,5%.
Le facoltà con studenti più regolari risultano essere quelle con prove di selezione all'ingresso e accessi programmati. Nel 2007/2008, il numero dei laureati, è sceso, per la prima volta negli ultimi 3 anni, sotto la soglia dei 300.000: nel corso del 2008 si sono infatti laureati (laurea triennale, specialistica o di vecchio ordinamento) 293.084 studenti, 7.051 in meno rispetto al precedente anno accademico. Secondo il rapporto, comunque,
un segnale incoraggiante arriva dal tasso di successo nei corsi di laurea di primo livello: il 57% degli immatricolati nel 2004/2005 ha ottenuto la laurea nel 2008. Ma questo tasso potrebbe diminuire nei prossimi anni "quando si esaurirà l'effetto del passaggio degli studenti dal vecchio al nuovo ordinamento".
In generale nel "confronto tra gli anni 2005, 2006, 2007 e 2008, si evidenzia la
flessione sia della proporzione di laureati in corso (dal 35,6% nel 2005, al 30,3% nel 2006, al 29,9% nel 2007 fino al 26,8 nel 2008),
sia di quelli che hanno conseguito il titolo un anno oltre la durata normale del corso (10,4% in meno rispetto al 2005)". Per quanto riguarda infine i l
aureati precoci, cioè coloro che si laureano prima dei tempi previsti per il conseguimento del titolo, nell'ultimo anno accademico preso in considerazione sono diminuiti, ma "rappresentano ancora nel 2008 il 4,3% dei laureati" totali.
ma mi faccia il piacere!
Concordo con chi dice che il 3+2 è una boiata pazzesca! Invece di accorciare il corso di studi, lo si allunga terribilmente, perchè andare fuori corso è molto più facile.
Per chi dice che vogliono tenerci fuori corso all'uni, informatevi! E' esattamente il contrario! Con la nuova riforma universitaria saranno le facoltà a "pagare" per gli studenti fuori corso con i propri fondi, e non con quelli che il ministero normalmente eroga per gli studenti in corso. Quindi è nell'interesse delle facoltà avere meno fuori corso possibile poichè questi studenti pesano direttamente sul bilancio di ciascuna di loro.
In fine, per quanto riguarda il discorso di "scienze del niente", credo che per alcune facoltà sia assolutamente valido (i vari scienze della formazione, educazione, comunicazione e così via). Sicuramente chi studia matematica o lingue o ingegneria o medicina ha da sudare molto di più, poichè spesso deve rispettare le varie propedeuticità o ha esami con programmi lunghi e complessi con tanto di prove scritte. Insomma, mi sembra ridicolo che ci siano laureati come me, che ho dovuto sudare, che al posto degli esami vanno a seguire seminari e convegni o inutili tirocini per acquisire CFU per i quali io, al contrario, ho passato le notti sui libri. E queste persone, magari, si lamentano anche che gli appelli d'esame sono fissati subito dopo le festività! VERGOGNATEVI! Si vede che non fate niente e non avete fretta di finire, ma che soprattutto non avete capito che l'università, se veramente vi interessa, è sacrificio! Altro che vacanze!
Studente Bocconi CLES - fuoricorso
Per me il 3+2 non è di per sé una boiata. Il fatto è che si è tramutato in realtà nel tentativo di compresare tutti gli esami di una laurea di 5 anni in una di 3..
In bocconi ho 10esami all'anno con 1sessione a settembre, 2 a gennaio/febbraio e 2 a giugno/luglio.. e la norma è che ti trovi da dare 4 esami in una settimana sola, a distanza di 1/2gg l'uno dall'altro... se non addirittura due esami in un giorno se hai esami arretrati e si accavallano le date.. direi che è una vita impossibile...
per lo meno a pensare ad un mio amico che fa scienze della comunicazione a varese... lì OGNI MESE c'è una sessione per tutto... cioè... una pacchia... apri i libri e fai un esame al mese.. senza avere i panici organizzativi di 4esami in una settimana...
il sunto è: ci fossero quel 20% di esami in meno e quel 20% di sessioni in più... unite ad una migliore ampiezza del periodo delle sessioni... anziché il 40%, quelli in corso sarebbero molti di più..
poi lasciatemi dire.... che LE università sono ingegneria, architettura, medicina, giurisprudenza, economia, lettere, lingue e filosofia. stop.
non se ne può più di vedere considerati "laureati" persone che han fatto scienze del niente.. che ti dicono "sì ho fatto anch'io esami di economia" ... ma cosa?!??!?!
"principi di micro e macro economia" ?!?!? ma ti sembra un esame di economia?!?!?! si e no 2 pagine su 300 di formule!??! ma dai... oppure "anch'io ho dato diritto"... magari soltanto diritto pubblico e niente privato né commerciale né del mercato del lavoro... e magari lo stesso libro ma metà delle pagine.. esami tipo "economia della comunicazione"... ma cos'èèèèè?!??!??!?!??!?!? è come se ad uno che fa medicina gli dicessi "sì sì anch'io ho dato esami di medicina.... anatomia della comunicazione" pfffff..... davvero..
questo è perché gli iscritti son passati da 700'000 ad un milione ed 8... per la creazione di queste università fuffa...
e comunque: BASTA AVVOCATI!! BASTA!!! SINDACO IN INGLESE SI DICE ADMINISTRATOR.. AMMINISTRATORE... MANAGER... uno che sappia amministrare... non uno che sappia interpretare la legge!!! uno che sappia come gestire il personale.. stabilire un piano di programmazione.. prevedere gli effetti dell'introduzione di una tassa distorsiva... NON SI PUO' AVERE UN PARLAMENTO FATTO DI AVVOCATI... leggi ok scritte ma anche pensate da avvocati.... l'avvocato ha in mente che i problemi si risolvano creando una nuova legge, una nuova regola... niente di più sbagliato al mondo... nn se ne può più di avvocati alla gestione delle cose pubbliche, vogliamo più economisti, più tecnici!!!
:D ok stop.. ciao!
R: Studente Bocconi CLES - fuoricorso
Mi stupisco di come uno studente universitario possa fare dichiarazioni del genere..
Come puoi credere che il mondo vada avanti solo grazie alle poche professioni che hai elencato?
Non hai il minimo rispetto per tutte quelle persone che dedicano la loro vita alle scienze pure!
O pensi che il tuo i-Phone sia stato inventato da un avvocato..?
R: Studente Bocconi CLES - fuoricorso
Ma cosa dici???? Ma uno deve pensare prima di scrivere. Vorresti magari fare il chimico al posto mio?? O magari il fisico sempre con la laurea in economia? E aggiungo anche che il corso di chimica è tostissimo e tanti lo abbandonano per questo motivo.
R: Studente Bocconi CLES - fuoricorso
Il tuo commento mi ha offesa. Chi sei tu per giudicare quali sono LE università? Voglio farti notare che scienze della comunicazione non è uguale in tutti gli atenei, per esempio a Bologna (dove ho studiato io) i 110 si contano sulle dita di una mano, i buoni voti te li devi sudare e i contenuti sono ragionati e sensati. Hai ragione circa la scarsità di vere nozioni di economia, ma devo ammettere che con la riforma stanno aggiungendo esami più specifici. Durante la specialistica ho fatto uno stage presso uno studio che organizza congressi ed eventi di vario genere, e ti dico solo una cosa: hanno un amministratore che si occupa della parte economica. Peccato solo che anche la parte creativa e organizzativa sia necessaria: dal logo ai materiali pubblicitari. Queste cose chi le può fare, tu con la tua laurea in economia e i tuoi esami di micro? Non generalizzare definendo il mio corso di laurea "scienze del niente". In Francia, dove ho fatto l'erasmus, scienze della comunicazione non è così mal vista. A proposito, io parlo Francese e Inglese correntemente, oltre che tedesco e spagnolo base.Pensi davvero che per lavorare all'ambasciata mi serviranno le nozioni di economia? Che mi diranno: "Signorina, cosa contano tutte le sue competenze linguistiche e di scrittura, quando non sa cos'è il Bilancio d'Esercizio?". P.S: ti dico quali sono le sessioni a comunicazione: ottobre, gennaio, aprile, giugno. Informati prima di generalizzare.
R: Studente Federico II di Napoli
il 3+2 è una cavolata...perchè non si puo pensare di prendere scorciatoie per formare un ingegnere o un medico...tanto per fare un esempio con la triennale in ing edile o civile puoi fare poco più di un geometra e quindi fa da se...devi fare la specialistica..è solo un modo per far sembrare il percorso di studi più breve invogliado ad iscriversi.....è inutile per avere una figura competente in ogni campo non c'è modo di prendere scorciatoie...bisogna avere tutte le conoscenze adeguate...ed è impensabile che le conoscenze di un ingegnere di 20 anni fa che impiegava 5 anni per laurearsi (se era un genio)possano entrare nella testa in 3 anni....risultato incompetenti che distrugeranno la società
Università? ...o scuola elementare?
beh a giudicare dagli "elaborati" qui riportati... c'è da spararsi!
prima della laurea, in ordine logico, dovrebbe esserci l'imparar a leggere e scrivere... no?
R: Università? ...o scuola elementare?
Concordo, ma quando lo dico io però vengo subito coperto da una marea di insulti.
studente
il 3+2 in Italia è stato fatto solo per adeguarsi alle altre università europee in un ottica comune. Dal punto di vista della qualità dei corsi, la ritengo scadente perchè come leggevo nei commenti precedenti è appunto una corsa ai cfu. Secondo me si poteva dividere, come nel vecchio ordinamento, chi prendeva il diploma di laurea dopo i tre anni e chi prende la laurea dopo i 5 anni. Non svalutiamo la scuola e l'università, esse costutiscono il luogo della formazione e della preparazione per le classi future, se la scuola è scadente che mondo del lavoro futuro potremo avere?
non essere una "macchina" a esami può essere la soluzione(niente bigliettini ragazzi!)...
secondo me il problema non è il sistema 3+2 ma sono gli studenti!infatti arrivano all'universtià con un bagaglio abbasanza importante(riferendomi solo ai voti delle superiori) ma mi accorgo che loro non hanno in generale una motivazioni reale per lo studio come e andassero all'università/scuola solo per far piacere a qualcuno o perché bisogna andare a scuola.sono tuute e due motivi che fanno relativamente parte di ciò che può spingere uno allo studio però secondo meuno chesi basa su quelle cose non potrà tener per molto tempo.inoltre all'università non è solo fatto per dare gli esami(anche se risulta uno degli scopi prioritarie)perché se vede lo studente che studia solo per passare senza spesso cercare di capire il perché certe cose vanno fatte? e a che servono?quali sono i legami tra le materie? une volta che lo studente risponderà a queste domande per ogni materia sarà meno difficile sbagliare nel proprio percorso universitario e per qualcuno signifecherebbe gli esami saranno me difficili da passre e la Laurea sarà a portata di mano.Dobbiamo sempre fare quello che facciamo con piacere e così le difficoltà diventaranno delle sfide che potremmo vincere con orgoglio!ciao a tutti e AUGURI!!!!!!!! :
R: non essere una "macchina" a esami può essere la soluzione(niente bigliettini ragazzi!)...
Non sono daccordo. Scusami, non per essere offensiva ma io sono una di quei disgraziati che sta facendo la triennale e posso dirti che forse non hai ben chiaro cosa voglia dire. Io sono assolutamente motivata: sono in pari con tutti gli esami, e ho sempre cercato di capire ogni materia il più possibile,anche perchè dal momento che faccio ingegneria informatica, buona parte delle mie materie hanno importanti riscontri pratici, anche quelle che possono sembrare un pochino più astratte. Il punto è che non c'è tempo fisico di assimilare una materia: gli stessi professori corrono per finire il programma, che comunque è notevolmente tagliato rispetto a un corso completo semestrale. Questo si traduce nel fatto che la maggior parte delle cose sono lasciate da capire a noi studenti: se ci riusciamo, bene, se no affari nostri. La "corsa agli esami" non è certo una nostra scelta: ma con due mesi di lezione,uno di esami, e poi si ricomincia, anche saltare un solo esame significa passare una sessione futura a pregare che non si acccavalli con gli esami del ciclo(cosa che puntualmente avviene: con 10 esami all'anno, nulla di più facile). Oppure certo, prendiamoci un mese per esame: così capiamo bene la materia, cosa importa che usciamo dall'università dieci anni fuori corso...ops nessuno assume un ingegnere così incapace. Che peccato. Però ho capito le materie e non ho fatto la "macchinetta da esami". Evviva
R: non essere una "macchina" a esami può essere la soluzione(niente bigliettini ragazzi!)...
E' vero, solo che per rispondere a queste domande bisogna essere già dentro al sistema, e quindi puoi farlo solo quando sei già avanti con gli studi. Questo problema non è risolvibile.